Diane Chamberlain,.

L'OMBRA DEL FARO.

Titolo originale: Kiss River.
Traduzione di Claudia Terraneo.
2004 Harlequin Mondadori, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Un giudizio.
"Diane Chamberlain riesce a esplorare come poche grandi narratrici le relazioni interpersonali e sa farlo in maniera sorprendente, originale e sempre ricca di colpi di scena."
Associated Press.
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PRESENTAZIONE.
Una giovane donna delusa dalla
vita arriva a Kiss River, un posto
abbandonato dal mondo.
Che cosa nasconde quel faro maestoso
che si affaccia sull'oceano in tempesta?
E quali remoti segreti verranno a galla in
un diario del secolo scorso? Lampi di verit
lontane ma ancora scottanti, un amore
sbocciato durante la seconda guerra
mondiale, traffici di spie, ricordi dolorosi,
ferite mai rimarginate ma anche la conquista
di una nuova identit del cuore e della
mente, molto pi di quanto quella donna
avesse sperato di trovare a Kiss River:
l'occasione di una nuova vita.
Appena arrivata a Kiss River, nel Nord
Carolina, Gina Higgins scopre con disappunto
che il vecchio faro che ha cercato con tanta
determinazione  ormai in rovina, quasi
distrutto da una violenta tempesta. Ma a
Gina non mancano l'ostinazione e il coraggio
e riesce a sistemarsi nella casa che un tempo
era stata del guardiano del faro, e che ora 
abitata dal malinconico e introverso Clay e
da sua sorella, la disinibita Lacey. Basta poco
a Gina per farsi accettare dalla piccola comunit
di Kiss River e, lavorando nel bar del
paese, viene a conoscere facilmente i segreti
dei suoi abitanti.
La storia di Gina si intreccia con quella di
Elizabeth, la figlia quindicenne del guardiano
del faro, che nel 1942 ha affidato alle pagine
di un diario le sue avventurose scoperte,
l'emozione del primo amore, le passeggiate
sulla spiaggia con i guardacoste mentre i
sottomarini tedeschi affondavano le navi
americane.
Un'appassionata ricerca negli abissi dell'oceano
che riporta in superficie un segreto prezioso,
due donne e due vicende distanti pi di
cinquantanni, eppure intimamente legate da
un filo sottilissimo che solo un'abile narratrice
come Diane Chamberlain sa svelare con maestria
e momenti di grande suspense, regalando
pagine di rara commozione e bellezza.
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L'AUTRICE.
Diane Chamberlain, autrice americana, pu vantare
anche in Italia un pubblico di fedeli lettori
e prestigiosi premi letterari.
Ne I Chiaroscuri  gi stato
pubblicato con grande successo
Tieni acceso il piacere della lettura.
I Chiaroscuri raccontano storie emozionanti,
intense, avvincenti, imprevedibili, scritte
dai migliori autori di bestseller internazionali.
Romanzi thriller, noir, gialli;
romanzi d'avventura, d'amore, di sentimenti;
romanzi psicologici, storici.
Romanzi, e basta.
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Questa  un'opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a fatti persone della vita reale  puramente casuale.
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Ad Haseena e a tutti gli altri bambini in attesa.
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Il legame che unisce la tua vera famiglia non  quello
del sangue, ma quello del rispetto e della gioia per le
reciproche vite. Di rado gli appartenenti a una famiglia
crescono sotto lo stesso tetto.
Richard Bach.
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Capitolo 1.

Dal condizionatore della vecchia auto usciva un'aria calda e
soffocante. Se Gina fosse riuscita a dimenticare almeno per un
attimo la ragione di quel viaggio, il pensiero del costo della riparazione
sarebbe bastato a farla rabbrividire. Invece si limit
ad abbassare il finestrino e a lasciare che la tiepida brezza marina
entrasse nell'auto. Respir profondamente l'aria salmastra,
cos diversa da quella del Pacifico a cui era abituata. L'umidit
le aveva increspato i capelli e i ricci scuri le ricadevano
sulla fronte, ma non le importava. Dopo aver guidato per sei
giorni e aver dormito per sei notti sul sedile dell'auto, dopo le
docce rubate a palestre di cui non era socia e dopo un susseguirsi
di pasti ai fast food, era quasi arrivata.
Il lungo ponte che stava attraversando era intasato dal traffico.
Avrebbe dovuto aspettarselo. Era un venerd sera di fine
giugno e la zona degli Outer Banks, nel Nord Carolina, era una
meta turistica rinomata. Non sarebbe stato facile trovare una
stanza per la notte. Non aveva prenotato. Era abituata alla costa
nordoccidentale del Pacifico, dove il litorale scosceso e l'acqua
troppo fredda scoraggiavano i viaggiatori.
Le auto in coda avanzavano lente e Gina ne approfitt per
consultare la cartina aperta sul volante. Procedendo a passo
d'uomo, scese dal ponte, oltrepass una scuola e un campo
sportivo, poi, quando molte auto svoltavano a destra per imboccare
la statale 12, lei gir a sinistra ed entr nell'area che
sulla cartina era indicata come Southern Shores.
Attraverso il finestrino aperto le arrivava il rumore dell'oceano,
ma non riusciva ancora a vederlo. Sentiva le onde infrangersi
sulla spiaggia, sotto le case con il tetto a terrazza che
si alternavano ad abitazioni moderne e a vecchi cottage. Nonostante
la lunga coda di auto, gli Outer Banks ora si estendevano
davanti a lei selvaggi e incontaminati. Era un paesaggio
molto diverso da quello che aveva immaginato mentre leggeva
il diario.
A mano a mano che procedeva lungo la strada serpeggiante,
la vegetazione s'infittiva, fra le querce e altre piante che
non conosceva. Si avvicinava a Duck, una cittadina pittoresca
e dall'aria costosa, poi avrebbe attraversato una localit chiamata
Sanderling, quindi avrebbe raggiunto una riserva naturale
e subito dopo avrebbe dovuto trovare le indicazioni per
Kiss River. Il faro distava ancora alcuni chilometri, ma Gina
ogni tanto scrutava il cielo nella speranza di vederlo spuntare
fra le cime degli alberi. In realt sapeva che non poteva essere
visibile da quella distanza, nonostante fosse il faro pi alto di
tutto il Paese, ma non riusciva a smettere di cercarlo.
Una volta entrata a Duck, Gina ebbe pi tempo di quanto
ne desiderasse per osservare la cittadina e i suoi negozi, visto
che le auto in coda erano praticamente ferme. Di quel passo sarebbe
arrivata a Kiss River con il buio. Aveva sperato di essere
l per le cinque, invece erano quasi le sette e il sole calava gi
all'orizzonte. Si chiese se il faro restasse aperto anche di notte.
Per quanto ne sapeva, forse non era neppure accessibile al pubblico.
Sperava che fosse ancora in funzione. Le sarebbe piaciuto
poter vedere Kiss River sotto la luce intermittente del faro.
Pens che probabilmente, anche nel caso in cui fosse possibile
visitarlo, non sarebbe stato permesso entrare nella stanza della
lanterna. Avrebbe dovuto escogitare qualcosa. Del resto in
quei giorni aveva scoperto di essere piuttosto brava a mentire.
La prima volta che si era intrufolata in una palestra per farsi
una doccia, all'inizio del viaggio, era imbarazzata e a disagio,
terrorizzata all'idea che la scoprissero e la sbattessero fuori.
Quando era entrata nel club di Norfolk, invece, quasi non si ricordava
nemmeno di essere un'intrusa. Il fine giustifica i mezzi,
pens.
Cos, anche se era vietato accedere alla stanza della lanterna,
avrebbe trovato comunque il modo di entrarci. Era quello lo scopo del suo viaggio. Avrebbe parlato con qualcuno, il
guardiano, la guida o chiunque avesse incontrato, e si sarebbe
inventata una scusa. Avrebbe detto che doveva fare delle ricerche,
che stava scrivendo un articolo sul faro, oppure che era
una fotografa. In un modo o nell'altro, sarebbe arrivata fino alla
lente di Fresnel.
La strada che attraversava il parco naturale le sembr interminabile,
ma almeno il traffico era diminuito. Molte delle
auto avevano svoltato nelle strade secondarie, dirette alle case
sulla spiaggia. Ora si procedeva pi spediti e non c'erano quasi
pi curve. Gina consult di nuovo la cartina. Non doveva
mancare molto all'indicazione per il faro. La strada per Kiss River
avrebbe piegato a destra, per inoltrarsi tra le querce rosse
e i pini marittimi, anche se forse il paesaggio era cambiato dal
tempo in cui era stato scritto il diario. Forse gli alberi erano stati
abbattuti per far posto alle case dei turisti.
Finalmente intravide una stradina che procedeva verso est
e che si insinuava fra gli alberi. Gina accost per consultare la
cartina. Non c'erano cartelli e nulla faceva pensare che in fondo
alla strada ci fosse qualcosa, ma doveva essere da quella parte.
Sulla cartina si vedeva la costa protendersi verso il mare. Non
c'erano fiumi a Kiss River, era solo un promontorio, con un nome
stravagante e un faro. Per il faro era pur sempre un'attrazione
turistica. Strano che non ci fossero cartelli.
Si domand se non fosse meglio proseguire lungo la strada
principale e cercare un altro bivio, ma poi pens che forse
il cartello era stato abbattuto dal vento o da un'auto finita fuori
strada. Decise di fidarsi della cartina e svolt a destra.
Pochi metri pi avanti, la strada curv a sinistra e la vegetazione
divenne ancora pi fitta. Era quasi buio ormai e l'auto
sobbalzava di continuo sulle buche e sui sassi. Dal finestrino
aperto, Gina sentiva il brusio dei grilli e delle rane. Pi avanzava,
pi il suono si faceva insistente.
All'improvviso vide uno slargo in mezzo al bosco e la strada
si interruppe. Gina si ferm e accese la luce all'interno dell'auto.
La cartina indicava la presenza dello slargo, dal quale
partiva una stradina pi piccola che portava al faro. Guard a
sinistra e vide un sentiero, ma il passaggio era ostruito da una
catena arrugginita, su cui era appeso un cartello: non oltrepassare.
C' qualcosa di strano, pens. Anche se il faro fosse stato
chiuso al pubblico, il terreno circostante e la casa del guardiano
dovevano comunque essere accessibili.
Controll di nuovo la cartina. Non c'erano altre strade simili,
che terminavano in uno slargo. Doveva essere quella giusta.
Guard il sentiero al di l della catena, era buio e ostruito
dai rami degli alberi.
Non si era mai considerata un tipo coraggioso, bench negli
ultimi mesi avesse scoperto delle risorse che non immaginava
di avere. Scese dall'auto e si chiuse la portiera alle spalle.
Aveva una torcia elettrica nel bagagliaio, ma le pile si erano
scaricate da qualche parte nel Kentucky, cos port con s
solo la cartina e la macchina fotografica e si diresse verso lo
slargo. Un'estremit della catena era appesa a un albero, l'altra
era fissata a un paletto. Lo aggir e si incammin lungo il
sentiero.
Anche se non era la direzione giusta, pens, non c'era nulla
di male a tentare. Il peggio che potesse succederle sarebbe
stato slogarsi una caviglia inciampando in una radice o finire
nella propriet di qualche sconosciuto. Si sarebbe scusata e
avrebbe chiesto indicazioni per raggiungere il faro. Poi per si
ricord dei cavalli. In quella zona c'erano cavalli selvatici, e cinghiali.
Lo aveva letto sul diario. Cerc di ignorare i battiti accelerati
del cuore e si concentr sui rumori intorno a lei, in ascolto
di un eventuale nitrito o dello schiocco di rami spezzati. In
quel punto la vegetazione era cos fitta da attutire ogni suono,
si sentiva solo il brusio incessante dei grilli. D'un tratto, Gina
realizz che pi tardi sarebbe dovuta tornare indietro per quello stesso sentiero, e sarebbe stato ancora pi buio.
Quanta strada aveva percorso? Non pi di cinquecento metri,
probabilmente. Si ferm e scrut fra gli alberi. Sulla cartina
il sentiero sembrava abbastanza breve, a quel punto avrebbe
gi dovuto vedere la cima del faro. Riprese a camminare e
sent un rumore, come un lamento. Le ci volle qualche minuto,
prima di capire che era l'oceano. Sembrava vicino.
Davanti a lei il sentiero curvava leggermente verso destra.
In quel punto la vegetazione era meno fitta e fra i rami degli
alberi Gina intravide una luce. Acceler il passo e all'improvviso
si ritrov fuori dal bosco, in uno slargo coperto di sabbia.
Forse in passato era stato il parcheggio per i visitatori del faro.
Comunque, una cosa era certa: adesso il faro di Kiss River non
era pi aperto al pubblico.
Attraverso gli alberi e gli arbusti che circondavano il parcheggio,
Gina vide una parete curva di mattoni bianchi. Cap
subito che qualcosa non andava. C'era un sentiero stretto che
passava in mezzo agli alberi e lo imbocc. I rami le graffiarono
le braccia nude. Giunta alla fine, si ferm e guard con orrore
davanti a s.
No! grid.
Di fronte a lei si innalzava il faro, ma mancava tutta la parte
superiore. La stanza della lanterna non c'era pi e della torre
non restavano che i tre quarti dell'altezza originaria. In cima,
i gradini di ferro della scala interna sporgevano di qualche
metro sopra la struttura diroccata.
Gina rimase ferma, come intontita, incapace di reagire. Non
c'era da meravigliarsi che non ci fossero cartelli, che l intorno
non ci fosse anima viva. Doveva essere stato l'oceano a distruggere
il faro. Anche adesso, nonostante la sabbia umida sotto
i suoi piedi indicasse che la marea era ancora bassa, le onde
si accanivano contro la base della torre. Una tempesta, pens.
Questo  il risultato di una maledetta tempesta.
Fu presa dal panico. Era arrivata fin l per niente. Chiuse
gli occhi e si lasci sopraffare dal rumore delle onde che si infrangevano
contro la parete e dagli spruzzi salati che le bagnavano
il viso.
Riapr gli occhi e avanz di qualche passo verso la torre.
Vide una casa, a una ventina di metri sulla sinistra. La casa del
guardiano del faro. Doveva essere abbandonata da anni, per
non c'erano assi inchiodate alle finestre e sotto il portico spiccavano
due sedie bianche.
Gina guard di nuovo la torre, poi si sfil i sandali, li raccolse
ed entr in acqua. Era pi fredda di quanto pensasse.
Cammin piano fra le onde, con l'acqua che le arrivava alle ginocchia.
A ogni passo, i piedi affondavano nella sabbia.
Sal i tre scalini di cemento che conducevano al vano di ingresso
della torre. Nonostante la delusione per aver trovato il
faro in rovina, Gina era emozionata. Conosceva quel posto. Lo
conosceva bene. Sapeva, per esempio, che un tempo all'ingresso
c'era una pesante porta di legno, e che poteva capitare di
sentire il batter d'ali di qualche uccello entrato nella torre. Proprio
come quello che sent non appena fu all'interno.
Dopo qualche passo si trov in una stanza circolare, con il
pavimento di piastrelle ottagonali bianche e nere. Di fronte a
lei, la scala di ferro disegnava una linea diagonale sulla parete
bianca. Attravers la stanza a piedi scalzi, lasci cadere i sandali
vicino al primo gradino e cominci a salire.
A mano a mano che procedeva, la spirale della scala diventava
sempre pi stretta. Riusciva a intravedere uno scorcio
di cielo color porpora e, quando abbassava lo sguardo, il pavimento
sotto di lei che si faceva sempre pi piccolo e scuro.
Le mancava il respiro. Soffriva di vertigini e quando si ferm
per riprendere fiato si strinse alla parete gelida. Attraverso il
vetro smerigliato della finestra scorse la casa del guardiano. Riprese
a salire, senza mai staccarsi dalla ringhiera, cercando di
non guardare in basso.
Sopra di lei, la scala si innalzava di alcuni metri oltre l'apertura
e si stagliava nel cielo notturno. Gina si appoggi alla
parete. L'idea di salire su quegli ultimi gradini senza protezione
la terrorizzava, ma voleva tentare. Avrebbe potuto sedersi
sullo scalino pi alto e guardare l'oceano. Forse avrebbe scoperto
che la lente si trovava proprio sotto di lei, nell'acqua bassa
alla base del faro.
Si costrinse a fare un altro passo, poi un altro ancora, aggrappata
alla ringhiera con entrambe le mani. Quando arriv
all'ultimo gradino, si volt pi lentamente che pot e si sedette.
Da quella posizione dominava ogni cosa. L'oceano si estendeva
sotto di lei come un enorme tappeto color porpora frangiato
di bianco. Osserv il muro frastagliato ai suoi piedi. Sembrava
che la cima della torre fosse stata strappata via dal morso
di un gigante.
Attenta a non perdere l'equilibrio, si chin in avanti ed
estrasse la fotografia dalla tasca posteriore dei calzoncini. La
premette contro il ginocchio e osserv la bambina ritratta nella
foto. Era piccola per la sua et, non sembrava che avesse un
anno. Aveva la pelle del colore del grano, i capelli neri cortissimi
e gli occhi grandi e scuri. Lo sguardo era triste.
Gina chiuse gli occhi, cerc di trattenere le lacrime. Trover
il modo, tesoro disse ad alta voce. Te lo prometto.
Rimase seduta a lungo, a osservare le ultime tracce di luce
che venivano inghiottite dal cielo notturno. Riusciva a pensare
solo alla bambina della foto. Non si pose il problema di
come avrebbe fatto a scendere al buio da quella scala stretta e
ripida, di come avrebbe potuto ritrovare la macchina nel cuore
del bosco, o di dove avrebbe passato la notte.
All'improvviso qualcosa cattur la sua attenzione. Si volt
e rest senza fiato.
Le luci della casa del guardiano erano accese e ciascuna finestra
risplendeva nel buio in un caleidoscopio di colori.

 Capitolo 2.

Clay O'Neill ferm la jeep davanti alla catena. Scese dall'auto,
apr il lucchetto e spost la catena su un lato della strada. Cerc
di ricordare se sua sorella fosse a casa quella sera. Era venerd,
e di solito il venerd Lacey andava alla riunione dell'anonima
alcolisti. Decise di non riagganciare la catena, le avrebbe
risparmiato la fatica.
Mentre ritornava verso la jeep, not l'auto parcheggiata sul
lato opposto dello slargo. Qualcuno doveva averla lasciata l
per raggiungere la spiaggia attraverso il bosco. Era piuttosto
strano, per. Non capitava spesso di vedere gente da quelle
parti. Non appena ripart, Clay si dimentic della macchina per
concentrarsi sulla guida ed evitare le buche lungo il sentiero;
qualche settimana prima aveva quasi rotto il semiasse contro
una grossa radice. Inoltre doveva decidersi a tagliare i rami pi
bassi, che graffiavano il tetto della jeep.
Uscito dal bosco si trov di fronte la casa del guardiano,
con i vetri colorati che risplendevano nel buio. Capiva perch
Lacey si ostinasse a programmare l'accensione delle luci con
un timer. Di solito tornava dal lavoro prima di lui e detestava
trovare la casa buia. Clay all'inizio aveva protestato, era uno
spreco di energia, ma si era arreso quasi subito. In fondo doveva
molto a Lacey. E poi quei vetri colorati mettevano allegria.
E gli ricordavano sua madre. Anche lei era stata una decoratrice
di vetrate e trovare la casa illuminata al suo arrivo lo
rassicurava come il suono di una vecchia ninnananna.
Parcheggi sulla sabbia che delimitava il parcheggio vicino
alla casa, scese dall'auto e apr la portiera posteriore per
prendere le borse della spesa.
Quando fu in cucina, appoggi le borse sul ripiano di legno
e sent Sasha trotterellare gi dalle scale. Il labrador nero entr
nella stanza e si ferm ai suoi piedi. Clay si chin per salutarlo.
Ciao, Sasha disse, mentre gli accarezzava la pancia.
Scommetto che hai voglia di fare un giro.
Sasha si avvicin alla porta e si gir verso il padrone, scodinzolando.
Povero cane, ultimamente ti abbiamo trascurato,
pens Clay. Apr lo sportello del frigorifero.
Fammi mettere via queste cose e arrivo annunci.
La cucina era il primo locale che lui e Lacey avevano sistemato
quando si erano trasferiti l, sei mesi prima, subito dopo
Capodanno. Era una piccola stanza quadrata, con il parquet
e i mobili in legno di pino. Il tavolo, rivestito di porcellana, si
trovava proprio al centro della stanza, circondato da quattro
sedie di legno di quercia. Non era particolarmente elegante,
ma era accogliente e soprattutto, come il resto della casa, riproponeva
l'atmosfera di un tempo.
Clay aveva finito di sistemare la spesa e stava per uscire
con Sasha, quando guard fuori dalla finestra. Da l si vedeva
il faro. Il sole era tramontato e il cielo ormai era scuro, ma riusciva
ancora a distinguere il profilo della torre. Osserv con pi
attenzione e si accorse che c'era qualcosa di insolito. Si avvicin
al vetro colorato. Conosceva a memoria ogni curva e ogni
linea del faro, ma questa volta sulla diagonale della scala c'era
una strana sporgenza. Ci mise un po' a capire che c'era qualcuno
seduto sul gradino pi alto, su quello che considerava il
suo rifugio privato.
Non poteva trattarsi di Lacey, la sua auto non era nel parcheggio.
Doveva essere un estraneo. Era raro vedere qualcuno
da quelle parti. I turisti si erano dimenticati da tempo di Kiss
River e la strada era stata sbarrata da quando la tempesta aveva
distrutto il faro, dieci anni prima. Si poteva raggiungere il
faro dalla spiaggia, ma non era facile, perch l'oceano si era
portato via quasi tutta la sabbia. Scrut l'orizzonte alla ricerca
di una barca, nel caso che quel turista fosse arrivato via mare,
ma non vide nulla, anche se era troppo buio per averne la certezza.
Poi si ricord dell'auto parcheggiata nello slargo.
Andiamo, Sasha mormor, mentre apriva la porta e usciva.
Prese la torcia elettrica appoggiata su una delle sedie del
portico e si incammin verso la torre. Sasha corse subito a nascondersi
fra gli alberi.
La persona seduta sulla scala era una donna, ne era certo. Il
vento le scompigliava i capelli lunghi mentre lei se ne stava l a
osservare l'oceano. Era un'incosciente, pens Clay. Quella scala
era pericolosa al buio, per chi non la conosceva bene.
Le onde si infrangevano alla base della torre e sollevavano
schizzi di schiuma argentata sotto i raggi della luna. Clay
entr nell'acqua gelida e si tenne a una certa distanza dalla torre,
in modo che la donna potesse vederlo.
Salve! grid, ma in quel momento una grossa onda si abbatt
sulla spiaggia.
La donna non si volt, probabilmente non l'aveva sentito.
Avvicin le mani alla bocca e chiam di nuovo: Ehi! Lass!.
Al suo richiamo Sasha si avvicin di corsa; questa volta la
donna si sporse oltre la parete della torre e guard verso di lui.
A quella distanza era impossibile distinguerne i lineamenti.
Forse disse qualcosa, ma lui non la sent.
 pericoloso! grid Clay. Farebbe meglio a venire gi.
La donna si alz, ma a quel punto Clay cambi idea. Era
troppo buio all'interno della torre perch scendesse da sola.
Aspetti l! Sollev una mano e le fece segno di non muoversi.
Vengo a prenderla. Ho una torcia.
Ordin a Sasha di rimanere sulla spiaggia ad aspettarlo,
poi cammin nell'acqua fino a raggiungere i gradini di cemento.
Una volta dentro il faro, accese la torcia e si avvicin alla scala.
La conosceva come le sue tasche e non ci mise molto ad arrivare
in cima. Lo faceva quasi ogni giorno. La torre era un rifugio
perfetto.
Quando sbuc fuori dal profilo irregolare della cima del
faro, fu investito dalla brezza salata. La donna si alz di nuovo
e cerc di indietreggiare. Clay pens che forse aveva paura
di lui. Una reazione comprensibile. Era buio e non c'erano vie
di fuga.
Potrebbe farsi male, scendendo al buio si affrett a dire.
Le mostr la torcia.
Oh, grazie rispose lei. Spost i capelli che le coprivano
il viso.
Era bellissima. Magra, forse troppo, con i capelli lunghi e
scuri e gli occhi grandi, che al buio parevano neri. Aveva l'aria
fragile e Clay ebbe l'impressione che una folata di vento potesse
portarla via.
Come se gli avesse letto nel pensiero, la donna barcoll e
si aggrapp alla ringhiera. Su quella scala si era sospesi nell'aria,
al di sopra della torre, ed era facile avere le vertigini. Le
prime volte che Clay si era arrampicato fino a l con Terri si era
sentito male. La scala era solida, ma ci voleva un po' ad abituarsi.
Si sieda mormor. Aspetteremo finch se la sentir di
scendere.
La donna si sedette senza dire una parola, il pi vicina possibile
alla ringhiera, e la strinse con entrambe le mani. Clay si
sedette su un gradino pi in basso.
Come mai  venuta quass?
La guard e sper che la domanda non suonasse come
un'accusa. Alle spalle della donna il cielo era diventato blu scuro,
quasi grigio. Non c'erano stelle.
Io... Si interruppe. Cos' successo qui? Stacc una mano
dalla ringhiera e indic con un ampio gesto il faro e la zona
circostante. Cos' successo al faro?
Una tempesta rispose Clay, pi di dieci anni fa.
Dieci anni.
La donna scosse la testa. Guard il mare, in silenzio, e a
Clay sembr di scorgere un bagliore nei suoi occhi.
Io sono Clay O'Neill.
La donna gli sorrise. Gina Higgins. Indic dietro di lei,
verso la casa del guardiano.  stata trasformata in un museo?
chiese.
No. Dal punto in cui si trovavano, la casa sembrava una
cattedrale, con le finestre multicolori.  rimasta disabitata per
molti anni spieg. Poi  stata comprata da un'associazione
per la tutela dei beni storici, di cui faccio parte. Io e mia sorella
abbiamo deciso di trasferirci l e dare una mano con i lavori
di restauro.
I lavori procedevano a rilento, ma a Clay andava bene cos.
Non era stata fissata una scadenza e lui non aveva certo
fretta.
Gina guard la casa. I vetri colorati...
Mia sorella disse. Li ha fatti lei, ma decoreranno la casa
solo finch resteremo qui. Non rientrano nei lavori di restauro.
Sono bellissimi osserv Gina.
Clay annu. S,  piuttosto brava.
Che cosa ne sar della casa quando sar pronta?
Per il momento non si sa.
Clay si aggrapp alla ringhiera, si alz e guard oltre la cima
della torre, in cerca di Sasha. Lo vide intento ad annusare
un mucchio di alghe e torn a sedersi.
Forse diventer un museo continu. Forse un bed and
breakfast. O una residenza privata. Non si sa ancora. Per il momento
comunque l'accesso al faro  vietato. Come sei arrivata
qui? Di punto in bianco aveva deciso di darle del tu.
Dalla strada, dove c' la catena. Ho ignorato il cartello di
divieto disse imbarazzata. Mi dispiace.
Non si pu passare perch  pericoloso spieg lui, ma
sei sana e salva, quindi poco male. Facevi una passeggiata o
cercavi qualcosa? La maggior parte della gente non sa nemmeno
che il faro c' ancora.
Sono una storica dilettante con una passione per i fari
rispose Gina. Tocc la macchina fotografica appesa al collo.
Ero curiosa di vedere il faro di Kiss River e scattare qualche
foto. Dov' la parte che manca? Dove si trova la lente di Fresnel?
Lo pronunci Freznal, invece di Franell. Strano per un'esperta
di fari. Per aveva detto di essere una dilettante, forse
aveva letto il nome da qualche parte ma non l'aveva mai sentito
dire da qualcuno.
La lente di Fresnel  da qualche parte sul fondo dell'oceano.
Clay pronunci il nome in modo corretto e la vide arrossire,
nonostante fosse buio.
Perch non l'hanno ripescata? chiese lei. Ha un gran valore,
no?
Clay annu. S, ma molte persone sono contrarie. Perfino
suo padre, che in passato si era battuto per salvare il faro,
si era opposto con tutte le sue forze al recupero della lente.
L'ente del turismo e l'associazione per la salvaguardia dei
fari degli Outer Banks sono favorevoli, ma la gente del posto pensa
che le cose debbano rimanere dove le ha messe la natura, e
non vogliono attirare pi turisti di quelli che ci sono gi. E poi,
chi lo sa, magari la lente si  rotta in mille pezzi.
Ma potrebbe essere ancora intera, o comunque riparabile
osserv lei. Sembrava che cominciasse a innervosirsi.  un
crimine abbandonare sul fondo del mare un oggetto di tale valore
storico. Dovrebbe essere esposta in un museo.
Clay si strinse nelle spalle. In realt non gli importava molto
della lente. Anzi, non ci aveva neanche mai pensato. Non gli
sembrava il caso di scaldarsi tanto per un pezzo di vetro.
Era grande, vero? chiese Gina.
S. Pesava almeno tre tonnellate. Che sia intera o in mille
pezzi, tirarla su sarebbe un'impresa. E poi, una volta recuperata,
bisognerebbe lasciarla per mesi in una soluzione elettrolitica,
per evitare che le parti metalliche si disintegrino a contatto
con l'aria.
No, non serve ribatt Gina. Le parti metalliche sono di
ottone, no? Con l'ottone il bagno elettrolitico non  necessario.
Aveva ragione e Clay fu stupito che lo sapesse.
Se pesava tre tonnellate continu Gina, probabilmente
non deve essersi allontanata molto dal faro, non credi?
Clay guard l'abisso nero sotto di loro. Molto tempo prima,
lui e Terri venivano spesso a Kiss River. Si sedevano sulla
scala, aspettavano la bassa marea e cercavano la lente sul fondale.
Non erano mai riusciti a scorgerla.
 stata una tempesta molto violenta disse. E dopo quella
ce ne sono state altre, quasi altrettanto forti. La costa  cambiata
molto da allora. Una volta il livello dell'acqua non era cos
alto. La spiaggia  stata spazzata via, la lente potrebbe essere
ovun...
Ehi!
La voce proveniva dalla spiaggia e il vento la port fino a
loro. Clay si sporse e vide la luce di una torcia.
Ciao, Lacey rispose. Scendiamo subito. Si volt verso
Gina e si alz.  mia sorella le spieg. Ora te la senti di scendere?
Gina annu. Clay le porse la mano mentre si alzava, ma lei
non la prese. La precedette e tenne la torcia rivolta all'indietro,
per illuminarle i gradini.
Stai attenta a dove metti i piedi avvert. Non  facile
mantenere l'equilibrio al buio.
Procedeva piano, consapevole che dietro di lui Gina era letteralmente
incollata alla ringhiera, e ci misero un po' ad arrivare
in fondo. Poi scesero i tre scalini di cemento ed entrarono in
acqua. Sasha corse verso di loro sollevando spruzzi gelati, mentre
raggiungevano la spiaggia dove li aspettava Lacey.
Gina si chin subito ad accarezzare Sasha, conquistandosi
cos qualche punto agli occhi di Clay. Il labrador si rotol nella
sabbia e si sdrai a zampe all'aria per godersi le coccole.
Questo  Sasha disse Clay. E questa  mia sorella, Lacey.
Lacey, ti presento Gina...? Non ricord il cognome.
Higgins. Gina si alz in piedi e si pul le dita sporche di
sabbia sui calzoncini, prima di dare la mano a Lacey.
Sei un'amica di Clay? chiese Lacey, mentre le stringeva
la mano.
A Clay non sfugg la nota speranzosa nella voce della sorella.
Gina sorrise. No rispose. In realt sono un'intrusa. Ero
in cima al faro e quando si  fatto buio tuo fratello  venuto a
salvarmi. Tutto qua.
Davvero? Lacey guard Clay, sospettosa.
 arrivata dalla strada spieg lui.
Ho aggirato la catena aggiunse Gina. Mi dispiace, volevo
solo vedere...
Niente di grave la interruppe Lacey. Agit la torcia spenta
nell'aria. I lunghi capelli rossi erano raccolti e la carnagione
era tanto chiara che al buio quasi risplendeva. Questo posto
non  nostro.
Lacey guard prima Gina e poi Clay, e lui cap subito che
cosa aveva in mente: et giusta, molto attraente,  perfetta per
lui.
Sei qui in vacanza con la tua famiglia? chiese Lacey. O
con qualche amica?
Clay si guard intorno, imbarazzato. Le intenzioni di Lacey
erano palesi.
Sono qui da sola rispose Gina. Soltanto per qualche
giorno.
 una storica,  qui per il faro spieg Clay.
Dilettante si affrett ad aggiungere Gina.
Mentre lo diceva evit il suo sguardo. Probabilmente era
ancora imbarazzata per come aveva pronunciato Fresnel.
Hai gi mangiato? Lacey scacci una zanzara dal braccio
nudo. Ti fermi a cena da noi?
Oh, no rispose Gina.
Sappiamo tutto su questo faro insistette Lacey. Possiamo
darti le informazioni che cerchi.
Clay sapeva che sua sorella non avrebbe accettato un no
come risposta. La conosceva troppo bene. Non era solo perch
si era messa in testa di rimediargli un appuntamento o perch
le piaceva l'idea di parlare del faro. Lacey non poteva sopportare
che qualcuno rimanesse solo.
Ho comprato del tonno fresco per cena, ce n' abbastanza
per tutti e tre intervenne Clay, sorprendendo per primo se
stesso. Poi uno di noi ti accompagner alla macchina.
Gina guard Sasha, che si era appoggiato alla sua gamba.
Lo accarezz dietro l'orecchio.
Va bene mormor. Siete molto gentili. Devo ammettere
che ero un po' spaventata all'idea di tornare nel bosco, con
i cavalli selvatici, i cinghiali e tutto il resto.
Clay e Lacey la guardarono, poi scoppiarono a ridere.
Cinghiali? chiese Lacey.
Ho sentito dire che in questa zona ce ne sono spieg Gina.
Molto, moltissimo tempo fa rispose Clay.
Si chiese dove avesse scovato quell'informazione. Qualunque
fosse la sua bibliografia sui fari, doveva essere piuttosto antiquata.
Non sapeva che il faro di Kiss River fosse stato distrutto
e ora se ne veniva fuori con questa storia dei cinghiali.
I cavalli sono stati portati a Corolla e chiusi in un recinto
spieg Lacey. Continuavano a morire investiti dalle auto.
Una volta questo era un terreno da pascolo, era pieno di mucche
e di maiali, e molti erano selvatici. Me lo ha raccontato Mary
Poor, era la guardiana del faro. Credo che ci sia ancora qualche
cinghiale nella riserva.
Conosci Mary Poor? domand Gina. Era evidente che
quel nome le era familiare.
La conoscevo rispose Lacey.  morta qualche anno fa.
Ogni tanto andavo a trovarla alla casa di riposo.
Mi piacerebbe sapere qualcosa di pi su di lei disse Gina.
Certo rispose Lacey. Andiamo a mangiare e ti dir tutto
quello che so.
I tre si incamminarono verso casa, con la sabbia che si incollava
ai piedi bagnati.
Io vado avanti ad accendere la griglia annunci Clay.
Si allontan dalle due donne e si diresse verso la baracca
dove tenevano il carbone. Quando si gir per chiamare Sasha,
vide che invece di seguirlo era rimasto accanto a Gina. Sembrava
che anche il cane avesse deciso di prendere parte al complotto
della sorella.
Quando entr in cucina con il tonno grigliato, Clay trov
Lacey e Gina che preparavano l'insalata e bollivano le pannocchie.
Stavano chiacchierando, immerse in quel mondo tanto
familiare alle donne quanto  estraneo agli uomini. Lacey
stava raccontando la storia del faro e dei suoi guardiani, Mary
e Caleb Poor. Ne sapeva molto pi di lui, grazie alla sua amicizia
con Mary, e Gina non si perdeva una sola parola. Strappava
le foglie di lattuga senza mai staccare gli occhi da lei.
Alla luce fioca della cucina, Lacey e Gina sembravano il soggetto
di un quadro. Una rossa, l'altra corvina, entrambe slanciate
e bellissime. Sua sorella per era pi giovane, aveva ventiquattro
anni, e sembrava pi forte di Gina, aveva un fisico tonico
e muscoloso, e il volto pi paffuto. Dalla madre non aveva
ereditato solo i capelli e il talento artistico, ma anche le fossette
e la carnagione color latte spruzzata di lentiggini. Gina doveva
avere qualche anno in pi di quanti gliene aveva dati in un primo
momento. Probabilmente un paio pi di lui. Trenta, all'incirca.
L'aria umida e salata le aveva scompigliato i capelli.
Clay appoggi sul tavolo il vassoio con il tonno e Gina port
l'insalata, mentre Lacey disponeva le pannocchie su un piatto
da portata.
Dove vivi? chiese Clay, dopo essersi seduto a tavola.
Pass a Gina il vassoio con il tonno e le fece cenno di servirsi.
A Bellingham, Washington rispose Gina.  a nord di
Seattle.
Washington! esclam Lacey. E che cosa ci fai qui?
Sono in ferie. Gina prese la ciotola dell'insalata. Clay ebbe
l'impressione che stesse misurando le parole. Sono un'insegnante,
d'estate ho due mesi di vacanze. Conosco bene i fari
del Pacifico e volevo visitarne qualcuno in questa zona. Ho
pensato di iniziare da qui.
Clay rise, mentre si serviva un trancio di tonno. Mi sa che
sei partita da quello sbagliato osserv. Domani puoi andare
al faro di Currituck. Quello  ancora tutto intero ed  aperto al
pubblico.
Poi c' il faro di Bodie aggiunse Lacey. E Hatteras  a
due ore di macchina da qui. Probabilmente sai gi che un paio
di anni fa hanno dovuto spostarlo perch stava per cadere in
mare, proprio come questo. Indic la spiaggia con un cenno
del capo. Lo troverai molto interessante. Hanno realizzato un
video, potresti vederlo.
Gina annu. Grazie mormor, mentre iniziava a mangiare
la pannocchia. Ci andr senz'altro. Per mi  davvero
dispiaciuto scoprire che il faro di Kiss River  in rovina. Non
capisco perch nessuno abbia cercato di verificare se la lente 
ancora intera.
Sono d'accordo con te. Le parole di Lacey sorpresero
Clay. Anch'io credo che avrebbero dovuto recuperare almeno
la lente.
Dovrai vedertela con pap, allora disse Clay.
Cosa c'entra vostro padre? Gina spost lo sguardo da
Clay a Lacey.
Nostro padre ha una specie di malattia. Lacey sorrise e
le fossette le ravvivarono le guance.  ossessionato da quel faro.
Prima  stato a capo del comitato per salvarlo, dopo l'uragano
invece si  battuto per lasciarlo com' e abbandonare la
lente nell'oceano. Sollev una mano come a prevenire la domanda
pi ovvia. Non chiedermi il motivo di questa fissazione,
non ne ho idea.
Lui ... Pu decidere cosa fare del faro e della lente? chiese
Gina.
Non ufficialmente rispose Lacey ma qui tutti si fidano
di lui.
Per un attimo scese il silenzio intorno al tavolo, riempito
solo dallo scricchiolio del mais croccante e dal tintinnio delle
forchette nei piatti. Gina bevve un sorso di t freddo.
 la prima volta che mangio del tonno fresco dichiar,
mentre appoggiava il bicchiere.  buonissimo.
 il mio piatto preferito concord Lacey.
Dalle tue parti dovete avere un sacco di salmone osserv
Clay.
A quintali rispose Gina. Tagli un altro pezzo di tonno
con la forchetta, ma lo lasci nel piatto. Allora, se io volessi
fare qualcosa per cercare di recuperare la lente disse, dovrei
parlare con vostro padre, giusto?
Clay non capiva perch fosse tanto interessata alla lente,
ma dopo essere cresciuto con suo padre, non si stupiva pi del
fatto che le persone potessero essere ossessionate dal faro di
Kiss River. Annu. Se non hai il suo appoggio, puoi rinunciarci
fin da ora. Non offenderti, ma non devi dimenticare che tu qui
sei un'estranea. Alla gente del posto non importer quello che
vuoi. Il fatto che tu sia una storica, per, forse ti dar qualche
punto in pi.
Mentre appoggiava la forchetta, Gina fiss i grandi occhi
scuri in quelli di lui. Dove posso trovarlo? chiese. Tuo padre,
intendo.
 un veterinario disse Lacey. Lavora nello studio veterinario
di Beacon a Nag's Head.
 lontano da qui?
Circa mezz'ora rispose Clay. Si immagin la scena di Gina
che si presentava davanti a suo padre senza essere stata annunciata
e la reazione di lui quando avesse saputo il motivo
della visita, cos si affrett ad aggiungere: Se vuoi incontrarlo,
per, lascia che prima gli parli io. E non farti troppe illusioni.
Stai tranquillo. Gina sorrise, ma fu un sorriso troppo rapido,
che sembrava fasullo. E voi due chiese, di cosa vi occupate?
Immagino che lavoriate nell'edilizia.
Lacey scosse la testa. Io lavoro mezza giornata allo studio
veterinario le confid, e a tempo pieno come decoratrice
di vetrate.
Aveva detto ben poco di s, pens Clay. Quella era solo una
piccola parte di ci che faceva Lacey: era volontaria in un
centro di soccorso telefonico, aiutava i bambini della scuola elementare
locale, teneva compagnia agli ospiti della casa di riposo
in cui viveva Mary Poor e frequentava le riunioni dell'anonima
alcolisti per dare una mano a Tom Nestor, il suo maestro
nell'arte della decorazione dei vetri, nonch suo padre biologico
ed ex alcolizzato. Donava il sangue e l'anno passato aveva
donato anche il midollo osseo. In pratica, aveva preso il posto
di sua madre, che la gente del posto chiamava Sant'Anna.
Quella graduale trasformazione di Lacey in Annie O'Neill iniziava
a preoccuparlo.
E tu? Gina lo fiss.
Sono architetto.
Davvero? In che settore?
Residenziale rispose Clay. Ho un ufficio a Duck.
Per la prima volta quella sera Clay si sent a disagio. In passato,
prima di dire che era un architetto, avrebbe raccontato che
addestrava i cani e i loro padroni per le unit cinofile di soccorso.
Era quella la sua vera passione, ma dalla morte di Terri vi
aveva rinunciato; non si preoccupava nemmeno pi di rispondere
alle telefonate di chi lo cercava come addestratore. All'inizio
Lacey aveva cercato di convincerlo a ricominciare, ma poi
aveva capito che quel tipo di approccio era controproducente.
Riusciva solo a farlo arrabbiare. Clay arrivava perfino a mettere
in dubbio che Lacey avesse voluto davvero bene a Terri. Lei
diceva che era stata molto pi di una cognata, quasi una sorella,
ma allora perch non riusciva a capire che lui non poteva fare
qualcosa che gli ricordasse tanto sua moglie?
Dove insegni? chiese Lacey.
Alle medie rispose Gina. Scienze.
Questo spiegava perch sapesse tutto sull'ottone e sul modo
in cui deve essere trattato, pens Clay.
Un'et difficile comment Lacey.
Clay trattenne un sorriso. Sua sorella era stata una delle
quattordicenni pi scalmanate che avesse mai conosciuto.
Mi piace disse Gina. Adoro i ragazzi.
Hai figli? domand Lacey
Gina esit. Giocherellava con l'insalata nel piatto e faceva
rotolare un pomodoro con la forchetta. No mormor. Forse
un giorno.
Sei sposata? chiese Lacey.
Lacey stava esagerando, pens Clay. A volte era troppo invadente.
Per osserv le mani di Gina, in cerca della fede. Portava
due anelli: uno sulla mano destra, un rubino incastonato
in oro bianco, e uno sulla sinistra, un cerchietto di onice e argento.
Aveva le dita lunghe e affusolate, le unghie erano ben
curate ma senza smalto.
Gina scosse la testa. No.
Clay si alz e port il suo piatto al lavello. Non riusciva a
restare seduto a lungo e non gli piaceva rimanere a tavola dopo
aver finito di mangiare. In questo assomigliava a suo padre,
aveva la stessa energia nervosa, quell'agitazione costante che
aveva quasi fatto impazzire Terri e che ora aveva il medesimo
effetto su sua sorella. Lacey ormai aveva rinunciato a chiedergli
di chiacchierare un po' dopo cena.
Bene. Gina guard l'orologio, come se Clay avesse dato
il segnale che era ora di andarsene.  meglio che vada disse.
Devo ancora trovare una stanza per stanotte.
Stai scherzando, vero? chiese Clay.
Era un venerd sera d'inizio estate. Non avrebbe mai trovato
una camera libera.
No rispose lei, con ingenuit. Non credevo che fosse
necessario prenotare. Quando ho visto quanto traffico c'era oggi
pomeriggio, ho capito che avrei dovuto, ma ormai... Si strinse
nelle spalle. Comunque non  un problema. Ho dormito in
macchina durante tutto il viaggio. Posso farlo anche stanotte.
Assolutamente no intervenne Lacey Questa notte dormirai
qui e domani cercherai una stanza. Non permetteremo
certo che tu dorma in macchina. Mentre parlava evit lo sguardo
di Clay.
Oh, no, non potrei mai borbott Gina, imbarazzata. Siete
stati cos gentili, dopo che ho invaso la vostra propriet e vi
ho rovinato la serata.
Stasera rimani qui insistette Lacey Il letto nella stanza
degli ospiti  gi pronto. Non hai scuse per rifiutare.
Clay sapeva che avrebbe dovuto intervenire. Avrebbe dovuto
dire che anche a lui faceva piacere che restasse, ma non
riusc ad aprire bocca.
Gina giocherellava con il tovagliolo. Va bene, grazie
mormor, guardando prima Lacey e poi Clay. Siete davvero gentili,
per voi sono una perfetta sconosciuta.
Andiamo a prendere la tua macchina. Lacey si alz.
Posso usare il bagno prima? chiese Gina.
Clay glielo indic. Quando fu sicura che la loro ospite non
poteva sentirli, Lacey guard suo fratello.
Spero che non ti dispiaccia disse.
No rispose lui. Nessun problema.
Non riusciva a capire perch fosse cos teso all'idea di condividere
la casa con quella donna, che aveva una passione per
i fari ma non conosceva la pronuncia corretta di Fresnel. Anche
se si trattava di una sola notte.

 Capitolo 3.

Gina conosceva quella stanza. Non c'era mai stata prima, ma
la conosceva bene.
Era in piedi nel vano della porta, al buio. Aveva il fiato corto,
anche se la valigia che aveva portato su per le scale, insieme
allo zainetto e alla macchina fotografica, non era pesante.
Si avvicin alla finestra, senza accendere la luce, e con qualche
sforzo riusc ad aprirla. Una brezza leggera entr nella stanza.
Il cielo era cambiato da quando era entrata in quella casa, qualche
ora prima. Ora era pieno di stelle. Gina non aveva mai visto
una stellata simile. Riusciva a distinguere la sagoma della
torre del faro, un fantasma grigio nel cielo notturno, a una cinquantina
di metri da lei.
Aveva cercato di immaginare molte volte come sarebbe stato
il giorno del suo arrivo, ma non avrebbe mai potuto credere
che si sarebbe trovata in quella stanza, in quella casa. Non
pensava certo che avrebbe cenato seduta a quel vecchio tavolo,
che avrebbe accarezzato la porcellana liscia, custode di segreti
che nemmeno i suoi ospiti conoscevano.
L'ultima cosa che si aspettava era di essere accolta, anche solo per una notte, da due estranei. Li conosceva soltanto da poche
ore, eppure con loro si era trovata subito a suo agio, avevano
chiacchierato come se fossero vecchi amici. Lacey le ricordava
una delle sue alunne, una ragazza espansiva con i capelli rossi,
il tipo di persona che si rivolge agli estranei come se li conoscesse
da tutta la vita. Ma Gina non era l per fare amicizia. Non era
quello lo scopo del suo viaggio. Era pronta a mentire a degli sconosciuti
per ottenere ci che voleva, ma mentire a degli amici era
un'altra cosa. E aveva gi mentito a Clay e a Lacey.
Fresnel. Chiuse gli occhi, ancora imbarazzata per la gaffe
di poco prima. Altro che storica appassionata di fari! Per sembrava
che Lacey e Clay l'avessero bevuta. Il giorno dopo avrebbe
trovato una stanza, poi avrebbe cercato di parlare con loro
padre, nella speranza che fosse disponibile ad aiutarla.
La lente era cos vicina. Attraverso la finestra aperta sentiva
il rumore dell'oceano, le onde che si infrangevano contro la
torre. La lente era l fuori, sotto la superficie dell'acqua. Doveva
esserci un modo per recuperarla.
Accese la luce sul comodino e per prima cosa tir fuori dalla
valigia il piccolo diario rosa, con il lucchetto rotto e gli angoli
consumati. Lo appoggi sul letto. Conosceva a memoria
ogni singola parola.
Poi estrasse dalla tasca la fotografia della bambina e la sistem
contro l'abat-jour. Si cambi, si infil sotto le lenzuola e
prese il ritratto per osservarlo alla luce della lampadina. Nella
vita aveva desiderato molte cose. Aveva desiderato che sua madre
guarisse; in passato aveva anche desiderato un marito e un
bel matrimonio, ora non pi. Ma non aveva mai desiderato nulla
cos intensamente come ora desiderava abbracciare di nuovo
quella bambina.
Rimise la fotografia sul comodino e spense la luce. Per un
po' rest sdraiata al buio, sul letto matrimoniale in ferro battuto,
a osservare le stelle. Anni prima, ogni quattro secondi e
mezzo la luce intermittente del faro avrebbe illuminato a giorno
la piccola stanza, le pareti, il soffitto. Ogni cosa.
Gina sapeva di chi era stata quella stanza.

 Capitolo 4.

Sabato, 7 marzo 1942.
La luce  saltata anche stanotte. Sono seduta sul letto e sto
scrivendo al lume della lanterna, come facevo quando ero pi
piccola e a Kiss River non c'era ancora l'elettricit. Pap ha attivato
il generatore di emergenza nel faro, perch quella luce
deve rimanere accesa a ogni costo, ma qui a casa non l'abbiamo.
La mamma mi ripete sempre: Sei diventata una ragazzina
viziata, Elizabeth. Forse ha ragione. In questo periodo mi
rimprovera in continuazione, qualunque cosa io faccia. O forse
 a me che non va mai bene niente. Non lo so. So solo che
non andiamo d'accordo.
In questi giorni la luce salta spesso, per stanotte il buio
mi fa paura. Strano, perch di solito sono abbastanza coraggiosa.
Non ho paura delle tempeste, n dei cinghiali che uccidono
i polli e a volte anche i cani e i gatti. Non so che cos' che
mi spaventa. Forse ho paura perch vedo che hanno paura anche
gli adulti. Loro non lo dicono, ovvio, ma si sente nell'aria.
Non fanno che parlare della guerra: per strada, al negozio dei
Trager, dappertutto. Non ridono pi come una volta, e non si
raccontano pi le barzellette. I miei passano tutto il tempo in
soggiorno, incollati alla radio. Stanno l ad ascoltare, ore e ore.
Sono stufa di sentire quella canzone, Let's Remember Pearl Harbor,
e soprattutto Perfidia. Che cosa vorr dire poi Perfidia? Sar
il nome di qualcuno? Se non  la musica di Glenn Miller, 
Gabriel Heater con la sua Ultime notizie dal mondo!, e le notizie
non sono mai buone. Sulla fronte della mamma sono comparse
delle rughe che prima non c'erano. Anche se sono arrabbiata
con lei e non sopporto tutte le sue stupide regole, a volte vorrei
passarle una mano sulla fronte e cancellare i segni del tempo.
In quei momenti, capisco che le voglio bene. A lei e a pap.
Anche se qualche volta me ne dimentico.
Ieri pap mi ha detto che qui agli Outer Banks non siamo in
pericolo, anche se alcune navi sono state affondate non lontano
dalla costa. La maggior parte delle navi colpite dai tedeschi si
trovava nella zona di Hatteras, ma dopo ci che  successo oggi,
credo che pap dovr rimangiarsi quello che ha detto.
Stamattina sono salita nella stanza della lanterna per pulire
la lente. Qui non c' pi bisogno di noi come in passato, quando
non c'era l'elettricit e dovevamo assicurarci che la lanterna
del faro rimanesse accesa tutta la notte. Allora dovevamo caricare
l'orologio e trasportare l'olio su per duecentosettanta scalini.
I guardiani degli altri fari se ne sono dovuti andare, ma pap
 rimasto, come "guardiano civile", perch si occupa di tutti
i lavori di manutenzione. Io lo aiuto a pulire la lente, o almeno
la parte pi bassa. Pi in alto di cos non ci arrivo e pap non
mi lascia usare la scala vicino a tutto quel vetro. Meglio cos, perch
 molto pi faticoso di quanto pensassi. Per anni lo ho osservato
pulire i prismi di vetro con un panno morbido, con la
speranza che un giorno avrei potuto farlo anch'io. Un anno fa,
quando ho compiuto quattordici anni, finalmente mi ha permesso
di farlo, e ora mi chiedo che cosa ci trovassi di tanto divertente.
Bisogna stare molto attenti a non graffiare il vetro e bisogna
pulirlo senza nemmeno toccarlo. Diciotto pannelli di prismi
di vetro crown, fabbricati e lucidati a Paree, in Francia spiega
pap a chiunque abbia voglia di ascoltarlo, e anche a chi non
ne ha. Ripete sempre che le impronte potrebbero offuscare la luce,
ma a me piace accarezzare il vetro freddo e liscio quando non
mi guarda. La lente  alta il doppio di lui, non mi ero mai resa
conto di quanto fosse grande prima di iniziare a pulirla.
 strano che abbia deciso di scrivere queste cose su un diario.
Toria, mia cugina, me lo ha regalato per il mio quattordicesimo
compleanno, ma prima non l'ho mai degnato di uno
sguardo. Avevo un sacco di altre cose da fare, come andare a
pescare o catturare i granchi, andare in bicicletta o giocare con
i cani. Adesso pescare mi annoia a morte. Qui intorno la gente
non fa altro: pescano, vanno a caccia di granchi, molluschi e
ostriche. Ora che non pesco pi, passo moltissimo tempo a pensare.
So che non  un gran modo di trascorrere le giornate, ma
a quanto pare non posso farne a meno. Comunque, quando Toria
mi ha regalato questo diario, l'ho infilato in un cassetto, sotto
la biancheria, e me ne sono completamente dimenticata. Poi,
circa una settimana fa, l'ho ritrovato per caso, mentre cercavo
qualcos'altro.  cos che ho iniziato. Mi piace scrivere quello
che mi succede, ma non voglio che nessuno lo legga. Il diario
 l'unico soggetto a cui posso dire tutto quello che penso. Alla
signora Cady, la mia insegnante, non importa niente delle mie
opinioni, e mamma e pap hanno da ridire su ogni singola parola
che esce dalla mia bocca. Cos ora devo ringraziare Toria
per avermi regalato questo diario. Lo tengo sempre nel cassetto
della biancheria, ma adesso nascondo la chiave del lucchetto
fra il materasso e la rete del letto.
Nella stanza della lanterna la luce  accesa anche stanotte
e quando gira dall'altra parte, dal mio letto riesco a vedere la
torre bianca del faro, proprio al centro della finestra. A intervalli
regolari tutta la stanza si riempie di luce. Quando si ferma
da noi, Toria non riesce a dormire, mentre per me  il contrario,
mi aiuta a prendere sonno.
Ma ecco che cos' successo stamattina e perch sono cos
agitata. Mentre ero nella stanza della lanterna a pulire la lente,
ho visto qualcosa di strano in mezzo al mare: era fumo, una grossa
nuvola nera che si alzava da un punto poco lontano, proprio
di fronte a Kiss River. Ho capito subito da dove veniva.
Ho guardato con il binocolo di pap, ma non sono riuscita
a scorgere la nave, si vedeva solo fumo. Poi ho visto delle
fiamme arancioni sulla superficie dell'acqua e ho pensato che
la nave affondata doveva essere una petroliera. Questa  stata
la pi vicina di tutte.  la prima volta che ne vedo una con i
miei occhi, anche se non  certo la prima che affonda. Un cartello
all'ufficio postale dice: troppe chiacchiere affondano le
navi. Credo che significhi che dobbiamo stare attenti a quello
che diciamo, perch ci potrebbero essere delle spie. A me sembra
una cosa stupida, perch qui ci conosciamo tutti. Un forestiero
non passerebbe inosservato, soprattutto un tedesco. O
un crucco, come li chiama qualcuno. Una volta l'ho sentito dire
anche da pap, quando pensava che non potessi sentirlo. Mi
ha scioccata, perch lui e mamma mi ripetono sempre che non
devo sentirmi superiore a nessuno. Quando mamma ha sentito
uno dei ragazzi chiamare nippo il signor Sato, ha minacciato
di lavargli la bocca con il sapone.
Nessuno di noi aveva visto un giapponese prima che il signor
Sato si trasferisse qui, pi o meno un anno fa. Suo figlio ha
sposato una ragazza degli Outer Banks e vivevano tutti e tre a
Chicago. Quando  morto, la ragazza, non mi ricordo come si
chiama,  voluta tornare qui e ha portato anche il signor Sato,
perch lui  su una sedia a rotelle e non pu stare da solo. Vivono
in una casa dall'altra parte dell'isola. Io ci passo davanti per
andare a scuola e ogni tanto lo vedevo pescare sul ponte, seduto
sulla sedia a rotelle. Lo salutavo con un cenno della mano e
lui mi rispondeva sempre. La gente lo chiama nippo e i bambini
gli fanno degli scherzi crudeli. Nessuno  gentile con lui e dopo
Pearl Harbor mi stupirei se qualcuno gli rivolgesse ancora la parola.
Ultimamente, per, non lo vedo pi. Probabilmente ha paura
di farsi vedere in giro e non posso certo biasimarlo.  un vecchio
innocuo, magro, con i capelli grigi, bloccato su quella sedia.
So che vive ancora l solo perch sento la gente che parla male
di lui, che dice di non volere un giapponese come vicino.
Ho divagato ancora. La signora Cady me lo ripete sempre:
Scrivi molto bene, ma salti continuamente da un argomento all'altro.
Meno male che non legger mai il mio diario!
Stavo parlando della nave. Cos ora i tedeschi ammazzano
i nostri proprio davanti a casa. Strisciano sott'acqua con i loro
sottomarini e poi balzano fuori all'improvviso, come gli squali.
Mentre osservavo la nuvola di fumo nero che si alzava sul mare,
mi sono chiesta se in questo caso le chiacchiere di qualcuno
sono arrivate fino al sottomarino che ha affondato la nave.
Non ho mai visto un sottomarino, anche se ci ho provato.
Quando devo pulire la lente, o quando torno a casa da scuola,
salgo nella stanza della lanterna e scruto l'acqua con il binocolo,
sperando di avvistare qualcosa. In realt non so esattamente
cosa cercare. Non so neanche se si pu vedere un periscopio
da quella distanza. Per mi piacerebbe un sacco usarne
uno: vedere senza essere vista. Deve essere successo proprio
cos stamattina. Il periscopio di un sottomarino ha avvistato
una nave americana, l'ha spiata, e poi bam!, i tedeschi la
hanno affondata.  la prima volta che ne vedo una cos da vicino,
e spero che sia anche l'ultima. Quando ho visto il fumo, tutto
il divertimento  finito. All'improvviso mi sono sentita morta
dentro, proprio come qualche adulto che conosco, ed  una sensazione
che non mi piace per niente.
C' solo una cosa che mi piace di questa guerra: il fatto che
i ragazzi della guardia costiera si siano stabiliti agli Outer Banks,
nelle postazioni delle squadre di salvataggio lungo la spiaggia.
Sono uno pi bello dell'altro! Vengono da ogni parte del Paese
e sentire i loro accenti mi fa venire voglia di uscire dal Nord
Carolina e vedere il mondo. Sono stata a Elizabeth City e a
Manteo, e una volta anche a Norfolk, ma non sono mai andata pi
lontano di cos. Quando ci sono loro, mamma non mi perde
d'occhio un attimo. So che mi controlla, quindi faccio finta di
non notarli. Ma li noto invece, e so che loro notano me.
Stasera il signor Bud Hewitt, il sottufficiale della guardia
costiera, si  fermato a cena da noi, come ha gi fatto altre volte.
Lui e i miei genitori sono diventati amici. Ha detto che sono
riusciti a salvare alcuni dei marinai che si trovavano sulla
nave colpita, ma ci sono circa cinquanta dispersi e alcuni corpi
senza vita hanno gi raggiunto la riva. Le cose si stanno
mettendo male, vero? ha chiesto mio padre.
All'improvviso il signor Hewitt si  fatto serio e ha detto:
S, non eravamo pronti. Pensavamo che gli Stati Uniti sarebbero
stati risparmiati dai combattimenti, non ci aspettavamo
questo bombardamento. Nessuno si preoccupa del Nord Carolina.
Tutti gli occhi sono puntati sulla costa occidentale, ma
farebbero meglio a pensarci, prima che sia troppo tardi.
Il signor Hewitt ha detto che ci vorrebbe un oscuramento,
ma nessuno lo ha ancora ordinato ed  furioso per questo. Ha
spiegato che i sottomarini tedeschi vedono le nostre navi come
se fosse giorno. Le luci della costa le rendono perfettamente visibili
e ne fanno un bersaglio facile. Aveva le lacrime agli occhi
mentre parlava, era frustrato dal senso di impotenza.
Ho detto al signor Hewitt che avevo cercato di avvistare i
periscopi dei sottomarini, e i miei genitori hanno riso di me,
mi hanno fatta sentire una stupida. Lui invece  stato gentile,
ha detto che apprezza molto quello che faccio, che la gente dovrebbe
prendere pi seriamente il proprio dovere. Mi ha spiegato che
da quella distanza  difficile che io riesca a scorgere
un periscopio, ma che potrei avvistare la torre di comando, cio
la parte superiore del ponte, e ha aggiunto che se vedo qualcosa
devo correre subito ad avvertirlo. Gli ho promesso che l'avrei
fatto. La stazione della guardia costiera si trova a meno di
un chilometro da casa nostra, ma vorrei che avessimo il telefono.
Dove abita Toria ci sono i telefoni a manovella. A Kiss River
non ci sono ancora e la gente li va a comprare dall'altra parte
dell'isola. Ho sentito dire che la nuora del signor Sato  stata
una delle prime ad averlo. Pap continua a ripetere che non
ci vorr molto prima che li mettano anche qui.
Ho chiesto al signor Hewitt se la nave affondata era una
petroliera. Lui ha sorriso, ha annuito e mi ha chiesto come avevo
fatto a capirlo. Gli ho raccontato delle fiamme arancioni che
galleggiavano sull'acqua: doveva esserci del petrolio. Mi ha
detto che sono una ragazza molto sveglia. Mi piace quell'uomo.
Mi tratta come se fossi un adulto, anche davanti a mamma
e pap. Ha detto che i ragazzi della guardia costiera pensano
che io sia una bella ragazza e in quel momento ho avuto
paura che pap lo riempisse di botte. Ma a mamma e pap il
signor Hewitt piace molto. Sta dalla parte di Dio dice pap.
 quello che ripete sempre degli Alleati. La signora Cady dice
la stessa cosa, e quando le ho chiesto se anche i giapponesi, i
tedeschi e gli italiani dicono ai loro figli che Dio  dalla loro
parte, mi ha accusata di scarso patriottismo. Ma non  vero. Io
amo il mio Paese e so che abbiamo ragione, ma scommetto che
anche i tedeschi sono convinti di essere nel giusto. Io credo che
Dio non si sia schierato da nessuna delle due parti, e quando
vedo cosa succede alle nostre navi, ne ho la conferma.
Quasi tutto quello che so sulla guerra l'ho imparato da Dennis
Kittering. Insegna alla scuola di High Point e viene qui tutti
i fine settimana, d'estate e d'inverno. Si accampa sulla spiaggia
vicino a Kiss River. Da gennaio, cio da quando i sottomarini
hanno iniziato ad affondare le navi, ci vuole un permesso
speciale per fare campeggio qui, ma lui non ha avuto difficolt
a ottenerlo. Dennis mi piace, anche se a volte il suo atteggiamento
da so-tutto-io mi d sui nervi.  giovane per essere
un insegnante, ha finito l'universit un anno fa. Ha i capelli
scuri pettinati all'indietro e porta degli occhiali con la
montatura di ferro, come quelli della signora Cady. Zoppica un po',
perch  nato con una gamba pi corta dell'altra. Mi tratta come
il signor Hewitt, cio come se quello che penso contasse
qualcosa. Ho imparato pi cose da lui su ci che succede nel
mondo che da chiunque altro.  Dennis che mi ha spiegato perch
 scoppiata questa guerra, mi ha anche raccontato dei campi
di internamento per i giapponesi. Ha detto che  gente innocente,
che soffre e lotta per sopravvivere. Gli ho chiesto come
mai il signor Sato non si trova in uno di quei campi di internamento
e lui mi ha risposto che succede solo sulla costa occidentale.
Credo che il signor Sato sia fortunato a vivere qui,
anche se non  visto di buon occhio dalla gente.
Dennis mi ha consigliato di leggere Il cuore  un cacciatore
solitario. Sono la migliore cliente della biblioteca. Leggo pi libri
di tutti quelli che conosco. Sono la persona che legge di pi
di tutta la scuola, anche se, considerato che ci sono ventitr studenti
in tutto e che la maggior parte di loro  pi giovane di me,
non credo che sia poi un gran merito. Per leggo tanto anche in
confronto agli studenti pi grandi di me. Ho finito tutti i libri
di Nancy Drew e la signora Cady ha detto ai miei genitori che
ormai posso leggere tutto quello che voglio. Loro sono d'accordo,
cos adesso sto leggendo Il cuore  un cacciatore solitario,
il libro che mi ha consigliato Dennis, e una raccolta di racconti
di Eudora Welty. Durante i fine settimana discuto con Dennis
di quello che ho letto, ed  molto istruttivo. Ieri stavo leggendo
in cucina e siccome non avevo niente su cui scrivere, ho preso
degli appunti a matita direttamente sul tavolo, tanto  di porcellana
e si cancella facilmente. La mamma per non sembrava
molto d'accordo e come al solito si  messa a strillare.
Mamma dice che non dovrei chiamare Dennis per nome,
che dovrei chiamarlo signor Kittering, come faccio con gli altri
adulti. Ma Dennis si mette a ridere quando lo chiamo per
cognome, cos quando siamo soli lo chiamo Dennis e quando
parlo di lui con la mamma lo chiamo signor Kittering.
L'olio nella lanterna  quasi finito. Adesso la spengo e vado
a dormire. Mi sa che avr gli incubi stanotte, dopo aver visto
quella nave in fiamme. L'unica cosa che mi consola  che,
se mi sveglier nel cuore della notte, la luce del faro mi terr
compagnia.

 Capitolo 5.

Clay si svegli al tocco di una mano femminile, che presto per
si trasform in un contatto caldo e umido sul braccio.
Apr gli occhi e si trov davanti il muso di Sasha. Deluso,
bofonchi una protesta rivolta al cane e si gir dall'altra parte.
Odiava i fine settimana perch non doveva andare in ufficio,
dove di solito si ammazzava di lavoro per dimenticare.
Usciva presto e rincasava tardi, cos poteva tenere la mente occupata.
Ma il fine settimana era diverso. C'era parecchio da fare
nella casa del guardiano, certo, ma era un lavoro solitario,
non bastava a distrarlo. Ogni tanto andava a fare immersioni
con un vecchio amico, Kenny Gallo, ma quel giorno Kenny doveva
lavorare. Clay decise che avrebbe sostituito le assi marce
del coperchio della vecchia cisterna, dietro la casa. Gli ci sarebbe
voluto quasi tutto il giorno e avrebbe ascoltato un po' di
musica jazz, per non correre il rischio di sentire qualcosa che
gli ricordasse sua moglie. Terri odiava il jazz.
Lo faceva ogni giorno prima di scendere dal letto: pianificava
l'intera giornata, in modo che ogni singolo minuto fosse
occupato, al sicuro da pensieri dolorosi e da eventuali sensi di
colpa. Pi tardi, dopo aver finito con la cisterna, poteva vedersi
con Kenny da Shorty. La compagnia di Kenny lo rilassava, l'argomento
pi impegnativo che affrontavano era il risultato dell'ultima
partita di calcio.
Sasha gli lecc il braccio e Clay diede un colpetto sul letto,
per invitarlo a salire. Anche Sasha riusciva a farlo sentire in colpa.
Povero cane. Chiss quanto gli mancavano i tempi in cui
lui e il cane di Terri, Raven, erano sempre al centro dell'attenzione,
sempre impegnati in una nuova sfida. A quel tempo Clay
e Terri vivevano a Manteo, in una casa ai confini di un bosco,
con un mucchio di rottami sul retro. Clay aveva raccolto tutti
gli scarti dei vicini, vecchi elettrodomestici, grossi pezzi di cemento,
cavalletti per segare la legna, assi inutilizzate, e li usava
per addestrare i cani. Non solo Sasha e Raven, ma anche i
cani di altre squadre di soccorso. Era il migliore. O meglio, lo
era stato, una volta. Raven gli mancava quasi quanto Terri. Era
un incrocio fra un pastore tedesco e un labrador, ed era il cane
pi in gamba con cui Clay avesse lavorato. In realt Terri era
un'arredatrice di interni, non le era mai piaciuto l'addestramento,
ma Clay aveva sempre finto di non accorgersene. Non
voleva ammettere che Terri non avesse i suoi stessi interessi.
La casa di Manteo era ancora sua, anche se non ci viveva
pi dalla fine di novembre, poco dopo la morte di Terri. Aveva
provato a rimanerci, ma non sopportava la solitudine e presto
si era trasferito nel cottage che Lacey aveva preso in affitto
a Kill Devil Hills. Poi sua sorella aveva deciso per lui e si erano
trasferiti entrambi nella casa del guardiano. Lui l'aveva lasciata
fare. Lacey trovava sempre una soluzione ai problemi di
tutti. A eccezione dei propri.
Cos, la casa di Manteo ora era disabitata. Avrebbe potuto
affittarla, se avesse trovato qualcuno a cui non dispiaceva condividere
il giardino con un mucchio di rottami, ma non se la
sentiva di riaprirla e sistemarla per un eventuale inquilino. In
passato Clay era pieno di energia, sempre in movimento, ma
ultimamente non aveva pi voglia di fare niente. Sapeva che
non era normale, ma era un'altra delle cose di cui fingeva di
non accorgersi.
Era strano vivere con Lacey. Gli sembrava di essere tornato
bambino, quando abitava con sua madre. Adesso era Lacey
a prendersi cura di lui e Clay la lasciava fare.
Sent delle voci in corridoio. Riconobbe la voce di Lacey e
quella pi profonda della donna che aveva cenato con loro. Per
qualche ragione, l'idea di incontrarla lo imbarazzava. Forse
perch per pochi istanti, prima di svegliarsi, aveva sperato che
quel tocco femminile fosse suo. Decise di rimanere a letto un
altro po'. Magari nel frattempo Gina se ne sarebbe andata e lui
non sarebbe stato costretto a incrociare il suo sguardo enigmatico
a colazione.
Sasha, per, aveva deciso di non collaborare. Salt gi dal
letto e gratt la porta, dove si rifletteva la luce verde e blu dei
raggi di sole filtrati dai vetri colorati della finestra. Quando Sasha
lo guard in un esempio inimitabile di supplica, Clay fu
costretto ad alzarsi.
Ancora un attimo di pazienza disse Clay al labrador,
mentre iniziava a vestirsi.
Sasha si era seduto vicino alla porta e lo osservava in silenzio,
con la coda che picchiettava allegra contro il parquet.
Clay and in bagno, poi segu il cane gi per le scale.
In cucina c'era profumo di caff e cialde appena fatte, misto
all'aroma dell'impasto del pane lasciato a lievitare. Clay vide
la ciotola sul ripiano, coperta da uno strofinaccio colorato.
Una volta ogni due settimane, Lacey faceva il pane in casa, come
sua madre.
Sua sorella era seduta di fronte a Gina.
Cialde ai mirtilli! esclam Lacey appena lo vide.
Clay cap che quella mattina si era svegliata presto, per andare
a raccogliere i mirtilli dai cespugli ai margini del bosco e
impastare il pane per loro.
Gina lo guard. Sono squisite disse, mentre versava lo
sciroppo sulla cialda.
Lui not la guida telefonica aperta accanto al piatto. Gina
teneva il segno con il dito su una delle pagine e aveva al collo
la macchina fotografica. Sul tavolo, di fianco alla guida, c'era
il telefono.
Salut le due donne con un cenno della testa e usc, seguito
da Sasha. Si ferm sotto il portico, nell'aria gi calda del mattino,
mentre il cane spariva nel bosco. Poi Sasha riapparve di
corsa attraverso il parcheggio sabbioso, salt i gradini del portico
con un balzo e si arrest davanti alla porta. Come gli era
stato insegnato, si sedette e si volt verso il padrone, in attesa
che entrasse in cucina per primo.
Lacey aveva gi preparato la ciotola e il labrador vi si diresse
subito per poi affondare il muso nel cibo.
Gina scoppi a ridere. Non ho mai visto un cane mangiare
con tanto gusto.
Anche tu hai un cane? Clay si vers una tazza di caff e
si sedette di fronte a lei.
Lacey gli pass un piatto e prese posto su una sedia.
Quando ero bambina rispose Gina. Ora non pi. Lavoro
fino a tardi, non sarebbe giusto.
Clay prese una cialda. Cosa cerchi sulla guida?
Una stanza rispose Gina. Ho gi chiamato un paio di
alberghi, ma non ho avuto molta fortuna. Adesso volevo provare
qui. Guard l'elenco. Suiter's Inn.
No, meglio di no disse Clay.
 quello vicino a Shorty? chiese Lacey.
Lui annu.  squallido e trasandato. Non  un posto per te.
Non posso pagare molto mormor lei, con il dito ancora
appoggiato sulla pagina della guida. Credo che dovr accontentarmi
di qualcosa di meno lussuoso del Ritz.
In che zona vuoi stare? chiese Clay.
Gina scroll le spalle. Vicino a Kiss River, credo. Ma qualunque
posto nella parte nord degli Outer Banks andrebbe bene.
Puoi provare a chiedere se c' un cottage disponibile sugger
Clay. Magari qualcuno ha disdetto all'ultimo momento.
Ogni tanto capita. In quel caso saresti a posto per una o due
settimane. Quanto intendi fermarti?
Non pi di due settimane.
Prover da Nola disse Lacey, mentre prendeva il telefono.
Chi  Nola? chiese Gina.
Una vecchia amica di famiglia rispose Lacey, mentre
componeva il numero.  un'agente immobiliare, forse pu
aiutarti a trovare qualcosa.
Gina e Clay mangiarono in silenzio mentre Lacey parlava
con Nola. A un certo punto Lacey avvicin la guida del telefono
per prendere qualche appunto sul margine della pagina, ma
dal tono della conversazione era evidente che non aveva ricevuto
buone notizie.
Quando riattacc annunci: C' solo un cottage libero.
Diede un'occhiata agli appunti.  vicino a Duck, chiedono
milleseicento dollari alla settimana.
Gina scosse la testa. Non me lo posso permettere disse,
ma se da queste parti non c' niente, forse trover qualcosa
sull'altro lato del ponte. Non  tanto lontano e...
Rimani qui le propose Clay a quel punto, stupito dalle
sue stesse parole.
Anche senza guardarla, sapeva che Lacey era esterrefatta,
ma era sicuro che fosse d'accordo. Probabilmente anche lei aveva
avuto la stessa idea, ma non aveva osato dire nulla perch
temeva la reazione di suo fratello.
Puoi affittare la stanza in cui hai dormito stanotte per cento
dollari alla settimana.
Io... Gina esit. Siete cos gentili. Guard Lacey. Sei
sicura che vada bene anche per te? Se volete parlarne un attimo
in privato, io...
Per me va benissimo la interruppe Lacey.
Per pagher di pi disse Gina. Non sono messa cos
male. Potrei...
 una cifra simbolica intervenne Clay. La metteremo
nel fondo per il restauro della casa. Non era ancora del tutto
convinto della proposta che le aveva appena fatto, ma ormai
non poteva pi tirarsi indietro.
Bene, allora. Grazie. Gina bevve un sorso di succo d'arancia,
ma le tremava la mano. Appoggi il bicchiere sul tavolo.
 un sollievo per me. Apprezzo molto quello che fate.
Non  nulla borbott Clay.
Prese una cialda e la offr a Gina, ma lei rifiut.
Andrebbe bene un assegno della mia banca di Bellingham?
chiese Gina. Altrimenti posso prelevare dal bancomat e...
L'assegno va benissimo la interruppe Clay.
Gina si appoggi allo schienale della sedia. Aveva terminato
la colazione, ma sembrava che dovesse ancora dire qualcosa.
Pensavo di chiamare vostro padre, oggi, per parlargli
della lente. Guard Clay, poi Lacey. Sono passati dieci anni,
no? Forse lui e gli altri che si erano opposti al recupero si sono
addolciti un po'.
Stai parlando di nostro padre rispose Clay, con una risata
poco convinta. Direi che "addolcito" non  il termine pi
indicato.
Senti chi parla intervenne Lacey. Sei identico a lui.
Clay non poteva darle torto: assomigliava ad Alec O'Neill
almeno tanto quanto lei assomigliava alla madre. Anche se a
Clay non piaceva ammetterlo, lui non era certo pi malleabile
di suo padre. Da Alec aveva ereditato il fisico asciutto, l'energia
incontenibile e la testardaggine.
Oggi  il giorno libero di pap annunci Lacey. Puoi andare
a casa sua e parlargli.
Chiamalo, prima sugger Clay.
Non credo che sia una buona idea annunci Lacey, anche
se non ne era del tutto sicura neppure lei. Se lo chiama,
potrebbe rifiutarsi di incontrarla.
Se  per questo potrebbe decidere di non parlarle anche
se si presenta a casa sua senza preavviso replic Clay.
Suo padre sarebbe stato gentile, ma dubitava che avrebbe
accettato di parlare con qualcuno del faro di Kiss River.
Gina seguiva la conversazione come se assistesse a una
partita di ping-pong.
Bene, allora lo chiameremo noi propose Lacey.
No intervenne Gina. Voi due avete gi fatto fin troppo.
Lasciate che di questo me ne occupi io, d'accordo? Li guard
e i due annuirono. Posso avere l'indirizzo e il numero di telefono?
Lacey si alz e si avvicin a un cassetto, prese un blocco e
torn a sedersi. Mentre scriveva l'indirizzo, disse: Verrei con
te, ma oggi devo curare due bambini, ho un turno di tre ore al
centro di soccorso telefonico e alle due e mezzo ho un appuntamento
in ospedale per donare il sangue. Ah, e poi devo mettere
il pane in forno.
Gina la guard. Ma oggi non era il tuo giorno libero?
Lacey liquid la domanda con un gesto della mano. Mi
diverto borbott.
Dove lavori il vetro? chiese Gina.
Condivido un laboratorio a Kill Devil Hills rispose. Ma
ogni tanto lavoro anche qui, nella stanza pi luminosa. Porse
il blocco a Gina. Abita sullo stretto di Sanderling. Indic
la macchina fotografica e aggiunse: Ha fatto migliaia di fotografie
al faro. Se glielo chiedi, te le mostrer.
Che genere di fotografie? Gina sembrava incuriosita.
Di ogni tipo. C' stato un periodo in cui mio padre non
faceva altro.
 ancora appassionato di fotografia disse Clay.
S, ma adesso fotografa solo i suoi figli comment Lacey.
Almeno questa  una cosa normale.
I suoi figli? chiese Gina. Voi due?
No. Si  risposato. Lacey si alz di nuovo e and a prendere
la borsa dal mobiletto accanto alla porta. Estrasse dal portafoglio
una fotografia e la mostr a Gina. Questo  Jack, ha
dieci anni. E questa  Maggie, che ne ha otto.
Sono due bambini bellissimi.
L'interesse di Gina sembrava sincero. Una dote tutta femminile,
pens Clay. Lei lo guard.
Ti assomigliano, Clay.
Clay e Lacey scoppiarono a ridere. In realt assomigliano
a Olivia, la nostra matrigna annunci Lacey. Jack non 
nemmeno figlio di mio padre.
Come Lacey, del resto, pens Clay. Ma era un dettaglio di
cui sua sorella non parlava volentieri.
Jack  nato dal primo matrimonio di Olivia continu Lacey.
Mio padre l'ha adottato.
Gina sfior la fotografia con la punta delle dita. Li vedete
spesso?
Pi che possiamo disse Lacey. Sono fantastici.
Clay cominci a sentirsi a disagio, l'ultima cosa che voleva
era imbarcarsi in una conversazione sul matrimonio e sulle
relazioni. Si alz e Sasha si avvicin di corsa alla porta.
Porto Sasha a fare un giro borbott. Poi mi metter a
riparare la cisterna. Gina, se hai bisogno di qualcosa, sai dove
trovarmi.

 Capitolo 6.

Alec O'Neill accost le persiane della camera da letto e chiuse
fuori il sole di mezzogiorno che illuminava lo stretto, poi accese
le candele profumate che Olivia aveva disposto sulla cassettiera.
Una musica malinconica riempiva la stanza.
Olivia lo aspettava distesa a letto. Era un'amante impaziente,
lo era sempre stata, e i nove anni di matrimonio non
avevano smorzato la passione tra loro. Alec accese l'ultima delle
candele, disposte negli alti vasi di vetro colorato che Lacey
aveva regalato al padre qualche anno prima.
Alec? lo chiam Olivia.
Ho finito. Spense il fiammifero.
Era da parecchio tempo che non riuscivano a ritagliarsi un
momento di intimit. Con i bambini era praticamente impossibile.
Poco prima Alec era tornato a casa dopo gli appuntamenti
del mattino allo studio veterinario e Olivia aveva scambiato
il suo giorno libero con un altro dottore del pronto soccorso.
Jack e Maggie erano a giocare a casa di un amico, cos finalmente
avevano la casa tutta per loro, almeno per qualche ora.
Alec si avvicin al letto e Olivia gli sorrise. Gli anni l'avevano
resa pi bella, le piccole rughe intorno agli occhi rendevano
la sua espressione pi dolce e intensa, soprattutto quando
sorrideva.
Cominci a spogliarsi, ma Olivia tese un braccio verso di
lui.
Vieni qui mormor, lascia fare a me.
Si sdrai accanto a lei e la baci. Olivia fece per togliergli
la maglietta, quando sentirono suonare il campanello. Lei si interruppe
e soffoc un gemito di protesta contro la spalla di Alec.
Lascia che suonino disse lui.
Le prese le mani e Olivia inizi ad accarezzargli la schiena
sotto la maglietta, poi sal lungo il torace.
Il campanello suon ancora.
E se  successo qualcosa ai bambini? chiese, mentre si allontanava
da lui.
Lo sguardo nei suoi occhi verdi ora era preoccupato, il desiderio
era scomparso. D'un tratto era tornata a essere una madre,
non era pi n moglie n amante. Non sarebbe riuscita a
ignorare il campanello.
Alec annu e si sedette. Si sistem la maglietta. Sapeva che
Olivia aveva ragione. La loro casa era isolata, in fondo a una
piccola strada secondaria che conduceva alla riva. Nessuno capitava
l senza un motivo.
Si chin a baciarle la tempia, poi usc dalla stanza. Quando
arriv in soggiorno il campanello suonava ancora. Apr la
porta e si trov di fronte una giovane donna che lo fissava, in
piedi nel portico.
S?
Cerc di ricordarsi chi fosse. Qualche volta i pazienti gli
portavano gli animali malati a casa, quando non era di turno,
e non sempre li riconosceva fuori dallo studio. Ma era quasi
sicuro di non aver mai visto prima quella donna. Si sarebbe
senz'altro ricordato di lei. Doveva avere circa trent'anni, aveva
i capelli lunghi e scuri, la pelle chiara e gli occhi color carbone.
Era il genere di donna che non si dimentica tanto facilmente.
 lei Alec O'Neill? chiese.
Indossava un paio di calzoncini blu e una camicetta azzurra,
aperta su un top bianco.
S.
Sono Gina Higgins, un'amica dei suoi figli.
Pens subito a Jack e Maggie, e il suo cuore fece un balzo.
Poi cap che probabilmente si riferiva agli altri due figli.
Clay e Lacey?
Lei annu. Esatto. Sorrise. Avrei dovuto specificarlo.
Avevo dimenticato che lei ha anche due figli pi piccoli.
Era imbarazzante, se non addirittura maleducato, lasciarla
l in piedi sulla porta senza invitarla a entrare, ma non
sembrava che si trattasse di un'emergenza e Alec era ansioso di tornare
da Olivia.
Cosa posso fare per lei? chiese.
Posso entrare un attimo? Sbirci il soggiorno alle sue
spalle. Ho scelto un brutto momento?
Veramente s cominci Alec, ma in quel momento Olivia
entr in soggiorno.
Indossava un paio di calzoncini e una camicetta bianca, e
Alec cap che non c'era pi nessuno da cui tornare, almeno per
il momento. Spalanc la porta.
D'accordo si arrese.
Lasci entrare la donna, che aveva uno zainetto verde sulle
spalle.
Olivia disse Alec, questa  Gina... Higgins. Giusto?
Guard Gina, in attesa di una conferma.
Giusto. Gina tese la mano a Olivia, che la strinse e le sorrise
calorosamente.
Gina  un'amica di Lacey e Clay spieg Alec.
Si sta benissimo qui. Gina spost una ciocca di capelli
dalla fronte sudata. Nella mia macchina l'aria condizionata
non funziona.
Si accomodi, Gina mormor Olivia, mentre si avvicinava
al divano. Vuole qualcosa da bere?
Gina si tolse lo zaino, si sedette e lo appoggi sulle gambe.
No, grazie. Non voglio rubarvi troppo tempo. Guard
Alec, che era rimasto in piedi in mezzo alla stanza. Lacey e
Clay mi hanno suggerito di rivolgermi a lei disse. Sono una
storica e in particolare mi interesso di fari. Sono venuta qui per
fare qualche ricerca sul faro di Kiss River. Non sapevo che fosse
distrutto.
Quando sent menzionare il faro, il sorriso sulle labbra di
Alec si spense. Con la coda dell'occhio vide Olivia cambiare posizione
sul divano. Lo guardava, in attesa della sua reazione.
Era da molto tempo che non pensava pi al faro. Anni prima
si era battuto per salvarlo, ma era servito solo a sprecare
tempo ed energie. Era un tentativo folle di cancellare il dolore
per la morte di Annie, lo sapeva. Il dolore  sempre folle aveva
cercato di consolarlo Olivia, ma lui sapeva di aver oltrepassato
il limite.
Si sedette sul bracciolo della poltrona vicina alla porta e
studi la sua ospite. Era piuttosto strano che una storica non
fosse a conoscenza del fatto che il faro di Kiss River era distrutto.
Mi sorprende che non sapesse che  in rovina borbott
alla fine.
Gina sorrise, imbarazzata. Finora mi sono concentrata soprattutto
sulla costa occidentale, e poi sono solo una dilettante.
In realt sono un'insegnante, mi dedico alla mia passione
per i fari soltanto in estate. Ammetto di non essermi documentata
molto bene prima di venire.
Era nervosa. Le mani stringevano lo zaino appoggiato sulle
gambe e il sorriso era forzato. A vederla cos, Alec si intener
un poco.
Ho usato una guida molto vecchia,  quella che preferisco
continu. Mi aspettavo di trovare il faro come  descritto
nel libro.
Dev'essere stata una brutta sorpresa comment Olivia.
Ci sono molti altri fari da visitare in questa zona sugger
Alec.
S, ma il faro di Kiss River mi sta particolarmente a cuore
rispose lei. Sono stupita che nessuno abbia mai provato a
recuperare la lente di Fresnel dall'oceano.
La questione  stata archiviata molto tempo fa disse Alec,
nella speranza di liquidare definitivamente l'argomento.
Lo so. Gina strofin il palmo della mano sullo zaino. Volevo
solo capire se c' qualcosa che posso fare.
Per recuperare la lente? chiese Olivia.
Gina annu. S. Mi piacerebbe vederla esposta da qualche
parte.
Alec non riusciva a capire perch il faro di Kiss River potesse
interessare tanto a qualcuno che non era neanche di quelle
parti. Il fatto che quella donna volesse immischiarsi in qualcosa
che non la riguardava lo infastidiva. In qualit di studiosa
di fari, per, dilettante o meno, sicuramente sapeva che la
lente era molto preziosa. Nel Nord Carolina ne esistevano solo
due e il loro valore era stimato intorno al milione di dollari
al pezzo. Cominci a essere sospettoso circa il vero motivo che
l'aveva portata fin l.
Incroci le braccia sul petto. La prima cosa che deve sapere
 che molto probabilmente la lente non  pi tutta intera.
Lo so disse lei.
E la seconda  che  e rimarr di propriet del governo,
indipendentemente da chi collabora al suo recupero. Non c'
nulla da guadagnare da questa faccenda.
Le sue parole la colpirono, Alec si accorse di averla offesa.
Non sono a caccia di soldi mormor Gina. Voglio solo
che sia messa in un posto dove la gente pu ammirarla. Speravo
che lei potesse darmi una mano.
Non sono in grado di aiutarla, mi spiace. Scosse la testa.
Ancora una volta, sent gli occhi di sua moglie fissi su di
lui. Olivia era un'osservatrice discreta, ma molto attenta.
Lacey e Clay mi hanno detto che lei era a capo del comitato
per salvare il faro disse Gina.
 vero, ma  stato parecchio tempo fa, da allora sono cambiate
molte cose. Ora voglio che tutto rimanga cos com'.
In quel momento, il pi vecchio dei tre gatti che abitavano
con loro, un persiano che avevano chiamato Sylvie, entr
nella stanza e si accoccol sulle gambe di Olivia. Gina allung
una mano per accarezzarlo.
Ci sono altre persone che erano nel comitato e che potrebbero
essere ancora interessate a recuperare la lente? chiese
Gina, mentre continuava a guardare Sylvie.
Alec sospir. Voleva che quella donna se ne andasse. Voleva
riprendere ci che aveva interrotto. Ma in effetti c'erano
delle persone che sarebbero state disposte ad aiutarla e pens
che non fosse giusto mentirle. Era chiaro che sarebbe andata fino
in fondo, con o senza il suo aiuto.
Ci sarebbe Nola Dillard borbott infine.
L'agente immobiliare, giusto? Gina prese un blocco e una
penna dallo zaino e annot il nome.
S.
Dove posso trovarla?
Adesso si  messa in proprio disse Olivia.  vicino all'autostrada,
la Croatan, a Kitty Hawk, pi o meno all'altezza
del chilometro quattro.
Come si chiama l'autostrada? chiese Gina.
Olivia ripet il nome. La Croatan era la strada principale
degli Outer Banks. Era evidente che Gina non conosceva affatto
quella zona.
E chi altro? insistette, rivolta ad Alec.
Walter Liscott e Brian Cass disse lui. Sono un po' avanti
con gli anni, per, trascorrono le loro giornate da Shorty a
giocare a scacchi.
 a Kitty Hawk, sulla strada che porta alla spiaggia spieg
Olivia.
Non credo che quei due abbiano la forza di ricominciare
tutto da capo disse Alec, anche se sapeva che entrambi avrebbero
contribuito volentieri alla causa, come ultimo tributo al
faro di Kiss River.
Andr a parlare con loro annunci Gina, mentre annotava
i nomi sul blocco.
L'ultimo membro del comitato era una donna, Sondra
Clarke disse Alec, ma si  sposata e si  trasferita qualche anno
fa.
In realt c'era anche un'altra persona nel comitato, Paul, il
primo marito di Olivia, ma il suo interesse per il faro non era
dettato da principi particolarmente nobili. E viveva nel Maryland.
Gina annu. Bene. Grazie di avermi dato i loro nomi mormor.
Senta Alec si sistem meglio sul bracciolo della poltrona,
mi dispiace vederla perdere il suo tempo. Credo che farebbe
meglio a interessarsi a qualche altro progetto.
Kiss River  molto importante per me replic Gina.
Qualcosa nella sua voce gli ricord se stesso dieci anni prima.
Si chiese se anche lei, come lui, era spinta da qualcosa di
pi che il desiderio di recuperare un mucchio di ferraglia e vetri
rotti.
Dove ha conosciuto Clay e Lacey? chiese Olivia.
Si era sistemata in una posizione pi comoda, con le gambe
raccolte sul divano, come se la visita di Gina dovesse durare
ancora a lungo.
Stavo visitando il faro, ma era buio, e Clay mi ha raggiunta
con una torcia. Abbiamo iniziato a parlare, poi lui e Lacey mi
hanno offerto di affittare una delle stanze della casa. Sono stati
davvero gentili.
Era stata senza dubbio Lacey a invitarla. Sua figlia avrebbe
ospitato chiunque si fosse trovato in difficolt. Clay invece
probabilmente non si era nemmeno accorto della sua presenza.
Alec aveva provato a opporsi al loro trasferimento nella casa
del guardiano, ma senza risultato. Erano almeno dieci anni
che non vi andava e quando c'era tornato, per far visita ai figli,
aveva provato una dolorosa fitta allo stomaco. Quella tempesta
avrebbe dovuto portarsi via l'intero promontorio di Kiss
River.
Quanto tempo ha intenzione di fermarsi? chiese Olivia
a Gina.
Non lo so ancora rispose lei. Almeno una settimana,
forse di pi.
Lo sa che luned  il compleanno di Lacey? disse Olivia.
Alec sapeva che quella domanda serviva pi a ricordarlo
a lui che a informare Gina. Non ce n'era bisogno, se lo ricordava.
Se ne era dimenticato solo una volta, molto tempo prima,
e non sarebbe successo di nuovo.
Non lo sapevo mormor Gina. Grazie di avermelo detto.
Si alz e Alec e Olivia la imitarono. Grazie ancora per
l'aiuto disse ad Alec.  stato gentile da parte sua, visto che
non condivide ci che intendo fare.
Alec scroll le spalle mentre apriva la porta. Lei sa che ci
sono altre lenti altrettanto preziose gi esposte nei musei, vero?
chiese.
S, ma la lente di Kiss River  un'altra cosa rispose lei con
un sorriso.
Prima di uscire si ferm davanti alla porta e Alec si accorse
che osservava la piccola finestra ovale di vetro colorato vicino
allo stipite.
Questa dev'essere opera di Lacey disse sfiorando l'immagine
di una donna che camminava, seguita da un levriero.
In realt no rispose Alec. L'ha fatta la mia prima moglie.
Il vetro ovale apparteneva a una serie di dieci finestre che
si trovavano nella casa in cui aveva vissuto con Annie. Quando
lui e Olivia si erano trasferiti, lei aveva insistito perch portasse
con s un ricordo della ex moglie. Potresti pentirtene, un
giorno aveva detto. Alec aveva lasciato che fosse lei a scegliere
quale delle finestre conservare, a lui non importava. Ma con gli
anni aveva cominciato ad apprezzare il fatto che Olivia avesse
insistito.
Adesso capisco da dove viene il talento di Lacey disse
Gina. Grazie ancora. Poi si gir verso Olivia.  stato un piacere
conoscervi.
Anche per noi  stato un piacere, Gina rispose Olivia.
Dopo aver chiuso la porta, Alec torn al divano e si avvicin
alla moglie. Si chin a baciarla, ma ormai l'incanto era
spezzato. La musica era finita e probabilmente Olivia aveva
spento le candele prima di scendere. Lei gli restitu il bacio, poi
lo guard negli occhi.
I soldi per recuperare la lente ci sono osserv lei. E tu
lo sai benissimo.
Alec scosse la testa. Olivia...
Potresti aiutarla continu lei. Nessuno conosce la storia
di quel faro come la conosci tu.
No. Si alz. Per favore, non parliamone pi.
A quel punto si volt e and in cucina. Quando aveva aperto
la porta, l'estranea che si era trovato di fronte gli era piaciuta.
Ma ora aveva cambiato idea. Quella donna gli aveva rovinato
il pomeriggio.



 Capitolo 7.

Sabato, 14 marzo 1942.
Io e la mamma abbiamo impastato e infornato dolci per
tutta la mattina, come facciamo spesso durante il fine settimana.
Oggi fa molto freddo per essere met marzo. Meno male
che il forno acceso ha riscaldato un po' la stanza. Sono stufa di
dover uscire al freddo per andare in bagno! Mi sembra che non
ci sia mai stato un inverno cos lungo. Ho deciso che appena fa
un po' pi caldo mi tolgo le scarpe e non me le rimetto fino al
prossimo autunno.
Anche se ho passato tutta la mattina con la mamma, ci siamo
dette s e no tre parole. Faccio cos fatica a stare da sola con
lei. Fra di noi c' una specie di muro. Qualche volta vorrei abbracciarla
e invece riesco solo a dirle cose orribili. Allora sto
zitta. Mi ricordo che quando ero pi piccola cantavamo insieme
mentre cucinavamo o facevamo le pulizie, ma adesso mi
sembra impossibile. Non  la guerra. Sono io. Quando sto con
lei sono sempre sulla difensiva, non riesco a lasciarmi andare.
Non so cosa sia, forse  perch ho quasi quindici anni. Una volta
ho sentito mamma che si lamentava di me con un'amica al
negozio dei Trager, pensando che non potessi sentirla, e la sua
amica le ha risposto: Oh, non c' nulla di strano.  un'adolescente,
Mary. Prima o poi le passer.
Odio quando mi trattano come un'adolescente, ma forse
l'amica della mamma ha ragione. Per non so proprio come ne
uscir. A volte mi mancano le sue coccole, ma appena mi sfiora
mi irrigidisco, quindi  naturale che lei stia lontana da me.
Per non posso farci nulla. Mi rivolge la parola solo per dirmi:
Non fare questo, non fare quello.... Del resto, non abbiamo
molto altro da dirci.
Oggi abbiamo preparato quattro torte e decine di biscotti.
Visto che fuori faceva cos freddo, devo ammettere che non mi
 dispiaciuto rimanere al calduccio, in cucina, ma quando ho
dovuto scegliere fra restare in casa con mamma e portare i dolci
ai ragazzi della guardia costiera, non ci ho messo molto a decidere!
Ho caricato le torte e i biscotti sul carretto di legno che
teniamo sotto la tettoia, vicino alla latrina, l'ho agganciato alla
bicicletta e ho imboccato Pole Road. Qui intorno non ci sono
strade asfaltate. Anche Pole Road, che  la strada che hanno
usato gli operai quando hanno trasportato il materiale per
allacciare l'elettricit,  soltanto una striscia di sabbia piena di
sassi e di curve. Ma non c' molta scelta. Se fossi andata a piedi
sarei passata per la spiaggia, anche se ci hanno sconsigliato
di andarci, perch si corre il rischio di imbattersi nei cadaveri
dei marinai che si trovavano sulla nave affondata. Molti passano
per la spiaggia anche con la macchina. Seguono la scia
delle ruote delle auto che sono passate prima di loro, e vanno
molto piano, ma ogni tanto bisogna tirare fuori qualcuno che
rimane impantanato. Da quando i tedeschi hanno iniziato ad
attaccarci, i ragazzi della guardia costiera pattugliano la spiaggia,
controllano se ci sono navi in difficolt, tengono alla larga
le spie e impediscono ai sottomarini di scaricare i nazisti sulla
spiaggia. Per passare, i conducenti delle auto devono dire agli
uomini di pattuglia una parola d'ordine, poi ne ricevono un'altra
da usare al posto di blocco successivo, circa cinque chilometri
dopo, e cos via. Anch'io volevo che mi dessero una parola
d'ordine, ma mi conoscono tutti e quando passo mi dicono
solo: Vai pure, Bess.
Lungo la strada ho dovuto fare molta attenzione per evitare
le buche e le radici e non rovesciare il carretto con i dolci.
Il freddo era tremendo e ho messo il foulard intorno alla gola
e alla bocca per ripararmi dal vento. Per ne  valsa la pena.
Alla stazione c'era circa la met dei ragazzi, gli altri erano
fuori a perlustrare le spiagge o ad addestrare i cani. Quando
sono entrata e mi sono tolta il cappotto, mi sono accorta che i
ragazzi mi guardavano. Alcuni hanno sorriso, erano contenti
di vedermi, e non solo perch avevo portato le torte e i
biscotti. Questa  un'esperienza del tutto nuova per me, il fatto che
i ragazzi mi guardino, intendo. Quando sono vicino a loro mi
sento diversa. Non ho ancora i seni di una donna, ma loro li
notano lo stesso, anche se indosso vestiti larghi. Sono alta circa
un metro e settanta e ho le gambe lunghe. Sono la ragazza
pi alta della scuola, anche se le ragazze dai sette ai diciassette
anni sono solo tredici. Per sono pi alta anche di molti maschi.
Ecco perch mi piacciono tanto i ragazzi, o meglio, gli uomini,
della guardia costiera. Sono quasi tutti pi alti di me, e
di parecchio. Ho i capelli castani e fino all'anno scorso portavo
sempre le trecce, ma adesso li lascio sciolti. Sono lunghi e
ondulati, e ai ragazzi piacciono cos.
Alcuni di loro si sono avvicinati e abbiamo chiacchierato
un po'. Qualcuno parla in modo strano e all'inizio facevo un
po' di fatica a capirli, come quando l'anno scorso la signora
Cady ci ha letto a voce alta un brano di Shakespeare. Il mio accento
preferito  quello di Boston. A un certo punto si sono messi
tutti a parlare con me, contemporaneamente. Mi hanno chiesto
come stavo, cos'avevo portato, se volevo uscire con loro
quella sera... Sembrava che non vedessero una ragazza da mesi!
Se la mamma sapesse come si comportano quando lei e pap
non ci sono, non mi lascerebbe pi andare da sola.
Quello che mi piace di pi  Jimmy Brown, uno dei ragazzi
di Boston, e non solo perch viene a perlustrare la spiaggia vicino
a Kiss River. Anche oggi, come tutte le altre volte, mi ha
quasi ignorata. Forse  proprio per questo che mi piace:  una
specie di sfida. Lui non mi ronza intorno come gli altri. Rimane
seduto in un angolo a incidere un pezzo di legno. Ogni tanto
ci guarda con gli occhi azzurri e sorride, forse  divertito dal
modo in cui gli altri ragazzi si comportano con me. Mentre parlavo
con loro, e anche con il signor Bud Hewitt, che  venuto a
controllare cosa fosse tutta quella confusione, con la coda dell'occhio
non l'ho mai perso di vista, ma lui non si  mosso dal
suo angolo.
Mi piacerebbe fare il loro lavoro. Vorrei che accettassero anche
le donne nella guardia costiera. Conosco la spiaggia molto
meglio di loro e credo che sarebbe fantastico poter stare l di notte,
a controllare che non ci siano pericoli. Il signor Hewitt mi ha
detto che se fossi un ragazzo sarei la prima persona che
sceglierebbe per la perlustrazione. Dopotutto, alcuni di quei ragazzi
non avevano mai visto l'oceano prima e di certo non possono
conoscere le spiagge e i boschi di questa zona. Una volta ne ho
parlato con i miei genitori e mamma si  messa a ridere. Per ho
sentito che lei ha lavorato con la squadra di salvataggio. Lei dice
che sono soltanto pettegolezzi, ma pap mi ha confidato che
 vero. Secondo lui mamma non vuole che io lo sappia perch
ha paura che mi metta in testa strane idee.
Mentre tornavo a casa ho incontrato Dennis Kittering. Mi
ha sorpreso vederlo da quelle parti. Di solito lui passa dalla
spiaggia, non prende Pole Road, ma ha detto che era venuto l
in esplorazione. Gli ho spiegato dove ero stata e mi ha risposto
che a lui di dolci non ne porto mai. Gli ho detto: Porto i
dolci agli uomini che combattono per noi. Tu che cosa fai per
il nostro Paese?. Appena ho finito quella frase, avrei voluto
sprofondare: mi ero dimenticata della sua gamba. Non si  potuto
arruolare perch  nato con una gamba pi corta dell'altra.
Gli ho chiesto scusa. Dennis ha sorriso e mi ha detto di non
preoccuparmi. Mi ha spiegato che lui serve il nostro Paese con
l'insegnamento. Educa le generazioni future, spiega ai ragazzi
perch  scoppiata questa guerra, cerca di aiutarli a capire
cos' che ci ha portati fino a questo punto. Mi sono sentita in
colpa da morire per quello che avevo detto. Siamo rimasti l in
piedi per qualche minuto, con la bicicletta e il carretto fra me
e lui, a parlare di Il cuore  un cacciatore solitario.  bello parlare
con Dennis. Ci sono poche persone con cui posso parlare dei
libri che leggo. Lui pensa che io sia intelligente e che potrei diventare
un'insegnante. Infatti  quello che vorrei fare, per Dennis
dice che dovrei ricevere un'istruzione migliore di quella che
mi possono dare qui, se voglio davvero insegnare. Non so cos'
che non va. Dennis  simpatico,  intelligente e gentile, per
quando si comporta come se sapesse tutto lui non lo sopporto
proprio, e finiamo per litigare. Mi corregge sempre mentre
parlo, e quando dice che non potr mai ricevere una buona
istruzione se continuo a frequentare una classe di ventitr
studenti di et e livelli diversi, mi fa diventare matta. Non mi
piace il fatto che venga qui a dire quanto  bello questo, quanto
 bello quello, per poi sparare a zero sulla gente del posto.
Gli ho chiesto cosa dovevo fare per entrare nelle squadre
di perlustrazione delle spiagge, ma  stata una stupidaggine.
Lui si  messo a ridere e ha ribattuto: Quelli che pattugliano
le spiagge sono uomini che non hanno nulla da offrire al mondo.
Sono solo un branco di teppisti pronti a sparare a tutto ci
che si muove. Questo mi ha fatto arrabbiare davvero, anche
se avevo gi sentito altre persone dire la stessa cosa. Ma loro
che cosa ne sanno? Non conoscono quei ragazzi e non sanno
che prendono molto seriamente il loro dovere. Capito cosa intendo
quando dico che a volte non posso fare a meno di litigare
con Dennis?
Mi ha chiesto se volevo andare in chiesa con lui, il giorno
dopo. Lui va fino a Corolla, dove c' una chiesa cattolica. L'ho
ringraziato, ma ho rifiutato. Io vado sempre alla chiesa metodista
con i miei genitori, a Duck. In realt non so molto sul cattolicesimo,
ma non ho fatto domande. Quando gli ho detto che
frequento la chiesa metodista, avevo paura che avrebbe criticato
la mia fede come fa con la mia istruzione, cos ho subito
aggiunto che era tardi e che dovevo andare a casa, che poi era
la verit. Domenica prossima gli porter una torta, voglio farmi
perdonare per la cattiveria che gli ho detto.
Comincio a sentirmi un po' a disagio quando sono con
Dennis. Non  solo per il modo in cui giudica gli abitanti di
Outer Banks, ma  anche perch ultimamente mi guarda in
modo diverso. Dice che sono diventata molto carina, ha perfino
detto che se fossi un po' pi grande mi chiederebbe di
sposarlo! Tu hai delle potenzialit mi ha confidato. Vorrei
portarti a High Point, dove potresti ricevere un'istruzione come
si deve. Ammetto che mi lusinga sentirmi dire certe cose,
ma mi imbarazza e cerco di evitare di stargli troppo vicino.
Forse  per questo che ho messo la bicicletta fra me e lui,
mentre parlavamo. Non c'era in giro nessuno e la cosa mi innervosiva.
Dennis non  brutto. Gli occhiali gli stanno bene e
mi piacciono i suoi capelli scuri. Ma  vecchio, ha otto anni pi
di me, e non riesco proprio a immaginarmelo come il mio ragazzo.
E poi "Bess Kittering" non mi piace, invece "Bess
Brown" mi sembra perfetto!
Quando sono arrivata a casa, la mamma mi ha sgridata.
Ha detto che sono rimasta troppo tempo alla stazione della
guardia costiera. Dovevo solo consegnare i dolci e tornare a
casa, e non rimanere l a civettare con i ragazzi. Le ho detto che
avevo fatto tardi perch avevo incontrato il signor Kittering,
tornando a casa, e questo l'ha fatta arrabbiare ancora di pi.
Lei pensa che sia strano che Dennis venga qui tutti i fine settimana,
e poi non l'ha mai incontrato, lo ha solo visto da lontano.
Le ho spiegato che  molto simpatico, che mi piace parlare
con lui dei libri che leggo, ma lei ha continuato a strillare. Credo
proprio che la mamma stia invecchiando.
 
Capitolo 8.

Splendeva ancora il sole quando Clay entr nel ghiaioso viale
di accesso al piccolo cottage che, come molte altre abitazioni
dello stretto, si ergeva al di sopra della superficie dell'acqua
sorretto da pali. Mentre scendeva dall'auto, Clay not che la
grondaia era storta e che mancava una parte della ringhiera davanti
alla casa. Uno di quei giorni avrebbe dovuto ripararle e
ne avrebbe approfittato per fare anche qualche altro lavoretto.
Il cottage gli portava via molto tempo, cos come il vecchio che
ci abitava, ma Clay non chiedeva di meglio che tenere occupata
la mente.
In piedi nel portico, buss contro la cornice di legno della
zanzariera e vi si avvicin per sbirciare nel piccolo soggiorno.
Henry arriv subito, impaziente di andarsene. Clay
apr la porta e si trov di fronte il vecchio, elegante come al
suo solito, con la camicia bianca e l'immancabile cravatta nera.
Era l'unico abitante degli Outer Banks che ci teneva tanto
all'abbigliamento. Fatta eccezione per i tre giorni che Henry
aveva trascorso in ospedale, quando gli avevano tolto l'appendice,
Clay non si ricordava di averlo mai visto senza cravatta.
O senza cappello.
Ciao Henry. Appoggi la mano sulla spalla dell'uomo.
Come te la passi?
Ho fretta.
Henry si mise il cappello di paglia e usc nel portico. Si
sgranch le mani ossute e deformate dall'artrosi.
Ho bisogno di una bella partita a scacchi da Shorty aggiunse.
Clay cap che non aveva pensato ad altro per tutto il giorno.
Avrebbe dovuto interrompere il lavoro alla cisterna e andare
a prenderlo prima.
Cos' successo alla ringhiera? Clay indic il punto dove
mancava un pezzo.
Una mattina mi sono alzato e non c'era pi rispose Henry,
poi si strinse nelle spalle. Il giorno prima avevo pescato ventidue
granchi. Secondo me sono stati i loro amici che sono tornati
a vendicarsi.
Henry poteva pescare senza nemmeno allontanarsi da casa.
Non doveva fare altro che uscire sul ponte e catturare i granchi
con il retino quando si avventuravano sui pali di sostegno
del cottage. Nonostante i suoi settantanove anni, il vecchio cucinava
il miglior sugo alla polpa di granchio che Clay avesse
mai assaggiato.
Stai attento disse Clay. Uno dei prossimi giorni vengo
a riparartela.
Henry si vantava di abitare in una casa vecchia quanto lui.
In teoria era vero. La casa era stata costruita negli anni Venti,
ma aveva subito un grosso incendio negli anni Quaranta e varie
inondazioni nel periodo successivo, cos, tra una riparazione
e l'altra, era rimasto ben poco della costruzione originaria.
Henry aveva ancora un passo svelto e precedette Clay verso
la macchina.
Henry Hazelwood era il nonno di Terri e da quando aveva
cominciato a invecchiare lei si era sempre presa cura di lui.
Il padre di Terri, il figlio di Henry, era morto quattro anni prima,
e la madre viveva in California, cos era lei l'unica parente
vicina. Terri adorava Henry e non si era mai lamentata di doversene
occupare. Anche a Clay Henry piaceva, nonostante fosse
consapevole che, a ventinove anni, una famiglia e dei marmocchi
sarebbero stati una compagnia pi adatta. In ogni caso,
a Henry non era rimasto nessun altro e lui non lo avrebbe
mai lasciato solo. Non ci vedeva pi molto bene e aveva smesso
di guidare ormai da un paio d'anni, cos Clay a volte usciva
prima dall'ufficio per accompagnarlo dal dottore, a fare la
spesa, ma soprattutto da Shorty, dove giocava a scacchi con i
suoi vecchi amici, Walter Liscott e Brian Cass.
C'era una cosa di Henry che Clay amava e odiava al tempo
stesso, ed era il fatto che gli ricordasse Terri. Lei e suo
nonno avevano le stesse sopracciglia e gli stessi occhi grigio scuro.
Ogni volta che lo guardava, nel suo viso rivedeva quello
della moglie.
Cos'hai fatto stamattina? chiese Clay, una volta saliti in
macchina, mentre attraversavano l'isola. Granchi?
Certo borbott Henry. Mi sono procurato la cena. E tu?
Clay esit. Si metteva sempre sulla difensiva quando
Henry gli chiedeva qualcosa sulla sua vita. Ho lavorato alla
cisterna.
Mi sembra un modo migliore di impiegare il tempo che
andare a caccia di crostacei osserv Henry.
Clay sorrise. Gi, per la cisterna non  granch come
cena.
Il vecchio rise, poi i due rimasero in silenzio. Henry era un
uomo di poche parole. Di solito la conversazione fra loro era
breve e arrivava dritta al punto, e a Clay andava bene cos. Non
avevano mai parlato di Terri, non una sola volta. Anche questo
a lui andava bene. Clay non parlava mai di Terri, con nessuno.
L'ultima cosa che desiderava era pensare a lei. Dalla scomparsa
della moglie, Clay ammazzava il tempo, invece di viverlo.
Agli occhi degli altri sembrava che stesse bene, si sforzava
di essere sempre allegro. Lacey era l'unica a sapere che
non era cos. Passavano troppo tempo insieme perch potesse
fingere anche con lei.
Clay sapeva che sua sorella cercava un modo per aiutarlo,
come faceva con chiunque altro, ma per fortuna aveva smesso
di insistere, di tentare di obbligarlo a parlare, a esprimere i propri
sentimenti. Prima o poi avrebbe rinunciato del tutto. Sarebbe
stato il suo primo fallimento.
Guarda l! grid Henry. Indic un nuovo mercato del
pesce sulla Croatan. Dobbiamo assolutamente provarlo..
Non sembra niente male rispose Clay.
Henry aveva sempre vissuto agli Outer Banks, da quando
vi si era stabilito durante la seconda guerra mondiale. 
Si era innamorato di una ragazza del posto e l'aveva sposata, e dal loro
matrimonio era nato il padre di Terri. Gli Outer Banks erano
cambiati molto da allora, ma lui non era tipo da lamentarsi.
Non parlava mai di com'erano le cose prima, non si era mai
dimostrato insofferente all'invasione dei turisti in estate o al
fatto che si comportassero come se quel posto fosse loro. In realt,
sembrava quasi che gli piacesse il proliferare di edifici, negozi
e ristoranti, di cui invece si lamentavano gli altri abitanti
del luogo. Henry trascorreva ore e ore nei supermercati, sempre
sbalordito dalla vastit dell'assortimento. Ormai Clay si era
rassegnato e quando lo accompagnava a fare spese si portava
dietro un libro e lo leggeva appoggiato a una parete, mentre
Henry imparava a memoria le etichette dei surgelati.
Clay aveva saputo della morte di Terri un marted di fine
novembre e al dolore della notizia si era aggiunto quello di doverlo
dire a Henry. Aveva gi perso la moglie e il figlio, perdere
anche la nipote era davvero un'ingiustizia troppo dura da
sopportare. Alla fine, Clay non se l'era sentita. Era stata Lacey
a recarsi al cottage per dirglielo. Clay non aveva mai chiesto
alla sorella quale fosse stata la reazione di Henry, non voleva
saperlo. Nelle settimane successive, per, ogni volta che andava
a trovare il vecchio gli leggeva negli occhi lo stesso dolore
impresso nei suoi.
Parcheggiarono davanti a Shorty. Quel posto era una bettola
e i turisti se ne stavano alla larga. Ogni tanto qualche forestiero
audace si avventurava nell'edificio decrepito, pensando
di ritrovare i sapori degli Outer Banks di un tempo, ma di
solito gli bastavano pochi minuti per capire che quel ristorante
non faceva al caso suo. Soprattutto la stanza sul retro.
La stanza sul retro, che in realt si trovava sul lato dell'edificio,
era il punto di ritrovo di pescatori, di vecchi che nella
vita ne avevano viste di tutti i colori e di giovani con troppo
tempo libero. In un angolo c'era un vecchio biliardo malconcio
e su ogni tavolo c'erano scacchiere e mazzi di carte. A una
parete erano appesi due bersagli per le freccette e le finestre
erano coperte da strati di fumo depositatosi negli anni. Ogni
tanto, nella stanza sul retro poteva capitare di vedere un paio
di donne, che di solito ronzavano intorno ai ragazzi pi giovani,
giocavano a biliardo e ostentavano scollature pi o meno
generose, e magari una rosa tatuata sulla spalla. Erano proprio
loro, con la pelle liscia e abbronzata, le fumatrici pi accanite.
Kenny Gallo, che avrebbe dovuto raggiungere Clay per
una birra, non era ancora arrivato, cos Clay accompagn
Henry nella stanza sul retro, dove lo aspettavano gli amici.
Due donne giocavano a biliardo con un tizio che ultimamente
non mancava mai, un giovane di circa vent'anni con i capelli
scuri e un puzzle di tatuaggi che gli copriva tutte le braccia,
dalle nocche fino alla manica della maglietta nera dei
Grateful Dead. Quando Clay entr nella stanza, le due donne
si voltarono a guardarlo. Sentiva i loro occhi puntati su di
lui mentre si avvicinava con Henry a Walter Liscott e a Brian
Cass, ma quegli sguardi lo lasciavano del tutto indifferente.
Sei in ritardo.
Brian guard Henry, gli occhi azzurri pieni di disappunto.
Quando ci si metteva d'impegno, Brian era pi acido di
un limone. I pochi capelli bianchi e crespi erano tutti schiacciati
da una parte, come se si fosse appena svegliato. Mentre
fissava l'amico, tamburellava sulla scacchiera con le lunghe
dita ossute.
Chiudi quella boccaccia disse Walter. Adesso  arrivato,
no?
 colpa mia intervenne Clay. Prese una sedia dal tavolo
di fianco e la avvicin alla scacchiera, in modo che Henry potesse
sedersi. Sono andato a prenderlo tardi.
Siediti anche tu, Clay lo invit Walter, come faceva sempre.
Spost la sedia a rotelle per fargli posto.
Walter era su quella sedia da quattro anni, per colpa del
diabete. Quando era diventato evidente che non avrebbe pi
potuto muoversi senza, Clay e Kenny avevano costruito una
rampa di accesso alla stanza sul retro. Quel posto non sarebbe
stato lo stesso senza Walter e le sue anatre incise nel legno, che
decoravano tutte le pareti del ristorante. L'ultima opera del vecchio
era appoggiata sul tavolo, accanto alla scacchiera.
Clay diede un'occhiata alla sala principale. Nessuna traccia
di Kenny.
Mi fermo solo un minuto annunci, mentre avvicinava
un'altra sedia al tavolo.
Lo vedi quel coglione laggi? disse Brian a voce troppo
alta, mentre indicava il ragazzo con i tatuaggi.
Clay non distolse lo sguardo da Brian. Che cosa ha fatto?
bisbigli.
Si  fatto un nuovo tatuaggio e Brian non riesce a pensare
ad altro rise Walter.
Ce l'ha sulla schiena disse Brian. Quando c' una ragazza
nuova si tira su la maglietta per farglielo vedere.
Non parlare cos forte lo ammon Henry.
Brian si chin verso di lui. Parlo forte cos riesci a sentirmi,
vecchio rimbambito.
Ti sento benissimo ribatt Henry. E ti sentono anche tutti
quelli che sono nel ristorante.
 una sirena disse Walter.
Che cosa? chiese Henry.
Stava studiando la scacchiera. Alla fine della partita avrebbe
giocato con il vincitore.
Il nuovo tatuaggio gli spieg Brian. La sirena con le tette
pi grosse che abbia mai visto.
Clay scoppi a ridere.
Oh, falla finita, tu e le tue tette brontol Walter.
I tre vedovi continuarono a sfottersi, come facevano da
anni. Erano inseparabili, anche se non parlavano mai di cose
serie. Avevano combattuto e pescato insieme, e tutti e tre
erano rimasti soli. La moglie di Brian era morta due anni prima,
dopo mezzo secolo di matrimonio, e i suoi undici figli e
ventisette nipoti erano sparsi per il Paese. Walter era vedovo
da dieci anni. I suoi figli avevano provato pi di una volta
a convincerlo a trasferirsi in Colorado, dove vivevano, ma
lui non se ne sarebbe mai andato dagli Outer Banks. Si dice
che le donne vivano pi a lungo degli uomini, pens Clay,
ma i vecchi frequentatori della stanza sul retro di Shorty erano
un'eccezione alla regola. Doveva essere qualcosa nell'aria
salmastra di quel posto a rendere gli uomini cos longevi.
Mentre Clay si alzava dal tavolo per tornare nella sala
principale, d'un tratto si rese conto che in realt, fino a un
istante prima, erano stati quattro i vedovi seduti attorno alla
scacchiera.
Trov Kenny che lo aspettava a uno dei tavoli pi piccoli
e si sedette di fronte a lui. La cameriera port due birre prima
ancora che le ordinassero.
Com' andato il lavoro? chiese Clay, dopo aver bevuto
un sorso.
Bene, ma questo maledetto orecchio peggiora ogni giorno
che passa rispose Kenny. Si strofin l'orecchio sinistro con
la mano.
Sai benissimo qual  la soluzione disse Clay.
Kenny era un sub e si immergeva spesso per conto dell'impresa
di riparazioni navali di cui era titolare. La perdita
dell'udito era uno dei rischi del mestiere. Altri dieci anni cos
e sarebbe diventato sordo, ma Clay sapeva che niente l'avrebbe
fermato. Kenny si trovava pi a suo agio sott'acqua che sulla
terraferma.
Preferirei che mi cascasse un orecchio, e anche il pisello,
piuttosto che smettere di fare immersioni borbott Kenny.
Clay scoppi a ridere.
Ultimamente trascorreva pi tempo con Kenny che con qualunque
altro dei suoi amici. Erano quasi tutti sposati e con loro
si sentiva a disagio, percepiva la loro piet. Li vedeva scambiarsi
sguardi imbarazzati quando a qualcuno sfuggiva una gaffe, magari
perch aveva raccontato dell'ultima litigata con la moglie.
Trattavano Clay come se fosse fragile. E la parte peggiore era
che lui era davvero fragile. E soffriva davvero quando parlavano
delle loro mogli. Era invidioso, pieno di risentimento, arrabbiato
e ferito, esattamente come loro si aspettavano che fosse.
Ma non lo dava a vedere. Con Kenny era molto pi facile.
Lui non era tipo da matrimonio, o almeno non ancora, e potevano
parlare per ore di immersioni o di windsurf, come avevano
sempre fatto, senza correre il rischio di toccare argomenti che
avrebbero guastato il divertimento. Naturalmente a Kenny le
donne piacevano, e lui piaceva alle donne. Era un inguaribile
dongiovanni, robusto, biondo, con la barba. Parlare con lui poteva
essere spiazzante. Non guardava quasi mai Clay negli occhi,
era troppo impegnato a seguire i movimenti di qualunque
donna si trovasse nei dintorni.
Ora che era finalmente davanti a una birra e rilassato, per
un attimo Clay pens di raccontare a Kenny di Gina, di dirgli
quanto fosse bella, quanto fosse attratto e spaventato da lei al
tempo stesso. Ma non poteva farlo, avrebbe infranto il tacito
accordo che c'era fra loro. Si poteva parlare di sport, di immersioni,
di pesca... Di tutto, ma non di donne.
Clay e Kenny erano stati compagni di classe alle superiori, ma
quando si era trattato di decidere cosa fare dopo, avevano
preso strade diverse. Kenny, che non voleva lasciare gli
Outer Banks, dopo il diploma aveva rilevato l'impresa di riparazioni
navali di suo padre, mentre Clay era andato a Duck
a studiare architettura. Per erano rimasti buoni amici. Kenny
non era molto istruito, ma era intelligente e Clay lo rispettava.
E sapeva che nel suo lavoro era il migliore.
In quel momento il ragazzo con i tatuaggi usc dalla stanza
sul retro ed entr nella sala principale. Doveva essere diretto
all'uscita, ma mentre passava di fianco al loro tavolo si ferm
e guard Clay.
Tu sei Clay O'Neill, giusto? chiese.
Aveva i capelli cortissimi e un brillante sul lobo sinistro.
Clay annu.
Io sono Brock Jonsen. Allung la mano.
Clay gliela strinse e nel farlo osserv il braccio tatuato: pi
che disegni erano forme, un vortice di onde e di frecce che coprivano
ogni centimetro di pelle. A Clay bruci il braccio soltanto
a guardarli.
Conosco tua sorella disse Brock.
Lacey?
La domanda era retorica, visto che era improbabile che Brock
conoscesse Maggie. Per era raro che Lacey venisse da Shorty.
S, l'ho incontrata a una riunione dell'anonima alcolisti.
Ha detto che mi avrebbe aiutato a trovare un lavoro.
Che genere di lavoro stai cercando? chiese Kenny.
Nell'edilizia.
Di lavori di quel tipo ce n'erano a decine da quelle parti,
soprattutto per uno con il fisico di Brock. Era magro, ma di corporatura
robusta. Le onde disegnate sui bicipiti cambiavano
forma ogni volta che muoveva il braccio.
Non dovrebbe essere difficile trovare un lavoro nell'edilizia
osserv Clay.
Conosceva qualcuno con cui avrebbe potuto metterlo in
contatto, ma non era sicuro di volerlo aiutare.
Prova qui.
Kenny estrasse una penna dalla tasca della camicia e scrisse
qualcosa su un tovagliolo. Lo pass a Brock, che lo guard
e annu.
Ehi, grazie amico mormor, poi guard Clay. Salutami
tua sorella.
Certo rispose Clay.
N lui n Kenny parlarono pi finch il ragazzo non se ne
fu andato.
Brock? rise Kenny. Che razza di nome ?
Anche Clay rise, ma si sentiva a disagio. Gli Outer Banks
erano pieni di cantieri. C'erano case e negozi in costruzione
praticamente a ogni angolo. Quel tizio avrebbe potuto trovare
lavoro in due minuti, senza l'aiuto di nessuno. Clay ebbe la fastidiosa
sensazione che una spinta per trovare lavoro non fosse
l'unica cosa che voleva da sua sorella.

 Capitolo 9.

Gina si sedette nella sala d'attesa dell'agenzia immobiliare
Dillard, tra i paesaggi marini che decoravano le pareti a pannelli.
Era nervosa e non ne poteva pi di stare seduta. Aveva
detto alla signora King, che non aveva mai incontrato ma che
gi disprezzava, che si sarebbe messa in contatto con lei entro
quella sera. Era convinta che a tre giorni dal suo arrivo a
Kiss River avrebbe avuto le idee un po' pi chiare su cosa fare,
invece si trovava esattamente al punto di partenza. Aveva
perso l'intera giornata di domenica tra i crampi e la nausea
che l'avevano costretta a letto, probabilmente per colpa
dell'hamburger che aveva mangiato sabato in un fast food, dopo
essere stata a casa di Alec O'Neill. Il finale perfetto di una
giornata disastrosa. Era buffo che Alec l'avesse accusata di
voler recuperare la lente per mettere insieme un bel mucchietto
di soldi. In effetti erano i soldi quello che voleva, ma
non li avrebbe certo guadagnati diventando la proprietaria
della lente di Fresnel.
Dopo il rifiuto irremovibile di Alec, tutte le sue speranze
erano riposte in Nola Dillard, l'agente immobiliare. Non aveva
preso un appuntamento, perch temeva di ricevere un altro
no come risposta e al telefono sarebbe stato difficile riuscire a
convincerla.
Aspettava da circa mezz'ora, quando una donna entr nella
stanza e si diresse verso di lei con passo sicuro.
Gina Higgins? chiese.
Era alta e doveva aver passato la cinquantina ormai da
qualche anno. I capelli biondissimi raccolti da un fermaglio
mettevano in risalto il viso abbronzato.
Gina si alz per stringerle la mano. S disse. Ha un momento
per me?
Nola Dillard guard l'orologio. Un quarto d'ora, non di
pi rispose. Devo mostrare una casa a South Nag's Head alle
quattro.
Gina la segu lungo il corridoio che conduceva a un ampio
ufficio. Nella stanza troneggiava un'enorme scrivania di
mogano, circondata da costose sedie imbottite. Le pareti erano
rivestite dagli stessi pannelli che c'erano all'ingresso. Sui
muri e sui ripiani della libreria erano esposte le targhe con i
vari riconoscimenti conquistati negli anni. Evidentemente Nola
Dillard ci sapeva fare nel suo lavoro. Gina not la fotografia
di una giovane donna con i capelli biondi che teneva in
braccio una bambina di circa tre anni. La donna aveva il mento
appoggiato sulla testa della bimba e sorridevano entrambe.
In quel momento, Gina desider con tutta se stessa di poter
abbracciare sua figlia.
Le interessa una casa? chiese Nola, mentre si sedeva dietro
la scrivania.
In realt no. Gina era seduta sul bordo della sedia, con le
mani sulle ginocchia. Distolse gli occhi dalla fotografia e guard
la donna. Quello che mi interessa  il faro di Kiss River.
Kiss River? Nola sembr sorpresa. In che senso le interessa?
Mi piacerebbe che la lente venisse recuperata dal fondo
dell'oceano e messa in un posto dove la gente possa ammirarla
spieg Gina.
Nola si appoggi allo schienale. Allora  per lei che Lacey
cercava una stanza in affitto.
Gina annu. S. Per adesso alloggio nella casa del guardiano.
Capisco. Immagino che Lacey le abbia detto che facevo
parte del comitato per salvare il faro, molto tempo fa. Prima
della tempesta.
No, me l'ha detto suo padre, il dottor O'Neill.
Davvero? Nola sembr sorpresa. Pensavo che non si interessasse
pi al faro di Kiss River.
Infatti credo che non se ne occupi pi convenne Gina.
Per questo mi ha detto di mettermi in contatto con lei.
Non era esattamente la verit, ma non era neanche una bugia
vera e propria.
Nola si dondol sulla sedia, gli occhi fissi su Gina. Si d
il caso che io sia uno dei pochi abitanti degli Outer Banks che
vogliono recuperare quella lente disse, poi sorrise. Naturalmente
 nel mio interesse attirare un maggior numero di turisti.
Allora mi aiuter? Le mani di Gina strinsero pi forte le
ginocchia. Devo trovare qualcuno che sia disposto a finanziare
il mio progetto, ma non sono di queste parti e ho bisogno
del sostegno di persone del posto.
Di dov' lei?
Dello Stato di Washington. Sono una storica dilettante e
in particolare mi interessano i fari. Sono rimasta scioccata quando
ho scoperto che nessuno aveva recuperato la lente dal fondo
dell'oceano.
Sono d'accordo con lei al cento per cento disse Nola.
Gina sospir, sollevata. Nola Dillard sembrava il tipo di
donna capace di ottenere quello che voleva.
Potrei chiamare l'ente del turismo continu Nola. La
metter in contatto con loro. Se lei si far carico delle pratiche
burocratiche, credo che sarebbero disposti ad aiutarla a trovare
i soldi necessari.
Sarebbe fantastico... Gina sorrise. Alla fine era riuscita a
ottenere qualcosa. Alec O'Neill  stato cos inflessibile quando
mi ha detto che non voleva essere coinvolto, che stavo quasi
per lasciar...
Avevo capito che era stato Alec a dirle di mettersi in contatto
con me la interruppe Nola.
Dal tono di voce della donna, Gina cap di aver toccato un
tasto delicato.  lui che mi ha dato il suo nome le confid.
Ma Alec approva il suo progetto?
Gina esit, poi decise di essere onesta. No, ma credo che
sia solo una questione di...
Allora non posso aiutarla, mi spiace la interruppe di nuovo
Nola. Incroci le braccia.
Ma perch? chiese Gina con un filo di voce.
Probabilmente Alec ha ragione borbott Nola. La lente
deve rimanere dove si trova. O almeno questo  quello che
vuole la maggior parte della gente. Per un attimo mi ero lasciata
prendere dall'entusiasmo.
La prego, signora Dillard supplic Gina.
La sua voce trad l'emozione, ma Nola non sembr accorgersene.
Si era alzata in piedi e guardava l'orologio.
Sorrise a Gina, comprensiva. Alec  un amico disse. Non
ho mai capito perch abbia cambiato idea sul faro, ma non far
qualcosa che lui non vuole. Mi dispiace.
Gina indugiava. Nola le appoggi una mano sul braccio e
la guid con gentilezza fuori dall'ufficio e lungo il corridoio.
Come sta Lacey? chiese.  un po' che non la vedo.
Sta bene. La conosco solo da pochi giorni mormor Gina,
senza poter nascondere la delusione, ma  una delle persone
pi gentili che abbia mai incontrato.
Il giorno prima, quando era rimasta a letto, Lacey si era
presa cura di lei, era andata a comprarle qualcosa contro la nausea
e le aveva preparato una zuppa di pollo per cena.
Oggi  il suo compleanno aggiunse Gina.
Il primo luglio disse Nola, pensierosa.  vero. Il suo
compleanno  un paio di settimane dopo quello di mia figlia.
Lacey e Jessica sono cresciute insieme.
Gina ripens alla fotografia che aveva visto sul ripiano della
libreria.
Nel frattempo avevano raggiunto la sala d'attesa.
Nola si volt verso Gina. Mi dispiace per la lente.
Cosa mi consiglia di fare?
Ha gi parlato con Walter Liscott e Brian Cass?
Non ancora rispose Gina. Alec ha detto che sono molto
anziani e...
Sono un po' avanti con l'et, ma sono ancora vivi e vegeti
rise Nola. E l'et ha i suoi vantaggi, quei due conoscono
praticamente tutti, da queste parti.
Gina annu. Andr a parlare con loro disse, senza troppa
convinzione. Se dovesse cambiare idea, sa dove trovarmi.
Mentre rientrava a Kiss River, Gina si accorse che dal cofano
della sua auto proveniva uno strano rumore metallico.
Probabilmente tutti quegli scossoni lungo il sentiero
dissestato che portava alla casa del guardiano avevano allentato qualche
pezzo. Con quel rumore e l'aria condizionata rotta, Gina si
chiese se sarebbe riuscita a tornare a Bellingham.
Parcheggi nello spiazzo sabbioso vicino a casa e apr la
portiera dell'auto, ma non scese subito. Quella sera la casa era
tutta sua. Lacey, Clay e Sasha erano a casa di Alec O'Neill, per
festeggiare il compleanno di Lacey. Lei non era stata invitata,
e del resto non se lo aspettava. L'ultima persona che avrebbe
voluto vedere in quel momento era Alec O'Neill.
Doveva cercare di tenere le distanze da Lacey e Clay, altrimenti
sarebbe diventato sempre pi difficile continuare a
mentire. Non poteva confidarsi con nessuno. Avrebbero pensato
che era pazza. E forse lo era davvero. A volte la disperazione
pu giocare brutti scherzi.
Quella mattina, a colazione, aveva dato a Lacey un biglietto
d'auguri insieme a un buono valido per un massaggio, ogni
volta che glielo avesse chiesto. Era l'unico regalo che poteva
permettersi.
Sono brava a fare i massaggi aveva spiegato a Lacey. Ed
era vero. Aveva seguito un corso qualche anno prima, per alleviare
i dolori di sua madre nell'ultima fase della malattia.
Mi dispiace che tu non possa venire con noi, stasera aveva
detto Lacey.
Era in piedi in mezzo alla cucina, con in mano il biglietto
e il buono. Clay stava uscendo dalla porta sul retro per andare
in ufficio. Gina aveva capito che Lacey si sentiva in colpa a
lasciarla sola.
A quel punto l'aveva guardata negli occhi. Mi conosci da
tre giorni, Lacey. Sono un'ospite, non faccio parte della famiglia.
Tu e Clay andate e divertitevi. Ti verr un'ulcera se continui
a preoccuparti tanto per gli altri.
Lacey l'aveva abbracciata. Clay, che era gi fuori dalla porta,
si era voltato.
L'ulcera  provocata dai batteri, non dalle preoccupazioni
aveva spiegato in tono brusco.
Poi era uscito, seguito da Sasha e Lacey, e Gina era rimasta
sola e un po' disorientata.
Sapeva che Clay era vedovo. Lacey le aveva raccontato che
sua moglie era morta in un incidente, a novembre, e che lui non
si era ancora ripreso. Terri era un'arredatrice di interni, aveva
spiegato Lacey, e il loro era un matrimonio perfetto. In realt
Gina non credeva nei matrimoni perfetti, ma non le era sembrato
il caso di sollevare la questione. Nonostante fosse un tipo
ombroso e taciturno, Clay era gentile con lei. Le aveva anche
permesso di usare il computer per controllare la posta elettronica,
cosa che era ansiosa di fare da quando aveva lasciato
Bellingham.
Seduta in auto davanti alla casa, Gina guard verso il faro.
Quella sera l'oceano era calmo e silenzioso. Rimaneva ancora
qualche ora di luce prima del tramonto e Gina decise che
avrebbe fatto una passeggiata. Forse avrebbe trovato la stazione
della guardia costiera di cui parlava Bess nel diario.
Lasci i sandali in macchina e imbocc il sentiero fra gli arbusti.
Poi, camminando nell'acqua bassa, oltrepass il faro e si
diresse a destra, verso la spiaggia. Naturalmente la costa era
molto diversa da come l'aveva descritta Bess. La spiaggia ora
era stretta, in alcuni punti era sparita del tutto, inghiottita dalla
vegetazione. Le onde erano poco pi che leggere increspature
sulla sabbia morbida.
Secondo le indicazioni del diario, la stazione doveva trovarsi
a meno di un chilometro di distanza dal faro, ma Gina
cammin per un chilometro e mezzo senza vederla. Non incontr
nessun edificio, di nessun genere. Una sottile lingua di
sabbia la separava dal fitto groviglio di alberi e arbusti, e in giro
non c'era anima viva. C'era un silenzio inquietante, quasi irreale,
rotto solo dallo sciabordio lento delle onde contro la sabbia
e dal rumore di qualche ramo spezzato nel bosco. Almeno
ora sapeva che non c'erano pi cavalli selvatici o cinghiali, da
quelle parti.
Le onde hanno portato su questa riva corpi senza vita, pens
mentre camminava. E un uomo  stato assassinato proprio qui.
La sua attenzione fu attratta da qualcosa che si muoveva
nell'acqua. Qualcuno nuotava nell'oceano. Gina si avvicin e
vide che era una donna di mezza et. La osserv mentre usciva
dall'acqua e si strizzava i lunghi capelli grigi.
La donna le fece un cenno con il braccio, poi si chin a raccogliere
un asciugamano.
Salve! grid Gina mentre si avvicinava. Com' l'acqua?
Fantastica rispose la donna.  cos calma, stasera. Credo
di aver nuotato per quasi tre chilometri. La donna aveva
un fisico da nuotatrice, con le spalle ampie e le gambe muscolose.
Vengo qui quasi tutti i giorni e lei  la prima persona che
vedo annunci.
Cercavo la stazione della guardia costiera.
La stazione della guardia costiera? ripet la donna. Vuol
dire la postazione della squadra di salvataggio?
Gina si ricord che in origine le stazioni della guardia costiera
erano state la sede delle squadre di salvataggio.
S disse.
Le pi vicine sono quelle di Ocean Sands e di Sanderling
la inform la donna, mentre si sfregava le braccia con l'asciugamano.
Gina era confusa. Credevo che ce ne fosse una anche qui.
La donna scosse la testa, poi all'improvviso sembr ricordarsi
di qualcosa.
Ho capito a cosa si riferisce mormor. In effetti ho letto
da qualche parte che una volta ce n'era una anche qui, ma 
stata spazzata via da una tempesta negli anni Sessanta, credo.
 stato prima che mi trasferissi, non so esattamente quando.
Da allora il mare si  portato via parecchia spiaggia. Tese il
braccio per indicare la costa.  cambiata molto da quando sono
arrivata.
Capisco disse Gina, delusa.
Tempeste, tempeste e ancora tempeste. Gina cominciava a
rendersi conto che doveva essere rimasto ben poco del paesaggio
di un tempo.
Grazie sussurr con un sorriso forzato. Posso anche
smettere di cercare allora.
Mi dispiace. La donna si chin a raccogliere la borsa.
Buona serata disse quando si fu rialzata, poi si incammin
verso uno dei sentieri che si inoltravano nella vegetazione dietro
la spiaggia.
Anche a lei rispose Gina.
Osserv la donna sparire fra gli alberi, quindi si volt e torn
verso Kiss River.
Si incammin lungo la spiaggia, con i piedi che affondavano
nella sabbia morbida del bagnasciuga. All'improvviso, si
sentiva sola. Quando raggiunse il faro si ferm e rimase a fissare
l'oceano, immersa nell'acqua fino alle ginocchia. Ripens
alla donna che aveva incontrato poco prima. Gina sapeva nuotare,
ma non era mai entrata nell'oceano. L'acqua del Pacifico
lungo la costa di Washington  troppo fredda. Scrut il mare
di fronte a lei. E se la lente si trovava appena sotto la superficie?
Forse non sarebbe stato necessario ripescarla per raggiungere
il suo scopo.
Non aveva portato il costume da bagno, nuotare di certo
non rientrava nei suoi programmi quando era partita. Indossava
un paio di calzoncini e una maglietta, e comunque in giro
non c'era nessuno che potesse vederla. Cominci a camminare
piano nell'acqua. C'era l'alta marea e probabilmente non
era il momento migliore per cercare la lente, ma era raro che
l'oceano fosse cos calmo, doveva approfittarne. Decise che
avrebbe camminato a semicerchio intorno al faro, allontanandosi
un poco ogni volta che tornava indietro. All'improvviso
le sembr tutto cos semplice. La lente pesava tre tonnellate.
Anche se si era rotta, i pezzi dovevano essere abbastanza grossi
da riuscire a trovarli senza difficolt.
All'inizio procedette spedita, agitava l'acqua con le mani
e perlustrava ogni centimetro del fondale, poi dovette rallentare,
perch l'acqua cominciava a diventare pi profonda. Le
capitava di inciampare in qualche sasso o in un mattone rotto,
ma niente che sembrasse vetro. A un tratto l'acqua fu cos alta
che dovette nuotare. Cerc di non pensare agli squali e alle correnti.
Ogni tanto prendeva fiato e immergeva la testa sott'acqua,
ma riusciva a vedere a non pi di mezzo metro di distanza
e le bruciavano gli occhi.
Era gi in acqua da parecchio tempo, quando si volt e fu
stupita di scoprire quanto fosse piccolo il faro dietro di lei. Dapprima
la paura la paralizz. Poi cerc di restare calma e torn
verso la riva, con il petto che le faceva male per lo sforzo. Aveva
perlustrato un'area piuttosto vasta, senza tralasciare neanche
un millimetro del fondale marino, ma non aveva trovato
nulla. La lente era sparita, portandosi via una parte del suo passato.
E del suo futuro.

 Capitolo 10.

Gioved, 19 marzo 1942.
Oggi  successa una cosa terribile. Non so nemmeno se io
riuscir a spiegare che cosa  successo, faccio fatica a trovare
le parole. Per credo che se lo scrivo poi mi sentir meglio,
quindi voglio provarci. Tanto  mezzanotte e non riesco a dormire,
ho paura che se mi addormento avr gli incubi.
Una premessa: mi piace arrampicarmi sugli alberi. L'ho
sempre fatto. La mamma mi sgrida, dice che pretendo di essere
trattata da adulta, ma in realt sono solo una bambina. Io per
non so se riuscir mai a smettere, e non so nemmeno se lo
voglio. Credo che un giorno mi arrampicher insieme ai miei
figli. Comunque, mi piace rimanere seduta sui rami degli alberi
vicino alla spiaggia, a sud di Kiss River. Ne ho scoperto
uno bellissimo: non  molto alto, ma ha dei grossi rami che si
aprono e formano una specie di ventaglio, a circa tre metri da
terra. A volte dopo la scuola rimango l seduta per ore, mentre
mangio una mela o leggo un libro. Se devo essere sincera, ogni
tanto ci vado anche di notte, di nascosto, perch so che quel
tratto di spiaggia viene perlustrato da Jimmy Brown e mi piace
osservarlo. Se scoprisse che sono l, credo che morirei di vergogna,
ma le foglie sono fitte e sono sicura che non riuscirebbe
a vedermi, neanche se proiettasse il fascio di luce della torcia
verso di me.
Oggi faceva caldo, non c'era il solito venticello a rinfrescare
l'aria. Cos, dopo la scuola, ho preso il mio libro, Furore, e mi
sono arrampicata sull'albero. Sotto di me la spiaggia era tutta
ricoperta da pezzi di legno, probabilmente i resti della nave
affondata al largo della costa. Sapevo che oltre ai rottami la marea
avrebbe potuto portare anche i cadaveri dei marinai annegati,
ma fino a quel momento non ne avevo mai visti. Proprio
mentre pensavo di essere stata fortunata, ho notato un pezzo
di stoffa blu e bianco. Ho guardato meglio e mi sono accorta
che era una maglietta, e che dentro c'era qualcuno!
All'inizio volevo correre a chiamare pap, ma poi ho pensato
che forse avrei fatto meglio a controllare, nel caso in cui
quell'uomo, o quella donna, fosse ancora vivo e avesse bisogno
d'aiuto. Ero cos spaventata che mi tremavano le ginocchia,
ma mi sono fatta forza. Sono scesa dall'albero e mi sono
messa a camminare sulla spiaggia, cercando di non inciampare
nei rottami della nave. L'uomo era sdraiato con la faccia nella
sabbia, indossava una maglietta a strisce bianche e blu e dei
pantaloni marroni. Aveva anche le scarpe e le calze. Mi ricordo
ogni singolo dettaglio e credo che non me ne scorder mai,
finch vivo. Sapevo che era morto, per c'era una parte di me
che voleva esserne del tutto sicura. Cos ho infilato la punta del
piede sotto il corpo, all'altezza delle costole, e l'ho girato. Oddio.
Se ci ripenso... Gli avevano tagliato la gola! C'era sangue
dappertutto, sulla sabbia, sulla maglietta, sul collo... Credo di
avere urlato, poi ho iniziato a correre. Non verso casa, per, ma
verso la stazione della guardia costiera. A un certo punto mi
sono fermata perch credevo di dover vomitare, ma per fortuna
sono riuscita a trattenermi. Non riuscivo a smettere di pensare
al viso di quell'uomo.
Una volta arrivata, ho cercato subito il signor Hewitt e gli
ho raccontato tutto. Poi siamo saliti tutti e tre, io, il
signor Hewitt e Ralph Salmon, anche lui  di Boston, ma non  carino come
Jimmy Brown, sulla jeep e siamo tornati alla spiaggia. Con
tutti quei rottami e i pezzi di legno, ci ho messo un po' per ritrovare
il punto esatto. Mentre eravamo sulla jeep, ho chiesto
al signor Hewitt come era possibile che i tedeschi avessero tagliato
la gola a quell'uomo, visto che quando avevano affondato
la nave dovevano essere molto distanti. Il signor Hewitt
non mi ha risposto. Guidava con lo sguardo fisso di fronte a s
e le labbra serrate. Credo che anche lui si stesse chiedendo la
stessa cosa.
Non avevo nessuna voglia di rivedere il cadavere. Il signor
Hewitt mi ha detto di restare sulla jeep, ma non volevo passare
per fifona e cos sono andata con loro. Abbiamo dovuto scavalcare
un sacco di assi rotte e rottami vari, e a Ralph si  infilato
un chiodo sotto la scarpa. Per fortuna non ha raggiunto il
piede.
Quando siamo arrivati vicino all'uomo, ho dovuto farmi forza
per riuscire a guardarlo di nuovo. Ralph  andato verso il bosco
e ha vomitato, proprio di fianco al mio albero! Il signor
Hewitt si  accovacciato per osservare il corpo da vicino.
Quest'uomo non era sulla nave ha detto.
Come fa a saperlo? ho chiesto. Mi sono chinata in avanti,
con le mani appoggiate alle ginocchia, come per esaminare
il cadavere. Non volevo che il signor Hewitt pensasse che avevo
paura.
La marea deve aver portato qui questi rottami non pi
di un'ora fa mi ha spiegato il signor Hewitt. Guarda, sono
bagnati fradici.
Ho guardato e ho visto che le assi gocciolavano ancora. Per
non capivo dove volesse arrivare il signor Hewitt.
I vestiti di questo poveraccio sono completamente asciutti.
Il signor Hewitt ha indicato la maglietta sporca di sangue
dell'uomo e ha aggiunto: Anche le scarpe sono asciutte e il cadavere
non  gonfio. Non sembra che sia stato in acqua.
A quel punto Ralph  riemerso dal bosco, ma a quanto pareva
non aveva nessuna intenzione di avvicinarsi. Si  seduto
sulla spiaggia, a distanza di sicurezza, bianco come un lenzuolo.
Quest'uomo non ha niente a che fare con la nave affondata
ha ripetuto il signor Hewitt. Ha frugato nelle tasche e ne
ha estratto un pacchetto di caramelle, ma non ha trovato n il
portafoglio n un documento che potesse servire a identificarlo.
Guardalo bene, Bess ha detto. Tu conosci tutti qui. Sei sicura
di non averlo mai visto prima?
Lo ho osservato con attenzione, cercando di evitare di
guardare il taglio orribile che gli attraversava la gola. Ero sicura
di non averlo mai visto. Era giovane, e conosco tutti i ragazzi
di quell'et che vivono da queste parti. E poi non ne 
rimasto quasi nessuno, sono andati a combattere in Europa.
Ho scosso la testa e ho detto al signor Hewitt che non avevo
mai visto quell'uomo. Lui si  alzato in piedi e mi ha guardata.
Sai una cosa, Bess? ha mormorato. Tu hai del fegato.
Guarda com' ridotto Ralph, sembra un fantasma.
Nel frattempo Ralph si era alzato e si era avvicinato a noi,
ma non abbastanza da riuscire a vedere bene il corpo. Quando
ha sentito quelle parole  arrossito. Almeno cos aveva ripreso un
po' di colore! Si  messo a ridere, perch pensava che il signor
Hewitt scherzasse, ma io sapevo che si stava solo illudendo.
Ho chiesto al signor Hewitt che cosa avrebbe fatto. Mi ha
risposto che si sarebbe messo in contatto con il capo della polizia
e gli avrebbe chiesto di controllare l'elenco delle persone
scomparse. Forse sarebbero riusciti a scoprire chi era quell'uomo.
 stato ammazzato qui ha detto. Proprio su questa
spiaggia. Altrimenti non ci sarebbe tutto questo sangue sulla
sabbia.
Qui! Praticamente sotto il mio albero. Il signor Hewitt aveva
ragione. Non so come avevo fatto a non accorgermene, la
sabbia era impregnata dello stesso sangue marrone che c'era
sulla maglietta. A quel punto ho iniziato a sentirmi male. Non
credo che riuscir ancora a starmene tranquillamente seduta
sui rami del mio albero.
Secondo me  tedesco ha dichiarato Ralph, all'improvviso.
Praticamente erano le prime parole che diceva da quando
avevamo lasciato la stazione della guardia costiera.
Il signor Hewitt si  messo a ridere. Ah s? E da cosa lo
capisci? gli ha chiesto.
Ralph ha indicato l'uomo e ha risposto che aveva le sopracciglia
e i capelli biondi. Sicuramente pensava che fosse una
spia tedesca. Appena vedono uno straniero, qui tutti pensano
che faccia la spia per i tedeschi. Altrimenti come farebbero i sottomarini
a essere sempre informati sugli spostamenti delle nostre
navi mercantili? Ma il signor Hewitt sembrava divertito
all'idea.
Hai appena descritto te stesso, Ralph ha osservato. Capelli
biondi e sopracciglia bionde.
Io non sono un crucco! si  difeso Ralph. Sembrava proprio
sconvolto.
Il signor Hewitt lo ha ignorato e si  rivolto a me: Ti accompagniamo
a casa, Bess.
Non ce n' bisogno. Non ho paura. In realt il pensiero
di tornare da sola nel bosco mi terrorizzava.
Ne abbiamo discusso per un po' e alla fine abbiamo deciso
che mi avrebbero accompagnata fino a met strada. Il signor
Hewitt mi ha raccomandato di raccontare a pap cos'era successo,
visto che avevamo trovato il corpo cos vicino al faro. E
stai attenta ha aggiunto. Non so ancora cos'abbia combinato
quel tizio laggi per meritarsi una fine cos orrenda, ma resta
il fatto che c' un assassino in libert.
Ho continuato a camminare verso casa. Finch non lo avevo
sentito dire dal signor Hewitt, non ci avevo pensato: c'era
un assassino in libert. Ero stata cos presa dall'agitazione che
non mi ero fermata a riflettere. Ma il signor Hewitt aveva ragione:
l fuori c'era un assassino.
Quella sera pap ha chiuso tutte le porte e le finestre prima
di andare a dormire, e mamma mi ha tenuta stretta a s. Sapevo
che non avrebbero chiuso occhio, quindi io non sarei
riuscita a sgattaiolare fuori per osservare Jimmy Brown nel suo
giro di perlustrazione. Non importa. Credo che non avr mai
pi il coraggio di andare sulla spiaggia da sola di notte.

 Capitolo 11.

C'era qualcosa in quella casa che inquietava Clay. Quando si
svegliava, di notte, sentiva lo schianto insistente delle onde
proprio sotto la sua finestra, come se l'oceano approfittasse
del buio per avvicinarsi ancora di pi. Nella casa invece regnava
un silenzio irreale. A volte gli sembrava di avvertire la
presenza di qualcuno, o qualcosa, nascosto negli angoli pi
bui.
Ad aprile Lacey si era presa una vacanza e lo aveva lasciato
solo per una settimana. Anche se non lo avrebbe mai ammesso,
Clay era contento che Sasha fosse rimasto con lui. Era sollevato
all'idea di non dover rimanere del tutto solo nella calma
immobile di quella casa. C'era troppa storia custodita fra
quelle pareti e durante la notte i fantasmi si risvegliavano.
Marted si svegli all'una di notte. Richiuse gli occhi, nella
speranza di riaddormentarsi, ma fu inutile. Quando scese
dal letto, Sasha, accucciato in un angolo della stanza, si stiracchi
per poi riprendere a dormire. Clay usc in corridoio. Si
aspettava il consueto silenzio notturno, invece sent un rumore
che proveniva dalla stanza della sorella. Si ferm, preoccupato
che Lacey non stesse bene, ma cap subito che non era sola
e che non avrebbe apprezzato la sua intrusione.
Dal bagno, che confinava con la camera della sorella, sentiva
il cigolio inequivocabile del letto e si chiese con chi fosse
Lacey. Non era la prima volta che si trovava in una situazione
simile, da quando vivevano insieme. A disagio, apr il
rubinetto del lavandino per non sentire. Non era solo gelosia.
Ci che lo preoccupava era che Lacey sembrava non fare alcuna
discriminazione, in amore come nella vita. Non sapeva
con chi fosse in quel momento, ma aveva il sospetto che non
si trattasse dello stesso uomo con cui era stata la settimana
prima.
La mattina seguente trov sua sorella e Gina nel soggiorno
inondato dalla luce colorata che filtrava attraverso i vetri.
Lacey era seduta al tavolo da lavoro, con in mano il
tagliavetro e un pezzo di vetro blu cobalto davanti a s. Le capitava
spesso di alzarsi presto per lavorare alle sue creazioni prima
di andare allo studio veterinario. Gina era appoggiata alla parete
tra le due vetrate e mangiava una pesca mentre osservava
Lacey. La luce rossa e dorata delle finestre le conferiva un fascino
misterioso. Clay distolse lo sguardo da lei e si volt verso
Lacey. Avrebbe voluto chiederle con chi era stata quella notte,
ma pens che fosse meglio evitare di parlarne in presenza
di Gina, nel timore di una discussione.
Ieri sera Gina ha cercato la lente, quando noi eravamo da
pap esord Lacey, mentre Clay pensava ancora a come affrontare
l'argomento.
Mi sa che qualcuno mi ha preceduto, per borbott Gina.
Non ho trovato niente.
Come hai fatto per cercarla? chiese Clay.
Sono entrata in acqua. Sembrava orgogliosa.
Clay scoppi a ridere e si appoggi allo stipite della porta
con le braccia conserte. C' un intero oceano l fuori disse.
Non  cos facile trovarla.
Per ho trovato dei pezzi di ferro e di cemento che sicuramente
appartenevano al faro spieg Gina. Ci ho sbattuto
contro mentre camminavo. Li ho controllati uno per uno, ma
della lente nessuna traccia. Dovette accorgersi dello scetticismo
di Clay, perch aggiunse, sulla difensiva: Ho fatto una ricerca
molto meticolosa. Ho camminato a semicerchio intorno
al faro, con un raggio ogni volta pi ampio.
Lacey scosse la testa e guard il fratello con un sorrisetto
d'intesa: Per caso ti ricorda qualcuno?.
Clay annu. Anni prima, Alec aveva dimostrato la stessa
ostinazione.
Sei proprio ossessionata da quella lente.
Gina si strinse nelle spalle.
Te l'abbiamo gi spiegato, quella tempesta  stata terribile
aggiunse Clay. E puoi stare tranquilla che nessun altro ha
trovato la lente. L'avremmo saputo.
Gina diede l'ultimo morso alla pesca e avvolse il nocciolo
in un tovagliolo, che infil nella tasca dei calzoncini.
Oggi andr a parlare con gli altri due ex membri del comitato
annunci. Sono la mia ultima speranza.
Chi sono? chiese Lacey.
Walter e Brian, giusto? la precedette Clay. Vai da
Shorty?
Gina annu. Tuo padre ha detto che li avrei trovati l, anche
se non so dove si trova quel posto.
Lacey interruppe il lavoro per darle le indicazioni, poi chiese
a Clay: Ci sar anche Henry?.
Lui annu. Probabilmente incontrerai anche il nonno di
mia moglie disse a Gina. Devo passare a prenderlo prima di
andare in ufficio e portarlo l. Trascorre tutto il suo tempo con
Walter e Brian.
Gina sembrava confusa e Clay si chiese se avrebbe dovuto
aggiungere qualche spiegazione. Non sapeva che cosa le aveva
raccontato Lacey, n se Gina sapeva della morte di Terri. Alla
fine si rivolse a Lacey.
Con chi eri stanotte? chiese, nel tono pi indifferente che
gli riusc.
Lacey sembr sorpresa, e fece un altro taglio netto nel vetro
prima di rispondere. Con josh rispose. E Pirata.
Clay tir un sospiro di sollievo. Sua sorella gli aveva presentato
Josh qualche settimana prima e sembrava un tipo a posto.
Chi o che cos' Pirata? chiese Gina.
 un labrador. Un cane straordinario. Lacey guard il
fratello. Josh mi ha pregato di chiederti se sei disposto ad addestrare
Pirata per l'unit di soccorso.
Non me ne occupo pi rispose Clay infastidito.
La sua voce suon come un avvertimento. Lacey sapeva
essere molto insistente e lui non voleva fare una scenata davanti
a Gina.
Ma si tratterebbe soltanto di dargli un'occhiata e dire se
ti sembra adatto continu Lacey, che evidentemente approfittava
della presenza di Gina, consapevole che Clay avrebbe
evitato di infuriarsi con lei nella stanza. Ti pagher,
naturalmente. Pirata  un cane eccezionale.  ancora un cucciolo, ma
 pieno di energia e impara molto in fretta. Penso che sia proprio
adatto a...
Qual  la parte di: "Non me ne occupo pi" che tu non
riesci a capire, O'Neill? chiese Clay.
Andiamo, Clay lo preg Lacey. Vuoi lasciare che un cane
nato per quel lavoro si riduca a...
Non c' nessun altro che potrebbe addestrarlo? la interruppe
Gina.
Clay fu stupito che avesse preso le sue difese.
Non da queste parti rispose Lacey. E nessuno  bravo
come Clay.
Non lo sono pi dichiar lui, secco. Ci ho dato un taglio,
per sempre.  chiaro?
Un silenzio imbarazzante riemp la stanza. Clay lanci una
rapida occhiata a Gina, ma non riusc a interpretare l'espressione
del suo viso.
 una cosa seria con Josh? chiese a Lacey, per dirottare
la conversazione su un argomento meno pericoloso.
Ah ah rispose evasiva lei, senza distogliere lo sguardo
dal lavoro.
Sembra un tipo simpatico. Perch non ti trovi un ragazzo
in gamba e rimani con lui?
Lacey appoggi il tagliavetro sul tavolo e alz la testa, con
i lunghi capelli rossi che le ricadevano sulle spalle. Perch non
voglio un ragazzo fisso rispose. Vai a cena con un uomo e
quello ti chiede di sposarlo.
E non  quello che volete, voi donne? chiese Clay. Un
matrimonio e dei bambini?
Lacey e Gina scoppiarono a ridere.
I bambini vanno benissimo disse Gina. Quanto al matrimonio,
ne faccio a meno volentieri.
Ma perch gli uomini pensano che tutte le donne muoiano
dalla voglia di sposarsi? domand Lacey. Guard Gina.
Sai qual  la differenza fra un uomo e il parto?
Gina si sedette sulla sedia accanto alle vetrate. Qual ?
Con il primo ti ritrovi un bambino tra i piedi senza avere
le doglie disse Lacey.
Gina rise. In passato avrebbe riso anche Clay, ma ultimamente
le barzellette sugli uomini, o meglio, le barzellette di
qualunque genere, non lo divertivano pi.
Perch  cos difficile trovare un uomo sensibile, comprensivo
e attraente? Era il turno di Gina.
Perch? chiese Lacey.
Perch quelli cos hanno gi un fidanzato.
Lacey scoppi a ridere. Perch gli uomini danno un nome
al loro pene? chiese.
Gina scosse la testa, gi con il sorriso sulle labbra.
Perch vogliono dare del tu a chi prende tutte le decisioni
per loro.
Clay era seccato. Avete finito di massacrare gli uomini,
per oggi?
Lasciaci prendere la nostra rivincita disse Lacey.
Gina invece torn seria. Si sporse in avanti, sulla sedia.
Clay, ricordati che le donne prendono in giro gli uomini soltanto
per paura.
Per paura?
 la nostra arma di difesa gli spieg. L'umorismo serve
per compensare tutte le volte che siamo state ferite.  solo
un modo per soffrire meno.
Parla per te intervenne Lacey, ma gli occhi di Clay erano
fissi su quelli di Gina.
Le sue parole lo avevano colpito. Forse era la semplicit
con cui le aveva dette, o forse era solo perch in qualche modo
si stava scusando con lui.
Non credo che mi sposer mai, e non credo neanche che
avr dei figli annunci Lacey.
Perch no? chiese Gina.
Non mi ci vedo proprio, gli incasinerei solo la vita. Rimase
in silenzio per qualche istante, poi aggiunse: E se dovesse
succedermi qualcosa, chi si prenderebbe cura di loro?.
La conversazione aveva assunto un tono decisamente troppo
serio per i gusti di Clay.
Devo andare al lavoro, adesso borbott. Buona giornata
a tutte e due.
Usc dalla stanza, ansioso di andare a prendere Henry, di
parlare del tempo, dei granchi e delle riparazioni al cottage. E
di nient'altro.
Gina lo raggiunse in cucina.
Clay?
Lui si volt.
Scusami per prima. Gli appoggi una mano sul braccio.
Ho parlato senza riflettere. Sono stata sposata per qualche anno
e non  stata una bella esperienza. Ma probabilmente il tuo
matrimonio era diverso. Uno dei pochi. Mi spiace.
Grazie.
Clay appoggi la mano su quella di Gina, poi la lasci andare.
Apr la porta d'ingresso e usc nel portico.
Mentre si dirigeva verso la macchina pens che Gina era
stata gentile. Ma si sbagliava sul suo matrimonio.

 Capitolo 12.

Gina entr nel parcheggio di fronte a un edificio fatiscente. Vide
la piccola insegna sbiadita affissa alla parete grigia: shorty.
Sorrise, si sentiva a casa. Era cresciuta nella parte settentrionale
di Bellingham, a poca distanza dalla zona industriale del
porto, dove l'aria era impregnata dell'odore acre sprigionato
dalle fabbriche. Di edifici come quello ce n'erano a decine.
Scese dall'auto e ripass mentalmente ci che avrebbe detto
ai due vecchietti che sperava di trovare nel ristorante. Sal i
gradini davanti alla porta d'ingresso e un uomo le tenne aperta
la porta.
Grazie disse.
Mentre gli passava di fianco, la raggiunse l'odore di pesce
di cui erano impregnati i suoi vestiti.
Una volta all'interno si sent un po' spaesata. Rimase in
piedi vicino alla cassa, un'estranea in mezzo a gente che si conosceva
da una vita. C'era parecchia confusione, le voci dei
clienti si sovrapponevano al rumore dei piatti e alla musica. Seduti
al banco c'erano soprattutto uomini. Alcune persone erano
in piedi davanti alla cassa, in attesa di pagare il conto. La
luce era fioca, le pareti erano unte di grasso e nell'aria c'era un
forte odore di cipolla.
Nessuno smise di mangiare o di parlare per guardare la
nuova arrivata, e nessuno le chiese se voleva sedersi. Alla sua
sinistra, accanto alla cassa, vide un grosso vaso di vetro pieno
di banconote da cinque e da dieci. Vi era stata incollata un'etichetta,
con la scritta: lotteria, cinquanta e cinquanta, estrazione
domenica 7 luglio. Sotto qualcuno aveva aggiunto: il ricavato
SAR DEVOLUTO AL CENTRO DI SOCCORSO TELEFONICO. PER
INFORMAZIONI rivolgersi a lacey o'neill. Appoggiato al contenitore
c'era un biglietto con due cifre: la prima, 676 dollari, era
stata barrata e sostituita da 780 dollari.
Gina non era una giocatrice, in vita sua non aveva mai vinto
nulla, ma in quel momento 390 dollari erano una tentazione
troppo forte. Forse fu anche il nome di Lacey scritto sull'etichetta
che la aiut a decidere. Si avvicin alla cassiera, indic
il vaso e chiese: Quanto per tentare la fortuna?.
Sei biglietti per cinque dollari rispose la donna.
Doveva essere sulla quarantina, aveva la pelle abbronzata
e i capelli corti e biondi spettinati.
Gina infil una banconota da cinque dollari nella fessura
sul coperchio di metallo e la cassiera le porse un blocchetto da
sei biglietti. Appoggiata al bancone, Gina scrisse il proprio nome
su ognuno di essi, cercando di non intralciare i clienti in coda.
Non conosceva il numero di telefono di Clay e Lacey, cos
di fianco al nome scrisse soltanto: kiss river, casa del guardiano
del faro. Mentre restituiva i biglietti alla donna, not un altro
cartello, appeso al muro alle sue spalle, cercasi cameriera.
Sorrise di nuovo. Era da molto tempo che non metteva piede
in un ristorante come quello e ancora di pi che non vi lavorava
come cameriera, ma durante l'universit aveva lavorato in
posti anche peggiori. Non era nei suoi programmi cercare un impiego
a Kiss River. Non pensava di fermarsi a lungo e sperava
ancora di potersene andare presto da l con il denaro, o almeno
con le informazioni che le servivano per ottenerlo. Per nel frattempo
guadagnare qualche soldo le avrebbe fatto comodo. Forse
in un ristorante di lusso l'avrebbero pagata di pi, ma c'era
qualcosa in quel posto chiassoso che la faceva sentire a suo agio.
Si sporse sopra il bancone. Con chi devo parlare per quel
lavoro? chiese alla cameriera, dopo aver indicato il cartello.
Con me. La donna inarc un sopracciglio, sorpresa. Sono
Frankie disse, mentre dava il resto a un cliente.
Io sono Gina Higgins. Deve sapere che ho gi lavorato come
cameriera...
Puoi cominciare oggi? Frankie allung la mano per prendere
i soldi dal cliente successivo.
Gina fu colta di sorpresa. No, ma posso iniziare domani.
A che ora?
Decidi tu disse Frankie, mentre batteva sui tasti della
cassa. O dalle otto alle tre, o dalle quattro alle undici.
Far la mattina decise Gina. Quattro giorni alla settimana?
Cinque, sabato e domenica inclusi. I giorni liberi li decidi
tu.
D'accordo rispose Gina.
Per un attimo pens che forse avrebbe dovuto avvertire
Frankie che intendeva andarsene presto, ma dubitava che alla
donna importasse. Aveva la sensazione che avrebbe accettato
qualunque tipo di aiuto, finch durava.
Gina vide una delle cameriere che dribblava i tavoli e teneva
il vassoio sopra la testa, per evitare di rovesciare il contenuto
addosso a qualcuno. Indossava dei calzoncini e una maglietta.
Devo mettermi qualcosa di particolare? chiese a Frankie.
Scarpe comode rispose lei, senza alzare la testa dalla cassa.
Per il resto fai tu.
Grazie mormor Gina. Allora ci vediamo domani alle
otto.
Forse era stata troppo impulsiva, pens mentre si allontanava
dal banco. Si ferm in piedi in mezzo alla sala, circondata
da un caos assordante, e cerc di ricordare dove Lacey le aveva
detto che avrebbe trovato Walter Liscott e Brian Cass. Nella
stanza sul retro, che in realt si trova su un lato. Vide una
porta aperta alla sua sinistra e si fece largo fra i tavoli per raggiungerla.
Appena oltrepass la soglia, cap che si trovava nel
posto giusto.
C'era meno baccano rispetto alla sala principale. La luce
entrava da un'ampia vetrata e sottili colonne di fumo salivano
verso il soffitto. La musica non era assordante, ma Gina
sentiva comunque il pavimento di legno vibrare sotto i piedi.
I tavolini erano sparsi nella stanza senza alcun ordine e
lungo una parete c'era un tavolo da biliardo. La sua attenzione
fu catturata da uno dei giocatori, un giovane attraente
con i capelli scuri e le braccia muscolose ricoperte di tatuaggi.
Il ragazzo la guard e come lui anche molti degli uomini
presenti nella stanza. Sentiva i loro sguardi fissi su di s. Le
sembrava che riuscissero a vedere anche sotto i vestiti. Li
ignor e scrut fra il fumo che annebbiava la stanza, finch individu
tre uomini anziani seduti in un angolo, chini su una
scacchiera. Uno di loro, con gli occhiali e quasi completamente
calvo, era seduto su una sedia a rotelle e incideva qualcosa in
un pezzo di legno. Gli altri due giocavano. Sono pezzi d'antiquariato,
pens Gina. Mentre si avvicinava al loro tavolo, si
chiese come avrebbero potuto aiutarla.
Uno dei due giocatori, un elegante vecchietto che indossava
una cravatta nera e una camicia bianca, la guard.
Salve disse.
Salve. Gina sorrise. Sto cercando Walter Liscott e Brian
Cass.
L'uomo che incideva il legno la guard, poi fece per alzarsi
dalla sedia. Sono io Walter, signorina disse. E questo ...
La prego, rimanga seduto. Gina gli fece cenno di non
muoversi e il vecchio torn piano a sedersi.
Questo  Brian Cass. Indic uno dei due giocatori, un signore
affascinante con i capelli d'argento arruffati e gli occhi
azzurri, che annu. E lui  Henry Hazelwood continu, mentre
indicava l'uomo con la cravatta.
Lei deve essere il... Gina esit, non sapeva come definirlo.
Il nonno acquisito di Clay.
Conosce Clay? chiese il vecchio.
S. Ho affittato una stanza da lui e Lacey, alla casa del guardiano.
Clay non mi aveva detto di avere un'ospite tanto carina
osserv Henry.
Gina sorrise. Non voglio interrompervi disse, ma avrei
bisogno di parlarvi. Guard prima Brian poi Walter. Soltanto
un minuto.
Le prendo una sedia mormor Brian mentre si alzava.
Gina stava per fermarlo e prendersi la sedia da sola, ma temette
di offenderlo.
Sa giocare a scacchi, dolcezza? chiese Brian, mentre Gina
si sedeva vicino a lui.
Non chiamarla dolcezza lo rimprover Walter, poi le lanci
uno sguardo divertito.
Ho giocato qualche volta rispose Gina. Ma parecchio
tempo fa. E non ero molto brava.
Tocca a te disse Henry a Brian.
Calmati. Non vedi che abbiamo compagnia? rispose
Brian.
Gina si rivolse a Walter. Lei gioca con il vincitore, signor
Liscott?
S, signorina. Tagli via una scheggia dal ciocco di legno
che teneva sulle gambe. Gina riconobbe la sagoma di
un'anatra. E gli dar pane per i suoi denti, ci pu scommettere.
Ma mi chiami Walter, altrimenti mi fa sentire vecchio.
Diventer un'anatra come quelle? Gina indic le anatre
in legno allineate sugli scaffali.
Walter annu. Certo mormor. Per la verit, tutte quelle
che vede le ho fatte io aggiunse con orgoglio.
Davvero?
Gina si alz, per osservare da vicino una delle anatre dipinte
a mano.
Peccato che non sia altrettanto bravo a giocare a scacchi
disse Brian.
Di dov'? chiese Henry. Sollev lo sguardo dalla scacchiera.
Washington. Gina torn a sedersi. Sono qui solo per
qualche giorno.
Washington D.C.? chiese Walter.
No, lo Stato di Washington. Si scordava sempre che nel
Nord Carolina era necessario specificarlo.
Ci sono stato. Era il... Chi se lo ricorda... Comunque, era
un bel po' di tempo fa disse Brian, mentre annuiva. Bel posto.
Sono salito su quella torre a forma di ago.  da l che viene?
Da Seattle?
Da Bellingham rispose lei. Ma non  molto distante.
C' un sacco di acqua laggi continu Brian. Voi ci siete
stati?
I due uomini scossero la testa.
Se c' un sacco d'acqua, dev'essere un bel posto ragion
Henry.
E cosa fa a Bellingham? chiese Walter.
Sono un'insegnante. E una storica appassionata di fari.
Davvero? Henry indic i due amici con un cenno del capo.
Allora  venuta nel posto giusto. Questi due sanno tutto
quello che c' da sapere sui fari.
 il faro di Kiss River che mi interessa disse Gina. Voglio
provare a recuperare dall'oceano la lente di Fresnel.
Brian Cass e Walter Liscott si scambiarono una rapida occhiata.
Far un gran bel buco nell'acqua comment Brian sarcastico.
Perch devi dire cos? intervenne Henry. Lasciala parlare
almeno.
Dico cos perch il cocciutissimo pap di tuo nipote non
permetter mai che succeda rispose Brian.
Ci risiamo, pens Gina. A quanto pareva, agli Outer Banks
non si poteva fare nulla senza l'approvazione di Alec O'Neill.
Ho gi parlato con il dottor O'Neill disse Gina.  vero,
non ha intenzione di aiutarmi, per mi ha dato i vostri nomi.
Walter cambi posizione sulla sedia e appoggi il blocco
di legno sul tavolo. Ascolti mormor. Io e Brian vorremmo
recuperare quella lente pi di ogni altra cosa al mondo, e vederla
esposta da qualche parte.
Esatto conferm Gina.
E se fosse stato possibile farlo senza l'aiuto di Alec continu,
l'avremmo gi fatto molto tempo fa.
Per una volta nella vita, Walter ha ragione aggiunse
Brian. Non vedo proprio come potremmo esserle d'aiuto.
Henry  l'unico che ha legami di parentela con Alec, ma non
gliene importa un fico secco del faro. Non  vero, Henry?
No, se l'alternativa  andare a caccia di granchi rispose
Henry.
E poi aggiunse Walter con un sospiro, io e Brian siamo
alla soglia degli ottant'anni e non...
Tu quella soglia l'hai gi bella che superata lo interruppe
Brian.
Walter lo ignor. Non so come potremmo aiutarla, ma
posso dirle una cosa continu, guardandola negli occhi. Noi
siamo dalla sua parte. Quella lente ha visto troppa storia per
rimanere dov'.
All'inferno sbott Brian.  un delitto lasciarla sul fondo
dell'oceano.
Sono perfettamente d'accordo con voi disse Gina. Ditemi
quello che devo fare. Si chin sul tavolo. Sono disposta
a tutto pur di recuperare quella lente.
Per prima cosa ragion Brian, deve parlare di nuovo
con Alec. Noi siamo dei vecchi muli e non ne pu pi di averci
intorno, ma una bella donna come lei ha senz'altro pi probabilit
di riuscire a convincerlo.
Non ho mai capito cos' che gli ha fatto cambiare idea
borbott Walter, che aveva ripreso a incidere il legno. Un minuto
prima era disposto a dedicare tutta la sua vita a quel faro,
e un minuto dopo aveva deciso che doveva rimanere cos
com'era. Punto e basta.
Forse  stata la delusione. Dopo tutto il lavoro che abbiamo
fatto per salvarlo, quella maledetta tempesta ce l'ha portato
via osserv Brian.
Continuo a sentir parlare del comitato disse Gina, ma
in realt non ne so molto.
Brian e Walter le spiegarono di cosa si era occupato il comitato
dieci anni prima.
Stavano per spostarlo disse Walter, mentre scuoteva la
testa. Io non ero d'accordo. Ero sicuro che muovendolo lo
avrebbero distrutto. Adesso che hanno spostato quello di Hatteras,
per, mi sono dovuto ricredere. Probabilmente avevano
ragione. Se potessi tornare indietro, mi comporterei diversamente.
Sent delle risate provenire dall'altro lato della stanza
e lanci un'occhiata agli uomini che giocavano a biliardo. Ho
pianto come un bambino quando  crollato. A quel punto, il
meno che avremmo potuto fare era verificare se la lente aveva
resistito alla tempesta. Ma Alec ha detto che non se ne parlava
neanche. E se Alec dice cos, si fa cos.
Ma Alec non  Dio, vi pare? domand Gina.
Gli uomini esitarono. Alla fine fu Walter a rispondere: No,
Alec non  Dio. Ma qui tutti lo rispettano e nessuno osa contraddirlo.
Diamole il numero di Bill Keys propose Brian.
Questa s che  una buona idea. Walter prese una penna
dalla tasca e scribacchi qualcosa sul tovagliolo vicino alla tazza
di caff, poi glielo diede. Chiami l'associazione per la salvaguardia
dei fari degli Outer Banks e chieda di lui disse. Bill
la aiuter, anche se prima dovrebbe cercare di convincere Alec.
Sarebbe inutile borbott Brian. Torn a concentrarsi sulla
scacchiera, ma quando Gina fece per andarsene, aggiunse:
Ci venga a trovare, qualche volta.
Non dovrete aspettare a lungo. Gina sorrise. Domani
inizio a lavorare qui.
 
Capitolo 13.

Gioved, 26 marzo 1942.
Finalmente ieri notte ho trovato il coraggio di tornare alla
spiaggia e arrampicarmi sul mio albero. Cos avrei potuto
spiare Jimmy Brown mentre faceva il solito giro di perlustrazione.
 passata una settimana da quando ho trovato il cadavere
e ho smesso solo da poco di avere gli incubi di notte, di
rivedere in continuazione il viso di quell'uomo e l'orribile
squarcio sulla gola. Nessuno sa chi fosse, da dove venisse o
cosa sia successo, e l'idea che c' un assassino a piede libero
ha seminato il panico fra la gente del posto.
Comunque, ieri notte ho avuto una sorpresa. Verso le undici
sono sgattaiolata fuori, e devo ammettere che ero piuttosto
nervosa mentre attraversavo il bosco. Per fortuna c'era la
luce della luna piena, che mi ha tranquillizzata un po'. Quando
sono arrivata, la spiaggia era deserta. Mi sono appollaiata
sul mio ramo preferito e ho aspettato. Poi l'ho visto. Ho capito
subito che non era Jimmy. Era pi alto e la camminata
era diversa. Che delusione! Mi sono sentita tradita, come se
qualcuno avesse cambiato i programmi senza dirmelo. Anche
se in realt non avevo nessun diritto di essere informata.
All'inizio ho pensato che si trattasse di Teddy Pearson, ma
poi mi sono accorta che era uno nuovo, non l'avevo mai visto
prima alla stazione della guardia costiera. Indossava un'uniforme
decisamente troppo piccola per lui, i pantaloni gli arrivavano
alle caviglie. L'ho osservato camminare sulla spiaggia
finch non  scomparso dietro gli alberi, poi  tornato sui
suoi passi. Aveva un binocolo appeso al collo e ogni tanto lo
avvicinava al viso per osservare le luci all'orizzonte.
Mentre lo guardavo, delusa che non ci fosse Jimmy al suo
posto, ho sentito un fruscio provenire dal bosco, alla mia destra.
All'inizio ho avuto paura, ho pensato che fosse l'assassino.
Se avesse ucciso il sostituto di Jimmy, sarei stata la testimone
oculare di un omicidio! Ma poi ho capito da dove proveniva
il rumore e in quel momento anche lui si  voltato di
scatto nella direzione del fruscio, appena in tempo per vedere
un puledro che veniva verso la spiaggia. Non ne avevo mai visto
uno prima, ma sapevo che si trattava di un mustang. Il ragazzo
della guardia costiera, per, ovviamente non lo sapeva,
e ha cominciato a camminare verso il puledro, con la mano tesa
in avanti. Che pazzo incosciente, ho pensato. Mi sono irrigidita,
in attesa di quello che sarebbe successo. Ho anche pensato
di gridare per avvertirlo del pericolo, ma non ho avuto il
coraggio. All'improvviso, come mi aspettavo, la cavalla  sbucata
dal bosco con un nitrito selvaggio e un gran rumore di zoccoli,
e ha puntato dritta verso il ragazzo. Lui ha alzato la testa
e, anche se ero lontana, ho visto il terrore nei suoi occhi. Si 
voltato e si  messo a correre verso l'oceano, ha inciampato ed
 finito in acqua a faccia in gi. La scena era cos comica che
non ho potuto fare a meno di ridere, ma poi ho pensato che forse
era meglio dargli una mano.
Sono saltata gi dall'albero, mi sono avvicinata alla riva e
ho agitato le braccia per attirare l'attenzione della cavalla. Ovviamente
lei si  girata e ha iniziato a correre verso di me, ma
sono riuscita a mettermi in salvo sull'albero. Nel frattempo il
ragazzo si era rialzato e cercava di mantenere l'equilibrio fra
le onde, e probabilmente si chiedeva che cosa diavolo fosse successo.
Solo quando la cavalla  tornata nel bosco con il puledro,
il ragazzo ha deciso di provare a uscire dall'acqua, con
scarsi risultati, per. L'uniforme zuppa doveva pesare un quintale
e lui aveva un bel da fare per non cadere di nuovo.
A un certo punto ha guardato verso l'albero e ha gridato: E
tu chi sei? Scendi da l!. Ha fatto qualche passo sulla spiaggia,
nella mia direzione, poi  crollato sulla sabbia. Sembrava che l'uniforme
bagnata l'avesse trascinato gi come un'ancora.
Non avevo altra scelta e ho deciso di scendere. Quando gli
sono arrivata vicino, ha cercato di rimettersi in piedi, ma non
era solo il peso dell'uniforme a impedirglielo. Tremava come
una foglia e doveva essere ancora molto spaventato. Gli ho chiesto
se era tutto a posto. Lui  riuscito a mettersi in ginocchio e
mi ha chiesto: Si pu sapere che diavolo ci fai qui?.
Gli ho spiegato che sono la figlia del guardiano del faro e
che a volte mi piace uscire e passare la serata su quell'albero.
Mi ha guardato come se fossi pazza, e non aveva tutti i torti,
visto che non era sera, ma notte fonda. Che cosa potevo dirgli?
Che di notte andavo a sedermi su quel ramo per spiare il suo
compagno, Jimmy Brown, mentre perlustrava la spiaggia? A
quel punto  scoppiato a ridere. Tremava per il freddo e la paura
e aveva l'uniforme completamente ricoperta di sabbia. Ho
pensato che ridesse per il sollievo di essere sfuggito all'istinto
materno di una cavalla, e di non aver incontrato l'assassino.
Ho cominciato a ridere anch'io.
Stai bene? gli ho chiesto di nuovo. Riesci ad alzarti in
piedi?
Si  alzato, appoggiandosi alla mia spalla. Ha provato a togliere
un po' di sabbia dall'uniforme, ma senza successo. Sembrava
incollata.
Ti stai congelando ho detto.
Gi. E non mi verranno a prendere prima delle tre. Ha
guardato l'orologio. Merda, si  fermato. Poi mi ha chiesto
di nuovo: Allora, mi vuoi dire chi sei?. Aveva un accento del
Sud, ma non riuscivo a capire da dove veniva esattamente. Gli
ho detto il mio nome e gli ho spiegato di nuovo che sono la figlia
del guardiano del faro di Kiss River. Mi ha squadrata dalla
testa ai piedi e mi ha chiesto quanti anni ho. Senza nemmeno
pensarci, gli ho risposto che ne ho sedici. Tanto sembro pi
grande della mia et, soprattutto al buio.
Gli ho chiesto di dov' e lui ha risposto che  del Vermont.
E che cosa ci fa un canadese nella guardia costiera statunitense?
ho detto. Lui ha riso di me, poi mi ha spiegato che il
Vermont si trova negli Stati Uniti e io mi sono sentita una vera
stupida. Forse Dennis ha ragione quando dice che l'istruzione
che ricevo qui non  sufficiente. Mi ha confidato che 
cresciuto nel Kentucky, ma la sua famiglia si  trasferita nel Vermont
un anno fa. Questo spiega il suo accento.
Ho cominciato a chiamarlo Sandy: Sabbioso. Era un nome
perfetto, ci saranno stati almeno tre chili di sabbia appiccicati
all'uniforme bagnata, e non oso pensare a quanta ce ne fosse
dentro. Non doveva essere piacevole, soprattutto con il freddo
che faceva.
Se sei ridotto cos per un cavallo e un tuffo nell'oceano,
cosa succederebbe se incontrassi una spia? ho chiesto.
Sono un essere umano ha risposto.  la mia prima notte
in questo posto dimenticato da Dio. Mi avevano detto che
ero stato assegnato a una localit di mare. Bello schifo! Non
avevo mai visto l'oceano e non avevo idea che fosse cos freddo,
grosso e arrabbiato, e che avrei dovuto perlustrare una
spiaggia dove  stato trovato un cadavere meno di una settimana
prima. E come se non bastasse, vengo assalito da una cavalla
e spiato da una ragazzina nascosta su un albero. Non ti
sembra che abbia il diritto di essere un po' agitato?
Accidenti alla mia linguaccia. A volte parlo senza pensare
e dico cose crudeli. Aveva detto che era la sua prima notte. Significava
che avevo mancato Jimmy per un soffio. Per era strano,
perch non me ne importava. In confronto a Sandy, Jimmy
sembrava un bambino. Sandy ha i capelli castani, pi o meno
come i miei, la barba e i baffi tagliati cortissimi, e dei bellissimi
occhi azzurri. Spero di non sembrare troppo volubile, ma
mi sa che  quello che sono. Gli ho detto che mi dispiaceva, che
immaginavo quanto potesse sembrare tutto strano agli occhi
di uno che non era mai stato agli Outer Banks. Dopo quelle parole,
Sandy mi ha guardata in modo meno ostile.
Se fosse rimasto sulla spiaggia fino alle tre si sarebbe preso
una polmonite, cos gli ho detto che poteva venire a casa mia
e che gli avrei trovato dei vestiti asciutti. Non avrebbe voluto
lasciare la sua postazione, ma non aveva altra scelta.
A quel punto ho preso una strana decisione. Avrei potuto
svegliare mamma e pap e spiegargli cos'era successo. Loro lo
avrebbero accolto volentieri e gli avrebbero preparato del caff
bollente, ma cos avrei dovuto spiegare che cosa ci facevo sulla
spiaggia a quell'ora. Si sarebbero presi un colpo, soprattutto a
sapere che mi trovavo sulla stessa spiaggia in cui era stato ucciso
quell'uomo. Non mi avrebbero pi lasciata uscire da sola e di
notte avrebbero chiuso a chiave la porta della mia stanza. Ma
c'era anche un'altra cosa: non volevo dividere Sandy con loro.
Cos gli ho confessato che ero fuggita di nascosto. Sandy
ha riso e ha detto che lo aveva fatto anche lui qualche volta. Lo
ho fatto entrare dalla porta sul retro e siamo saliti nelle stanze
che una volta erano dell'assistente guardiano. Adesso sono vuote,
non abbiamo pi un assistente da quando io ho otto o nove
anni. L mamma e pap non avrebbero potuto sentirci, per
non  che facesse molto pi caldo che fuori. Sono andata nella
stanza in cui pap tiene i suoi vestiti e ho preso un paio di pantaloni
che non usa mai, la felpa di una vecchia tuta da ginnastica
e un cappotto liso. Non c'erano scarpe, cos ho preso un
paio di calze pesanti dal mio cassetto. Erano corte, ma meglio
di niente.
Ho portato i vestiti a Sandy e l'ho lasciato solo mentre si
cambiava, poi siamo scesi in punta di piedi. Gli ho detto di
aspettare nel portico e sono andata a prendere una delle ciambelle
che la mamma aveva preparato quella mattina. Non era
freschissima, ma dal modo in cui Sandy l'ha divorata, credo
che non se ne sia accorto.
Era ansioso di tornare alla spiaggia e riprendere la perlustrazione.
Ho ripensato a ci che aveva detto Dennis su quelli
come lui e sul fatto che non hanno niente da offrire al mondo,
e ho avuto la conferma di quanto si sbagliasse. Avrebbe cambiato
idea anche lui se avesse conosciuto persone come Sandy,
Jimmy Brown e gli altri.
Sono rientrata di nuovo per prendere una coperta di lana
e l'ho portata a Sandy. Non mi ha detto che avrei fatto meglio
a rimanere a casa, cos sono andata con lui. Io portavo la coperta,
lui il fagotto di vestiti bagnati.
Credo che per stanotte dovresti interrompere la perlustrazione
ho detto, quando siamo arrivati sulla spiaggia. Puoi
sederti qui e aspettare. Da questo punto c' una visuale perfetta.
Sandy era d'accordo con me. Si  seduto, avvolto nella coperta,
e ha borbottato: Per devi farmi compagnia, altrimenti
mi addormento.
Mi sono seduta accanto a lui, sulla sabbia.
Che cosa fa la gente, da queste parti? ha chiesto.
Molti vanno a pesca.
Volevo dire per divertirsi.
Mi sono messa a ridere. Alcuni di loro lo fanno per divertimento
ho risposto, ma sapevo a cosa si riferiva. Qualche
volta proiettano dei film la sera, alla scuola. Probabilmente
avrei dovuto dirgli anche delle feste che ogni tanto danno a
scuola, ma sapevo che l avrebbe trovato le altre ragazze pi
grandi, quelle che ballano strette strette e che dicono sempre
di s. I nostri ragazzi sono tutti partiti per l'Europa e le ragazze
cercano compagnia.  a quelle feste che gli uomini della
guardia costiera trascorrono la maggior parte del loro tempo
libero, e Sandy lo avrebbe scoperto molto presto, anche senza
che fossi io a rivelarglielo.
Sono io che ho trovato quell'uomo sulla spiaggia ho annunciato.
Sandy mi ha guardata e all'improvviso ha capito chi ero.
Allora tu sei quella Bess ha detto. Ho sentito parlare di te.
Sei tu che porti le torte e i biscotti alla stazione della guardia
costiera il fine settimana, giusto?
Giusto ho mormorato, mentre mi chiedevo che cos'altro
dicessero di me i ragazzi.
Non hai sedici anni ha aggiunto. Mi hanno detto che
ne hai solo quattordici.
Avrei voluto sprofondare. Quasi quindici.
Lui si  messo a ridere. Cosa direbbero i tuoi se sapessero
che sei qui adesso?
Non voglio pensarci ho risposto. E infatti non ci ho pensato.
Comunque sembri pi grande ha detto, poi  indietreggiato
un po' per vedere meglio il mio viso alla luce della luna.
Sei molto carina.
Grazie. Mi guardava con insistenza e ho cercato di non
ridere nervosamente come avrebbe fatto una ragazzina qualunque.
E sei anche molto coraggiosa ha aggiunto.
L'ho ereditato. Mia madre era nella squadra di salvataggio.
Non ero sicura che fosse vero e dubito che lui mi abbia
creduto. Ma non importa.
Abbiamo continuato a parlare. Di tutto. Ha voluto sapere
ogni cosa su Kiss River e gli Outer Banks, e io gli ho detto tutto
quello che so. Gli ho anche raccontato dei mustang, gli ho
spiegato che alcuni ragazzi della guardia costiera li hanno addestrati
e li usano nel pattugliamento. Sandy mi ha risposto
che non aveva nessuna intenzione di mettersi a cavalcare uno
di quei cosi. Poi l'ho messo in guardia sui cinghiali.
Cinghiali?
Esatto ho detto. Una volta il bestiame veniva lasciato
libero da queste parti. Ma non sono pericolosi.
Gli ho raccontato tutto quello che so sugli Outer Banks, per
cercare di rimediare alla figuraccia sul Vermont. 
Credo di averlo impressionato.
Lui mi ha parlato del Vermont e della capitale, ma ho dimenticato
come si chiama, e poi del Kentucky. Anche l viveva
in citt. Si capiva subito che non  un ragazzo di campagna.
Qui  tutto cos lento, e cos vuoto ha osservato. Per ha
ammesso che se fosse stato nel Vermont in questo periodo dell'anno,
sarebbe stato seduto su un metro di neve, e non su una
spiaggia.
Mi ha raccontato dell'addestramento alla guardia costiera,
del fatto che devono segnalare subito qualunque cosa sospetta,
e ha aggiunto che di notte dovremmo oscurare le luci sulla riva,
come aveva detto il signor Hewitt. Ma non c' ancora stata nessuna
comunicazione ufficiale e la gente non lo fa. A volte gli americani
sono egoisti, ha detto. Vogliono tenersi le loro luci e le loro
belle macchine, non sono disposti a rinunciare a nulla, e intanto
i sottomarini tedeschi attaccano le nostre navi, che con tutte
quelle luci sulla spiaggia sono una preda facilissima. Io gli ho
risposto che non  vero, che alla mia famiglia e ai nostri vicini
importa molto di quello che succede, e che se qualcuno ci avesse
detto che dobbiamo oscurare le luci di notte, lo avremmo fatto.
Gli ho chiesto se odia i crucchi, gli italiani e i giapponesi. Di
solito non uso mai la parola crucchi, ma volevo sembrare pi
grande. A Sandy non  piaciuto.
Non usare quella parola ha detto. Si chiamano tedeschi.
Non usare termini come crucco o nippo, altrimenti ti metti al loro
livello.
Meno male che eravamo al buio, cos non si  accorto che
ero diventata rossa. Di solito non uso certe parole ho spiegato.
Non so perch l'ho detto.
Gli ho raccontato del signor Sato, che vive nella casa sullo
stretto. Sandy sembrava molto interessato al fatto che abbiamo
un giapponese per vicino. Mi ha chiesto se so che cosa sono i
campi di internamento. S, gli ho risposto,  dove vengono rinchiusi
i giapponesi che vivono negli Stati Uniti. Per fortuna che
Dennis me lo aveva spiegato! Gli ho anche detto che non trovo
giusto rinchiuderli, perch  quello che pensa Dennis. Secondo
Sandy per  necessario.
Lo so che sembra ingiusto ha borbottato. So che per la
maggior parte sono persone innocenti, ma alcuni non lo sono.
Pensa a Pearl Harbor.
Ho ripensato al signor Sato, alle volte in cui l'avevo visto
pescare sul ponte seduto sulla sedia a rotelle. Anche se  giapponese,
odio l'idea che qualcuno possa portarlo via da casa e
rinchiuderlo.
Sandy ha notato quanto fossi dispiaciuta e ha aggiunto:
Sei una ragazza in gamba. Mi ha toccato la fronte, forse per
togliere della sabbia o un ciuffo di capelli, o forse solo perch
aveva voglia di farlo. Avrei voluto rispondergli che pensavo lo
stesso di lui, ma non sono riuscita a trovare le parole, cos mi
sono limitata a sorridergli. Non ha provato a baciarmi, anche
se avrei voluto. Lo avrei lasciato fare.
Verso le tre abbiamo sentito il rumore della jeep che si avvicinava.
L'ho salutato e mi sono nascosta nel bosco. L'ho visto
salire sulla jeep e ho sentito qualcuno che diceva: Ehi, ma
cosa ti  successo? Dove hai preso quei vestiti?. Io non sono
riuscita a sentire la sua risposta, ma sono sicura che si  inventato
qualcosa che non mi avrebbe messa nei pasticci. Ho
continuato a guardare finch la jeep  sparita dietro una curva,
poi mi sono diretta verso casa, con un sorriso soddisfatto
stampato in faccia. Pensavo a come sarebbe stata quella notte,
se invece di Sandy avessi trovato Jimmy sulla spiaggia.
Jimmy?, pensai mentre camminavo. Jimmy chi?

 Capitolo 14.

Mentre l'ultima luce del giorno spariva dietro la linea dell'orizzonte,
Gina si sedette in cima alla scala del faro. Era diventato
il suo rifugio preferito. Da quando aveva iniziato a lavorare
da Shorty, tre giorni prima, ci era andata ogni sera. Ora
non soffriva pi di vertigini, anche se mentre saliva gli ultimi
scalini, fuori dai muri della torre, si teneva ancora ben stretta
alla ringhiera. Stava l seduta a guardare l'oceano e a poco a
poco tutte le preoccupazioni della giornata svanivano, ogni
muscolo del corpo si distendeva. Non trovava la pace, per.
Anche di fronte a quella vastit, che le ricordava che era solo
un puntino insignificante nell'universo, sapeva bene che c'era
qualcuno che aveva bisogno di lei.
Ma almeno lass riusciva a rilassarsi. Lavorare da Shorty
era molto pi stancante che insegnare e alla fine del turno aveva
i piedi gonfi. Non si era ancora presa un giorno libero da
quando aveva iniziato e non intendeva farlo fino al luned successivo.
Voleva prima abituarsi ai nuovi ritmi di lavoro e mettere
da parte qualche soldo. Le mance erano alte per un posto
come quello, ma non sarebbero bastate ad aiutare Rani, la bambina
della foto che teneva sempre nella tasca dei calzoncini.
Lavorare da Shorty le piaceva, anche se aveva la sensazione
di perdere del tempo prezioso. Mercoled era stata una giornata
difficile, perch le altre cameriere erano troppo occupate a
servire ai tavoli per badare a lei, cos aveva dovuto arrangiarsi
da sola. Adesso, per, cominciava a sentirsi parte di quel posto.
Henry, Walter e Brian non mancavano mai e l'avevano subito
presa in simpatia, forse grazie al suo interesse per il faro. O a
quello che credevano fosse un sincero interesse per il faro. Brian
le aveva portato qualche fotografia e alcuni articoli ingialliti ritagliati
da vecchi giornali, che risalivano al tempo del comitato
per salvare il faro. Quando li aveva letti, Gina si era stupita nello
scoprire che era stato Alec O'Neill l'anima del comitato. Era
citato in continuazione. Adesso invece non c'era verso di convincerlo
ad aiutarla a recuperare la lente.
Era impossibile rimanere indifferenti all'entusiasmo con il
quale Walter e Brian parlavano del faro. All'inizio, quella di Gina
era stata solo una finzione, ma ora cominciava a sentirsi davvero
coinvolta. Dopo aver letto il diario di Bess, si era affezionata
a Kiss River. Ogni tanto immaginava Bess che saliva la
scala a chiocciola, o che passeggiava di notte sulla spiaggia insieme
a Sandy, il ragazzo della guardia costiera. Gina non conosceva
il suo vero nome. Era stato tagliato via dalle poche pagine
del diario in cui era scritto.
Il giorno prima, Gina aveva chiamato l'associazione per la
salvaguardia dei fari degli Outer Banks e aveva chiesto di Bill
Keys, come le avevano consigliato Walter e Brian. Dalla voce
sembrava molto anziano, ma non aveva scordato la crociata di
dieci anni prima.
E il veterinario  d'accordo? aveva chiesto l'uomo, dopo
che lei gli aveva spiegato il motivo della chiamata.
All'inizio Gina non aveva capito. Come, prego?
Non mi ricordo il suo nome aveva detto Bill Keys. Quel
veterinario che ci ha messo i bastoni fra le ruote.
Gina aveva sospirato. Avrebbe dovuto aspettarselo. Alec
O'Neill.
Esatto. Avevamo trovato i soldi necessari per il recupero
della lente, ma lui si  messo di mezzo, letteralmente.  arrivato
di persona per fermarci.
Ho parlato con il dottor O'Neill, e in effetti non vuole partecipare
a questo progetto aveva detto lei, cauta. Per non
credo che...
Mi stia a sentire, signorina l'aveva interrotta. Il suo tono
all'improvviso sembrava stanco. Noi l'aiuteremo, ma solo
se prima avr convinto il veterinario a schierarsi dalla nostra
parte. Non vale la pena di investire tempo e denaro in una cosa
che  destinata a fallire di nuovo. Senza il sostegno della gente
del posto,  una causa persa.
Gina aveva riagganciato con l'amara certezza che l'unica
cosa da fare era parlare di nuovo con Alec. A chiunque spiegasse
la sua idea di recuperare la lente, la conversazione ricadeva
sempre su di lui. Cos aveva chiamato il dottor O'Neill e
gli aveva proposto di incontrarsi luned a pranzo, ed era rimasta
un po' sorpresa quando lui aveva accettato. Questa volta
si sarebbe preparata, si sarebbe informata bene sul faro e sulla
lente. Doveva dare l'impressione di conoscere ci di cui parlava.
Se non fosse riuscita a convincerlo ad aiutarla, forse almeno
lo avrebbe convinto a non mettersi contro di lei.
Stava osservando le prime stelle che si affacciavano in cielo,
quando sent un rumore di passi sulla scala. Guard il cono
nero sotto di lei e vide il fascio di luce di una torcia che si
avvicinava. Per un attimo ebbe paura.
Sono io la rassicur una voce maschile. Era Clay.
Ciao lo salut Gina, quando l'ebbe raggiunta.
Clay spense la torcia e si sedette sul gradino, accanto a lei.
Che notte splendida disse. Sei gi stata attaccata dalle
zanzare?
Non ancora rispose lei. Ma non credo che arrivino fin
quass.
Oh, s invece. Sembrava che volesse aggiungere qualcosa,
ma non disse nulla.
Clay era un mistero per lei. Lavorava fino a tardi e lo vedeva
poco. Sua sorella parlava in continuazione ed era un libro
aperto, mentre lui era indecifrabile e le loro conversazioni
erano sempre molto formali. A Gina andava bene, aveva bisogno
di un padrone di casa, non di un amico, ma era difficile
conversare con lui quando Lacey non c'era.
 gentile da parte tua portare Henry da Shorty ogni giorno
disse, per tastare il terreno. Credo che impazzirebbe se
fosse costretto a rimanere a casa.
Non lo porto sempre tenne a precisare Clay. A volte non
ho tempo di andarlo a prendere. Brian si  offerto di andarci
lui, ma non mi fido molto della sua guida.
La prossima volta che non ce la fai, dimmelo mormor
Gina. Posso andare a prenderlo durante la pausa.
Clay sembr sorpreso.  gentile da parte tua. Grazie.
 il meno che possa fare disse lei.
Lo pensava davvero. Si sentiva in debito verso i suoi ospiti.
Un paio di volte aveva cucinato per loro e aveva lasciato la
cena di Clay in frigorifero, visto che rientrava quasi sempre tardi,
e ogni tanto andava lei al supermercato. A parte quello, per,
aveva fatto ben poco in cambio della loro ospitalit.
Lacey  tornata? Guard oltre le spalle di Clay, verso la
casa del guardiano con le finestre illuminate.
Clay scosse la testa.  a una riunione dell'anonima alcolisti.
Gina sperava che aggiungesse qualcosa, ma lui ovviamente
non lo fece e fra loro scese di nuovo un silenzio imbarazzante.
Sapeva che nell'associazione c'era un gruppo di sostegno per
i familiari degli alcolisti e non pot fare a meno di chiedersi di
quale membro della famiglia di Lacey si trattasse. Pens che il
candidato pi probabile fosse il suo cocciuto e irritante pap.
Luned a pranzo vedr di nuovo tuo padre.
Davvero? chiese Clay, con un sorriso.
Voglio dargli un'altra possibilit di dirmi che non ha nessuna
intenzione di aiutarmi.
Clay rise. Non ti ferma proprio nulla.
Ma perch  cos testardo? Dovrebbe solo darmi il suo appoggio,
poi penserei io a trovare i soldi e a tutto il resto.
Lui fece un lungo sospiro. Ci sono molte cose di mio padre
che non riesco a capire disse. So solo che non vuole pi
saperne di quel faro. Quando  crollato, sono crollati anche tutti
i suoi progetti.
Gina riusc a stento a contenere la rabbia. Se significava cos
poco per lui, perch si ostinava a metterle i bastoni fra le ruote?
 lui l'alcolizzato? Le parole le uscirono di bocca prima
che si rendesse conto di quello che stava dicendo. Voglio dire,
 lui la ragione per cui Lacey partecipa alle riunioni dell'anonima
alcolisti?
Clay rimase di sasso, poi scoppi in una risata. Gina avvamp
per l'imbarazzo.
 una domanda troppo personale borbott. Scusa, non
avrei dovuto chiedertelo.
Non preoccuparti. Clay scosse la testa, ancora divertito.
 solo che ho provato a immaginarmi Alec alcolizzato. No, 
il pap di Lacey, il suo padre biologico, intendo, ad avere problemi
con l'alcol. Lei cerca di dargli una mano.
Gina non si aspettava quella risposta. Credevo... Ma non
avete lo stesso padre?
Clay scosse di nuovo la testa.  quello che credevamo anche
noi, ma ormai  molto tempo che conosciamo la verit. Lacey
non ne parla volentieri, ma non penso che le dispiaccia che
tu ne sia al corrente. Dopo che l'ha scoperto, si  riavvicinata a
Tom, il suo vero padre.  lei che lo ha aiutato a smettere di bere.
E lui le ha insegnato a lavorare il vetro. Condivideva un laboratorio
con nostra madre.
Le ci volle un po' per assimilare tutte quelle informazioni.
E adesso com' il rapporto fra Lacey e tuo padre?
Vanno molto d'accordo. Ci sono stati alti e bassi, quando
Lacey era pi giovane, e hanno avuto un anno difficile quando
lei ha scoperto che Alec non era suo padre. Ma hanno superato
la cosa. E poi Lacey adora Tom. Clay sorrise.  un tipo
strano, ma  pazza di lui. Tom non ha dovuto crescerla, non
ha mai dovuto assumere il ruolo di genitore severo, quindi in
un certo senso tra loro  tutto pi facile.
Mi sembra che Lacey ne sia uscita bene osserv Gina. 
una persona straordinaria.
Clay non rispose.
E tua madre? chiese Gina. Vive da queste parti?
Clay sembr sorpreso dalla domanda. Mia madre  morta,
pensavo che lo sapessi disse.
Mi dispiace. Gli appoggi una mano sul braccio, imbarazzata.
Non lo sapevo. Credevo che tuo padre e tua madre
fossero divorziati.
In realt credeva anche che Alec avesse lasciato la madre
di Clay per correre dietro a un'altra donna. Magari Olivia. Non
aveva preso in considerazione l'ipotesi che fosse vedovo.
Penso che tu ti sia fatta un'idea sbagliata di mio padre,
Gina disse Clay. Non  il tipo di persona che abbandona la
sua famiglia, e non  il tipo di persona che beve.  cocciuto e ti
sta rendendo la vita difficile, ma  un uomo in gamba.
Scusa borbott lei. Forse hai ragione, ho corso un po'
troppo con la fantasia.
Clay sorrise.
Da quanto tempo  morta? chiese Gina. Tua madre, voglio
dire.
Ormai sono quasi dodici anni.  morta il giorno di Natale.
Lo sguardo di Clay era perso nel vuoto.
 stata malata a lungo? chiese.
Per un attimo Clay non rispose, poi scosse la testa. Non
era malata. Lavorava in una comunit per donne maltrattate,
a Manteo. Il giorno di Natale quel tizio, Zachary Pointer, si 
presentato con una pistola cercando sua moglie. Era fuori di
s. Mia madre si  messa davanti alla donna per proteggerla e
lui ha sparato.
Gina si port le mani alla bocca.  terribile. Mi dispiace.
Lacey era con lei continu Clay. Ha visto tutto. Credo
che non si sia mai ripresa completamente.
Perch dici cos?
Clay rimase in silenzio per un attimo. Non c' una ragione
particolare rispose alla fine, evasivo.
Dimmelo, Clay.
Lui si strinse nelle spalle, ma alla fine si decise a parlare.
Lacey ... straordinaria, come dici tu. In questo assomiglia
molto a mia madre. Si preoccupa per gli altri, ma non si prende
abbastanza cura di s. Anche mia madre era cos e ha perso
la vita per difendere quella donna. Non voglio che Lacey
faccia la stessa fine.
Gliene hai mai parlato?
Non in modo cos esplicito.
Gina avrebbe voluto consigliargli di parlarne con Lacey,
ma era gi stata abbastanza indiscreta e non os aggiungere
nulla. Decise di cambiare argomento.
La tua matrigna sembra molto simpatica osserv. Ripens
a quanto era stata gentile Olivia il giorno in cui si erano
conosciute. Ora che sapeva che non era una rovinafamiglie, le
era ancora pi simpatica. Andate d'accordo?
Olivia  una donna fantastica rispose lui. Ha fatto moltissimo
per pap. E Jack e Maggie sono incredibili. Sorrise, ma
poi il suo viso si rabbui. Olivia era di servizio al pronto soccorso
quando hanno sparato a mia madre. Ha fatto di tutto per
salvarla.
Certo che hai una famiglia piuttosto complicata.
Perch, esistono famiglie che non lo sono?
Gina credeva di no, ma in realt aveva ben poca esperienza.
C'era stata sua madre, e la sua famiglia finiva l. Per le sarebbe
piaciuto averne una. Quando Clay aveva parlato di alti
e bassi, di litigi e di legami, lei non aveva potuto fare a meno
di provare una punta d'invidia.
Studi il profilo di Clay, rischiarato dalla luce della luna. I
lineamenti erano marcati e decisi; gli occhi azzurri, che le erano
sempre sembrati freddi come il ghiaccio, ora erano pi dolci
e intensi. Non prestava molta attenzione agli uomini negli
ultimi tempi, e fino a quel momento non si era resa conto di
quanto Clay fosse attraente. Il modo in cui aveva parlato di suo
padre, di sua madre e di Lacey aveva fatto scattare qualcosa
dentro di lei, ora lo vedeva con occhi diversi. Non aveva mai
conosciuto un uomo a cui importasse tanto della propria famiglia.
Non pensava neppure che esistessero. Aspetta di conoscerlo
meglio, si ammon. All'inizio sono tutti cos.
Poteva chiedergli di Terri? Del suo matrimonio? Stava per
farlo, quando videro una stella cadente sfrecciare davanti a loro.
Trattennero entrambi il respiro, stupiti.
Qui  bellissimo disse Clay. Mi piace venirci dopo il lavoro.
All'improvviso Gina si rese conto di avere rubato il suo rifugio.
Aveva preso possesso dell'ultimo gradino del faro, senza
pensare che forse lui o Lacey avevano avuto la stessa idea,
molto prima di lei.
Clay, mi sono appropriata del tuo posto?  qui che ti piace
venire la sera, quando vuoi stare in pace?
Non preoccuparti mormor lui, e Gina ebbe la conferma
che i suoi sospetti erano fondati.
Clay si alz. Il gradino  tutto tuo, per il resto della serata
continu. Io devo andare al negozio di attrezzature subacquee
a recuperare il materiale per l'immersione di domani.
Immersione?
Gi conferm Clay, mentre iniziava a scendere. Poi si
volt e le diede la torcia. Tienila tu, io conosco a memoria ogni
gradino.
Stai attento disse Gina. Vuoi che illumini la scala mentre
scendi?
Non ce n' bisogno, grazie rispose lui. Tieni lontane le
zanzare, o ti mangeranno viva. Buonanotte.
Era successo tutto cos in fretta. All'improvviso sembrava
che Clay non vedesse l'ora di andarsene, come se sapesse che
cosa stava per chiedergli. Mentre sentiva i suoi passi sulle scale,
Gina ripens a ci che le aveva detto, al fatto che aveva perso
la madre e la moglie. Estrasse la fotografia di Rani dalla tasca
e la guard. Questa volta fu costretta ad ammettere che non
era la sola a soffrire.

 Capitolo 15.

Quando Clay nuotava sott'acqua gli sembrava di volare. Si
muoveva piano, quasi al rallentatore, come se fosse senza peso,
circondato dal silenzio irreale del fondale dell'oceano.
Clay e Kenny stavano esplorando il relitto del Byron D.
Benson, una petroliera lunga centoquarantadue metri, affondata
da un sottomarino tedesco sessant'anni prima. Il Benson
non era una delle mete pi ambite dagli aspiranti sub degli Outer
Banks, cos quel giorno era tutto per loro. La nave giaceva
rovesciata su un lato a una profondit di oltre trentatr metri.
Naturalmente non restava molto della struttura originaria, ma
era comunque uno spettacolo impressionante. Il fondale dell'oceano
sembrava un deserto subacqueo, un'immensa distesa
di sabbia; il relitto era diventato il rifugio di ricci di mare,
anemoni marini e un'infinit di pesci variopinti, e una vita silenziosa
pulsava dentro di lui.
Era la cinquantaquattresima immersione di Clay, ma in
confronto all'amico era un novellino. Con il suo lavoro, Kenny
era pi spesso in acqua che fuori e ormai aveva perso il conto
delle sue immersioni. Clay invece lo faceva solo per divertimento.
Gli piaceva entrare e uscire dalla nave, inseguire i pesci
che scomparivano nelle fessure appena lui si avvicinava,
ma quello che amava di pi era librarsi nell'acqua, lasciarsi trasportare
dalla corrente con le braccia tese lungo il corpo, sospinto
dal movimento leggero delle gambe e delle pinne. Non
c'era un modo migliore per sfuggire dalla vita reale che immergersi
in questo mondo fantastico.
Ormai erano in acqua da venti minuti, avevano visto due
squali tigre e giocato con una manta, e avevano osservato
un'enorme tartaruga marina sgusciare fuori da una grossa fenditura
nello scafo. In quella tranquillit, Clay ripens alla notte
precedente, a quando era rimasto seduto sull'ultimo scalino
del faro insieme a Gina.
 vero, aveva rubato il suo rifugio, ma non gli era dispiaciuto
trovarla l. Anzi, era stato inaspettatamente facile e gradevole
parlare con lei. Fino a quando non aveva avuto la sensazione
di essersi esposto troppo, ed era scappato.
Clay aveva avuto l'impressione che Gina non volesse parlare
di s. Lo aveva travolto con un fuoco di fila di domande
per impedire che lui ne rivolgesse a lei. Chi era in realt quella
donna? Che cosa sapeva di lei? Che viveva a migliaia di chilometri
di distanza e che era piombata l dicendo di essere un'insegnante
e una storica dilettante, che era stata sposata per qualche
anno, ma il suo matrimonio non era stato una bella esperienza.
Tutto qui.
Terminata l'immersione, Clay e Kenny caricarono l'attrezzatura
sul furgoncino rosso di Kenny e andarono a pranzare
da Shorty. Trovarono un tavolino libero vicino all'ingresso.
Mentre si sedevano, Clay cerc Gina. Kenny non la
conosceva, ma fu lui a notarla per primo. Clay vide l'amico
spostare lo sguardo e fissare un punto alle sue spalle, e quando
si gir per capire che cosa avesse attirato la sua attenzione,
vide Gina che prendeva le ordinazioni a un altro tavolo.
Ciao, Gina! grid.
Lei sembr sorpresa, poi sorrise.
Ciao, Clay disse. Non mi aspettavo di vederti qui.
Guard Kenny e aggiunse: Sar da voi fra un minuto.
Lui si volt giusto in tempo per cogliere l'espressione incredula
dell'amico.
La conosci? chiese a bassa voce.
Se la conosco? rispose Clay. Abito con lei.
Kenny spalanc gli occhi. Di cosa diavolo stai parlando?
 una storica dilettante,  qui per il faro di Kiss River
spieg Clay. Aveva bisogno di una sistemazione e io e Lacey
le abbiamo offerto una stanza.
E come fai a vivere con una donna cos? Kenny si appoggi
allo schienale. Ora che Gina si era allontanata, parlava
a voce pi alta. Io non riuscirei pi a mangiare, n a dormire,
non potrei mai...
Per me  diverso lo interruppe Clay.
Gi disse Kenny. Ma forse c' qualcuno lass che cerca
di dirti qualcosa. Forse  il caso che tu ti dia una mossa.
Sono passati solo otto mesi, Kenny.
Gi ripet l'amico.
Puoi sempre farti avanti tu azzard Clay. Pens a Kenny
e Gina insieme. Se avesse funzionato, forse sarebbe riuscito a
togliersela dalla mente.  libera. Sei un gran figlio di puttana,
ma forse lei non se ne accorger.
Ci sto disse Kenny.
Gina si avvicin al loro tavolo.
Com' andata l'immersione? chiese, mentre stringeva
tra le mani il blocchetto e la penna.
Aveva i capelli raccolti in due lunghe trecce, fissate alla nuca
con un fermaglio. Clay avrebbe voluto che Kenny la vedesse
con i capelli sciolti, ma era comunque bellissima.
Benone rispose Clay. Gina, questo  Kenny, il mio maestro
di sub.
Piacere. Lei gli sorrise.
Per la prima volta in vita sua, sembrava che Kenny avesse
perso la lingua. L'inguaribile dongiovanni riusc soltanto a
ricambiare il saluto con un cenno della testa.
Ci conosciamo dai tempi dell'asilo spieg Clay.
Davvero? disse Gina.  bello vivere in un posto tanto a
lungo da avere degli amici che conosci da sempre. Si prepar
a scrivere. Cosa vi porto?
Ordinarono hamburger e patatine fritte. Quando Gina si
allontan, Kenny fece un respiro profondo.
S mormor. La voglio.
Dovresti riuscire a parlarle prima lo prese in giro Clay.
Parlare non  esattamente quello che avevo in mente rispose
Kenny.
Clay rise. Allora non funzioner. Non  quel tipo di donna.
La verit era che Clay non sapeva che tipo di donna fosse.
Ripensandoci, lui trov che era difficile che Gina fosse attratta
da uno come Kenny. Lei era tranquilla e riflessiva, lui era
allegro e chiacchierone. In realt, Gina assomigliava molto di
pi a lui che a Kenny, era altrettanto chiusa e misteriosa. A volte
Clay aveva l'impressione di essere un fantasma, inconsistente
e invisibile, che si aggirava per il mondo senza toccare
nulla e senza essere toccato da nulla. Ma ora nella casa del
guardiano i fantasmi erano due. Ci voleva un fantasma per riconoscerne
un altro.

 Capitolo 16.

Domenica, 5 aprile 1942.
Ieri sera ero in soggiorno con mamma e pap. Loro due
erano incollati alla radio, come al solito, mentre io leggevo, accoccolata
sul divano. A un certo punto, non so esattamente che
ore fossero, ho chiuso il libro e mi sono preparata per salire in
camera mia, dove avrei aspettato che andassero a dormire anche
loro per scappare di nascosto alla spiaggia. All'improvviso,
per, abbiamo sentito un rumore assordante che ha fatto
tremare i vetri, e alcuni libri sono caduti dallo scaffale. Io e
mamma ci siamo guardate, mentre pap si  alzato in piedi ed
 uscito di corsa. Lo abbiamo seguito fin sulla scala del faro e,
anche se nessuno di noi ha detto una parola, sono sicura che
tutti e tre sapevamo benissimo che cosa avremmo visto una
volta usciti sul ballatoio.
Il mare nero come la pece era rischiarato da un bagliore
rosso. Era stata affondata un'altra nave, questa volta ancora
pi vicino alla costa. Non c'era la luna, ma il bagliore che circondava
la nave era talmente forte che sembrava giorno. Mi
sono ricordata dell'ultima volta che ero stata sul ballatoio, dopo
il tramonto, quando il cielo diventa scarlatto, e ho iniziato
a piangere. Tremavo. Non riuscivo a controllarmi, sentivo
che non sarei mai pi stata al sicuro. Ero l, con le due persone
che probabilmente mi amano pi di chiunque altro al mondo,
eppure neanche loro potevano fare qualcosa per proteggermi,
per impedire quello che ci stavano facendo i tedeschi.
La mamma mi ha messo un braccio intorno alle spalle e questa
volta l'ho lasciata fare. Ero troppo sconvolta per protestare.
Siamo rimasti cos, in silenzio, a guardare le fiamme che
divoravano la nave.
Quegli uomini bruceranno vivi ha detto pap. In quel
momento ho pensato che i ragazzi della guardia costiera sarebbero
usciti in mare per cercare di salvare l'equipaggio e il
cuore ha iniziato a battermi all'impazzata. Anche Sandy sarebbe
salito su una di quelle barche e persino da quella distanza
capivo quanto fosse pericoloso. Mentre la nave bruciava, tutt'intorno
l'acqua era coperta dalle fiamme, alimentate dal petrolio
fuoriuscito dai serbatoi. Mi sono ricordata di quello che
mi aveva detto Sandy, che i ragazzi della guardia costiera devono
essere pronti a partire ogni volta che ce n' bisogno, anche
se non sanno se torneranno.
Sono diventata la migliore bugiarda di tutto il Nord Carolina.
Da quando l'ho conosciuto, circa dieci giorni fa, ho trascorso
ogni notte con lui, sulla spiaggia, e nessuno lo sa. Non
lo sanno i suoi compagni e di certo non lo sanno i miei genitori,
anche se esco tutte le sere e non ritorno mai prima delle tre.
E nessuno mi ha mai detto che ho l'aria stanca. Credo di essere
una di quelle persone che non hanno bisogno di dormire
molto. Non mi sento per niente affaticata, anzi, per devo ammettere
che a scuola la mia concentrazione  diminuita. L'unica
cosa a cui riesco a pensare  Sandy.
Credo proprio di essermi innamorata. A volte mi ritrovo a
pensare: Ma allora  cos che ci si sente!. In confronto a quello che provo ora, i sentimenti che provavo per Jimmy mi sembrano
sciocchi, infantili. Ora  diverso, e ieri sera ho avuto la
conferma di quanto amo Sandy, perch il pensiero che potesse
essere in pericolo mi ha fatta stare malissimo.
Vado a vedere se posso dare una mano ha detto pap.
La mamma lo ha guardato con gli occhi terrorizzati e gli
ha messo una mano sul braccio. No, Caleb ha detto. Non
andare, ti prego. L'ho vista piangere, ho visto le lacrime che
le scendevano sul viso, e per una volta ho capito quello che provava.
Ho capito quanto sia innamorata di pap, perch adesso
anch'io so cosa vuol dire. Vorresti che le persone che ami
fossero sempre al sicuro, vorresti proteggerle. In quel momento
avrei voluto abbracciarla, ma naturalmente non l'ho fatto.
Sembrava che pap ci stesse ripensando. Sta invecchiando,
ho pensato, e dovrebbero essere gli uomini pi giovani a
occuparsi di certe cose. Cos mi sono schierata dalla parte della
mamma e gli ho chiesto di non andare.
Facciamo cos, allora ha detto alla fine. Portiamo delle
coperte, del cibo e del caff alla stazione della guardia costiera.
Sar una notte lunga e quei ragazzi ne avranno bisogno. Ne
avranno bisogno anche i superstiti.
A quelle parole tutti e tre abbiamo guardato la nave in fiamme
e sono sicura che abbiamo pensato la stessa cosa: era improbabile
che qualcuno sarebbe sopravvissuto.
Noi abbiamo caricato in macchina tutto quello che siamo
riusciti a trovare e anche se la mamma deve essersi chiesta come
mai la coperta di lana che porto tutte le notti in spiaggia era
umida e piena di sabbia, non ha detto niente. Mentre andavamo
alla stazione della guardia costiera, seguivamo le tracce lasciate
sulla spiaggia dalle auto che ci avevano preceduto. Non
avevo mai visto tanta confusione. Gli uomini correvano avanti
e indietro, dalla stazione alle navi guardacoste, come burattini
impazziti, gridando e imprecando. Avevano il viso accaldato
per lo sforzo e per il caldo, anche se la petroliera era pi
lontana dalla riva di quanto immaginavo. L'odore di bruciato
impregnava l'aria. Abbiamo portato dentro le coperte e il cibo
e siamo stati letteralmente investiti dagli uomini, che non si sono
neanche accorti di noi. Ho cercato Sandy e gli altri ragazzi
che conoscevo, come Jimmy o Teddy Pearson, o Ralph Salmon
o il signor Hewitt, ma non ho visto nessuno.
Pap ha detto che era meglio lasciare l quello che avevamo
portato e andarcene. Non eravamo gli unici ad aver avuto
quell'idea ed eravamo di intralcio. Quando mi sono girata per
uscire ho visto Sandy.  sfrecciato proprio di fianco a me e so
che mi ha vista, ma si  voltato dall'altra parte. Ha fatto bene
a fingere di non conoscermi, ma  stato difficile essergli cos vicino
e non potergli dire nulla, non poterlo toccare. Sembrava
determinato e sicuro di s, ma immaginavo quanta paura dovesse
avere in quel momento.
Oggi non sono andata a messa. Ho detto a mamma e pap
che non me la sentivo e loro non hanno fatto obiezioni. La
petroliera  ancora l. Si chiama Byron D. Benson e ho paura
che continuer a galleggiare senza meta per giorni. Il fumo
nero continua a uscire e il cielo  diventato del colore della cenere.
Alla radio hanno detto che alcuni uomini dell'equipaggio
sono stati tratti in salvo, ma molti sono morti. Vorrei tanto parlare
con Sandy.
Per tutto il giorno ho aiutato i miei ad appendere alle finestre
delle pesanti tende scure, che dovrebbero impedire alla
luce di filtrare all'esterno, per rendere pi difficile il compito
dei sottomarini tedeschi. Per adesso casa nostra ha un'aria cos
lugubre... Ho aiutato pap ad appiccicare del nastro adesivo
ai fanali dell'auto, lasciando solo una fessura sottile. Ormai nessuna
macchina pu passare dalla spiaggia, tranne le jeep di pattuglia.
Finalmente la guardia costiera ha ottenuto l'oscuramento
parziale che aveva richiesto.
La mamma ha ricominciato a sgridarmi per ogni cosa.
Non spiare dalle tende ha detto, mentre le appendevamo.
La tua curiosit pu costare la vita a centinaia di uomini.
Stamattina Teddy Pearson  venuto a casa nostra e ci ha
detto di non andare alla spiaggia, per tutto il giorno.  andato
in tutte le case del vicinato e ha ripetuto a tutti la stessa cosa, e
io so perch: devono tirare su i cadaveri. Chiss se stanotte
Sandy far il suo giro di perlustrazione.

Luned, 6 aprile 1942.
Ieri notte sono andata a trovare Sandy sulla spiaggia. Di
solito lo accompagno nel suo giro di perlustrazione, perch non
vuole che la mia presenza gli impedisca di fare il suo dovere,
ma questa volta siamo rimasti seduti a parlare.
 ferito. Non nel fisico, nell'anima. E forse  peggio, perch
non puoi mettere una benda o prendere delle medicine. Gli
ho fatto delle domande, ma all'inizio non ha voluto rispondere.
Ha detto che non gli andava di parlare di quello che era successo
la notte prima, che le mie orecchie non dovevano sentire
certe cose.
Cos abbiamo parlato d'altro: delle nostre famiglie, di dove
siamo cresciuti, dei nostri amici. Mi ha confidato che era cos
povero che a volte non c'era niente da mangiare per giorni.
Non ha mai ricevuto regali per Natale, n per il suo compleanno.
Suo padre se n' andato e sua madre ha una lavanderia, ed 
con quella che sopravvivono. Ha detto che un giorno avr un
lavoro ben pagato e non dovr pi fare la fame. Quando parla
di soldi gli si illuminano gli occhi. Io non ho mai dato tanta
importanza al denaro, ma forse  perch non mi  mai mancato
nulla.
Quando siamo insieme, io e Sandy parliamo per ore. Qualche
volta ci siamo baciati, ma non siamo mai andati oltre. Quella
non  la cosa pi importante. La cosa pi importante  che
con lui posso parlare di tutto. Gliel'ho detto, poi ho aggiunto
che lui dovrebbe fare lo stesso con me. Forse gli avrebbe fatto
bene raccontare a qualcuno quello che era successo la notte prima.
Stavo anche per confessargli che lo amo, ma ho avuto paura
della sua reazione. Mi ha guardata a lungo, indeciso su cosa
fare, poi ha iniziato a raccontare.
Mi ha detto che sono usciti in mare con la nave guardacoste,
che l'aria era soffocante e all'inizio le fiamme gli impedivano
di vedere la petroliera. Le esplosioni sono continuate, ha
detto, e sembrava un macabro spettacolo pirotecnico. C'era una
striscia di petrolio sull'acqua che aveva preso fuoco e non si sono
potuti avvicinare alla petroliera. Sentivano le urla agghiaccianti
dei marinai sulla nave.
Molti di loro si sono buttati in acqua. Li vedeva cadere, sentiva
il terrore nelle loro voci. Quegli uomini ci imploravano
di aiutarli ha raccontato, e noi non potevamo fare niente.
Credo che sia questa la cosa che gli ha fatto pi male: il senso
d'impotenza.
Mi ha detto che hanno continuato a girare intorno alla nave,
cercavano di avvicinarsi abbastanza da poter caricare a bordo
i sopravvissuti, ma il petrolio continuava a bruciare e li costringeva
a rimanere a distanza. Poi mi ha confidato la cosa peggiore,
quella che le mie orecchie non avrebbero dovuto sentire.
C'era un uomo gravemente ustionato aggrappato a un'asse
mi ha detto. Ha teso un braccio verso di noi, ci ha pregati
di salvarlo. C'era un mucchio di petrolio sull'acqua, ma non
potevo lasciarlo l. Ci siamo avvicinati e ho allungato un braccio
per afferrarlo, ma la pelle si  staccata dalla mano ed  ricaduto
in acqua. Sono rimasto l, a stringere i brandelli di pelle
ustionata.
Aveva ragione, quello che mi ha raccontato mi ha sconvolta.
Gli ho messo un braccio intorno alle spalle e siamo rimasti
cos, senza dire niente. Sandy non piangeva, o almeno io non vedevo
le sue lacrime, ma qualcosa dentro di lui si era spezzato.
Per fortuna per qualcuno si  salvato e i feriti sono stati
portati all'ospedale di Norfolk. Sandy ha detto che gli uomini
dell'FBI li stanno interrogando. Cercano di scoprire se  possibile
che i tedeschi abbiano avuto una soffiata da qualcuno dell'equipaggio.
 ridicolo ha borbottato Sandy. I tedeschi non
hanno bisogno di nessuna soffiata. Ci sono cos tante navi l
fuori, e con le luci sulla spiaggia sono un bersaglio facile.
L'oscuramento parziale dovrebbe servire a qualcosa ho
osservato. Cercavo un modo per confortarlo.
Certo ha detto. Ma non possiamo andare avanti cos.
L'oceano  diventato loro.
Siamo rimasti l seduti a lungo, in silenzio. Gli ho sfregato
con delicatezza la schiena, come fa mamma con pap, e non
abbiamo pi detto niente. Me ne sono andata solo quando ha
iniziato a diventare giorno e abbiamo visto il Byron Benson alla
deriva. Due minacciose colonne di fumo nero si sollevavano
dallo scheletro della nave.

 Capitolo 17.

Quella domenica mattina, Gina decise di rimanere un po' con
Henry Hazelwood nella stanza sul retro, da Shorty. Andava a
trovarlo tutte le volte che aveva un momento libero, fra un'ordinazione
e l'altra. Nella stanza sul retro c'era parecchia gente,
come al solito, ma Walter e Brian non erano ancora arrivati
ed Henry era seduto da solo davanti alla scacchiera, con l'immancabile
camicia bianca e la cravatta nera, e il cappello appoggiato
sulle gambe. Gina gli port un giornale, per aiutarlo
a ingannare il tempo.
Tutte le domeniche  la stessa storia borbott Henry, mentre
lei gli versava il caff. Arrivano tardi, e io vado via presto.
Clay viene a prendermi a mezzogiorno per accompagnarmi a fare
la spesa, cos probabilmente oggi non li vedr per niente.
Era cos triste all'idea, che Gina si chin su di lui e gli diede
un bacio sulla fronte. Gli port una matita per i cruciverba
e una fetta gigante della torta al limone della casa. L'umore di
Henry miglior un po'.
A mezzogiorno arriv Clay. Gina stava portando una pila
di piatti sporchi in cucina, ma riusc a fermarlo prima che sparisse
nella stanza sul retro.
 stato seduto l tutta la mattina gli spieg. C'era un forte
odore di pesce e Gina non capiva se proveniva dalla cucina o
da un gruppo di pescatori seduti in un angolo. Walter e Brian
non sono ancora arrivati. Non potresti riportarlo qui, pi tardi?
Clay le sorrise. Prima che potesse rispondere, lei aggiunse: Se
non ce la fai, posso andarlo a prendere io quando finisco il turno.
Clay scosse la testa. Lo riporto qui dopo che abbiamo fatto
la spesa e ho finito di riparare la ringhiera annunci. Grazie,
Gina.
Un'ora dopo, Gina vide arrivare Lacey e si ricord che quello
era il giorno dell'estrazione. Lacey spar in cucina con il grosso
vaso di vetro stracolmo di banconote. Dopo qualche minuto
torn nella sala, con una spessa busta in una mano e una scatola
con i biglietti della lotteria nell'altra.
Quasi tutti i clienti abituali di Shorty avevano tentato la
fortuna e ora tutti gli occhi erano puntati su Lacey e Frankie,
in piedi vicino alla cassa. Gina si appoggi allo stipite della porta
della stanza sul retro, mentre Frankie estraeva un biglietto
dalla scatola.
Il fortunato vincitore ... inizi Frankie con enfasi, mentre
leggeva il nome sul biglietto. Il suo sguardo cerc Gina nella
sala. Gina Higgins!
Lei, che durante l'estrazione aveva trattenuto il respiro, scoppi
a ridere per la gioia. La gente applaud, soprattutto i clienti
che frequentavano regolarmente il locale e ormai la conoscevano
bene. Gina cammin verso il centro della sala, dove Lacey l'aspettava.
L'abbracci e le consegn la busta.
Met della vincita disse Lacey. Quattrocentodieci dollari.
Grazie mormor Gina, mentre infilava la busta nella tasca
del grembiule.
Avrebbe fatto riparare l'aria condizionata dell'auto e quello
strano rumore metallico che proveniva dal cofano. Con il resto
avrebbe invitato a cena i suoi padroni di casa.
Stava per finire il turno, quando arrivarono Walter Liscott
e Brian Cass. Il vecchio spinse da solo le ruote ed entr nella
stanza sul retro, dopo aver declinato l'offerta di Gina di aiutarlo.
L'anatra di legno che teneva appoggiata sulle gambe era
finita e Gina si sofferm ad ammirarne i colori.
La nostra Gina ha vinto la lotteria annunci Frankie ai
due uomini, mentre sgomberava uno dei tavoli.
Gina arross, non tanto per la vincita, quanto per essere stata
definita "la nostra Gina". Premette la mano contro la busta e
ne sent lo spessore attraverso il tessuto del grembiule.
Ma  fantastico! Walter si volt a guardarla. Allora offri
da bere?
Lo farei volentieri rispose Gina con un sorriso, ma il
mio turno  finito e devo scappare.
Non ancora, dolcezza disse Brian. Abbiamo delle buone
notizie per te.
Si chiama Gina, non dolcezza brontol Walter. Henry 
qui?
Era qui stamattina, Clay lo riporta pi tardi. Guard
Brian. Quali sono le buone notizie?
Non dirle niente finch non siamo al nostro tavolo ammon
Walter, poi inizi a spingere con energia le ruote della
sedia.
Gina segu i due uomini e si sedette con loro al solito tavolo.
Congratulazioni!
Gina si volt e vide Brock Jonsen al tavolo da biliardo, che
agitava un braccio tatuato verso di lei.
Ho saputo che sei tu la vincitrice.
S, grazie.
Gina sorrise, anche se Brock la metteva a disagio. Non capiva
perch qualcuno dovesse tappezzare a quel modo il proprio
corpo.
E adesso veniamo a noi. Walter appoggi l'anatra di legno
vicino alla scacchiera e si chin verso di lei. Domani ti vedi
con Alec, giusto?
S. L'idea di quel pranzo la innervosiva.
Bene. Io e Brian ci siamo scervellati per trovare un modo
in cui potresti convincerlo. Brian ha telefonato all'Atlantic Museum
di Hatteras e hanno detto che la vogliono. Vogliono la lente.
Lo so che preferiresti che rimanesse qui, ma abbiamo pensato
che fosse meglio trovarle una sistemazione il prima possibile,
almeno avrai una carta in pi da giocare con Alec.
Hanno detto che la esporranno?
Certo. Non c' ancora niente di scritto o roba del genere,
per hanno detto che sarebbero felicissimi di averla. E hanno
tutto lo spazio necessario.
Questa s che  una buona notizia mormor Gina.
Cos puoi dire ad Alec che le hai gi trovato una sistemazione
comment Brian.
E puoi dirgli anche che lui non dovr fare assolutamente
niente aggiunse Walter. Non dovr alzare nemmeno un dito.
Tu, io e Brian penseremo a tutto quanto.
Non c' nemmeno bisogno che sappia quando succeder,
se non vuole disse Brian.
Siete fantastici, davvero mormor Gina. Non sapete
quanto apprezzi il vostro aiuto. Si alz in piedi. Ora devo
scappare, ma vi far sapere com' andata.
Prima di uscire and alla toilette e quando ebbe finito torn
verso la sala principale. Stava camminando nel corridoio
lungo e stretto, quando Brock Jonsen sbuc all'improvviso di
corsa da dietro l'angolo. Prima che Gina potesse spostarsi, la
invest e la spinse a terra, per poi crollarle addosso.
Oh, merda! esclam Brock. Si alz da sopra di lei e si mise
a sedere con la schiena appoggiata al muro. Stai bene?
Gina non ne era del tutto sicura. Era ancora per terra, sdraiata
su un lato, e rimase cos per qualche istante, nel timore di essersi
rotta qualcosa. Le faceva male una caviglia, ma era solo
una botta.
Credo di s rispose alla fine.
Mi dispiace. Brock le tese una mano per aiutarla a rialzarsi.
Avevo fretta di andare in bagno. Non ti ho vista.
Gina abbozz un sorriso. Non importa. Si alz, appoggiandosi
al braccio tatuato di Brock. Sto bene.  solo che per
un attimo mi  mancata la terra sotto i piedi.
Brock la guard negli occhi. Sei sicura di star bene?
Gina annu. S, tutto a posto. Si spost di lato per farlo
passare e gli indic il bagno degli uomini. Vai pure.
Dopo che Brock si fu allontanato, Gina usc dal ristorante
e si diresse verso la sua auto. Camminava piano, per non sforzare
la caviglia ancora dolorante. Era stupita di non essersi rotta
niente con un volo del genere. Una volta uscita dal parcheggio,
d'istinto tocc la tasca del grembiule. I soldi! Sterz
bruscamente e accost. Si tolse il grembiule e controll di nuovo
nelle tasche. Niente, solo le mance della giornata. La busta
con la vincita era sparita.
Torn subito da Shorty e and di corsa nel punto del corridoio
in cui era caduta. Sul pavimento di legno non c'era nulla,
a parte la polvere. Torn alla toilette e cerc ovunque, persino
nel cestino. Nessuna traccia della busta.
Ripens a quello che aveva fatto dopo l'estrazione, cerc
di ricordarsi quando era stata l'ultima volta che aveva controllato
di avere la busta. Era sicura di aver tastato la tasca del
grembiule quando Walter e Brian erano entrati nella stanza sul
retro. Rifece il percorso attraverso il ristorante con lo sguardo
fisso a terra, ma non trov nulla. Frankie era alla cassa. Gina
non ebbe il coraggio di chiederle se qualcuno fosse andato da
lei per dirle di aver ritrovato i soldi della vincita. Non poteva
ammettere di essere stata cos stupida da perderli.
Nella stanza sul retro, Walter e Brian erano impegnati in
una partita a scacchi. Gina perlustr con lo sguardo il pavimento
sotto il tavolo.
Hai perso qualcosa? chiese Brian.
Una busta rispose lei. Non  che per caso l'avete vista?
Walter guard sotto il tavolo. Io non vedo niente.
Non vedeva niente neppure lei. Maledizione. Doveva dirlo a Frankie. 
Si volt per uscire dalla stanza, quando not Brock
che la osservava dal tavolo da biliardo. Il ragazzo sostenne il
suo sguardo, con un ghigno inequivocabile dipinto sulla faccia.
Gina si ricord del modo forzato in cui si era congratulato
con lei per la vincita e ripens allo scontro in corridoio. La violenza
dell'urto, gli istanti in cui era rimasto sopra di lei, il fatto
che ci avesse messo un po' prima di rialzarsi. Era tutto programmato.
Cammin come una furia verso il tavolo da biliardo.
Possiamo parlare da soli un momento? La richiesta suon
come un ordine.
Torno subito disse Brock agli altri giocatori.
Gina usc dalla porta laterale e Brock la segu.
In piedi, sulla ghiaia davanti all'ingresso, lo affront: Il
nostro scontro in corridoio non  stato un incidente;
E cos' stato, allora? rispose lui con un tono indisponente.
A Gina prudevano le mani.
Credo che tu abbia preso i soldi della lotteria dalla tasca
del mio grembiule.
Brock sollev le braccia e alz un sopracciglio. Perch non
mi perquisisci?
Ancora un minuto e Gina sarebbe scoppiata a piangere.
Non era mai stata capace di fare la dura.
Ho bisogno di quei soldi, Brock mormor. Ridammeli,
per favore, e far in modo che questa storia finisca qui.
Brock avvicin il viso al suo e la guard negli occhi. Non
ce li ho, i tuoi soldi disse. Se li hai persi,  inutile che vieni a
piagnucolare da me.
Gina gir i tacchi e torn nel ristorante.
Gina non sapeva ancora che cosa avrebbe detto a Lacey.
Era seduta sul divano, accanto a lei, e faceva finta di leggere,
mentre Lacey apriva alcune bollette.
Ti devo dire una cosa! esclam alla fine. Chiuse il libro
che teneva appoggiato sulle gambe.
Lacey alz gli occhi da una bolletta. Cosa?
Ho combinato un disastro, Lacey mormor. Mi dispiace.
Lacey raccolse le bollette dal divano e le appoggi sul tavolino.
Guard Gina.
 tutto a posto, di qualunque cosa si tratti.
Per l'ennesima volta, lei pens a quanto fosse stata fortunata
a incontrare Lacey.
Ho perso i soldi.
Lacey rimase senza fiato, poi si lasci cadere sul divano.
Oh, no!
Credo che li abbia presi Brock Jonsen. Mi  venuto addosso
mentre uscivo dal bagno, da Shorty, e siamo caduti tutti e due.
Non ne sono sicura, per penso che avesse programmato tutto.
Ho provato a dirglielo, ma lui ovviamente ha negato.
Dobbiamo chiamare la polizia.
Lacey fece per alzarsi dal divano, ma Gina le afferr il braccio.
No disse. Non voglio sollevare un polverone. E poi forse
Brock  davvero innocente. Forse ho perso la busta, non lo
so. Scosse la testa. Mi dispiace cos tanto, Lacey. La lotteria
era un'idea fantastica. Vorrei solo non averla vinta io.
Lacey si appoggi di nuovo allo schienale del divano e sospir.
Possiamo solo sperare che quei soldi siano andati a qualcuno
che ne aveva pi bisogno di te.
Gina annu e finse di essere d'accordo, ma non pot fare a
meno di pensare che nessuno aveva pi bisogno di soldi di lei.

 Capitolo 18.

Gina Higgins lo aspettava in un locale chiamato Sea Tern Inn.
Alec la vide non appena oltrepass la soglia. Il ristorante era
affollato, come sempre d'estate, ma Gina non era una donna
che passava inosservata. Era seduta a un tavolo vicino alla finestra
e quando lo vide agit il braccio verso di lui. Alec rispose
al saluto, ma si ferm qualche minuto a parlare con una
delle cameriere, prima di raggiungerla al tavolo e sedersi di
fronte a lei.
Come sta? le chiese.
Ancora una volta fu colpito dalla bellezza di quella donna.
Non aveva un filo di trucco sulla pelle chiara e probabilmente
quel mattino non aveva fatto nulla per cercare di essere
pi attraente, se non spazzolare i lunghi capelli scuri. Due
uomini che passavano accanto al loro tavolo si voltarono a guardarla,
ma lei non sembr neanche accorgersene.
Bene, grazie disse Gina. E grazie anche di aver accettato
il mio invito.
Alec annu.  un piacere.
In realt avrebbe preferito che gli cavassero un dente, piuttosto
che dover parlare ancora della lente. Ed era senz'altro
quello il motivo del loro incontro.
Gina prese il tovagliolo dal tavolo e Alec not che la sua
mano tremava leggermente. Era nervosa, come lo era stata il
giorno in cui era andata a casa sua.
Il suo ufficio... voglio dire, lo studio veterinario,  qui vicino?
chiese lei, mentre si sistemava il tovagliolo sulle gambe.
Sono solo un paio di chilometri.
Una cameriera port da bere, acqua per lei, t ghiacciato
per lui, e il menu. Alec lo conosceva praticamente a memoria
ed era ansioso di ordinare. Prima avrebbero ordinato, prima se
ne sarebbe andato da l.
Ha deciso quanto si fermer da queste parti? chiese, dopo
che la cameriera si fu allontanata.
Non ancora rispose Gina. Ho tutta l'estate a disposizione
e non ho fatto progetti. Come le ho detto la scorsa volta,
volevo visitare i fari di questa zona, ma Kiss River ha cambiato
un po' i miei piani.
Alec ignor il riferimento a Kiss River. Lacey mi ha detto
che lei  di Bellingham.
S. Mentre parlava, Gina giocherellava con il tovagliolo
di carta sotto il bicchiere. Ne piegava prima un angolo, poi l'altro,
nervosamente. Ci  mai stato?
Non proprio. Qualche anno fa io e mia moglie abbiamo
visitato quella zona, ma non siamo stati a Bellingham.
E dove siete stati?
A Seattle e poi pi a nord, a Vancouver e a Victoria spieg
Alec. Sono posti meravigliosi. E abbiamo sempre trovato
bel tempo.
Siete stati fortunati disse lei.
Ci siamo fermati anche a Flattery.
Flattery? Gina aggrott la fronte.
Al faro di Cape Flattery.
Oh, giusto.
Quell'incertezza risvegli i suoi sospetti su Gina. Gi al loro
primo incontro si era chiesto come fosse possibile che una
studiosa di fari, dilettante o meno, non sapesse che il faro di
Kiss River era stato distrutto dieci anni prima. Aveva giustificato
la cosa perch Gina aveva ammesso di non conoscere i fari
della costa orientale. Ma Flattery si trovava sulla costa nordoccidentale
del Pacifico, era piuttosto strano che non le fosse
familiare.
Immagino che ci sia stata anche lei insistette Alec.
Gina annu. Certo.
Qual  il suo faro preferito?
Gina esit, come se cercasse di decidere quale fosse la risposta
pi appropriata. Il suo sguardo si ferm sulla saliera al
bordo del tavolo. Alec non le aveva chiesto del suo faro
preferito per metterla alla prova, ma forse valeva la pena di fare un
piccolo test.
Penso che sia New Dungeness rispose lei. Adesso lo guardava
dritto negli occhi.
Lo abbiamo visitato anche noi. Lo stavano ristrutturando.
Gina sembr sorpresa. Ci siete arrivati a piedi? chiese.
In kayak. Era impossibile raggiungere il faro in macchina,
ci si poteva arrivare solo a piedi o in barca. E lei? Deve conoscerlo
molto bene.
Ci sono stata diverse volte disse Gina. Sempre a piedi.
Sono pi di otto chilometri, ma ne vale la pena.
Lo stanno ancora ristrutturando? chiese Alec.
Non credo rispose Gina. Dovrebbero aver finito, ormai.
Ci sono molti fari interessanti dalle sue parti.
Ce ne sono molti anche qui rispose Gina.
Cercava di spostare la conversazione sui fari della costa
orientale, ma Alec non abbocc.
S, certo, ma i guardiani dei nostri fari non hanno dovuto
vedersela con gli indiani d'America. E poi c' stata la faccenda
del vaiolo. Ora voleva metterla alla prova.
Il vaiolo? Gina lo guard con aria interrogativa. I suoi
occhi erano cos scuri che Alec non riusciva a distinguere le pupille.
S, il tentativo di diffondere la malattia fra gli indigeni per
sbarazzarsi di loro.
Ah s, certo mormor Gina. Poi sorrise. Avevo rimosso.
La cameriera port un'insalata per lei e un tramezzino alla
polpa di granchio per lui. Alec appoggi il tovagliolo sulle
gambe.
Come vanno le cose alla casa del guardiano? chiese, prima
di addentare il tramezzino.
Bene. Gina mescol l'insalata. Lacey e Clay sono davvero
gentili con me. Ha dei figli meravigliosi.
Alec annu. Grazie.
In realt non passano molto tempo a casa continu Gina.
 incredibile quante cose riesca a fare Lacey. Il lavoro a
mezza giornata con lei, il volontariato, la decorazione delle vetrate...
Gi borbott lui. Sarei pi felice se rallentasse un po' e
avesse anche una vita sociale.
Oh, ma Lacey esce lo rassicur Gina.
Alec fu infastidito dal fatto che quella donna fosse pi informata
sulla vita privata di sua figlia di quanto non lo fosse lui.
Quando non deve aiutare i bambini prosegu Gina, o
lavorare il vetro, o donare il midollo osseo, o fare compagnia
agli ospiti della casa di riposo... Scoppi a ridere.
Cos'ha detto? Alec appoggi il tramezzino nel piatto.
Cos' questa storia del midollo?
Ha donato il midollo osseo rispose Gina. Non lo sapeva?
No ammise lui. Non lo sapevo. Quando  successo?
Non lo so con esattezza. L'anno scorso, credo. Gina ora
aveva un'espressione preoccupata, come se temesse di aver
detto pi del dovuto. Trovo che sia uno dei gesti pi generosi
che si possano fare osserv.
Alec era silenzioso. Ripensava a quando lui e Annie erano
tornati a casa da Chicago, dopo che lei aveva donato il midollo.
Sull'aereo Annie sorrideva, nonostante il dolore alla schiena.
Qualche anno dopo, Lacey gli aveva detto di essersi iscritta
alla lista dei donatori e lui si era arrabbiato. Non c'era da stupirsi
che non gli avesse pi raccontato niente. Era come Annie.
E come Annie gli nascondeva le cose.
A volte  pericoloso essere troppo generosi disse lui, pi
a se stesso che a Gina.
Lei non rispose e per un po' continuarono a mangiare, in
un silenzio quasi imbarazzante. Poi Alec sospir. Era inutile rimandare.
So che mi ha invitato qui per cercare di convincermi ad
aiutarla a recuperare la lente inizi. E io...
Dottor O'Neill lo interruppe Gina. So benissimo di essere
una rompiscatole disse, con un sorriso colpevole che la
rese un po' pi simpatica agli occhi di Alec, nonostante tutto.
 difficile da spiegare, ma non posso andarmene da qui senza
averci provato. Ci sono molte persone che sarebbero disposte
ad aiutarmi, se solo lei desse la sua approvazione, come
Brian Cass, Walter Liscott e Nora Dillard. E poi c' l'associazione
per la salvaguardia dei fari degli Outer Banks. Tutti vorrebbero
vedere quella lente fuori dall'oceano.
E io sono l'unico a oppormi.
Gina annu. Brian Cass ha contattato l'Atlantic Museum,
sono disposti a esporre la lente, una volta recuperata.
Alec d'un tratto si sent esausto. Aveva finito il tramezzino
e desiderava solo andarsene. Allontan il piatto.
So che ci sarebbe un posto in cui metterla disse. Non 
questo il punto.
Ma allora perch  cos contrario?
E lei perch  cos ostinata?
Lo sguardo di Gina si pos di nuovo sulla saliera. Aspett
qualche secondo prima di rispondere. Perch mi preoccupo
dei fari e della loro storia, non voglio che vada perduta.
Non sappiamo neanche in che condizioni sia la lente disse
Alec. Incroci le braccia. So che lei spera di trovarla tutta
intera, ma il fatto che ne manchi un pannello rende la cosa ancora
pi improbabile, non crede?
Cosa intende dire?
La sorpresa di Gina contribu a rafforzare i suoi sospetti.
Mi riferisco al pannello che and distrutto nella tempesta degli
anni Sessanta.
Gina non riusc a mascherare la delusione.
Pensava che la lente fosse ancora tutta intera?
La sua guida doveva essere davvero vecchia per non riportare
neppure quell'informazione.
Me ne ero completamente dimenticata ment lei. Ma
questo non cambia nulla.
Alec guard l'orologio. Capisco la sua ossessione per i fari.
Davvero. So cosa significa voler salvare a tutti i costi qualcosa,
ma...
Avrebbe voluto semplicemente dirle: "Ma non l'aiuter, e
questo  quanto". Per pensava che Gina meritasse qualcosa
di pi di una risposta come quella. Non credeva che fosse realmente
una storica, ma quella lente era davvero importante per
lei, qualunque fosse la ragione.
Cos prosegu: Quel faro  stato molto importante per la
mia prima moglie e per me.
Gina si appoggi allo schienale. Clay mi ha raccontato del
modo in cui l'ha persa. Mi dispiace. Dev'essere stato terribile.
Alec annu. L'ho incontrata a Kiss River continu. Avevo
ventidue anni, quell'estate lavoravo nel cantiere del faro. Lo
stavano riverniciando.
Non lo sapevo disse lei. Non c' da meravigliarsi che il
faro significasse tanto per lei.
Di notte io e mia moglie rimanevamo seduti sul ballatoio
a guardare le stelle.
E facevamo l'amore, pens, ma non lo disse. All'improvviso
si ricord di tutte le volte in cui era rimasto l seduto, da
solo, dopo che Annie era morta.
Quindi continu, capisco perfettamente il suo interesse
per il faro, ma ora Annie non c' pi e Kiss River appartiene
al passato. E voglio che rimanga nel passato. Sapeva che
Gina non avrebbe compreso la sua ostinazione. Probabilmente
il motivo per cui voglio lasciare la lente dove si trova le sembrer
strano, almeno tanto quanto a me sembra strano il fatto
che una perfetta estranea voglia tirarla fuori dall'oceano disse
d'un fiato. Ma tutto quello che posso dirle  che non potr
contare su di me. Mi dispiace. La prego di non chiedermelo
pi. Non ho intenzione di tornare di nuovo sull'argomento.
Gina sembrava dispiaciuta. Va bene sussurr. Le chiedo
scusa se le ho risvegliato ricordi dolorosi.
Alec voleva pagare il conto, ma Gina insistette per offrirgli
il pranzo.
Sono io che l'ho invitata disse a bassa voce.
Alec cap che doveva averla delusa molto. Quella donna
suscitava in lui sentimenti contrastanti. Da un lato era attratto
dalla sua bellezza e dal suo temperamento passionale, dall'altro
non poteva fare a meno di sospettare di lei e delle sue reali
intenzioni. Pi di tutto, per, lo infastidiva il fatto che lo costringesse
a ricordare un passato che non desiderava affrontare
di nuovo.
Uscirono insieme dal ristorante e si diressero verso il parcheggio.
Nessuno dei due disse una parola.
Alec si sent solo. Avrebbe voluto confidarsi con Olivia una
volta tornato a casa. Era lei la sua ancora di salvezza. Con lei
poteva parlare di tutto, ma non di Annie. Sapeva come avrebbe
reagito se le avesse detto che Lacey aveva donato il midollo.
Ogni volta che Lacey faceva qualcosa che anche sua madre
avrebbe fatto, Alec leggeva il disappunto negli occhi di Olivia.
Lei sosteneva che i suoi figli dovessero conoscere la verit sulla
madre, bench fosse dolorosa, ma aveva rinunciato a cercare
di convincerlo. Sapeva che Alec non avrebbe mai fatto nulla
che potesse infangare il ricordo di Annie.
Forse la sua ostinazione era eccessiva, ma voleva cancellare
quel periodo della sua vita. Se ci fosse stato un motivo pi
grave, se la salvezza di qualcuno fosse dipesa da quella lente,
avrebbe accettato. L'ossessione di una sconosciuta che probabilmente
gli aveva mentito non gli sembrava una ragione sufficiente.
Anzi, lo spingeva a restare ancora pi saldo sulle sue
posizioni.
La mia macchina  l. Alec indic una fila di auto parcheggiate.
D'accordo. Gina fece per allontanarsi nella direzione opposta.
Grazie per aver accettato di incontrarmi.
Gina? la chiam, quando era gi distante da lui.
Gina si volt.
Lei ha un'energia travolgente le confid, ma credo che
farebbe meglio a spenderla in qualcos'altro.

 Capitolo 19.

Venerd, 10 aprile 1942.
Oggi ho compiuto quindici anni e mi sento completamente
diversa. Non  solo una questione di et, qualcosa dentro di
me  cambiato.  la parte di me che si fidava della gente, la parte
di me che si sentiva sempre al sicuro, la parte di me che considerava
i tedeschi come demoni senza volto, l fuori in mezzo
all'oceano. Adesso non la penso pi cos, e credo che non
sar mai pi la stessa.
Ieri sera stavo per andare a dormire, o meglio, stavo per
fingere di andare a dormire, in attesa di raggiungere Sandy sulla
spiaggia, quando pap  entrato in casa e a detto a me e alla
mamma che dovevamo uscire con lui. Ho pensato che fosse
meglio ubbidire per non suscitare sospetti. Ci ha chiesto di seguirlo
e ci ha portate sul ballatoio del faro, per ammirare una
pioggia di stelle cadenti. Adesso il faro  spento, non possiamo
accenderlo a causa dell'oscuramento, e nessuno di noi riesce
a dormire bene. Siamo tutti stanchi e nervosi, ma almeno
con il buio si vedono meglio le stelle.
Pap ha portato una torcia, ma non l'ha accesa mentre salivamo
le scale. Nessuno di noi ha parlato, eravamo assorti nei
nostri pensieri. La vista dal ballatoio ci ha lasciati senza fiato.
La luna era una falce sottile in un cielo nero punteggiato di stelle.
L'oceano e la terraferma si fondevano in un'unica distesa
senza confini. Ci siamo seduti, con la schiena appoggiata alla
parete di vetro della stanza della lanterna, rapiti da quello spettacolo
irripetibile. Avevo gi visto tre stelle cadenti, quando
mamma ha gridato: Laggi, guardate laggi!.
Indicava un punto in mezzo all'oceano, verso nord, e ho
capito subito che cosa aveva attratto la sua attenzione: era una
piccola luce intermittente. Pap ha detto:  un SOS. Il segnale
veniva ripetuto in continuazione: tre flash lunghi, due corti,
tre lunghi. Mi ha dato la torcia e mentre scendeva le scale ha
gridato: Voi due rimanete qui, io vado gi. Dovete farmi luce
al ritorno, per indicarmi la direzione.
Vengo con te ha detto mamma.
No ha risposto lui, dopo essersi voltato. Tu prepara del
caff, cos troveranno qualcosa di caldo quando li porter qui.
Potrei andare alla stazione della guardia costiera ho proposto.
Non mi veniva in mente niente di meglio da fare.
No, non puoi ha borbottato mamma. Non in una notte
cos buia e con un assassino in circolazione.
Ha seguito pap per le scale e io mi sono seduta sul ballatoio.
Tremavo. Faceva freddo e c'era vento, ma non era quello
a rendermi cos nervosa. Sapevo che Sandy era di turno e mi
chiedevo se avesse visto il segnale. Forse l'SOS era troppo a nord
perch potesse notarlo.
Ho guardato gi, ma non si vedeva quasi nulla. Poi sono
riuscita a distinguere l'ombra di mio padre che trascinava la
barca in acqua e mi sono accorta di quanto fosse agitato il mare.
Le onde si schiantavano l'una contro l'altra e senza la luce
della luna la schiuma sembrava quasi grigia. Ero terrorizzata
all'idea che pap uscisse con il mare in quelle condizioni.
Nonostante il ruggito dell'oceano, riuscivo a sentire il motore
della barca di pap che scoppiettava fra le onde. Quando
ha superato il frangiflutti ho tirato un sospiro di sollievo. Pap
aveva acceso le luci a poppa e a prua. Era vietato, ma in
qualche modo doveva far sapere alla barca in panne che stava
arrivando. Quando ha raggiunto l'altra barca, ha spento il motore.
A quel punto riuscivo a scorgere solo due luci che rimbalzavano
sull'acqua, come impazzite, ma non avevo idea di
che cosa stesse succedendo. Poi ho sentito il motore della barca
di pap che ripartiva e ho visto le due luci avvicinarsi alla
riva. All'inizio ho pensato che l'altra barca seguisse la nostra,
ma poi ho capito che pap la trainava.
Ho puntato la luce della torcia verso di loro, in modo che
pap sapesse che direzione seguire. Quando si sono avvicinati
al frangiflutti, le luci hanno ripreso a saltellare sull'acqua. A
volte scomparivano del tutto, per poi ricomparire in un mare
di schiuma. Quando sono arrivati a riva, e ormai ero sicura che
fossero salvi, mi sono precipitata gi dalle scale.
Nella barca c'erano due uomini. Era una piccola lancia senza
motore e non c'era da stupirsi che si fosse trovata in balia
delle onde. Portali subito in casa! ha gridato pap, mentre
mi avvicinavo.
In realt pi che uomini erano ragazzi, avranno avuto un
paio d'anni pi di me. Erano cos infreddoliti e stanchi che quasi
non riuscivano a stare in equilibrio. Ho detto a uno di loro di
appoggiarsi a me mentre cercava di rimettersi in piedi.
Grazie, ragazzina ha mormorato, con un accento perfetto.
Sono inglesi ha spiegato pap. Venite dentro, ragazzi.
Mia moglie ha preparato del caff bollente.
Vedere quei ragazzi mi ha fatto ripensare alla notte in cui
ho incontrato Sandy la prima volta e l'ho portato in casa di nascosto.
Anche loro tremavano come foglie e avevano la faccia
pallida per il freddo e la paura, ma il modo in cui parlavano
era completamente diverso da quello di Sandy. 
Mi piaceva starli a sentire. Uno di loro aveva i capelli biondissimi, 
le ciglia e le sopracciglia erano praticamente bianche, come i capelli, 
e gli occhi erano di un colore strano, quasi rosa. Ho cercato di non
fissarlo, ma era difficile. Si chiamava Miles. L'altro, Winston,
era molto attraente. Assomigliava un po' a Teddy Pearson, solo
che l'accento era diverso. Mamma gli ha dato del pollo con
l'insalata e del pane di granturco, che erano avanzati dalla cena,
poi ci siamo seduti davanti al camino e ci siamo fatti raccontare
cos'era successo.
Ci hanno detto che erano su un motopeschereccio britannico,
il Mirage, e che sono stati attaccati dai tedeschi. Mentre
parlava, a Winston tremava la voce. Miles si mordicchiava il
labbro inferiore ed era molto silenzioso, avr detto s e no due
parole in tutta la serata. Dev'essere stata un'esperienza terribile,
vedere gli amici morire proprio davanti ai loro occhi. Winston
ha spiegato che all'inizio sulla lancia erano in tre, ma poi
uno di loro si  tuffato in acqua per salvare un compagno e non
 pi riemerso.
Visto che era molto tardi, la mamma ha proposto ai due
uomini di dormire nella stanza degli ospiti. Il mattino dopo sarei
andata alla stazione della guardia costiera a raccontare a
Bud Hewitt che cos'era successo e a riferire le informazioni sul
Mirage. Miles e Winston hanno accettato.
Prima che andassimo a dormire, mamma mi ha sorriso e
ha detto che ormai era ufficialmente il mio compleanno, dato
che era quasi l'una del mattino. Per festeggiarmi hanno cantato
tutti insieme Happy Birthday, ma credo che in Inghilterra non
si usi, perch Winston e Miles non sapevano molto bene le parole.
Mi imbarazzava essere al centro dell'attenzione. Poi siamo
andati a letto. Morivo dalla voglia di raccontare tutto a
Sandy, ma quella notte non ho osato uscire, perch sapevo che
mamma e pap non avrebbero chiuso occhio, con degli estranei
in casa. Speravo solo che Sandy non si preoccupasse per
me, quella era la prima volta che non lo raggiungevo sulla spiaggia
quando era di turno.
Mi sono addormentata subito. Forse avevo bisogno di
un'intera notte di sonno, dopo tutte quelle che avevo trascorso
al freddo sulla spiaggia. Ma non avrei dormito neanche quella
notte.
 difficile raccontare ci che  successo, ma ci prover. Ho
sognato che ero sulla spiaggia. Sandy era sdraiato accanto a me
e mi baciava sul collo e sulle guance. Poi ha infilato una mano
sotto la camicia da notte e ha iniziato ad accarezzarmi il seno,
le spalle, il collo. Era una sensazione piacevole e gli ho messo
le braccia intorno alle spalle. Era magro. Il suo corpo era diverso
e ricordo di aver pensato che era solo un sogno, che non
era il vero Sandy. All'improvviso, per, mi sono svegliata e mi
sono accorta che in effetti non c'era Sandy accanto a me, ma
Miles, il ragazzo biondo che avevamo trovato sulla lancia! Nella
stanza era buio pesto. Se solo ci fosse stata la luce del faro...
Ho cercato di gridare, ma Miles mi ha messo una mano sulla
bocca e mi ha schiacciato la testa contro il cuscino. Ho cercato
di allontanarlo, ma anche se era pelle e ossa era incredibilmente
forte. Poi ha premuto qualcosa di freddo contro la mia gola e
ho capito che era la lama di un coltello. Ero paralizzata dal terrore.
Dopo avermi fatto capire che non avrebbe esitato a usare
il coltello, se fosse stato necessario, lo ha appoggiato sul letto
e ha infilato di nuovo la mano sotto la camicia da notte, ma
questa volta l'ha fatta scivolare in mezzo alle gambe. Era disgustoso.
Ho iniziato a piangere, per la paura e la rabbia. Avrebbe
dovuto essere Sandy a toccarmi, non questo tizio, e non cos.
Ho iniziato a dimenarmi. Ho anche pensato di afferrare il
coltello, ma se lui fosse stato pi veloce di me, le cose si sarebbero
messe veramente male. Era sdraiato sul mio braccio sinistro.
A un certo punto ha tolto la mano dalle mie gambe e ho
sentito il rumore della lampo dei pantaloni. Il pensiero di
quello che stava per fare mi dava la nausea e ho trovato la forza di
reagire. Aveva ancora la mano sulla mia bocca, cos l'ho spalancata
e un dito  scivolato dentro. L'ho morsicato pi forte
che potevo e lui ha urlato di dolore e mi ha gridato parole incomprensibili.
Non le avevo mai sentite prima, erano dei suoni
duri e gutturali, e ho capito che non era inglese, ma tedesco!
Nel frattempo Miles aveva tolto la mano dalla bocca e mi ha
presa a schiaffi, ma io ormai avevo iniziato a gridare. Ho urlato
a squarciagola, chiamando mio padre. Miles ha allungato
una mano per afferrare il coltello, ma io sono riuscita a piegare
le gambe e a colpirlo con una forza che non credevo di avere,
facendolo cadere dal letto. A quel punto ho cercato disperatamente
il coltello al buio, l'ho afferrato e in quel momento
pap  entrato nella stanza.
 un tedesco, pap! ho gridato, mentre cercavo l'interruttore
della lampada sul comodino, senza pensare all'oscuramento.
Ho acceso la luce e ho visto mio padre in piedi sulla soglia,
con il fucile in mano. Miles, o come si chiamava, gli  andato
incontro. Sembrava fragile, ma in realt era molto forte, e
ha urtato pap con violenza, poi l'ha superato ed  sparito fuori
dalla porta. Ho visto pap imbracciare il fucile e mirare verso
il corridoio, dove non potevo vedere, poi ho sentito lo sparo e
un secondo dopo il tonfo del corpo che cadeva a terra.
Non riuscivo a respirare, men che meno a parlare. Sono rimasta
seduta sul letto, a fissare il materasso. Pap ha guardato
verso il corridoio, poi si  girato verso di me.
Tutto bene, Bess?
Sono riuscita a balbettare che stavo bene e pap  corso
verso la stanza degli ospiti. Sapevo che voleva uccidere anche
il secondo uomo.
La mamma si  precipitata in camera mia, si  seduta sul
letto e mi ha tenuta stretta. Ho pianto fra le sue braccia come
facevo da bambina, senza vergognarmi.
Stai attento, Caleb! ha gridato mentre pap si allontanava,
ma lei  rimasta con me. Bambina mia continuava a
ripetere e intanto mi accarezzava dolcemente. A volte penso
di essere gi una donna, ma in quel momento ero solo una ragazzina
spaventata. Dopo un po', la mamma mi ha chiesto se
quell'uomo mi avesse fatto del male. Non mi ha chiesto se mi
aveva violentata, ma sapevo che intendeva quello. Le ho risposto
che stavo bene, che avevo solo molta paura. Non le potevo
dire del modo in cui mi aveva toccata, cos non ho aggiunto
altro. Al pensiero di quello che mi aveva fatto mi veniva
da vomitare. Avrei voluto scaldare dell'acqua per farmi
il bagno, ma sapevo che quell'uomo era ancora in corridoio.
Io e la mamma siamo rimaste sedute a lungo, in attesa di
sentire un altro sparo. Ma non abbiamo sentito nulla.
Dopo un po' abbiamo sentito dei passi sulle scale, pesanti
e stanchi. Pap  entrato nella stanza e si  seduto sul letto.
Mi ha accarezzata sulla testa e mi ha chiesto di nuovo se stavo
bene. Poi ci ha detto che l'altro uomo era scappato. Era sparito
nel bosco.
Pap  andato alla stazione della guardia costiera e ha usato
il telefono per chiamare il capo della polizia. Quest'ultimo 
arrivato e mi ha fatto qualche domanda, ma  andato via quasi
subito, perch aveva fretta di mettere insieme una squadra di
uomini e andare a caccia di Winston. Abbiamo continuato a chiamarlo
cos, anche se ormai eravamo sicuri che non fosse il suo
vero nome. Ero contenta che non mi avessero fatto troppe domande,
perch non volevo essere costretta a raccontare cosa mi
aveva fatto Miles. Non volevo che lo venisse a sapere nessuno.
Pi tardi eravamo tutti al piano di sotto, in salotto, ma io
non riuscivo a smettere di pensare al cadavere in corridoio.
Quando ero uscita dalla mia stanza, accompagnata dalla mamma,
avevo chiuso gli occhi per non vederlo. Sapevo che pap
gli aveva sparato alla schiena e speravo che non finisse nei guai
per questo, ma il capo della polizia aveva detto soltanto che
pi tardi avrebbe mandato qualcuno a prelevare il corpo e a
pulire.
Lui e il signor Hewitt hanno fatto delle indagini sulle navi
che avrebbero dovuto trovarsi in mare quella notte e non risultava
nessun peschereccio chiamato Mirage. Probabilmente
i due uomini erano a bordo di uno dei sottomarini e avevano
inscenato il naufragio per poter arrivare a riva indisturbati.
Pap si sentiva in colpa per essere caduto nella loro trappola,
ma la mamma ha detto che era quello che avrebbe fatto
chiunque altro al suo posto e di non essere troppo severo con
se stesso.
Pi tardi, mamma mi ha preparato una cioccolata calda e
mi sono sentita coccolata, come quando da bambina avevo l'influenza.
Finalmente sono riuscita a farmi il bagno, poi siamo
rimasti tutti e tre in soggiorno, seduti davanti al camino. Pap
si allontanava da me solo per andare a prendere dell'altra legna.
Doveva essere passata pi o meno un'ora, quando sono
arrivati il capo della polizia e uno dei suoi uomini. Hanno annunciato
che avevano trovato l'altro tedesco. Non era andato
molto lontano, perch era stato attaccato da un animale, probabilmente
un cinghiale, a giudicare dalle ferite. Aveva perso
molto sangue ed era privo di conoscenza, e lo avevano portato
all'ospedale di Norfolk.
Quando si sveglia ha detto il capo della polizia, dovr
rispondere a parecchie domande.
Poi sono andati di sopra con pap per portare via il corpo
del tedesco ucciso.
Sapevo che era morto e che non poteva pi farmi del male,
e sapevo anche che il suo complice era ricoverato in un ospedale
a chilometri di distanza, ma il pensiero di tornare nella
mia stanza mi faceva rabbrividire. Mamma ha capito, senza che
io dovessi dire una parola, e mi ha annunciato che quella notte
avrei potuto dormire con lei, mentre pap avrebbe dormito
in camera mia. Era quello che speravo.
 stato strano dormire con mamma. Io sono riuscita ad addormentarmi,
ma credo che lei non abbia chiuso occhio. Mi sono
addormentata mentre mi accarezzava i capelli e quando mi
sono svegliata era ancora l, che mi sorrideva. Aveva le lacrime
agli occhi e ha mormorato: La mia bambina. Avrei dovuto
proteggerti.
Non mi sentivo pi spaventata e indifesa come la notte prima,
e ora tutte quelle smancerie mi infastidivano. Mi sono seduta
sul letto e mi sono allontanata da lei.  tutto a posto,
mamma ho borbottato. Davvero.
Ero solo stanca, molto stanca. Mamma ha detto che potevo
rimanere a casa da scuola, cos sono tornata a letto, nella
mia stanza. Mentre attraversavo il corridoio ho chiuso gli occhi.
Avevo paura che ci fossero ancora delle macchie di sangue.
Ho dormito quasi tutta la mattina, poi ho mangiato e adesso
sto scrivendo. Stanotte vedr Sandy, ma ora torno a dormire,
cos il tempo passa pi in fretta.
 
Capitolo 20.

Shorty era affollato come sempre. Quando arriv, Clay non trov
posto nel parcheggio e fu costretto a lasciare la macchina
lungo la strada. Era impegnato in un grosso progetto, la ristrutturazione
di una casa a Duck, e aveva lavorato fino a tardi.
Era passato molto tempo, otto mesi, per la precisione, da
quando si era dedicato con altrettanta passione a un progetto,
ma quella volta Terri lo aveva aiutato.
Entr nel ristorante e molti clienti si voltarono a salutarlo.
Ciao, Clay. Kenny era seduto al banco. Sollev il boccale
di birra. Vieni a sederti.
Meglio di no. Clay guard verso la porta della stanza sul
retro. Sono venuto a prendere Henry e sono gi in ritardo.
Solo un minuto disse Kenny.
Nel suo piatto c'era un grosso hamburger e Clay proprio
non riusc a resistere. Ne ordin uno anche per s, poi and
nella stanza sul retro per dire a Henry che era arrivato e per accertarsi
che il vecchio avesse mangiato. Torn nella sala principale
e si sedette di fianco all'amico.
Stamattina sono venuto qui a fare colazione e ho rivisto
la tua compagna di stanza esord Kenny. Ragazzo mio, quella
donna  una bomba.
Coinquilina precis Clay.
Cosa?
 la mia coinquilina, non la mia compagna di stanza.
E cosa cambia? Ma dimmi, com'?
Clay si strinse nelle spalle. Difficile a dirsi. Lui e Gina vivevano
sotto lo stesso tetto da dieci giorni, eppure sapeva ben
poco di lei.  un'insegnante, viene dallo Stato di Washington.
Ma non avevi detto che si occupa di fari?
Quello  un hobby. Insegna scienze alle medie.
Kenny sembr deluso. Sar una di quelle donne snob che
storcono il naso quando scoprono che non hai una laurea.
Non mi sembra il tipo disse Clay. Comunque, per quello che ne so, l'unica cosa che le interessa  il faro di Kiss River.
Bene, allora parleremo di quello decise Kenny.
Sempre che tu riesca a dire qualcosa lo provoc Clay.
Sabato hai avuto la tua occasione e sei rimasto muto come un
pesce.
Kenny rise. Mi ci  voluto un po' per riprendermi dallo
shock di vedere una come lei in un posto come questo, ma adesso
sono pronto. Allora, mi aiuti?
Clay studi l'amico. Sapeva che le donne lo trovavano attraente.
Poteva sembrare stupido, ma era intelligente e nel suo
campo era un asso. Le sue idee sulle donne erano un po' antiquate,
ma forse a Gina sarebbe piaciuto. Non ne aveva idea,
non la conosceva abbastanza. Forse Kenny era il suo tipo, anche
se aveva seri dubbi in proposito.
Prover a tastare il terreno mormor, mentre prendeva
la birra che la cameriera aveva appoggiato sul banco di fronte
a lui.
Kenny sollev il bicchiere per un brindisi.
Quando Clay torn a casa, vide il cielo scuro screziato dai
colori proiettati nel buio dalle finestre. Nel parcheggio c'erano
sia la macchina di Gina sia quella di Lacey, ma all'interno la casa
sembrava vuota e in cucina trov solo Sasha ad aspettarlo. Il
cane gli corse incontro e gli fece le feste come se avesse temuto
che Clay non sarebbe pi tornato. La lavastoviglie era ancora
calda e nell'aria si sentiva il profumo di sugo al pomodoro. Gina
e Lacey dovevano aver finito di cenare da poco.
Ora per non c'era traccia di nessuna delle due e Clay immagin
che fossero in camera a leggere o a riposare. La casa
era immersa nel silenzio, interrotto soltanto dal ticchettio delle
zampe di Sasha sul pavimento di legno e dal rumore dell'oceano
che entrava da una delle finestre aperte. Sul tavolo c'era
una pila di buste e di lettere. Lacey doveva essere andata a
svuotare la loro casella postale. Tutte bollette, pens Clay, mentre
le faceva scorrere rapidamente fra le dita. Stava per aprire
quella della luce, quando vide una zanzara sul muro, sopra il
forno. La colp con la bolletta che aveva in mano, poi apr la
busta e la gett nel cestino. Quando lesse la cifra che dovevano
pagare, non riusc a trattenere un'imprecazione.
Si guard intorno. Ogni singola luce di quella casa era accesa.
Doveva ricordarsi lui di spegnerle prima di andare a dormire.
Se fosse stato per Lacey, sarebbero rimaste accese tutta la
notte. Pens di salire in camera di sua sorella, mostrarle la bolletta
e dirle che dovevano ridurre i costi, ma poi immagin quanto
sarebbe stato deprimente trovare la casa buia e incolore al suo
rientro, la sera. Si rassegn, avrebbe continuato a pagare.
Port Sasha a fare un giro e lo lasci correre sulla spiaggia,
finch le zanzare li costrinsero a rientrare. Una volta in casa,
fece il giro delle stanze del piano inferiore e spense tutte le luci.
Quando apr la porta dello studio, fu sorpreso di trovare Gina
seduta davanti al computer. Stava leggendo la posta elettronica
e si gir appena lo sent entrare.
Ciao disse Clay. Si appoggi alla scrivania e indic il monitor.
Buone notizie?
Niente di speciale rispose lei, secca.
Forse ha un amante, pens lui. Forse  fuggita da una situazione
dolorosa e sta cercando di sistemare le cose via mail.
Dal tono della sua voce, per, non doveva andare molto bene.
Vuoi controllare la tua posta? Gina alz lo sguardo su di
lui e Clay si accorse che aveva gli occhi rossi. Io ho finito.
No, non ti preoccupare. Forse avrebbe dovuto chiederle
cosa c'era che non andava, ma non voleva essere indiscreto.
Dov' Lacey?
Di sopra borbott lei, con gli occhi di nuovo incollati allo schermo. 
rreva rapidamente un messaggio molto lungo.Non  sola.
Ah mormor Clay, imbarazzato.  con Josh?
Gina scosse la testa. No, non  Josh. Non mi ricordo come
si chiama. Ha i capelli neri.  arrivato subito dopo cena e
sono andati di sopra.
Clay percep il disagio di Gina e cap che doveva essersi
sentita di troppo. Clay stava per dirle che Lacey spariva
sempre di sopra quando portava a casa uno dei suoi amici, ma lasci
perdere.
Volevo chiederti una cosa inizi lui.
Gina non sembr aver sentito. In quel momento Clay si accorse
che piangeva.
Gina? Si avvicin. Cos' successo?
Lei scosse la testa. Niente. Prese un fazzoletto di carta
dal pacchetto sulla scrivania.
Non si direbbe.
Non  niente ripet lei. Si asciug gli occhi e lo guard.
Cos' che volevi chiedermi?
Non era il momento adatto, ma ormai aveva iniziato. Ti
ricordi del mio amico Kenny? chiese. Ho pranzato con lui da
Shorty qualche giorno fa.
Gina annu. C'era anche stamattina disse.
Ecco... Clay era imbarazzato. Lui  interessato a te e mi
ha incaricato di chiederti se per te  lo stesso.
Gina sorrise, ma la tristezza non era passata. In questo
momento non mi interessa nessuno rispose.
D'accordo borbott Clay. Gli dir di mettersi il cuore in
pace. Fece un passo verso la porta, poi si ferm. Sei sicura
che vada tutto bene?
S. Tocc la stampante di fianco al computer. Posso usarla?
Certo. Vuoi che ti aiuti?
No, grazie.
Al piano di sopra, Clay sent delle risate provenire dalla
stanza di Lacey Entr in camera sua e si butt sul letto. Sasha
lo imit e si accoccol di fianco a lui.
In fatto di uomini, Lacey era decisamente volubile. Odiava
ammetterlo, ma era la verit. Era stata cos fin da ragazzina.
Si era illuso che crescendo sarebbe cambiata, ma non era
andata cos. Una volta aveva provato ad affrontare l'argomento
con lei, quando si erano trasferiti nella casa del guardiano.
Non avrebbe pi ripetuto quell'errore. Lacey si era infastidita,
gli aveva risposto che non faceva del male a nessuno, come se
fosse quella la preoccupazione di Clay, che prendeva tutte le
cautele necessarie e che non c'era bisogno che lui fosse in ansia
per lei.
Clay non riusciva a capirla. Era bella e intelligente, avrebbe
potuto diventare un ottimo veterinario, invece di limitarsi
a fare l'assistente nello studio di suo padre. Non era neanche
andata all'universit.
Durante l'ultimo anno delle superiori, Alec le aveva rivelato
che il suo vero padre era Tom Nestor e Clay ricordava ancora
la reazione scioccata e incredula di Lacey. La mamma non
avrebbe mai fatto una cosa del genere! aveva gridato. Qualcosa
dentro di lei si era spezzato. In seguito aveva cercato Tom
e lui le aveva insegnato l'arte di decorare il vetro. All'inizio
Clay pensava che fosse solo un modo per stargli vicino, ma poi
Lacey aveva dimostrato di avere talento e aveva preso il posto
di sua madre nel laboratorio di Tom. Era davvero brava e i suoi
lavori si vendevano bene, esattamente come quelli di sua madre.
Cos non era andata all'universit ed era diventata un'artista,
un'assistente allo studio veterinario e la benefattrice locale.
Sembrava che questo le bastasse, questo e tutti gli uomini
che frequentava. Al mondo vi erano persone intelligenti, quasi
geniali, ma che non possedevano un briciolo di buonsenso,
e Clay temeva che sua sorella rientrasse nella categoria.
Sasha sollev la testa, disturbato dal rumore di piedi scalzi
che salivano le scale. Clay rimase ad ascoltare finch i passi
scomparvero nella camera degli ospiti.
 Gina disse.
Accarezz il muso di Sasha e il cane torn a dormire.
Poi sent il rumore della porta della camera di sua sorella
che si apriva e la risata di Lacey riemp il corridoio. La voce di
un uomo sussurr qualcosa e sua sorella scoppi di nuovo a
ridere. Clay seppell la testa sotto il cuscino per non sentire pi
nulla.

 Capitolo 21.

La bambina della foto indossava una camicia bianca di cotone
decisamente troppo grande per lei. La pelle liscia era color caramello
e i capelli neri erano tagliati cortissimi. Tutti i bambini
all'orfanotrofio avevano i capelli corti, per limitare la diffusione
dei pidocchi. Gina era sdraiata sul letto, nella stanza di
Bess, e studiava la fotografia, anche se ormai conosceva a memoria
ogni particolare. Le finestre erano aperte e una calda
brezza salata riempiva la stanza. Quella fotografia era stata
scattata due mesi prima. Gina si chiese quanto fosse cambiata
Rani da allora. A che stadio fosse la malattia.
La prima foto di Rani che aveva visto risaliva a quando era
ancora una neonata. Un uomo l'aveva trovata avvolta in una
camicia, abbandonata davanti a un edificio in una strada affollata
di Hyderabad. All'inizio aveva pensato che fosse solo un
mucchio di stracci, ma per fortuna si era fermato a controllare.
La disfunzione cardiaca era stata scoperta durante una visita all'ospedale,
prima del trasferimento all'orfanotrofio. Erano stati
i medici a chiamarla Rani. Gina era venuta a sapere che una
donna sola poteva adottare un bambino indiano e cos aveva
iniziato le pratiche. Pensava che la procedura sarebbe stata rapida,
considerato che la bambina aveva urgente bisogno di cure
mediche, ma le cose ormai si trascinavano da molto tempo.
Aveva fatto tutto nel modo giusto. Aveva sopportato con
pazienza le lungaggini burocratiche della pratica di adozione.
La visita a casa, i moduli da compilare, le attese interminabili.
Poi finalmente aveva ricevuto la risposta: Rani sarebbe diventata
sua figlia. Ma erano seguiti altri mesi di attesa e le poche
fotografie che le mandavano dall'orfanotrofio non le bastavano
pi. Non immaginava che avrebbe potuto affezionarsi tanto
a una bambina che non aveva mai visto. I suoi amici non la
capivano, cos era entrata a far parte di un gruppo di sostegno
su Internet, costituito da altri genitori che volevano adottare
un bambino indiano. Loro sapevano quello che stava passando,
si sentiva capita.
In aprile aveva saputo che il tribunale indiano stava per
emettere il provvedimento di tutela. Aveva preso le ferie e con
i soldi messi da parte era partita per l'india, piena di aspettative
e di tutto ci che poteva essere utile a Rani: bende, pannolini,
biberon, giocattoli, vestitini, una coperta rosa e gialla e
le medicine che le aveva consigliato il pediatra.
Aveva deciso di trascorrere i primi tre giorni in India all'orfanotrofio,
dove avrebbe conosciuto sua figlia e si sarebbe
preparata per l'udienza con un avvocato indiano. Il quarto giorno
sarebbe andata in tribunale. Poi avrebbe iniziato i preparativi
per portare Rani a casa con s. Aveva gi parlato con un
cardiologo di Seattle, che avrebbe visitato la bambina al loro
rientro.
Quando arriv all'orfanotrofio, la temperatura esterna toccava
i cinquanta gradi. L'autista la lasci davanti a un edificio
a due piani e sul viale di accesso Gina dovette evitare una capra
che brucava tra l'erba polverosa. Non era preparata per
quello che vide all'interno. Quasi tutti i genitori del gruppo di
sostegno che avevano visitato gli orfanotrofi avevano parlato
di buone condizioni igieniche e Gina sperava che anche il suo
rientrasse in quella categoria. Ma non era cos. Quando oltrepass
la soglia, fu accolta da un forte odore di urina e da un silenzio
surreale. Sapeva cosa significava. Alcuni orfanotrofi
le aveva detto qualcuno, sono molto tranquilli. I bambini hanno
capito che piangere  inutile e che se fanno troppo rumore
arriva l'ayah con la bacchetta.
Nell'orfanotrofio di Rani c'erano quasi sessanta bambini,
fra neonati e ragazzini fino ai dodici anni, suddivisi in quattro
stanze affollate. Alcuni di loro dormivano per terra, su materassi
ingialliti. I pi piccoli erano nudi, non avevano nemmeno
il pannolino, ed era evidente che facevano i loro bisogni dove
capitava. Le ayah, le bellissime bambinaie indiane avvolte
nei sari blu, sembravano gentili, ma erano sopraffatte dal lavoro.
Erano troppo poche per tutti quei bambini e utilizzavano
una bacchetta per trasferirli in massa da una stanza all'altra.
Gina non assistette ad alcun abuso, ma sapeva che in India
le punizioni corporali erano piuttosto frequenti e non pot fare
a meno di chiedersi in quali altri modi venissero usate quelle
bacchette.
C'erano mosche ovunque e Gina ebbe il suo bel daffare per
tenerle lontane, mentre aspettava di essere ricevuta. Faceva
molto caldo. Le finestre erano spalancate, ma non tirava un filo di vento e l'aria era soffocante. Nella sala d'attesa, Gina vide
pi di un geco muoversi sulle pareti. Decise che avrebbe
portato Rani via da l il pi in fretta possibile.
L'India era affascinante, per quel poco che aveva visto prima
di arrivare all'orfanotrofio, e Gina desiderava che Rani tornasse
a visitarla, quando fosse stata pi grande. Non avrebbe
voluto strapparla dalle sue radici, dalla sua cultura, ma in India
non c'erano famiglie disposte ad adottare un bambino malato.
Men che meno una bambina.
Finalmente una delle ayah raggiunse Gina in sala d'attesa
e la accompagn in una piccola stanza, dove giocavano tre bambine.
Due di loro correvano per la stanza, la pi piccola era seduta
a terra, con una bambola.
Rani la chiam l'ayah.
Quando sent il proprio nome, Rani lasci cadere la bambola
e si volt. Gina trattenne a stento la commozione.
L'ayah parl a Rani in telegu. La bimba si alz in piedi e
trotterell goffamente verso di lei. Sembrava una bambola, con
quegli occhi neri sul viso color del grano. Gina si accovacci e
le tese le mani. Rani la studi per qualche istante, sospettosa,
poi si avvicin. Le altre due bambine osservarono la scena, incuriosite.
Gina si sedette sul pavimento, le prese la mano e gliela
strinse. Poi vinse ogni resistenza e l'abbracci.
Rani indossava un pannolino e una camicetta di cotone
bianco, e Gina si accorse di quanto fosse magra. Sembrava malnutrita,
ma forse non era colpa dell'orfanotrofio, poteva anche
essere una conseguenza della malformazione cardiaca, come il
respiro accelerato. Rani non disse una parola, ma la ascolt con
attenzione, affascinata dal suono della sua voce, incuriosita da
una lingua tanto diversa dalla sua.
Gina trascorse tre giorni meravigliosi con Rani. Giocava
con lei, la imboccava, le insegnava a bere dal bicchiere, la cullava
fino a quando non si addormentava. All'inizio era impacciata,
ma poi tutto le riusc facile, come se non avesse mai
fatto altro. Sembrava che Rani non volesse pi staccarsi da lei.
La sera prima dell'udienza, Gina mise la bambina a letto e
la abbracci.
Torno domani promise.
Era certa che Rani l'avesse capita. In seguito, sper che Rani
non avesse compreso il significato di quelle parole, perch
il giorno dopo Gina non torn. Quello fu il giorno in cui cambi
tutto...
Gina appoggi la foto di Rani sul comodino e prese il foglio
sul quale aveva stampato l'e-mail del gruppo di sostegno.
Conosceva la donna che l'aveva scritta, l'aveva incontrata insieme
al marito al tribunale di Hyderabad, quando anche loro
aspettavano il provvedimento della corte che gli avrebbe permesso
di portare a casa la bambina che avevano adottato. Come
Gina, anche loro erano tornati indietro a mani vuote, e per
la coppia gli ultimi due mesi erano stati difficili quanto lo erano
stati per lei. Avevano aspettato, combattuto, erano entrati e
usciti in continuazione dalle aule del tribunale, avevano fatto
tutto il possibile per portare via la bimba dall'orfanotrofio. Ma
quella sera Gina aveva saputo che era stato tutto inutile.
Siamo disperati e non sappiamo pi a chi rivolgerci aveva
scritto la donna. Non abbiamo pi avuto notizie dall'orfanotrofio
pubblico, sappiamo solo che Meena  stata portata l
a maggio. Cos la scorsa settimana siamo tornati in India, ma
ci hanno detto che non era mai stata l. Non c'era nessun documento,
nulla. Ci hanno ripetuto la stessa cosa anche all'orfanotrofio
in cui l'abbiamo vista la prima volta. Ma noi sappiamo
che  stata l, l'abbiamo vista, abbiamo giocato con lei.
 come se non fosse mai esistita, come se fossimo gli unici a ricordarci
di lei. Non sappiamo pi dove cercarla e non oso pensare
a cosa potrebbe esserle successo.
Gina non era mai riuscita a capire perch Meena fosse stata
trasferita all'orfanotrofio pubblico, per sapeva che tutti temevano
quel posto. E se fosse successo lo stesso a Rani? Se fosse
scomparsa anche lei?
Quella e-mail le aveva fatto dimenticare i dollari della lotteria
che aveva perso e anche la conversazione con Alec al ristorante,
quando aveva fatto la figura della stupida, nel patetico
tentativo di rispondere alle sue domande sui fari del Pacifico.
Si era persino dimenticata di quello che Alec le aveva detto,
del timore che il pannello mancante fosse proprio la parte
della lente che le serviva.
Chiuse gli occhi e appoggi il foglio sul letto. In passato Gina
scriveva spesso agli altri membri del gruppo, ma ora non poteva
pi dialogare con gli altri genitori. Era diventata una spettatrice
silenziosa, leggeva i loro messaggi ma non rispondeva.
Non poteva pi chiedere la loro comprensione, perch aveva
preso una strada che loro non avrebbero mai approvato.
L'unica speranza di riuscire ad avere Rani era nascosta fra
i segreti del diario di Bess Poor.

 Capitolo 22.

Sabato, 11 aprile 1942.
Sono innamorata di Sandy. Lo ero anche prima, ma dopo
quello che  successo la notte scorsa, non ho pi il minimo dubbio.
Ieri per tutto il giorno gli aerei hanno sorvolato l'oceano.
Credo che cercassero il sottomarino da cui sono scesi Miles e
Winston. Quando ho raggiunto Sandy sulla spiaggia, ieri notte,
gli ho chiesto se era cos. Lui mi ha risposto che non ne era
sicuro. Ha detto che l fuori l'acqua  molto scura, e che a meno
che il sottomarino non esca in superficie o sia appena sotto
il pelo dell'acqua, sar difficile riuscire ad avvistarlo. Spero che
quegli aerei lo trovino e lo distruggano. Ho paura di essere diventata
senza cuore, dopo quello che  successo.
Poi Sandy mi ha dato un regalo per il mio compleanno. Ha
preso dalla tasca della giacca un pacchetto avvolto in un foglio
di carta velina. L'ho aperto e dentro c'era una collana di rubini!
L'ho messa subito, avrei tanto voluto avere uno specchio
per vedere come mi stava. Posso indossarla solo quando sono
con lui, per, perch mamma la noterebbe e sarei costretta a
dare spiegazioni.  l'oggetto pi prezioso che abbia mai posseduto.
Poi ci siamo messi a parlare di quello che era successo.
Sandy sapeva che la notte prima pap aveva ucciso uno dei tedeschi
e che il secondo era morto nel pomeriggio. Bud Hewitt
ha detto che non  stato il cinghiale a ucciderlo. Dev'essere caduto
mentre cercava di fuggire dall'animale e ha battuto la testa
su una roccia. Devo ammettere che non mi dispiace. Non
bisognerebbe mai rallegrarsi della morte di una persona, ma
se c'era qualcuno che si meritava di morire, erano proprio quei
due.
Sandy sapeva come erano morti, ma non sapeva ancora
quello che Miles aveva cercato di farmi. Pap non voleva che
si spargesse la voce, ma io volevo dirglielo, anche se avrei tenuto
per me i particolari pi imbarazzanti. Cos, mentre camminavamo
sulla spiaggia, gli ho raccontato che avevo sognato
di essere con lui e che quando mi ero svegliata mi ero trovata
Miles di fronte. Sandy ha iniziato a imprecare. Bastardo ha
detto. Maledetto figlio di puttana! Non lo avevo mai sentito
parlare in quel modo e credo che se Miles o Winston, o come
diavolo si chiamavano, fossero stati nei paraggi, Sandy sarebbe
stato capace di ucciderli a mani nude. Era furioso, per sfogare
la rabbia scaraventava in mare i rottami che trovava sulla
spiaggia.
Quando si  calmato, mi ha fatta sedere sulla sabbia e si 
seduto di fianco a me.
Avrei voluto essere l ha detto. Mi stringeva forte, sentivo
il calore della sua guancia contro la fronte. Dev'essere stato
terribile. A quel punto ho cominciato a piangere e gli ho
raccontato tutto. Mi sentivo sicura fra le sue braccia e gli ho
confidato cose che non avevo confessato nemmeno alla mamma.
Mentre parlavo, ho sentito il suo corpo irrigidirsi, sembrava
che stesse per esplodere. Ho continuato a piangere per
tutto il tempo. Era la prima volta che piangevo da quando era
successo, non immaginavo di avere tanta rabbia dentro. Gli ho
detto che dopo mi ero sentita sporca, che mi ero strofinata la
pelle fino a farmi male, per cercare di cancellare la sensazione
di quelle mani su di me.
Dopo che gli ho raccontato tutto, mi sono calmata. Alla fine
gli ho chiesto a che cosa pensava.
Ti amo, Bess ha mormorato. Mi sento come se avessero
fatto del male a me. Voglio starti vicino, voglio proteggerti.
Credo che questo voglia dire che ti amo.
Anch'io ti amo ho risposto.
La tua prima volta deve essere con qualcuno che ti ama
davvero ha continuato. Qualcuno a cui importa di te e di
quello che provi.
Non credevo di essere il tipo di ragazza che fa sesso a quindici
anni appena compiuti, ma in quel momento non c'era niente
che desiderassi di pi.
Credi che sia troppo giovane? ho chiesto.
Lui ha riso. S, sei giovane ha detto, ma non penso che
sia troppo presto. Voglio cancellare le sensazioni orribili che
hai provato. Voglio che tu scopra quanto  bello amare.
A essere onesta, non sapevo come comportarmi, non sapevo
esattamente che cosa avrei dovuto fare.
Va bene ho sussurrato. Ma non so come.
Lui mi ha sorriso. Non preoccuparti. Ti guider io.
Mi sono voltata per dargli un bacio e lui ha iniziato subito
ad accarezzarmi. Sentivo le sue mani sul seno e avrei voluto
togliermi la giacca per averlo pi vicino, per provare la sensazione
di calore quando mi toccava. All'improvviso per si 
allontanato da me.
Non adesso ha borbottato. Non  n il momento n il
luogo adatto. Devo finire la perlustrazione e poi qui fa troppo
freddo.  tutto sbagliato.  passato troppo poco tempo. Prima
devi dimenticare quello che ti ha fatto quel bastardo.
Aveva ragione e gli sono grata per essersi fermato, anche
se in quel momento desideravo che non lo facesse. L'ho baciato
di nuovo e gli ho sussurrato: Sar presto, molto presto.
Quindi ho lasciato che finisse il suo giro di perlustrazione.
Mentre tornavo a casa il bosco era buio, ma quella sera non
ho avuto paura.
 
Capitolo 23.

Gina vers dell'altro caff nella tazza appoggiata di fianco alla
scacchiera. Walter Liscott aveva aggiunto parecchio latte, ma
lei non pot evitare di chiedersi come facessero lui e i suoi amici
a mettere in corpo tutta quella caffeina e a essere sempre cos
tranquilli. A pensarci bene, aveva notato che le mani di Brian
e di Henry tremavano un po' quando muovevano le pedine
sulla scacchiera. Aveva pensato che fosse a causa dell'et, ma
forse in parte era colpa del caff di Shorty. Le anatre appese alle
pareti, invece, dimostravano che le mani di Walter erano ancora
ferme e precise.
Henry Hazelwood era seduto di fronte a Walter. Gina gli
appoggi una mano sulla spalla.
Vieni a cena da noi, stasera? chiese.
Ogni mercoled sera, Henry cenava alla casa del guardiano
e si fermava l per una partita a carte. La settimana precedente,
il suo primo mercoled nella casa del guardiano, Gina
non aveva partecipato, per non essere troppo invadente. Quella
sera, per, ci sarebbe stata anche lei.
Certo che vengo disse il vecchio. Giocava contro Walter
ed era sul punto di vincere. Brian osservava ogni mossa come
un falco. Cucini tu?
S rispose Gina. Preparer un piatto indiano.
Cucina indiana! esclam Brian Cass. Cosa prepari, dolcezza,
carne di bisonte?
Si chiama Gina, non dolcezza. Walter scosse la testa, rassegnato.
Gina scoppi a ridere. Non quegli indiani spieg. Mi
riferivo alla cucina dell'india.
Troppo piccante per il palato di quel vecchio. Brian punt
il dito verso Henry.
Ci andr piano con le spezie promise lei.
Puoi metterci quello che vuoi disse Henry, infastidito
dalle provocazioni dell'amico. Manger tutto quello che metterai
in tavola.
Gina!
Lei si volt e vide Brock che la chiamava dal tavolo da biliardo.
Ci porti un altro giro? chiese.
Lei annu. Solo un minuto.
Il suo turno era quasi finito, avrebbe passato l'ordine a
un'altra cameriera. Dall'incidente di domenica, cercava di evitare
di servire al tavolo di Brock, ma dato che non aveva parlato
alle altre dei suoi sospetti, non sempre ci riusciva. Il giorno
prima, Brock aveva sfoggiato un nuovo tatuaggio, una grossa
tartaruga marina, sulla schiena. Gina si era chiesta se avesse
usato i suoi soldi per farselo fare.
Si gir di nuovo verso Henry, che aspettava la mossa di
Walter.
Clay mi ha chiesto di passare in biblioteca a prenderti un
libro, prima di tornare a casa disse. Mi ha spiegato che ti piacciono
i gialli, giusto?
Esatto annu Henry. Mi piace quella tizia, come si chiama?
Quella che scrive un romanzo per ogni lettera dell'alfabeto
disse Walter.
S, quella conferm Henry.
Ho capito mormor Gina, anche se nemmeno lei riusciva
a ricordare il nome. A che lettera sei arrivato?
Vado a caso rispose Henry. Ma non importa, tanto potrei
rileggere lo stesso libro dieci volte senza ricordarmi come
va a finire.
Allora te ne sceglier io uno propose Gina.
Grazie. Henry sorrise.
Avete bisogno di qualcos'altro, prima che me ne vada?
Hai finito il turno? Walter la guard, pronto a muovere
la regina.
Sissignore. E i miei piedi ne sono molto felici.
Noi no, per osserv Brian. Nessuno qui versa il caff
come fai tu.
Gina rise. Non aveva mai ricevuto un centesimo di mancia
da quei tre. In realt, non era nemmeno sicura che pagassero
tutti i caff e le birre che bevevano, ma erano comunque i
suoi clienti preferiti. Anche loro avevano preso male l'ennesimo
rifiuto di Alec, dopo il pranzo di luned, e non riuscivano
a capire come avesse potuto dire di no a una ragazza cos carina
e intelligente. Gina si era affezionata a loro. Ogni tanto si
chiedeva se da giovani fossero stati uguali a tutti gli altri uomini.
L'unico che finora era riuscito a restituirle un po' di fiducia
nell'universo maschile era Clay, grazie alle sue attenzioni
verso il nonno della moglie.
Mentre si toglieva il grembiule, nella sala principale del ristorante,
Gina vide entrare Kenny Gallo. Anche lui la scorse e
la salut. Poi la raggiunse e si appoggi al bancone, vicino alla
cassa.
Te ne vai?
Gi.
Gina pieg il grembiule in due, poi ancora a met, e si accert
che le mance fossero al sicuro dentro la tasca.
Bevi qualcosa con me? Le indic un tavolo libero. Un
t freddo, un caff, quello che vuoi.
Grazie, Kenny rispose lei, ma devo...
All'improvviso not la scritta ricamata sulla tasca della polo
verde di Kenny: riparazioni navali GALLO.
 l che lavori? chiese. Indic la maglietta.
Lui guard la tasca. Veramente il cantiere  mio rispose,
senza neppure tentare di nascondere l'orgoglio. Indic di nuovo
il tavolo vuoto. Dai disse. Solo un minuto. Non mordo mica.
Gina accett e lo precedette verso il tavolo. Si sentiva in
colpa, ad aver cambiato idea per puro interesse.
Di cosa vi occupate, esattamente? chiese, una volta che
si furono seduti e dopo aver ordinato una birra e un t freddo.
Gina pens che probabilmente le altre cameriere stavano gi
parlando di loro.
Ripariamo le navi rispose Kenny. Io e altri due ragazzi
sbrighiamo quasi tutto il lavoro sott'acqua: tranciature, saldature,
perizie... insomma, roba del genere.
Fai immersioni anche nel tempo libero? Gina si ricord
che durante lo scorso fine settimana lui e Clay avevano esplorato
il Byron D. Benson.
S, non ne ho mai abbastanza. Kenny rise.
Gina pens che era un uomo attraente; le ricordava un orsacchiotto,
con la barba bionda e gli occhi azzurri sorridenti.
 per questo che sono praticamente sordo da un orecchio
aggiunse.
Non lo sapevo disse lei.  per le immersioni?
Gi,  il prezzo da pagare.
La cameriera port da bere e Gina sorseggi il suo t freddo
mentre pensava a come formulare la domanda successiva.
Kenny la anticip.
Dai un tocco di classe a questo posto le confid.
Lei sorrise. Mi piace lavorare qui.
Una come te dovrebbe lavorare in uno di quei ristoranti
di lusso con le candele sui tavoli continu lui.
Gina sorrise di quella esagerazione. Grazie, ma da Shorty
mi sento a casa.
Questo non significa che voglio che te ne vada si affrett
ad aggiungere Kenny. Senza di te questo posto non sarebbe
lo stesso.
Gina sorrise di nuovo, mentre pensava a come ritornare all'argomento
che le interessava. Bevve un altro sorso di t.
La tua societ si occupa anche di recuperare vecchi relitti?
chiese alla fine.
Kenny sembr preso alla sprovvista dalla domanda. Scosse
la testa. No. Ma qui intorno sono in parecchi a farlo.
Gina pass il dito sull'orlo del bicchiere. Sono molto interessata
al recupero della lente di Fresnel del faro di Kiss River
annunci.
Ah, s. Clay mi ha detto che sei una fan sfegatata di quel
faro.
 cos. Vorrei portare quella lente all'asciutto e vederla
esposta da qualche parte.
Probabilmente si  sbriciolata in tanti di quei pezzi che
sarebbe impossibile recuperarli tutti disse Kenny.
Bene, allora vorrei vedere esposto ogni singolo pezzo rispose
lei, in un tono pi brusco di quanto intendesse.
Non funzioner.
Perch no?
Ci hanno gi provato anni fa, ma ci sono state parecchie
proteste e...
Lo so lo interruppe Gina. Ma come hai detto tu,  stato
molti anni fa. Forse ora sarebbe diverso.
Ne dubito.
Va bene, supponiamo che adesso le cose siano diverse. 
solo un'ipotesi. Che cosa servirebbe per tirare fuori la lente? Le
attrezzature, intendo. Tu lo sai?
Certo che lo so rispose lui. Prima di tutto, bisognerebbe
capire dove si trova.
Da un aereo?
Forse borbott Kenny. Dipende, primo, da quanto sono
grandi i pezzi, secondo, dalla profondit dell'acqua e terzo,
da quanto  limpida il giorno della ricognizione.
D'accordo disse Gina. Supponiamo che ci riesca. L'aereo
la trova. A quel punto come si fa a tirare fuori la lente, o i
pezzi che ne restano?
Quanto pesa? Lo sai?
Poco meno di tre tonnellate.
Prima di tutto bisognerebbe spazzare via la sabbia che c'
intorno, poi imbracare i pezzi con dei cavi e sollevarli con una
gru fissata a una chiatta o a un peschereccio.
Ed  un'operazione complessa? chiese Gina.
Nient'affatto rispose lui. Due anni fa ho assistito al recupero
di un rimorchiatore che pesava duecentocinquanta tonnellate.
Tirare su qualche pezzo di vetro sarebbe un gioco da ragazzi.
Conosci qualcuno che sarebbe disposto a sorvolare la zona
per trovare la lente?
Kenny sorrise. Ma ogni tanto ti capita di parlare anche di
qualcos'altro?
Gina scosse la testa e sorrise a sua volta. Sembra proprio
di no.
Clay mi aveva avvertito. Kenny bevve un lungo sorso
di birra. Un nostro amico ha un piccolo aereo che usa per far
fare il giro della costa ai turisti. Potrei chiedergli quanto ti verrebbe
a costare. Ma te l'ho detto, senza le condizioni giuste non
si vedr un tubo.
Gina cerc di contenere l'entusiasmo. Sarebbe fantastico,
Kenny. Grazie mille. E grazie anche per le informazioni. Mi sono
sempre chiesta come si potesse fare e tu avevi tutte le risposte.
Ti piacerebbe andare a vedere un film, stasera? O il prossimo
fine settimana? O quando vuoi tu? chiese Kenny, con il
suo sorriso da orsacchiotto.
Gina scosse la testa. Si sent di nuovo in colpa. Mi spiace
Kenny disse, ma in questo momento non mi va di uscire con
nessuno. Se questo ti facesse cambiare idea, lo capirei. Voglio
dire, se non sei pi disposto a parlare con il tuo amico...
Hai un fidanzato o roba del genere? chiese lui. Nella
tua citt, intendo.
No. Gina scosse di nuovo la testa.  solo che in questo
periodo gli uomini sono l'ultimo dei miei pensieri.
Kenny la guard perplesso.
Non  poi cos strano. Gina scoppi a ridere. Tu non ti
sei mai preso una pausa?
Kenny scosse la testa. Adesso era lui a ridere. Non di mia
spontanea volont.
Anche Gina rise. Poi torn seria. Non voglio prenderti in
giro, Kenny. Se decidi che non vuoi pi aiutarmi, lo capisco.
Parler con il mio amico disse lui. Nessun impegno.
I libri di narrativa erano catalogati sugli scaffali di una piccola
stanza della biblioteca. Appena entr, Gina fu investita da
una cascata di colori. Sembrava di essere nella casa del guardiano,
vi erano le stesse finestre variopinte. Gina ignor i libri
e cammin lentamente lungo il perimetro della stanza, osserv
le vetrate, le sfior con le dita. Vi ritrov la stessa precisione
e la stessa arte dei lavori di Lacey, ma con qualcosa di differente
che Gina non avrebbe saputo definire. Erano raffigurate
donne di una bellezza eterea, che danzavano avvolte in
lunghe vesti. Lei era sbalordita. Quando arriv all'ultima finestra,
not una piccola targa affissa al muro: opere donate da
annie Chase o'neill. La madre di Lacey e di Clay. Quella donna
aveva un talento ineguagliabile.
Solo dopo qualche minuto, Gina si ricord del motivo per
cui si trovava in quella stanza. Si gir verso le file di libri e fece
scorrere lo sguardo sui titoli.
Sue Grafton. O come Omicidio. Gina tese il braccio per prendere
il libro, ma si ferm a mezz'aria, divertita dai giochi di luce
verdi, azzurri e viola sul dorso della mano. Rimase cos per
un po', incantata, finch un altro cliente le pass di fianco e la
guard incuriosito. Gina sorrise e prese il libro dallo scaffale.

 Capitolo 24.

Allora disse Clay, mentre camminava accanto a Gina lungo
una delle corsie del supermercato, cosa ci serve per questa cena
indiana?
Non ricordava di essere mai stato a fare la spesa con Terri
e questo assaggio di vita familiare con Gina lo divertiva.
Probabilmente molte cose che qui non troveremo borbott
Gina. Si ferm davanti allo scaffale delle spezie e studi
le confezioni. Credo che dovr arrangiarmi.
Sei l'unica di noi ad aver mai mangiato cibo indiano, quindi
puoi anche imbrogliare, non ci accorgeremo della differenza.
Gina prese un barattolo di curcumina e lo mise nel carrello,
poi continu a leggere le etichette.
Costano un patrimonio disse.
Non preoccuparti di questo.
Lei lo guard. Non pago neanche la mia parte delle bollette,
Clay. Ho vinto i soldi e li ho persi. Tu e Lacey...
Hai cucinato un sacco di volte per noi. Clay le appoggi
una mano sul braccio. Prendi quello che ti serve e non preoccuparti.
Gina sorrise. Grazie.
Clay la guard. Era piacevole vederla impegnata in qualcosa
che non fosse la lente di Fresnel, senza la solita espressione
cupa sul viso. Quella donna non pensa a nient'altro gli
aveva detto Henry un paio di giorni prima, mentre Clay lo
riaccompagnava a casa da Shorty. Aveva ragione.
Questo dovrebbe andare bene disse Gina. Mise un'altra
confezione nel carrello. Poi fece un passo indietro e diede una
rapida occhiata agli altri prodotti. Mancano solo il riso
basmati e il pollo.
Il riso  tre corsie pi avanti la inform Clay, anche se
non aveva la pi pallida idea di che cosa fosse il riso basmati.
Clay spinse il carrello e si incamminarono verso la fine della
corsia.
Questo fine settimana vai a fare immersioni con Kenny?
chiese d'un tratto Gina.
Spero di s rispose, stupito dalla domanda. Vogliamo
esplorare un sottomarino affondato al largo di Nag's Head durante
la guerra.
L'U-85 disse Gina.
Clay la guard, sorpreso. Come fai a saperlo?
Lei sorrise. Te l'ho detto che sono un'appassionata di storia.
 la prima volta che ci andate?
No, ci siamo gi stati, ma  passato un sacco di tempo.
Gina rest in silenzio per qualche istante, poi mormor:
Magari uno di questi giorni potreste immergervi vicino al faro
e vedere se riuscite a trovare la lente.
Di nuovo la lente. Come aveva fatto a illudersi che non ci
stesse pensando? Clay si strinse nelle spalle.  un'idea borbott.
Hai mai fatto immersioni? Potresti venire con me.
Non saprei da che parte cominciare.
Posso insegnarti. La lente non dev'essere troppo profonda.
Gina esit. Non credo che ce la farei, ma grazie dell'offerta.
Dietro l'angolo c'era il banco dei latticini. Oggi ho fatto
quattro chiacchiere con Kenny annunci.
Clay avvert una fitta di gelosia. Ah s?
Mi ha detto che avete un amico pilota, che forse potrebbe
avvistare la lente dall'aereo.
S, Dave Spears.
Kenny ha detto che gli chieder se  disposto a farlo e
quanto verrebbe a costare.
Clay spinse il carrello nella corsia della pasta e del riso. Se
fosse stato lui a parlare con Dave, probabilmente lo avrebbe
fatto anche gratis.
Non  detto che si riesca a vedere qualcosa la avvis.
Dipende da...
Dalle condizioni atmosferiche, dalla limpidezza dell'acqua,
da quanto sono grandi i pezzi, eccetera, eccetera lo interruppe
Gina, mentre allungava il braccio per prendere una
scatola di riso basmati. Ma una cosa  certa.
Cosa?
Se non la cerca, non la trover mai.
E se la trova?
Almeno sapremo che...
Gina?
Sentirono la voce di una donna alle loro spalle. Si voltarono
entrambi.
La donna era giovane, molto alta, con i capelli biondi raccolti
in uno chignon e il viso arrossato da un eritema solare.
Spingeva un carrello stracolmo, con una bambina nel seggiolino.
Sei proprio tu disse la donna. Ho pensato: "Guarda come
assomiglia a Gina", ma mi sembrava strano che fossi qui
nel Nord Carolina.
Clay si accorse che Gina si era irrigidita, nonostante cercasse
di sorridere.
Ciao, Emily mormor. Cosa ci fai da queste parti?
Un amico di mio cugino ha una casa a Ocean Sands disse
la donna. Ne abbiamo approfittato per venire qui per un
paio di settimane. E tu? Spost lo sguardo da Gina a Clay.
Non mi presenti il tuo amico?
Lui  Alec O'Neill disse Gina. Clay, questa  Emily Parks.
Insegniamo nella stessa scuola.
Piacere di conoscerla.
Com' cresciuta Merissa Gina pass una mano fra i riccioli
biondi della bimba. Ciao, tesoro la salut, con una voce
che Clay non le aveva mai sentito usare. Ti ricordi di me?
La bambina continu imperterrita a succhiare il pollice,
senza staccare gli occhi da Gina.
Come procede l'adozione? chiese Emily.
Per un attimo, Clay credette di aver capito male.
Gina abbozz un sorriso che in realt assomigliava di pi
a una smorfia, ma ormai era calato il gelo. Va avanti borbott.
Poi guard l'orologio. A proposito di andare avanti, stasera
devo cucinare io, quindi  meglio che mi sbrighi.
Immagino che non ti vedr in autunno, allora disse Emily.
Probabilmente sarai...
Non lo so ancora la interruppe Gina, brusca. Fece un cenno
di saluto all'amica. Buone vacanze mormor, mentre superava
Clay per prendere il carrello.
Si allontan da Emily e spinse il carrello con passo deciso.
Clay la segu perplesso.
Dov' il pollo? chiese Gina. Studi la corsia delle carni.
Le mani sul carrello tremavano.
Adozione? chiese Clay.
Gina non lo guard nemmeno. Scusami, Clay. Non voglio
essere scortese, ma non mi va di parlarne.
Lui not che aveva gli occhi lucidi. Allung il braccio verso
di lei, ma questa volta si ferm a mezz'aria.
Ti dispiace prendere il pollo? chiese Gina. Uno intero,
tagliato a pezzi. Io intanto mi metto in coda alla cassa.
La cena esotica preparata da Gina fu un successo e dopo
mangiato Clay, Lacey ed Henry riuscirono a convincerla a giocare
a carte con loro. Gina per fremeva e Clay immagin che
fosse ansiosa di controllare la posta elettronica. Durante il tragitto
dal supermercato a casa non aveva detto una sola parola
e Clay non era riuscito ad allentare la tensione. Avrebbe voluto
essere meno impacciato, ma non gli era venuto in mente nulla
da dire.
Mentre giocavano a carte, seduti intorno al tavolo della cucina,
Clay continuava a guardarla e a chiedersi che cosa fosse
quella storia dell'adozione. Avrebbe voluto che Gina non fosse
tanto misteriosa. Decise che avrebbe provato a scoprire qualcosa
dopo aver riaccompagnato a casa Henry.

 Capitolo 25.

Per tutta la sera, Gina aveva sentito gli occhi di Clay puntati su
di lei. Quando Henry aveva detto di essere stanco e avevano
smesso di giocare, aveva tirato un sospiro di sollievo. Lacey era
uscita e Clay aveva accompagnato Henry a casa. Finalmente
era sola e poteva leggere le e-mail del gruppo di sostegno. Era
l'unico modo per sapere come procedevano le adozioni a
Hyderabad.
Prima o poi, Clay le avrebbe domandato cosa intendeva dire
Emily quando le aveva chiesto dell'adozione e lei avrebbe dovuto
inventarsi qualcosa. A furia di raccontare bugie si era ritrovata
sola e quell'isolamento cominciava a diventare insopportabile.
Non le piaceva mentire, ma non aveva altra scelta.
Trovarsi di fronte Emily Parks al supermercato era stato
uno shock. Chi avrebbe immaginato di incontrare una collega
a migliaia di chilometri di distanza? Tutte le insegnanti sapevano
dell'adozione, ma nessuna era al corrente delle difficolt
che le impedivano di portare Rani a casa. Perfino quelle che
considerava le sue due migliori amiche non immaginavano
quanto si fossero complicate le cose.
Quella sera ricevette un messaggio da Denise, una donna
che cercava di adottare una bambina che si trovava nello stesso
orfanotrofio di Rani. Era un messaggio personale, inviato
direttamente a lei, non a tutto il gruppo. Denise era stata all'orfanotrofio
nello stesso periodo in cui c'era stata Gina, ma
quando erano iniziati i problemi aveva deciso di rimanere. Poteva
permetterselo, a differenza di Gina, e voleva essere sicura
che la bambina vivesse in condizioni decenti fino al momento
in cui l'avrebbe portata a casa. Denise scriveva sempre:
Quando la porter a casa. Per lei non era una questione di se, ma di
quando. Gina invece non era pi tanto ottimista.
Insieme al messaggio, Denise le aveva inviato anche una
fotografia recente di Rani. Gina fiss l'immagine della bimba
sullo schermo. Sembrava ancora pi magra di quando l'aveva
lasciata, oltre due mesi prima. Non sorrideva, per fissava l'obiettivo,
incuriosita. Indossava uno dei vestiti che le aveva portato
Gina, ma anche quello era troppo grande per lei. Sembrava
una bambola.
Gina decise di stampare la foto. Controll che ci fosse la
carta, poi lanci la stampa.
La macchina aveva appena iniziato a imprimere l'immagine
a colori sul foglio, quando Gina sent dei passi nel corridoio.
Maledizione. Clay era gi tornato. Tempismo perfetto.
Come se non bastasse, quella maledetta stampante era lentissima.
Clay buss contro la porta aperta. Gina lo salut senza voltarsi.
Hai fatto in fretta disse a voce bassa.
Sasha trotterell nello studio e le and incontro scodinzolando.
Henry crollava dal sonno,  andato subito a letto spieg
Clay.
Gina lo guard. Clay stava osservando il viso di Rani sul
monitor. In quel momento la stampante lasci cadere sulla scrivania
il duplicato del ritratto.
Lui prese la sedia davanti al tavolo da disegno e la avvicin
a quella di Gina.
Chi ? chiese, mentre si sedeva. Chi  quella bambina?
Gina sfior il monitor con la punta delle dita.  Rani disse.
 mia figlia, la bambina che sto per adottare.
Per un attimo Clay rimase in silenzio. Anche se sei single?
chiese infine.
Lei annu. Voglio un bambino. Anzi, voglio lei.
Dov' adesso?
Gina si appoggi allo schienale della sedia, ma tenne gli
occhi fissi sullo schermo. Sarebbe stato pi facile parlare senza
doverlo guardare negli occhi. Non voleva che la vedesse
piangere di nuovo.
 in un orfanotrofio, in India mormor. Ho partecipato
a un incontro sulle adozioni internazionali con un'amica. Lei
e suo marito avevano intenzione di adottare un bambino e quella
sera lui non poteva andare, cos l'ho accompagnata io.
Gina si ricord delle fotografie che aveva visto, dei filmati
girati negli orfanotrofi. Non c'era un video dell'orfanotrofio
in cui si trovava Rani, solo una foto, ma a Gina era bastata.
C'erano altre single che volevano adottare un bambino e
ho cominciato a pensare che avrei potuto farlo anch'io. Gina
sorrise. Fra le fotografie dei bambini c'era anche quella di Rani.
Era tutta occhi. Nella foto aveva solo due mesi. Ho capito
subito che sarebbe stata lei.
Gina guard Clay. La ascoltava con attenzione, ma dubitava
che riuscisse a capire ci che aveva provato in quel momento.
Cos ho chiesto di lei continu. Gli altri bambini erano
quasi tutti pi grandi e non capivo perch nessuno si fosse ancora
fatto avanti per adottare Rani. Poi ho saputo che era malata.
 nata con una malformazione cardiaca. Non sarebbe sopravvissuta
pi di due anni, se non avesse ricevuto subito le
cure di cui aveva bisogno. Per questo nessuno la voleva. A parte
me. Gina sospir. Anch'io avevo un difetto cardiaco alla
nascita, ma mi hanno operata quando avevo pochi mesi e da
allora non ho pi avuto problemi. E non  l'unica coincidenza.
Quando sono andata a quell'incontro, mia madre era morta da
poco. Si chiamava Ronnie e la bambina si chiama Rani. Si scrivono
in modo diverso, ma la pronuncia  simile. Per me significava
qualcosa, capisci?
Clay annu. Guard di nuovo il monitor. E adesso, quanto
tempo ha? Quando vai a prenderla?
Gina non sapeva fino a che punto poteva confidarsi con
lui. Era gi stupita di avergli raccontato gran parte della verit.
 complicato ottenere l'adozione di un bambino indiano
spieg. Per cominciare, non tutti i bambini possono essere
adottati da genitori stranieri. In genere concedono l'autorizzazione
per quelli che hanno bisogno di cure mediche particolari.
Rani rientrava in quella categoria, ma doveva ancora essere
sottoposta a una visita formale. Quindi sono venuti a ispezionare
casa mia e la cosa mi terrorizzava, visto che sono single
e abito in un appartamento in affitto, per  andata bene.
Poi hanno voluto controllare le mie disponibilit finanziarie,
che sono molto scarse. Dal divorzio non ho ottenuto granch,
ma forse hanno pensato che il mio lavoro di insegnante fosse
una garanzia. Cos finalmente la mia pratica  stata approvata
e un paio di mesi fa ho ottenuto il consenso per l'adozione di
Rani.
Andrai in India a prenderla? chiese Clay.
Ci sono gi stata rispose Gina.  qui che inizia la parte
peggiore spieg. Ad aprile sono andata in India per portarla
a casa. Mancava solo il via libera da parte del tribunale. In
teoria non avrebbero dovuto esserci problemi. Mentre ero l,
per, il governo indiano ha bloccato tutte le pratiche di adozione
di quella zona, in seguito alla denuncia di vendite clandestine
di bambini.
Ed era vero?
Gina annu. S. Compravano i bambini appena nati dalle
famiglie che non potevano mantenerli, o che non li volevano
perch erano femmine. Ho sentito di alcuni casi in cui i genitori
ricevevano una ventina di dollari in cambio di un bambino
che sarebbe stato venduto per quarantamila. Gina guard
Clay. La fissava con un'espressione indignata ma non disse nulla.
Capisco che abbiano dovuto prendere provvedimenti prosegu
Gina, e che vogliano controllare gli orfanotrofi. Non so
neanche se quello di Rani  a posto. Ma lei ha bisogno urgente
di cure. Pi il tempo passa e pi i rischi aumentano. Gina
scosse la testa. Ha sedici mesi e pesa meno di sette chili.
Sedici mesi Clay guard di nuovo la fotografia. Sembra
molto pi piccola.
 malata e malnutrita. E io non posso fare nulla. Mi sento
cos impotente.
Ti sei rivolta a un avvocato?
A pi d'uno, ma  inutile. Non aggiunse che non poteva
pi permettersi di pagare le parcelle.
Cosa farai adesso?
Non c' molto che possa fare, in realt. Solo aspettare e
sperare. Mentre lo diceva, si volt verso lo schermo. Non poteva
mentirgli e guardarlo negli occhi. La situazione peggiora
di giorno in giorno. Stanno succedendo cose terribili.
Per esempio?
Faccio parte di un gruppo di sostegno su Internet, formato
da genitori che vogliono adottare un bambino indiano. Una
coppia ha scritto che la loro bambina  scomparsa nel nulla. Non
sanno se sia morta, se sia stata venduta o trasferita. Non c' traccia
di lei, da nessuna parte. Un'altra coppia all'orfanotrofio ha
trovato una bambina diversa al posto di quella che era stata assegnata
a loro. Era pi grande, pi magra e aveva la pelle pi
chiara, eppure all'orfanotrofio insistevano che fosse la stessa.
Che cosa hanno fatto?
Gina scosse la testa. Hanno girato tutti gli orfanotrofi della
zona, ma non l'hanno trovata. Butt indietro la testa, stanca.
Per chi non c' passato, credo che sia difficile capire quanto
sia forte il legame che si crea con questi bambini, anche se
non li conosci. Credo che sia come essere incinta: inizi a fare
progetti, non vedi l'ora di stringerli tra le braccia.
Tu hai conosciuto Rani mormor Clay. Immagino che
cos sia ancora pi difficile. Mi dispiace, Gina.
La donna che mi ha mandato la foto di Rani  rimasta in
India. Guarda, questo  il messaggio che mi ha scritto.
Gina apr l'e-mail di Denise.
So che vuoi conoscere la verit sulle condizioni di Rani. Non  piacevole,
ma anch'io al tuo posto vorrei saperlo.  sempre pi sola. Cerco
di coinvolgerla, quando gioco con Sunil e gli altri bambini, ma lei
si stanca facilmente e le manca subito il respiro. Ho fatto presente che
ha urgente bisogno di cure, ma sai come vanno le cose qui. Lei  solo
una delle tante.
Gina nascose il viso fra le mani. Clay le appoggi una mano
sulla spalla, Sasha gua e le pos il muso sulla gamba.
Farei qualsiasi cosa per portarla via di l. Qualsiasi cosa.
Clay prese un fazzoletto di carta dalla confezione sulla scrivania.
C' una cosa che non riesco a capire disse, mentre le porgeva
il fazzoletto.
Che cosa? Gina si asciug gli occhi.
Come fai a pensare alla lente di Fresnel, con tutto quello
che stai passando?
Gina esit prima di rispondere. Non sono molto diversa
da te, Clay. Anche tu non pensi ad altro che al lavoro. Lacey mi
ha detto che prima non eri cos. Tenersi impegnati aiuta a non
pensare.
Clay si appoggi allo schienale. La sua espressione era indecifrabile
e Gina cap di essere stata troppo dura.
Scusami borbott.
No, hai ragione rispose lui. Tutti e due scappiamo da
qualcosa. Si alz in piedi. Se c' qualcosa che posso fare, dimmelo.
Gina lo guard. Aveva gli occhi tristi almeno quanto i suoi.
Parlarne con te mi ha aiutata gli confid.
E questa volta non mentiva.
 
Capitolo 26.

Marted, 14 aprile 1942.
Sono cos arrabbiata che avrei solo voglia di gridare. Ma 
meglio se comincio dall'inizio.
Ieri notte ero sulla spiaggia con Sandy, come al solito, quando
abbiamo sentito un rumore assordante. Abbiamo immaginato
che un'altra delle nostre navi fosse stata affondata, per
questa volta non c'erano fiamme, forse perch era troppo distante.
Solo stamattina ho saputo che cos'era successo veramente:
una delle nostre navi, la Roper, ha affondato un sottomarino,
l'U-85. Pap sembrava impazzito di gioia. Finalmente
rispondiamo al fuoco. Adesso ho meno paura di prima, perch
so che questo  l'inizio di una svolta.
Dopo la scuola ero vicino al faro a raccogliere i rami e le
foglie rimasti dall'inverno, quando ho visto Dennis Kittering
che si avvicinava zoppicando. In questo periodo la sua
scuola di High Point  chiusa per le vacanze primaverili, cos
ha deciso di campeggiare sulla spiaggia per tutta la settimana.
Stava fischiettando quella canzone, Perfidia.
Cosa significa quella canzone? ho chiesto.
Quale canzone? Sembrava confuso.
Quella che fischietti. Perfdia.
Non conosco le parole ha detto. Solo la melodia.
Ma chi  Perfidia? ho chiesto.  una ragazza?
Mi ha sorriso, con quell'aria altezzosa che mi d sui nervi,
e ha risposto: Hai un dizionario, Bess. Consultalo.
Quando fa cos non lo sopporto. So benissimo che cosa vuol
dire perfidia, ma non so che significato abbia nel contesto della
canzone.
 una giornata meravigliosa. Ti va di salire in cima al faro
a osservare il panorama? mi ha chiesto.
Ci eravamo saliti una volta sola insieme, il giorno in cui
l'avevo conosciuto, l'anno prima. Da allora lui non c'era pi
stato. Mi  dispiaciuto, ma con quello che  successo ho perso
fiducia negli uomini e non me la sentivo proprio di salire
fin lass con lui. Gli ho detto che se ne aveva voglia, poteva
andarci da solo, aveva il mio permesso. Ma non era esattamente
quello che sperava. Mi ha risposto che voleva parlarmi,
che era preoccupato per me. Mi sono sentita in imbarazzo,
come tutte le volte che qualcuno fa riferimento a quello
che  successo in camera mia con il tedesco. La gente non fa
che ripetermi quanto  dispiaciuta per quello che  capitato a
me e alla mia famiglia, e non posso fare a meno di chiedermi
che cosa sanno esattamente. Gli ho risposto che non avevo
tempo, ma alla fine mi ha convinta a sedermi sulla panchina
vicino al faro e ad ascoltarlo.
So che di notte ti vedi con uno dei ragazzi della guardia
costiera, sulla spiaggia ha esordito.
Ero allibita. E cosa te lo fa pensare?
Vi ho visti. Dormo sulla spiaggia, l'hai dimenticato?
Non potevo crederci. Ho cercato di immaginare la scena.
Non c'erano luci sulla riva e Dennis avrebbe potuto essere ovunque.
Avrebbe potuto essere a un palmo da noi, senza che lo vedessimo.
Quel pensiero mi ha fatto accapponare la pelle.
Siamo solo amici ho detto.
Dennis ha scosso la testa. A me  sembrato che foste molto
pi intimi ha osservato. E sono sicuro che, dato l'orario
dei vostri incontri, i tuoi genitori non ne sanno niente.
A quel punto sono scattata in piedi, furiosa e anche spaventata
dalla minaccia di Dennis. Non potevo sopportare il
pensiero che i miei lo venissero a sapere.
Sei solo uno spione! ho gridato.
Lui mi ha afferrato il polso, senza farmi male, ma abbastanza
forte da impedirmi di andarmene.
Non scappare ha detto. Non ho intenzione di dirlo ai
tuoi genitori, e non voglio metterti in imbarazzo. Te ne parlo
solo perch sono preoccupato per te. Hai perso la testa per un
uomo molto pi grande che...
A me risulta che sia molto pi giovane di te gli ho fatto
notare, con cattiveria.
Quanti anni ha? Diciotto? Diciannove?
Non sono affari tuoi.
I ragazzi di quell'et hanno solo una cosa in mente, Bess.
Non ho potuto fare a meno di pensare che dicesse cos perch
forse era lui che non riusciva a pensare ad altro, quando
aveva quell'et.
Non  come gli altri ragazzi ho borbottato.
Ascolta, Bess. Tu sei carina, e anche molto intelligente, e
ho paura che quel ragazzo possa farti del male ha detto. Vorrei
che considerassi seriamente l'ipotesi di venire a High Point.
Potresti vivere con me e mia sorella. Te ne avevo gi parlato.
Le ho detto quanto sei intelligente, e che qui sei sprecata. Credi
che i tuoi genitori ti lascerebbero venire, se gli spiegassi quanto
sarebbe importante per te?
Non riuscivo a credere alle mie orecchie. Tu sei completamente
matto! ho esclamato.
Parlo sul serio, Bess. Casa nostra  piccola, ma  accogliente.
Era dei nostri genitori. Potresti frequentare una scuola
cattolica vicino a dove abitiamo. Tuo padre e tua madre devono
sapere che l'istruzione che ricevi qui  insufficiente, posso
parlare io con loro.
Probabilmente ho letto molti pi libri di te ho detto.
Lui ha sorriso. Forse  vero ha risposto. Ed  proprio
questo il punto: dovresti andare in una scuola in cui puoi ricevere
una preparazione adeguata, che ti offra qualcosa di pi di
quello che puoi avere qui. Le donne non hanno molte opportunit,
da queste parti.
Non aveva tutti i torti. Mi piace qui,  casa mia. Ma anche
pap dice che ho del sale in zucca e che finch resto a Kiss River
non ho molte possibilit di dimostrarlo. Per io un sogno
ce l'ho: quando sar pi grande e la guerra sar finita, voglio
andare nel Vermont con Sandy e frequentare il college per diventare
un'insegnante.
I miei genitori non mi lascerebbero mai andare via da qui
ho mormorato.
Ne sei sicura? ha chiesto Dennis. So quello che  successo
a casa tua qualche giorno fa.
Non mi capita spesso di arrossire, ma in quel momento
avevo le guance in fiamme.
Forse una settimana fa i tuoi la pensavano cos. Ma adesso
sono sicuro che preferirebbero sapere che sei in un posto pi
tranquillo, con tutto quello che sta succedendo.
Le cose stanno cambiando ho ribattuto. Quella nave, la
Roper, ha affondato un sottomarino ieri notte.
In realt l'abbiamo affondato due volte ha precisato Dennis,
con un'espressione delusa e arrabbiata.
Cosa vuoi dire?
 stato affondato e gli uomini dell'equipaggio sono finiti
in acqua. Imploravano i nostri di salvarli, e invece la Roper
ha colpito di nuovo. Ma il sottomarino era gi andato a fondo,
capisci? Hanno sparato su una manciata di uomini inermi che
chiedevano piet.
Questo non lo sapevo, ma non ero indignata come lui.
Quei tedeschi avrebbero ucciso i nostri uomini senza pensarci
due volte, se ne avessero avuto l'opportunit ho osservato.
Quello che abbiamo fatto non ci fa onore. Non si uccide
un uomo che sta annegando, anche se  il nemico.
Non mi andava pi di parlarne, cos mi sono alzata.
Comunque, per tornare all'argomento di prima, non ho
nessuna intenzione di lasciare Kiss River. E non osare dire una
sola parola di quello che sai ai miei genitori ho detto, con una
determinazione che ha sorpreso persino me. Promettimelo.
Non lo farei mai, ma ho il dovere di proteggerti.  per
questo che te ne ho parlato. Sei una ragazza intelligente, Bess.
Comportati come tale.
Me ne sono andata, non ne potevo pi di starlo a sentire.
Friggevo dalla rabbia, ma sapevo che in fondo mi conviene tenermelo
buono. Non posso certo correre il rischio che racconti
a mamma e pap quello che sa. Devo comportarmi da ragazza
intelligente? Va bene,  esattamente quello che far: Dennis
non mi vedr mai pi insieme a Sandy.

 Capitolo 27.

Gina?
Stava sognando. La voce proveniva da lontano, bastava
ignorarla. Poi per sent bussare alla porta e fu costretta ad aprire
gli occhi. Attraverso la finestra vide il faro, con la luce del
mattino che si rifletteva sulle mura bianche, e sent il suono lento
e regolare delle onde che lambivano la riva. L'oceano doveva
essere calmo quel giorno.
Bussarono di nuovo.
Gina?
Era la voce di Clay.
Gina guard la radiosveglia: le sei e mezzo, e quello era il
suo giorno libero.
Si alz a sedere sul letto e si tolse i capelli dalla faccia.
S? mormor.
Devi alzarti, Gina disse Clay. Era proprio dietro la porta.
Ho parlato con il mio amico pilota, Dave. Si  offerto di...
Entra pure lo interruppe Gina.
Ora era del tutto sveglia. Indossava la maglietta che usava
come camicia da notte e i capelli erano un disastro, ma non
le importava. Voleva sapere che cosa aveva detto il pilota.
Clay apr la porta. Tenne la mano sulla maniglia, a disagio.
Ha detto che ci far fare un giro sopra Kiss River annunci.
Vuol dire che possiamo andare con lui?
Gina non se lo aspettava. Credeva che il pilota avrebbe fatto
le ricerche per conto suo, ammesso che avesse accettato. Il
pensiero di salire sull'aereo con lui era elettrizzante, ma allo
stesso tempo la terrorizzava. Non le era mai piaciuto volare.
Esatto rispose Clay. All'inizio aveva proposto di andare
domani, ma ha chiamato cinque minuti fa per annunciare
che sarebbe meglio partire subito. Le condizioni sono perfette.
Ti interessa?
Certo che mi interessa. Gli fece cenno di uscire, mentre
si alzava dal letto. Sar pronta in due minuti.
Portati un maglione disse Clay, mentre chiudeva la porta.
Gina si sfil la maglietta e indoss un paio di calzoncini e
la prima camicetta che trov nel cassetto. In bagno si lav i denti
e si pass un pettine fra i capelli arruffati, senza grandi risultati.
Afferr un maglione e si lanci gi dalle scale. Clay, Lacey
e Sasha la aspettavano in cucina.
Quando la vide, Clay scoppi a ridere.
Sto cos male? chiese lei, mentre si sistemava i capelli.
No,  solo che non ho mai visto nessuno prepararsi tanto
in fretta.
Volete mangiare qualcosa, prima di uscire? Lacey aveva
raccolto i mirtilli e cercava di togliere le macchie viola dalle dita
con un tovagliolo di carta.
Non c' tempo disse Clay. Dave ha detto di sbrigarci.
L'acqua adesso  limpidissima.
Andiamo, allora. Gina si avvicin alla porta, ma Lacey
la ferm.
Clay mi ha raccontato della bambina che vuoi adottare
mormor, con uno sguardo pieno di comprensione. Mi dispiace.
Grazie rispose Gina.
Andiamo disse Clay, gi fuori dalla porta.
Gina guard di nuovo Lacey, poi lo segu.
Era una splendida mattina, calda e soleggiata. Nell'aria salmastra
si sentiva l'odore dei pini. Gina e Clay salirono sulla
jeep.
Spero che non ti dispiaccia se l'ho detto a Lacey disse
Clay, mentre allacciava la cintura di sicurezza.
No, affatto rispose Gina.
Le pareva strano averne parlato prima con lui che con Lacey,
ma la chiacchierata della sera prima le aveva fatto bene, ora
si sentiva sollevata e un po' meno sola. Non ne era pentita.
Clay fece manovra nel parcheggio e si diresse verso il
sentiero ghiaioso chiuso dalla catena. Adesso Gina aveva la chiave,
cos scese per aprire il lucchetto e spostare la catena.
Lascia pure aperto! grid Clay dal finestrino. Lacey sta
per andare al lavoro.
Nelle due settimane in cui era stata agli Outer Banks, Gina
non aveva mai visto una giornata cos limpida. Lungo la
strada principale, gli aghi dei pini marittimi si stagliavano nitidi
contro il cielo azzurro e nel bosco i raggi del sole si infiltravano
fra i rami.
Ti piace volare? chiese Clay mentre guidava.
Odio volare, in realt rispose Gina. E ho il terrore degli
aerei piccoli. Soffro di claustrofobia.
Non preoccuparti, con l'aereo di Dave non avrai problemi.
Perch no?  grande?
Lo vedrai tu stessa.
All'improvviso Gina si ricord che era una gita a pagamento.
Mi sono dimenticata di chiederti quanto verr a costare
mormor.
Niente rispose Clay. Dave mi deve un favore.
Grazie, Clay.
Gina era commossa. Il giorno prima si era sentita sola come
non le pareva di essere mai stata. Ora invece era circondata
da un affetto gratuito e incondizionato.
Non c'era l'aeroporto, e questa per Gina fu la prima sorpresa.
C' solo la pista di atterraggio annunci Clay, mentre entrava
nel piccolo parcheggio di Kill Devil Hills, vicino al monumento
alla memoria dei fratelli Wright.
La seconda sorpresa fu l'aereo.
Ciao, Clay.
Un uomo pelle e ossa con i capelli rossi scompigliati dal
vento si avvicin alla jeep. A distanza, alle sue spalle, c'era un
piccolo aereo rosso fuoco.
Ciao, Dave disse Clay, mentre gli stringeva la mano. Ti
presento Gina.
Dave le sorrise. Cos sei tu quella che vuole scovare la vecchia
lente, eh?
Era cos magro che sembrava potesse volare via con la prima
folata di vento; la polo blu e i calzoni beige che indossava
erano decisamente troppo grandi per lui.
Gina annu, senza distogliere gli occhi dall'aereo. Sembrava
un modellino.
Quel coso non ha il tetto osserv.
Dave e Clay scoppiarono a ridere.
C' chi darebbe un occhio della testa per poter volare su
un biplano Waco disse Dave.
Di chi era prima? Dei fratelli Wright? Gina cerc di buttarla
sul ridere.
Te l'avevo detto che non avresti avuto problemi di claustrofobia
mormor Clay.
Gina lo fulmin con lo sguardo. Quanti anni ha quell'affare?
 una riproduzione la rassicur Clay. Ha solo... quanti
sono, Dave? Quindici anni?
Uno pi, uno meno rispose Dave.
Da dove decolliamo? chiese Gina.
Dalla pista. Dave indic la stretta striscia di terra battuta
che attraversava il prato.
Gina, che prima del suo gesto si era chiesta dove diavolo
fosse la pista, rabbrivid.
Non preoccuparti disse Dave. Per noi basta e avanza.
Non sei costretta a venire intervenne Clay, preoccupato
dalla reazione di Gina. Se vuoi posso cercare io la lente.
No. Gina si sforz di vincere la paura. Vengo con voi.
Marci decisa verso l'aereo.
Dave prese due caschi di cuoio dal sedile anteriore.
Sar sincero con voi disse, mentre porgeva un casco a Gina
e l'altro a Clay. In tutte le volte che ho volato sopra Kiss River,
non ho mai visto la lente. C' un mucchio di roba laggi,
pezzi del faro, rottami e roba del genere, ma nessuna lente. Comunque,
oggi l'acqua  limpidissima. Tentar non nuoce.
Dovremmo portare anche una boa, per segnalare la posizione
nel caso la trovassimo osserv Clay, mentre si allacciava
il casco sotto il mento.
Ci ho gi pensato rispose Dave. Si volt verso Gina. Vuoi
che ti aiuti ad allacciarlo?
Le dita di Gina tremavano mentre cercava di fissare la cinghia
del casco. Ho fatto osserv. Promettimi che non tenterai
giri della morte o cose del genere. Quell'aggeggio rosso
sembrava fatto apposta per le acrobazie.
Non lo far, se non vuoi rispose Dave.
No che non voglio! esclam Gina.
Dovr solo effettuare un'inclinazione trasversale quando
saremo sopra Kiss River annunci Dave, cos riuscirete a vedere
meglio cosa c' sott'acqua.
Vuoi dire che inclinerai l'aereo? Gina avrebbe preferito
che non gliel'avesse detto. Adesso era terrorizzata.
S, ma solo di poco, non preoccuparti. Non ci capovolgeremo.
Gina deglut. Adesso s che sono tranquilla.
Clay aveva in mano due paia di occhiali di protezione. Ne
porse uno a Gina, che lo indoss.
Per qualunque cosa disse Dave, mentre le passava delle
grosse cuffie, possiamo comunicare tramite l'intercom.
La aiut a infilare le cuffie e le sistem il microfono vicino
alla bocca. Fino a quel momento, Gina non aveva realizzato che
in volo non avrebbero potuto parlare. In un piccolo aereo aperto
come quello, sicuramente ci sarebbe stato un rumore infernale.
Clay apr lo sportello dello scompartimento anteriore.
Entro prima io disse a Gina, cos tu avrai una vista migliore
della costa mentre voliamo verso nord.
Non va davanti Dave? chiese Gina, senza accennare a
entrare.
Clay scosse la testa. No, questo  il nostro posto.
Lui si sedette sul sedile del passeggero, poi tese la mano
verso Gina per aiutarla a salire. Lei prese posto sul sedile di
cuoio, che era pi comodo di quanto sembrasse, e allacci la
cintura di sicurezza. All'inizio la comunicazione attraverso le
cuffie era disturbata, poi ci fu una pausa e riusc a sentire distintamente
la voce di Dave.
Avete allacciato le cinture? chiese.
Clay sollev il pollice in segno di assenso e Gina lo imit.
Dave inizi il rullaggio. L'elica cominci a girare proprio
davanti a Gina e il motore le romb nelle orecchie. Sopra e di
fianco alle loro teste c'era una ragnatela di sbarre e di fili, sicuramente
indispensabili, che per non davano molto affidamento,
e Gina li vide vibrare pericolosamente. Appoggi le mani
umide sulle gambe e fece un respiro profondo. Ormai non
poteva pi tirarsi indietro.
Dave acceler e Gina fu spinta all'indietro contro il sedile
mentre correvano sulla pista. Quasi non riusciva a respirare, si
sentiva schiacciare i polmoni. Chiuse gli occhi e deglut. Cap
che l'aereo si era staccato da terra quando le sembr che lo stomaco
le fosse finito sotto i piedi.
Apri gli occhi, Gina disse Clay attraverso le cuffie.
Gina apr gli occhi e vide il cielo azzurro intorno a lei, mentre
Dave volava verso nord. Il rumore del vento era assordante
e la ragnatela di fili sopra le loro teste vibrava cos forte che
Gina temeva si spezzassero da un momento all'altro. Se fosse
sopravvissuta, non sarebbe mai pi salita su un aereo di quelle
dimensioni, per nessuna ragione al mondo.
Clay le sfior il dorso della mano irrigidita. Stai bene?
grid nel microfono.
Gina annu. Era probabilmente la menzogna pi grande
della sua vita.
Lui indic la costa e lei guard gi. Il primo sole del mattino
trasformava la spiaggia in una distesa dorata, merlettata
dalla schiuma bianca delle onde.
Era uno spettacolo impressionante.
Nessuno parl. Pi Gina si concentrava su quella vista meravigliosa,
pi si rilassava. Cominci a riconoscere la zona che
sorvolavano. Vide i piccoli cottage di Kitty Hawk e la spiaggia,
punteggiata da qualche minuscolo pescatore. Riconobbe i tetti
piatti delle case di Southern Shores, poi avvist Duck e subito
dopo la vasta area verde della riserva naturale. Infine vide la torre
bianca e il promontorio di Kiss River. Da quell'altezza, il profilo
frastagliato del faro riusc a stupirla di nuovo. La torre sembrava
fragile, come un giocattolo rotto, in balia della forza incontenibile
dell'oceano. Per la prima volta Gina si rese conto di
quanto fosse stato facile, per la furia del mare, avere la meglio
sui mattoni e sul cemento. Non os pensare alla lente.
Scendo un po' annunci Dave, mentre si avvicinavano al
faro.
Gina guard l'oceano, l'acqua era calma e limpida. Il giorno
in cui aveva camminato in circolo attorno alla torre per cercare
la lente, riusciva a malapena a distinguere il profilo delle
sue mani sott'acqua. Oggi invece era cos trasparente che poteva
vedere la sabbia ondulata del fondale vicino alla riva.
Guardate laggi. Clay indic un punto nell'acqua.
Gina scorse una grossa scia di rottami sul fondo dell'oceano,
come se il vento e il mare avessero staccato la cima del faro
e ne avessero disseminato i pezzi lungo il percorso. Presto
li ebbero oltrepassati e Gina dovette voltarsi per guardare.
Torno indietro! grid Dave. Li riprendiamo dall'altra
parte.
L'aereo s'inclin pericolosamente verso sinistra, ma Gina
non se accorse neppure. Avrebbe voluto che Dave si avvicinasse
ancora di pi alla superficie dell'acqua.
L, guardate l! url Clay nel microfono.
Dave vir di nuovo e Gina cap che cosa aveva visto Clay.
Qualcosa, sul fondo dell'oceano, catturava la luce del sole e la
frantumava in schegge luminose che si riflettevano nell'acqua.
Dev'essere lei! esclam Gina, nonostante fosse impossibile
distinguerne la forma.
Mi sa che hai ragione borbott Dave.
Gina sussult quando il pilota sganci la boa rossa fissata a
una catena. La osserv cadere in acqua, non distante dal punto
che avevano individuato. Un attimo dopo fu alle loro spalle.
Pronti a rientrare? chiese Dave.
Pronti rispose Clay.
Gina sollev il pollice, soddisfatta. L'aveva trovata.

 Capitolo 28.

Clay si appoggi alla jeep nel parcheggio di Kiss River, in attesa
di Kenny. Quel pomeriggio si sarebbero immersi nel punto
in cui avevano avvistato l'oggetto di vetro. Aveva lasciato
Sasha a casa, per evitare che lo seguisse in acqua. Non era affatto
convinto che quella che avevano visto dall'aereo fosse la
lente. Avrebbero potuto essere i frammenti della finestra della
stanza della lanterna. Non sapevano neppure se fosse vetro.
Comunque, era deciso a scoprire che cosa fosse.
Guard il cielo grigio. Lui e Kenny avevano aspettato che
Gina finisse di lavorare prima di immergersi, in modo che potesse
esserci anche lei, ma forse non era stata una buona idea.
Il tempo era peggiorato da quella mattina. Ormai erano le tre
e mezzo, il cielo era oscurato dalle nuvole e la visibilit in acqua
sarebbe stata pessima.
Gina si era stupita quando le aveva detto che l'avrebbero
aspettata. Perch fai tutto questo per me? aveva chiesto. Prima
l'aereo, adesso l'immersione...
Le aveva risposto che a quel punto era curioso anche lui, ma
non era stato del tutto sincero. La verit era che era bello vedere
Gina sorridere, e anche molto raro. Aveva deciso di aiutarla.
Non poteva fare nulla per accelerare l'adozione, cos gli era sembrato
che questo fosse il modo migliore per darle una mano.
In quel momento arriv Kenny. Quando ebbero finito di
scaricare l'attrezzatura s'incamminarono verso il faro, dove trovarono
Gina e Lacey ad aspettarli, sedute sui gradini.
Che abbronzatura scherz Kenny, quando le vide in lontananza.
In effetti aveva ragione. Erano entrambe in costume e sembrava
che nessuna delle due prendesse il sole da un pezzo. Gina
indossava un costume intero rosso che Lacey non metteva
pi da anni, per la precisione da quando la sua sorellina le aveva
detto che sembrava un barattolo di ketchup gigante, per via
dei capelli rossi. Lacey invece aveva scelto un costume verde
e aveva i capelli raccolti in una lunga coda di cavallo. Erano
entrambe bellissime.
Clay e Kenny le raggiunsero alla base del faro.
Ciao salut Lacey. Oggi l'acqua non  granch. Pensate
di riuscire a vedere qualcosa?
Clay sal sui gradini e appoggi la borsa e le bombole.
Ci proviamo rispose.
Intanto quello che vedo qui non mi sembra niente male
si intromise Kenny, dopo un lungo sguardo da intenditore a
Gina e a Lacey.
Dovresti andare in cima ribatt Gina. Da l c' una vista
magnifica.
Clay sorrise alla risposta di Gina, per il modo in cui aveva
finto di fraintendere l'apprezzamento di Kenny.
Gina si volt verso Clay. Dovete mettervi la muta? chiese.
Lui e Kenny erano in boxer e maglietta. Clay annu, mentre
apriva la borsa con l'attrezzatura. Poi, sotto lo sguardo attento
di Gina, estrasse una muta a maniche corte e prepar il
regolatore di pressione.
Avete portato gli occhiali da sole, vero? chiese Clay.
S, pap rispose Lacey.
Se volete posso spalmarvi la crema disse Kenny
Le due donne alzarono gli occhi al cielo e Clay si chiese come
avesse potuto pensare che fra Kenny e Gina potesse funzionare.
Quello a cosa serve? Gina indic uno strumento appoggiato
sul gradino vicino alla borsa.
 un octopus, un doppio erogatore spieg lui, mentre lo
fissava alle bombole.
Poi estrasse dalla borsa un tubo, una maschera e delle pinne
e li porse a Gina.
Questi sono per te annunci. Kenny le ha portate anche
per te, Lacey.
Quando vide l'espressione stupita di Gina, Lacey scoppi
a ridere.
Che cosa ci dovrei fare con questi? chiese Gina.
Cos possiamo guardarli dall'alto spieg Lacey.
Anche se probabilmente con quest'acqua riuscirete a vedere
ben poco disse Kenny, mentre consegnava a Lacey tubo,
maschera e pinne.
Ma io non ho la pi pallida idea di come si usi questa roba
borbott Gina, mentre agitava il tubo in aria.
Non preoccuparti disse Lacey. Ti insegno io.
Salt gi dal gradino ed entr nell'acqua bassa. Sembrava
una ragazzina nel corpo di una donna.
Gina esit, con il tubo e la maschera in mano.
Stai tranquilla le disse Clay, mentre infilava la muta. 
facilissimo, vedrai.
Gina si alz, scese i tre scalini e segu Lacey in acqua.
Clay controll l'erogatore. Di solito l'octopus veniva usato
quando un sub era in difficolt ed era costretto a respirare dalle
bombole del compagno, ma quel giorno Clay aveva altri progetti.
Se troviamo la lente confid a Kenny, vorrei che Gina
venisse gi a vederla.
Kenny si ferm. Ma se non ha mai visto una maschera in
vita sua...
Lo so, ma per lei  davvero importante.  l'unica occasione
che ha per vederla.
Kenny esit, poi annu. Va bene, per lascia che sia io a
portarla gi.
Clay accett. Non era il momento di essere geloso e Kenny
era molto pi esperto di lui. Era la soluzione migliore.
Clay si sedette sul gradino pi basso della torre e infil le
pinne. Si alz, lasci che Kenny lo aiutasse a mettere le bombole,
infine allacci la cintura con i pesi.
Dov' la boa? chiese Kenny, mentre fissava l'oceano.
Dritto davanti a te, leggermente verso nord rispose Clay.
Anche lui scrut l'orizzonte, ma dalla posizione in cui erano
non riusciva a scorgerla.
Mentre camminava all'indietro nell'acqua, per, la vide dietro
di s. Eccola l! grid. Sar un centinaio di metri.
 incredibile che la tempesta abbia portato quell'affare cos
lontano disse Kenny, sbalordito.
Quando  successo, la conformazione della costa era molto
diversa osserv Clay, che continuava a camminare all'indietro
e seguiva il movimento delle onde. E se la lente  a pezzi,
come credo, per le correnti deve essere stato pi facile trasportarla
fin l.
Una volta superato il frangiflutti, lui e Kenny nuotarono a
dorso e raggiunsero le due donne, che avevano gi iniziato a
osservare il fondale. Nel punto in cui erano si toccava ancora
e l'acqua arrivava poco sopra la vita.
Come va? chiese Clay quando si furono avvicinati.
 divertente rispose Gina, dopo aver tolto il boccaglio.
Clay non riusciva a vederle gli occhi attraverso la maschera,
ma not che stava sorridendo.
Te la senti di nuotare dove l'acqua  profonda? chiese
Clay, in piedi di fronte a lei.
A nuotare me la cavo rispose Gina. Ma cosa intendi per
profonda?
Vedi la boa, laggi? Clay la indic e Gina si volt a guardarla.
L l'acqua sar profonda cinque o sei metri.
Gina si volt di nuovo verso Clay e deglut. Sorrideva ancora,
ma adesso in modo forzato.
Vai a prendere uno dei giubbotti di salvataggio che sono
nella jeep, Lacey disse Clay.
Vado e torno.
Lacey aspett l'onda giusta e si lasci trasportare a riva.
Con il giubbotto non potrai immergerti spieg Clay a Gina,
ma ti sentirai pi sicura.
Non ho molta dimestichezza con l'acqua dell'oceano disse
Gina. In realt non ne ho affatto, l'unica volta che ci sono
entrata  stata quando ho cercato la lente intorno al faro.
Quello s che  pericoloso osserv Clay. Nuotare da sola,
intendo. Promettimi che non lo farai pi.
Lei annu. Promesso. Guard di nuovo verso la boa. E
gli squali?
Clay si ricord che l'estate prima un uomo era morto a causa
di uno squalo, ma si guard bene dal dirglielo.
Sono molto rari da queste parti rispose.
In quel momento Lacey torn con il giubbotto e aiut Gina
a indossarlo.
Noi andiamo avanti annunci Clay.
Lui e Kenny scivolarono sotto la superficie dell'acqua e iniziarono
a nuotare verso la boa. La visibilit era perfino peggiore
di quanto avessero immaginato, non si vedeva a pi di
un metro e mezzo di distanza. Mentre cercava di ricordare se
Dave era riuscito a sganciare la boa abbastanza vicina al punto
dove si rifletteva la luce del sole, Clay all'improvviso si ritrov
davanti un muro di alghe. Prov a farsi strada con le mani
e urt qualcosa che sembrava vetro.
Kenny lo raggiunse. Accesero le torce subacquee e indietreggiarono
di qualche passo per vedere meglio. Era enorme, loro parevano
nani al confronto. Clay conosceva bene le dimensioni della
lente, ma non si aspettava che fosse tanto pi grande di lui.
Era affondata nella sabbia di circa un metro e mezzo, ma
si riusciva a vedere parte del giunto di ottone. Clay le nuot
intorno, la tocc, spost le alghe dai prismi, finch sent la superficie
liscia del vetro sotto le dita. Mancava un pannello, ma
gli sembrava di ricordare che fosse andato perduto gi prima
della tempesta. L'apertura era abbastanza grande da consentirgli
di passarci in mezzo e presto si ritrov dentro la lente, in
compagnia di un branco di pesci a strisce nere e argentate. Per
quello che riusciva a vedere, a parte il pannello mancante la
lente era intatta. Un'enorme palla di vetro di tre tonnellate trasportata
fin l dalla furia del mare.
Vide Kenny che scattava alcune foto con la macchina fotografica
subacquea. Cos avrebbero avuto qualcosa da mostrare
a Gina, pens.
Con un cenno avvis Kenny che sarebbe risalito. Torn in
superficie e Kenny lo raggiunse subito dopo. Lacey e Gina nuotavano
vicino alla boa.
 qua sotto! grid Clay.
Le due donne si avvicinarono.
L'avete trovata? chiese Gina.
Lui annu. Ed  tutta intera. In parte  sepolta dalla sabbia.
Manca un pannello, vero? domand lei.
S rispose Clay. La vuoi vedere?
Come?
Ti porta gi Kenny. Clay guard sua sorella. Se ti va
puoi venire con me, Lacey.
Lacey si era gi immersa altre volte, ma non aveva mai dimostrato
grande entusiasmo.
Scosse la testa. Io sto qui a tenere il giubbotto di Gina
disse.
Ma come faccio a respirare? chiese Gina.
Kenny sganci l'octopus e le pass l'erogatore.
Con questo,  attaccato alla mia bombola spieg.
Gina si morse le labbra, combattuta.
Vorrei tanto, ma ho paura di farmi prendere dal panico.
Non preoccuparti. Kenny si avvicin a lei. Starai attaccata
al mio braccio. Se hai paura, basta che stringi e ti riporto
su subito. Non  poi cos profondo.
D'accordo mormor Gina.
Si tolse il giubbotto di salvataggio e lo porse a Lacey. Clay
si accorse che batteva i denti, probabilmente pi per la paura
che per il freddo. Doveva fare in modo che non stesse laggi
troppo a lungo.
Kenny le mostr come usare l'octopus. Gina mise in bocca
l'erogatore e prov a respirare. Si esercit per qualche minuto
e quando si sent pronta fece un cenno. Prima che potesse
rendersene conto, era gi sott'acqua.
Gina se la cav bene. Quando raggiunsero la lente, lasci
andare il braccio di Kenny per toccare il vetro con entrambe le
mani. Clay non la perse d'occhio un solo istante e fu sollevato
quando la vide riafferrare il polso di Kenny. Dopo qualche minuto
Kenny fece un cenno a Gina e risalirono. Se fosse stato per
lei, pens Clay, sarebbe rimasta laggi per sempre.
Quando riemerse, Gina era euforica.
Com' andata? Lacey aveva indossato il giubbotto e si
lasciava cullare dalle onde.
 incredibile, Lacey! grid Gina appena ebbe tolto l'erogatore.
 ancora tutta intera, capisci? Non possiamo lasciarla
laggi.
Guarda che non marcisce le fece notare Kenny. E di
vetro.
Sai benissimo cosa intendo dire ribatt Gina.  la cosa
pi bella che abbia mai visto.
I capelli bagnati luccicavano alla luce del sole e aveva le
guance arrossate per lo sforzo e per il sole. Non riusciva a smettere
di ridere.
Clay pens che non era la lente, ma la donna che voleva riportarla
a galla, la cosa pi bella che avesse mai visto.

 Capitolo 29.

Sabato, 18 aprile 1942.
Oggi ho portato i dolci ai ragazzi della guardia costiera.
C'era anche Sandy, mi ha salutata con un gesto della mano mentre
distribuivo i biscotti, ma sapevo che non si sarebbe avvicinato
con tutta quella gente intorno. Ho parlato un po' con Teddy
Pearson e Ralph Salmon, soprattutto di Boston. Credono che
io non sappia niente del mondo perch non ho mai vissuto in
una grande citt. Jimmy Brown mi avr detto s e no due parole,
ma non me ne importa. Per ha assaggiato i miei biscotti
e mi ha ringraziata.
Quando stavo per andarmene, il signor Hewitt mi ha seguita
fuori. Mi ha chiesto come stavo, dopo la notte in cui abbiamo
avuto le spie tedesche in casa, ma ho capito che aveva
in mente qualcos'altro. Alla fine, quando era sicuro che nessuno
potesse sentirci, mi ha detto a bassa voce che doveva parlarmi
di una cosa molto importante. Ha annunciato che sarebbe
passato a prendermi sulla Pole Road un'ora dopo, proprio
all'imbocco per Kiss River. Se avesse visto qualcuno, avrebbe
tirato dritto e sarebbe tornato pi tardi. Si sarebbe fermato soltanto
se fosse stato sicuro che eravamo soli. Nessuno doveva
venire a sapere del nostro incontro.
Mentre mi parlava, non sono riuscita a spiccicare una parola.
Ho continuato ad annuire e intanto mi chiedevo se anche
lui sapeva di me e Sandy, come Dennis Kittering. In quel caso
sarei stata in un mare di guai, ma per Sandy sarebbe stato molto
peggio. Sono tornata verso casa, ma non sono entrata, perch
altrimenti avrei dovuto spiegare ai miei dove andavo. Ho
tirato dritto fino al luogo dell'appuntamento.
In realt non credo che il signor Hewitt sappia qualcosa di
me e di Sandy. O almeno non era quello il motivo per cui aveva
tanta urgenza di vedermi. Come aveva detto,  passato a
prendermi sulla Pole Road. Per fortuna non c'era in giro nessuno,
cos sono salita in macchina e ci siamo diretti a nord, verso
Corolla. Mi fido ciecamente del signor Hewitt e mi sentivo
al sicuro con lui, ma avrei voluto che arrivasse al punto, perch
morivo dalla curiosit. Mentre guidava era molto silenzioso,
continuava a guardarsi intorno per essere sicuro che nessuno
ci vedesse. Sono rimasta in silenzio per tutto il tragitto.
Non sapevo cosa dire e la sua agitazione innervosiva anche me.
Abbiamo percorso Pole Road quasi fino a Poyner's Hill,
poi lui ha svoltato in un sentiero che porta nel bosco, in modo
che la jeep non potesse essere vista dalla strada. A quel punto
ero davvero agitata, ho cominciato a chiedermi se il signor
Hewitt avesse in mente qualcosa di strano. Invece si  voltato verso
di me e mi ha sorriso.
Ti starai chiedendo perch ti ho portata fin qui ha detto.
Ho annuito, mi aspettavo che dicesse qualcosa su Sandy.
Questa  una faccenda molto seria, mi devi promettere
che quello che sto per dirti rimarr un segreto.
Ero confusa, ma a quel punto ero sicura che non volesse
parlarmi di Sandy e mi sono rilassata un po'. Non dir una
parola ho risposto, poi ho disegnato una croce sul cuore. Subito
dopo mi sono sentita stupida. Era un gesto da ragazzini.
Il tedesco che  stato ucciso dal cinghiale non  morto sul
colpo ha annunciato il signor Hewitt.
Ho annuito di nuovo. Lo so.
Per credi che non abbia mai ripreso conoscenza ha aggiunto
lui.
Non  cos? Io conoscevo la versione ufficiale: Winston
aveva picchiato la testa contro una roccia e non si era pi svegliato.
Il signor Hewitt mi ha fissata. No, ma  importante che la
gente continui a crederlo. D'accordo?
Continuavo a non capire. Perch mi confidava qualcosa
che nessun altro doveva sapere?
Questo significa che ha detto qualcosa prima di morire?
ho chiesto. Gli avete fatto delle domande?
Il signor Hewitt ha annuito. Le autorit lo hanno interrogato.
Sono in pochi a saperlo, io sono l'unica persona agli Outer
Banks che ne  al corrente. Ora lo sai anche tu.
Ho strabuzzato gli occhi. E perch proprio io?
Te lo dir fra un minuto. Ma prima devo essere sicuro che
non ne parlerai con nessuno.
Signor Hewitt ho detto, quasi offesa, so mantenere un
segreto.
D'accordo. Ha guardato fuori dal finestrino e io ho ricominciato
a innervosirmi. Il tedesco ha confessato che lui e
il suo compagno avrebbero dovuto ricevere delle informazioni
da qualcuno del posto, qualcuno che li aspettava a riva.
Che tipo di informazioni? ho chiesto. So benissimo che
bisogna stare all'erta perch potrebbero esserci delle spie tedesche,
ma Dennis mi aveva spiegato che i tedeschi non avevano
bisogno di soffiate sui mercantili: le navi erano l fuori,
dove tutti potevano vederle, come pesci pronti a finire nella
rete.
Non lo sappiamo esattamente ha risposto lui. Crediamo
che qualcuno voglia aiutare i tedeschi a sbarcare per sabotare
le nostre centrali elettriche, le linee ferroviarie e altri punti
nevralgici. Magari gli forniscono anche documenti falsi e denaro.
Qui intorno nessuno farebbe una cosa del genere ho osservato,
scioccata.
Temo che qualcuno lo abbia gi fatto. Non sono riusciti a
sapere altro dal marinaio tedesco, prima che morisse. Ha detto
solo che lui e Miles avrebbero dovuto incontrarsi con l'informatore
il giorno dopo il loro arrivo, ma ovviamente non sono
mai andati a quell'appuntamento. Visto che sono sbarcati
vicino a Kiss River, crediamo che l'uomo, o la donna, che avrebbero
dovuto incontrare si trovi da queste parti.
Ho scosso la testa, incredula. Pensavo a tutte le persone
che conosco e che vivono in questa zona. Non posso crederci.
Lo so. La cosa che mi preoccupa di pi  che la persona
che cerchiamo ha la possibilit di far sbarcare i tedeschi e
questo significa che potrebbe essere... Per il signor Hewitt non 
stato facile finire la frase e non potevo certo biasimarlo. Potrebbe
essere uno dei miei uomini.
Qualcuno della guardia costiera? ho chiesto. Ero sbalordita.
Quei ragazzi amano il loro Paese, lavorano duro e rischiano
la vita per difendere la costa. Non oso pensare a come reagirebbe
Sandy se venisse a sapere che uno dei suoi compagni 
un traditore.
 difficile da accettare, ma dobbiamo affrontare la realt.
Sei disposta ad aiutarmi? ha chiesto.
E come?
Tu piaci ai miei uomini, qualcuno di loro si  anche preso
una cotta per te. Sono contenti quando ci vieni a trovare e
non sospetterebbero mai che sei in combutta con me. Hai solo
quindici anni e sei una ragazza, ma sei sveglia. Per un attimo
 rimasto in silenzio, a fissare il vuoto. Ascolta, Bess. Quello
che ti sto chiedendo di fare non  una passeggiata. Ci ho riflettuto
a lungo prima di proportelo. Ho parlato di te agli uomini
che hanno interrogato Winston e mi hanno risposto che
non coinvolgerebbero mai una ragazzina in un'indagine cos
pericolosa. Loro non sanno che te l'ho chiesto. Basta che tu dica
di no e io non te lo chieder mai pi. Se accetti, per, nessuno
deve sapere quello che stai facendo.
 difficile spiegare come mi sono sentita in quel momento.
Forse onorata"  la parola che rende meglio l'idea. Il signor
Hewitt mi dimostrava una fiducia che non credevo di meritare.
Io e lui saremmo state le uniche persone agli Outer Banks a
sapere quello che stava succedendo. A parte la spia, naturalmente.
Sono sicura che scopriremo che non  uno dei ragazzi
della guardia costiera, ma non riesco proprio a immaginare chi
possa essere.
Far tutto quello che posso per aiutarla ho risposto. Che
cosa devo fare?
Devi solo continuare a portare i dolci ai ragazzi, magari
un po' pi spesso di prima. Ti fermi a chiacchierare con loro,
fai qualche domanda. Ma devi essere prudente, mi raccomando.
Vedi se riesci a scoprire se qualcuno di loro ha dei parenti
in Germania, o se all'improvviso ha pi soldi di quanti ne dovrebbe
avere.
E perch dovrebbe avere pi soldi?
Probabilmente i tedeschi lo pagano profumatamente per
quello che fa.
Ma certo. Mi sono sentita una stupida per aver fatto una
domanda del genere.
Non devi dire a nessuno quello che stai facendo ha ripetuto
il signor Hewitt, nel caso non avessi ancora recepito il
messaggio. Nemmeno ai tuoi genitori. Mi dispiace metterti in
questa posizione.
Gli ho risposto che non importava. Avevo visto la morte
con i miei occhi e avrei fatto qualunque cosa per cercare di trovare
chi aiutava i tedeschi a commettere quelle azioni orribili.
Avrei voluto chiedergli se potevo confidarmi almeno con
Sandy. Prima di tutto, avrebbe potuto aiutarmi: conosceva molto
bene gli altri uomini e forse sapeva se qualcuno di loro aveva
un motivo per simpatizzare con i tedeschi. E poi avevo paura
che Sandy potesse sospettare che flirtavo con gli altri ragazzi,
se trascorrevo troppo tempo con loro. Per fortuna per mi sono
fermata appena in tempo. Se l'avessi chiesto, avrei dovuto
anche dire al signor Hewitt di noi due.
Dobbiamo trovare un modo di comunicare che non desti
sospetti, altrimenti i miei uomini staranno attenti a quello che
dicono quando ci sei tu ha continuato il signor Hewitt.
Ho riflettuto per un momento, poi mi  venuto in mente
il modo in cui io e mia cugina Toria ci scambiavamo i messaggi,
quando lei viveva vicino a Kiss River. Ho frugato in una
delle tasche e ho consegnato al signor Hewitt la chiave del faro.
Faremo cos ho annunciato. Una volta alla settimana, o
tutte le volte che sar necessario, le lascer un messaggio nella
stanza della lanterna del faro, per farle sapere quello che io
sono riuscita a scoprire.
Il signor Hewitt ha corrugato la fronte. Qualcuno potrebbe
vedermi mormor. E i tuoi genitori vanno spesso in quella
stanza. Potrebbero trovare il messaggio prima di me.
A questo avevo gi pensato. Piegher il biglietto e lo infiler
nel giunto di ottone alla base della lente, nel lato pi vicino
alla casa. La notte lei salir nella stanza, prender il biglietto
e me ne lascer un altro, nel caso in cui voglia farmi sapere
qualcosa. Cos non avremo problemi, giusto?
Il signor Hewitt era pensieroso. Sei sicura che i tuoi genitori
non troveranno il biglietto?
Ho scosso la testa. Dobbiamo solo fare in modo che lei ritiri
il messaggio la stessa notte in cui io lo lascio, e io andr a
prendere il suo biglietto al mattino presto.
Ma i tuoi potrebbero insospettirsi se ti vedono entrare nel
faro prima che tu vada a scuola.
Non credo. Cercher di non farmi vedere, ma anche se lo
venissero a sapere, non sarebbe una cosa poi cos strana.
Per una volta alla settimana non basta ha detto il signor
Hewitt. Almeno due. Cosa ne dici di marted e venerd notte?
Potrebbe andare?
Ho annuito. L'importante  che lei vada a prendere il biglietto
tutti i marted e tutti i venerd, altrimenti i miei potrebbero
trovarlo e sarei costretta a dire la verit.
No. Il tono di voce del signor Hewitt mi ha spaventata.
Qualunque cosa succeda, non devi dirgli quello che stai facendo.
Inventati qualcosa, ma loro non devono scoprirlo. Mi
ucciderebbero se sapessero che ti ho coinvolta.
D'accordo. Lei per cerchi di ritirare i miei messaggi nei
giorni stabiliti. All'improvviso mi sentivo importante, come
se potessi dare ordini.
E cos adesso lavoro per l'FBI, in un certo senso.  la cosa
pi eccitante che mi sia mai capitata, e non posso raccontarla
a nessuno. Sar difficile riuscire a non dire niente a Sandy, ma
ho promesso. E manterr il segreto.

 Capitolo 30.

Alec si svegli poco prima della mezzanotte. Apr gli occhi e
attraverso le finestre della camera da letto vide la luna specchiarsi
nelle acque dello stretto. La luce era cos intensa che probabilmente
era stata quella a svegliarlo. Il vento si era portato via
le nuvole del giorno prima e adesso in cielo vi era una stellata
magnifica. Gli venne un'idea e sorrise compiaciuto.
Si gir e scosse piano la spalla della moglie. Olivia?
S? Lei apr gli occhi. Cos' successo?
Niente disse lui. Ma fuori  bellissimo. Vado a svegliare
i bambini e li porto a Jockey's Ridge.
Dov' che li porti? Olivia sorrise e si appoggi su un gomito,
per guardarlo meglio in viso.
Lo facevo spesso quando Lacey e Clay erano piccoli disse
Alec, con una nota di malinconia nella voce. Un pizzico di
avventura non guasta ogni tanto.
Olivia si volt e guard la sveglia. Ma  quasi mezzanotte
protest.
S, ma domani  domenica. I bambini possono dormire.
Alec indic fuori dalla finestra. Guarda che spettacolo.
Olivia si stropicci gli occhi. Non riuscirai mai a svegliare
Jack borbott.
Jack aveva il sonno profondo, riusciva a dormire ovunque
e a qualunque ora.
Scommettiamo? disse Alec.
E poi a quest'ora Jockey's Ridge  chiuso.
E allora?
Olivia sorrise di nuovo. Tu sei tutto matto.
Vieni con noi?
Olivia esit, ma solo per un attimo. Certo mormor, mentre
scostava le coperte. Dovr portare a casa i bambini, dopo
che ti avranno arrestato.
Fantastico. Alec si alz dal letto e si avvicin all'armadio.
Io vado a svegliare Jack, tu pensa a Maggie. Si vest in
fretta, poi and nella camera del figlio.
Jack dormiva sodo e non fu facile svegliarlo. Quando lo vide
lottare per tenere gli occhi aperti, Alec si sent in colpa.
Non ho voglia di alzarmi, pap bofonchi, seduto sul
letto e appoggiato al braccio del padre.
Quando doveva andare a scuola, l'unico modo per svegliarlo
era costringerlo a rimanere seduto. Altrimenti si sarebbe
riaddormentato nel giro di un secondo.
Dopo sarai contento, Jack disse Alec. Lo facevo sempre
quando Lacey e Clay avevano la tua et. Neanche loro avevano
voglia di alzarsi quando li svegliavo, ma scommetto che ti
direbbero che ne vale la pena.
Jack per non contribuiva alle operazioni, appoggiato a peso
morto al padre.
Forza, Jack. Devo prenderti in braccio?
Lui annu, con gli occhi chiusi, e Alec sorrise. Ormai suo
figlio era grandicello per farsi portare in braccio.
Mentre sorreggeva Jack con una mano, con l'altra accese
la lampada sul comodino. Era una mossa crudele, ma funzionava
sempre.
Va bene, mi alzo borbott Jack, sconfitto, mentre scendeva
dal letto.
Puoi anche rimanere in pigiama disse Alec. Sapeva che
Olivia avrebbe protestato, ma non vedeva l'ora di partire.
Olivia e Maggie li aspettavano in cucina. Vide la moglie
che metteva una confezione di spray contro le zanzare in borsa.
Buona idea, lui non ci aveva pensato. Appena lo vide, Maggie
gli corse incontro.
Che bello pap, che bella idea che hai avuto. Lo guard,
il viso illuminato dall'entusiasmo.
Alec le sorrise. Maggie gli somigliava, aveva lo stesso fisico
slanciato e pi energia in corpo di quanta ne riuscisse a consumare.
Jack, invece, assomigliava di pi a Paul Macelli, il suo
padre biologico: era intelligente, riflessivo e un po' poeta.
Ma non  vestito protest Olivia, come previsto, quando
si accorse che Jack era in pigiama.
Almeno  in piedi si giustific Alec.
Che  gi molto ammise Olivia con un sorriso.
Scesero in garage e salirono sul furgone, Olivia di fianco
ad Alec e i due bambini dietro. Alec fece retromarcia, poi si diresse
verso la statale e svolt a destra. Lungo la strada non c'erano
altre macchine oltre la loro.
Questa  una cosa che facevi anche con Clay e Lacey?
chiese Jack.
S, quando erano piccoli.
Allora dovremmo andare a prenderli sugger Jack.
S! grid Maggie.
I bambini adoravano i fratelli pi grandi.
Kiss River  dalla parte opposta osserv Alec, anche se
l'idea lo allettava.
Lacey sarebbe stata al gioco, ma dubitava che Clay sarebbe
stato disposto ad alzarsi nel cuore della notte. Il suo entusiasmo
si era spento con la morte di Terri. Per lui era gi difficile
avere voglia di fare qualcosa durante il giorno, figurarsi di
notte.
Hanno ragione, dobbiamo andare a prenderli disse Olivia.
Se decidiamo di fare una pazzia, dobbiamo farla fino in
fondo.
Alec non aspettava altro. Fece inversione in un parcheggio
e si diresse verso Kiss River. Dopo qualche chilometro, dallo
specchietto retrovisore vide Jack che lottava per tenere gli occhi
aperti, con la testa appoggiata al finestrino.
Siamo quasi arrivati, Jack disse.
Il bambino apr gli occhi e si raddrizz sul sedile.
Raggiunsero la strada sterrata che portava a Kiss River.
Alec svolt e imbocc lo stretto tunnel formato dai rami degli
alberi. Nemmeno quella notte la luce della luna riusciva ad avere
la meglio su quel buio assoluto, era quasi lugubre.
Questa strada mi fa venire i brividi. Sarebbe il posto ideale
per nascondere un cadavere borbott Jack.
Magari  abitata dalle streghe ribatt Maggie.
Le streghe non esistono spieg Jack alla sorella, con tono
sprezzante.
Se  per questo, non esistono neanche i cadaveri ribatt
Maggie, con l'innocenza dei bambini che hanno la fortuna di
essere sempre stati protetti.
La verit era che neanche ad Alec piaceva percorrere quella
strada, non perch temeva di fare incontri strani, ma perch
risvegliava in lui ricordi poco piacevoli. Ogni volta si sentiva
a disagio.
Clay gli aveva dato la chiave del lucchetto. La porse a Olivia,
che scese a spostare la catena. La osserv alla luce dei fari
dell'auto. Con i capelli spettinati sciolti sulle spalle assomigliava
pi a una ragazzina che a una donna di quarantanove
anni. Olivia dovette trafficare con il lucchetto, ma alla fine
riusc ad aprirlo. Risal in macchina e Alec si avvi sul sentiero
ghiaioso.
C' qualcuno sveglio osserv Olivia, mentre entravano
nel parcheggio.
La luce di una delle stanze del piano superiore era accesa.
La vista dei vetri colorati aument il disagio di Alec. Ormai
avrebbe dovuto essersi abituato, ma ogni volta che vedeva quelle
vetrate aveva la stessa reazione, un misto di stupore e tristezza.
Quella  la stanza di Lacey? chiese Maggie.
Credo che sia la camera affittata da Gina rispose Alec. Si
era completamente dimenticato di lei.
Chi  Gina? chiese Jack.
 un'amica di Lacey e di Clay che ha preso in affitto una
delle stanze spieg Alec, mentre slacciava la cintura di sicurezza.
Vado a chiamarli. Voi aspettate qui.
Attravers il parcheggio e raggiunse l'ampio cortile sabbioso
davanti alla casa. La luna gettava un'ombra lunga e stretta
sulla sabbia bianca. Decise di non bussare alla porta d'ingresso.
Raccolse alcune conchiglie dalla spiaggia e le lanci contro
la finestra di Clay.
Clay? chiam, a bassa voce.
Qualche secondo dopo lo vide affacciarsi alla finestra.
Pap? Cos' successo?
Sto portando Jack e Maggie a Jockey's Ridge. Vogliono
che tu e Lacey veniate con noi gli spieg a quel punto.
Clay scoppi a ridere. Voi siete matti.
Coraggio. Domani  domenica, non devi svegliarti presto.
Clay esit, poi chiese: Pu venire anche Gina?.
Certo rispose Alec.
L'idea non lo entusiasmava, per non sarebbe stato educato
lasciare Gina da sola, soprattutto visto che era gi sveglia.
Alec non era ancora riuscito a vincere la diffidenza nei confronti
di quella donna.
Torn verso la macchina. Nel frattempo tutte le luci del piano
di sopra erano state accese e la casa del guardiano risplendeva
come una cattedrale. Cinque minuti dopo, Clay, Lacey e
Gina li raggiunsero nel parcheggio e si sedettero sul sedile posteriore.
Alec sent Lacey che diceva a Gina: Te l'avevo detto che
mio padre non  normale.
Grazie per aver invitato anche me, dottor O'Neill mormor
Gina, appena si fu sistemata fra Clay e i bambini.
Sei la benvenuta, e chiamami Alec.
Durante il tragitto verso Jockey's Ridge nessuno apr bocca.
Alec si godette il silenzio, felice di avere tutti e quattro i figli
con s.
Nel parcheggio vicino alle dune non c'era anima viva.
Camminarono sulla sabbia, poi si arrampicarono su una delle
dune alla luce della luna. Alec non aveva pensato a portare una
torcia, ma quella notte non ce n'era bisogno. Not che Clay
guardava spesso Gina, mentre lei non aveva smesso un attimo
di osservare Jack e Maggie.
Eri gi stata qui? chiese Olivia a Gina, mentre riprendevano
fiato sulla cima della prima duna.
Dovevano scendere dal lato opposto per poi raggiungere
la meta finale: la vetta della duna pi alta.
Avevo visto le dune dalla strada, ma non ero mai venuta
quass rispose Gina. Guard verso l'oceano, un'immensa
macchia scura. Non sembravano cos alte.
Ci vollero altri dieci minuti per arrivare in cima. Era il punto
migliore per osservare le stelle.
Jack, Maggie disse Alec. Ci fermiamo qui. Preparatevi
un letto di sabbia.
Lacey spieg ai bambini come modellare la sabbia. Alec si
sdrai accanto a Olivia e l'abbracci.
Grazie per avermi assecondato mormor.
 stata un'idea grandiosa ammise lei. Anche se vedo
gi il mio nome stampato su tutti i giornali: Olivia Simon, direttrice
del pronto soccorso di Kill Devil Hills, arrestata durante
una gita notturna a Jockey's Ridge.
Alec rise e la strinse a s. Il nome di Olivia era gi apparso
sui giornali, anni prima, e lei non avrebbe sopportato che
succedesse di nuovo.
Guardate, una stella cadente! grid Lacey.
Alec non fu abbastanza veloce a sollevare lo sguardo.
Ve la siete persa disse Lacey. Era cos...
Eccone un'altra! esclam Gina. Punt il dito contro il cielo
stellato.
Voglio vederle anch'io si lament Maggie. Non  giusto,
io non ne ho ancora vista neanche una.
Continua a osservare, Maggie disse Clay.
Ma non so dove devo guardare.
Rilassati mormor Alec. Cerca di osservare tutto il cielo.
Non fissare lo sguardo su una sola stella.
A un tratto videro una grossa palla di fuoco attraversare il
cielo proprio sopra di loro e lasciare dietro di s una lunga scia
luminosa. Questa volta la videro tutti e un coro di voci stupite
si lev dalla duna.
E quello cos'era? chiese Lacey, esterrefatta.
Un UFO! grid Jack, senza il minimo dubbio.
Era un bolide spieg Gina. Anche lei era eccitata. Non
ne avevo mai visto uno prima d'ora. Guardate, si vede ancora
la scia.
Aveva ragione, adesso la scia era pi sottile, ma solcava il
cielo sopra le loro teste.
Che cos' un bolide? chiesero Clay e Jack, all'unisono.
 una meteorite enorme spieg lei. E molto luminosa.
Bisognerebbe segnalarne l'avvistamento, perch sono piuttosto
rare.
Quindi dobbiamo segnalarla? chiese Lacey.
Credo che si possa fare anche via Internet disse Gina.
La coda  formata dai pezzi della meteora che si staccano?
chiese Jack, senza togliere gli occhi dalla scia, che scompariva
a poco a poco.
No, per ci sei andato vicino. Sono molecole d'aria incandescenti.
Cavolo! esclam Maggie. Fa paura. Le stelle cadenti non
cadono mai sulla terra?
Alec stava per rispondere, ma Gina lo precedette. A volte
s disse. Ma non capita spesso. Ne cadono solo fra le venti
e le cinquanta al giorno.
Cinquanta al giorno ripet Jack. Ma sono tantissime.
Allora perch non le vediamo mai?
Sembrano tante, ma se ci pensi bene non  cos osserv
Gina. Supponiamo che ogni giorno sulla terra cadano cinquanta
meteoriti. Secondo te dove vanno a finire? Pensa a come
 fatto il globo terrestre.
Erano tutti sdraiati sulla sabbia e la voce di Gina fluttuava
nell'aria sopra di loro, come se non appartenesse a nessuno.
Alec aveva dimenticato che Gina era un'insegnante.
 rotondo disse Maggie.
Giusto. E da cosa  coperta la superficie? chiese Gina.
Da due terzi d'acqua e un terzo di terra recit fiero Jack.
Bravissimo. Quindi? continu Gina.
Quindi le stelle cadono in acqua! esclam Maggie, sempre
pi interessata.
Giusto conferm Gina. Immaginiamo che i due terzi
delle meteoriti cadano in acqua. Ne restano circa sedici, che invece
cadono sulla terraferma. Pensate di nuovo a com' fatto
il globo.  interamente popolato?
No disse Jack. Ci sono un sacco di posti in cui non c'
nessuno.
E molti altri in cui vivono solo poche persone aggiunse
Gina. Circa un quarto della terraferma  disabitato o scarsamente
popolato. Secondo voi, questo cosa significa?
Che rimangono solo dodici meteoriti disse Clay.
Non capisco. Maggie ora era confusa.
Se le meteoriti cadono dove non vive nessuno, nessuno
pu vederle spieg Olivia.
Se pensate a quanto  grande la terra concluse Gina, dodici
meteoriti non sono poi tante.
Se ti cadono in testa s! esclam Maggie.
Scoppiarono tutti a ridere, poi per un po' rimasero in
silenzio. Alec dovette ammettere che Gina era brava a spiegare,
Jack e Maggie non si erano persi una sola parola.
All'improvviso Jack balz in piedi. Maggie disse, ti va
di rotolarti gi?
Maggie non se lo fece ripetere due volte, scatt in piedi come
una molla. Poi afferr il braccio di Gina. Vieni anche tu.
Gina rise e Alec fu sorpreso di vederla sdraiarsi accanto ai
bambini e rotolarsi nella sabbia insieme a loro. Si alz a sedere
e li osserv scomparire ai piedi della duna. Sentiva le loro
risate e le urla di Maggie.
Anche Clay si era seduto a guardare e aveva abbozzato un
sorriso malinconico. Clay era diventato cos silenzioso ed evasivo
negli ultimi mesi, aveva innalzato un'invisibile barriera
intorno a s e Alec non sapeva come aiutarlo.
Clay? lo chiam, a voce bassa.
Lui si volt.
Domani ti andrebbe di fare windsurf con me, se c' il vento
giusto?
Clay esit un attimo, poi annu. Perch no?
Olivia si sporse in avanti e grid: Tutto bene, laggi?.
Non ci fu risposta, ma poi sentirono il respiro affannato dei
tre che risalivano la duna fra le risate. Quando arrivarono in
cima si lasciarono cadere sulla sabbia, sfiniti.
Rimasero sdraiati a guardare le stelle in silenzio, finch Olivia
si addorment fra le braccia di Alec. Anche Jack e Maggie
dormivano. Alec avrebbe voluto rimanere l fino al mattino, con
la sua famiglia riunita e al sicuro sotto quello spettacolo mozzafiato.
Avrebbe voluto condividere i suoi pensieri con Clay, dirgli
che bastava trovarsi sotto quel cielo per capire che la vita 
breve, che  fragile, che bisogna difenderla e viverla fino in fondo.
Ma non os rompere quel silenzio riverente. Era una lezione
che Clay avrebbe dovuto imparare da solo.

 Capitolo 31.

Alle dieci del mattino seguente, Clay trov suo padre che lo
aspettava sulla spiaggia dello stretto. Altri tre o quattro surfisti
li avevano preceduti, ma a parte loro non c'era molta gente.
Quella spiaggia non era una delle mete preferite dai turisti
e una volta in acqua, la baia sarebbe stata tutta loro.
Non faceva windsurf con suo padre dall'estate precedente,
da quando Terri era ancora viva. Clay si rese conto di aver
sempre dato per scontato che lei ci fosse. Dopo aver fatto windsurf
con suo padre, tornava e trovava la casa in ordine, l'erba
del giardino tagliata, la cena in tavola. Anche lui faceva la sua
parte, certo, ma il grosso l'aveva sempre sbrigato lei. Le donne
erano pi indipendenti degli uomini. Le single che conosceva
se la cavavano bene anche da sole, lui invece non avrebbe
potuto fare a meno dell'aiuto di sua sorella. Non c'era da
stupirsi che Lacey e Gina non avessero intenzione di sposarsi.
Il vento  perfetto disse Alec, mentre scaricava la tavola
e la vela dal tetto del furgone.
Saranno trenta chilometri all'ora rispose Clay.
In realt, fino a quel momento non aveva neppure notato
che vento ci fosse. Il windsurf non era la ragione principale che
lo aveva spinto ad accettare l'invito del padre. Aveva bisogno di
trascorrere un po' di tempo con lui, ma il motivo era un altro.
Grazie per aver accettato di venire alle dune, ieri notte
mormor Alec, mentre Clay scaricava la vela dalla jeep.
Mi sono divertito, come quando ci andavamo da bambini
rispose lui.
Ripens alla notte prima, alla presenza di Gina. Gli era
piaciuto il modo in cui aveva giocato e riso con Jack e Maggie. Aveva
scoperto un lato di lei che non conosceva.
Jack e Maggie adorano Gina osserv Alec, come se gli
avesse letto nel pensiero.
Clay prese la tavola e si incammin verso la riva. S, ci sa
fare con i ragazzi.
Mentre si preparavano, in silenzio, Clay ammir il fisico
asciutto del padre. Faceva troppo caldo per la muta, cos ignorarono
il pericolo delle meduse ed entrarono in acqua solo con
il costume da bagno.
Una volta sulle onde, Clay riusc finalmente a rilassarsi. Il
windsurf  uno sport silenzioso, forse per questo lo amava tanto:
non c'era bisogno di parlare. Lui e suo padre erano ottimi
surfisti e si inseguirono dalla spiaggia alla boa fino a quando
Alec non si stanc e usc ad aspettare il figlio sulla spiaggia.
Poi anche Clay torn a riva e caricarono le tavole e le vele
sul furgone. Quando stavano per partire, Clay chiese ad Alec
se gli andava di mangiare qualcosa.
Certo. Alec accett subito l'invito. Da Shorty?
Quel giorno Gina era di turno e Clay avrebbe preferito che
lei non fosse nei paraggi, considerato ci di cui voleva parlare
con il padre. A quell'ora, per, qualunque altro posto sarebbe
stato affollato dai turisti.
Va bene mormor.
Quando erano tornati a casa, la notte prima, Lacey era andata
subito a dormire, mentre lui e Gina si erano fermati in cucina
per uno spuntino. Clay aveva preparato delle uova strapazzate
e tostato alcune fette di pane, mentre lei cercava un sito a cui
segnalare l'avvistamento della meteora. Poi si erano seduti a tavola,
l'uno di fronte all'altro. Il giorno prima Clay le aveva ordinato
un regalo via Internet ed era stato tentato di dirglielo, ma
aveva resistito alla tentazione per non rovinare la sorpresa. Non
vedeva l'ora di osservare la sua espressione quando lo avrebbe
aperto. Seduto l, di fronte a lei, stanco ma soddisfatto, aveva ritrovato
una serenit che non provava pi da molto tempo.
Gina aveva i capelli arruffati e pieni di sabbia. Era una delle
prime volte che Clay la vedeva cos rilassata. Mentre mangiavano
avevano parlato di Jack e di Maggie, e di com'era stato
crescere con un padre come Alec.
Lui  il pi normale nella nostra famiglia aveva riso Clay.
Quella strana era mia madre.
Aveva raccontato a Gina che sua madre si rifiutava di portare
l'orologio e non voleva che in casa ci fossero sveglie, della
totale mancanza di regole nell'educazione sua e di Lacey, del
suo senso dell'umorismo e della sua voglia di divertirsi. Aveva
cercato di ricordare tutte le cose eccentriche e strampalate
che aveva fatto sua madre. Aveva parlato pi quella sera che
negli ultimi otto mesi. Per non avevano affrontato altri argomenti
e quando pi tardi si erano augurati la buonanotte, Clay
aveva avuto la sensazione di essersi lasciato sfuggire un'occasione.
Come temeva, e sperava, fu Gina ad arrivare al loro tavolo per prendere le ordinazioni.
Per colpa sua, stamattina ho avuto serie difficolt ad alzarmi,
dottor... Alec disse, mentre versava il caff.
Aveva parlato con un tono di rimprovero, ma sorrideva.
In effetti aveva gli occhi gonfi e l'aria stanca.
Per mi sembra che ti sia divertita osserv Alec.
Ho ancora la sabbia nei capelli borbott Gina. Tocc una
delle trecce con la mano libera. Jack e Maggie sono adorabili.
E tu sei un'ottima insegnante rispose Alec. Da quando
si  svegliata, stamattina, Maggie non ha smesso un secondo
di parlare di palle di fuoco e meteoriti.
 stato spettacolare, vero? Gina appoggi la caraffa sul
tavolo e prese il blocchetto per le ordinazioni. Cosa vi porto?
Ordinarono due panini, poi Clay osserv suo padre seguire
Gina con lo sguardo mentre spariva in cucina.
Clay vers la panna nel caff e mescol piano, incerto su
come introdurre l'argomento.
Alec gli facilit il compito. Ieri notte, alle dune disse, ho
avuto l'impressione che Gina ti piaccia molto.
Clay bevve un sorso di caff, mentre si chiedeva da cosa
suo padre l'avesse capito. Tanto per cominciare, a lei non interesso,
n io n nessun altro uomo. E poi sollev la testa e
guard suo padre negli occhi, sono passati solo otto mesi.
Alec annu. Lo so, Clay.
Da quanto tempo era morta la mamma, quando hai iniziato
a frequentare Olivia?
Alec tir un respiro profondo e si sistem meglio sulla sedia.
Guard il soffitto, come se cercasse di ricordare. Abbiamo
iniziato a vederci in giugno mormor, cio circa sei mesi dopo
la morte di tua madre. Ma  trascorso qualche altro mese prima
che diventasse una cosa seria, perch mi sentivo in colpa.
Davvero? Clay fu sorpreso.
Certo! esclam Alec.
Questa volta fu Clay a sospirare.  proprio cos che mi
sento. Non credo che sia giusto guardare in quel modo un'altra
donna. Mi sembra di tradire Terri.
Alec sorrise. So benissimo come ti senti. Passer, con il
tempo.
Non sono sicuro di volere che passi. Non credo di meritarmelo.
Non sono stato il migliore dei mariti. Ecco, l'aveva
detto. D'un tratto si rese conto che suo padre avrebbe potuto
fraintendere. Non l'ho tradita, non in quel senso.  solo che...
Non esistono mariti perfetti lo interruppe Alec. E nemmeno
mogli perfette.
In quel momento Gina torn da loro e vers dell'altro caff.
I panini saranno pronti in un minuto.
Quando si allontan di nuovo, Alec si sporse in avanti, verso
Clay. Capisco come ti senti, ci sono passato anch'io disse.
Io e Olivia abbiamo cominciato come amici, non avevo previsto
che succedesse quello che  successo. Ero ancora molto
innamorato di tua madre. Poi la nostra relazione  cambiata,
in modo naturale. Non cercare di forzare le cose, cerca solo di
esserle amico.
Clay pens che suo padre non avesse alcun motivo per sentirsi
in colpa, ma non gli sembr il caso di affrontare l'argomento.
Le cose vanno bene, fra te e Olivia? chiese.
Benissimo.
Come con la mamma?
L'espressione di Alec si incup.  diverso, Clay. Molto diverso.
Se tua madre fosse ancora viva, adesso la nostra relazione
non sarebbe com'era dieci anni fa. Le persone cambiano.
Clay alz la testa e vide Gina avvicinarsi con i panini.
Vi porto qualcos'altro? chiese, con le mani appoggiate
sui fianchi.
Siamo a posto cos rispose Clay. Grazie.
Finch Gina non si fu allontanata dal tavolo, nessuno dei
due parl.
Per non sono sicuro che Gina sia la persona giusta per
te osserv Alec.
Perch lo dici?
Innanzitutto, vive nello Stato di Washington. Non voglio
che tu vada cos lontano.
Non ti sembra un discorso un po' prematuro? disse Clay
con un sorriso.
Alec diede un morso al panino. C' qualcosa in lei che
non mi convince borbott. Mi sembra impossibile che non
fosse al corrente che il faro di Kiss River  crollato dieci anni
fa. Anche se  solo un hobby per lei, avrebbe dovuto esserne a
conoscenza. Non sapeva neanche che alla lente manca un pannello.
S, che lo sapeva.
Prima o dopo che gliel'ho detto io?
Clay conosceva la risposta, ma non voleva alimentare i sospetti
del padre. Credo che abbia altro a cui pensare borbott,
per cercare di cambiare discorso.
Anche lui in realt non poteva fare a meno di essere diffidente
e non aveva dimenticato il modo in cui Gina aveva pronunciato
Fresnel. Per un attimo pens di raccontare ad Alec che
avevano ritrovato la lente, ma poi decise che non era il momento
migliore per rischiare di farlo infuriare.
Sta cercando di adottare una bambina indiana.
Alec fu sorpreso. E se ne occuper da sola?
Clay annu.  gi stata in India, ma  scoppiato uno scandalo
sulle adozioni e non ha potuto portarla a casa. La bambina
ha urgente bisogno di un intervento chirurgico, altrimenti
morir. Non  una situazione facile.
Dev'essere terribile disse Alec.
Credo che tutta questa storia della lente per lei sia soprattutto
un modo per tenersi impegnata. Altrimenti impazzirebbe.
Come te.
In che senso, come me?
Tu fai lo stesso con il tuo lavoro rispose Alec. Ma non
c' niente di male. Ognuno ha il suo modo di reagire. Io ho
lasciato sfogare il dolore. Non ho mai cercato di nasconderlo. Ricordi?
Ho smesso di lavorare per mesi. Non facevo altro che
fotografare il faro, perch mi ricordava tua madre. Tu, invece,
ti sfinisci per non pensare. Come oggi, con il windsurf. Sei bravo
a nascondere il tuo dolore, se  questo che cerchi di fare.
Nessuno pu capire come ti senti, a meno che non ti conosca
davvero. E io ti conosco, Clay.
Lui deglut. Si sent come un bambino colto in flagrante,
smascherato dal genitore. Non seppe cosa rispondere.
Dimmi solo una cosa prosegu Alec. Ma devi essere sincero.
Promesso?
Clay annu.
 solo per il suo aspetto?  quello che ti attrae?
No rispose Clay, anche se l'aspetto di Gina non lo lasciava
certo indifferente.  intelligente,  generosa, mi piace
parlare con lei. Sembravano frasi fatte, ma era la verit.
Allora, se ci tieni davvero a lei, smettila di nasconderti.
Falle capire chi sei e stai a vedere come reagisce. Sei sempre cos
chiuso in te stesso. Questa  la prima volta che mi parli di come
ti senti. Sei sempre stato di poche parole, fin da bambino,
ma negli ultimi mesi  diventato quasi impossibile parlare con
te. Vogliamo aiutarti, Clay. Non tagliarci fuori.
Lui cerc di sorridere. D'accordo.
Quella chiacchierata era stata una sua idea, ma aveva preso
una piega che lo metteva a disagio.
A che punto sei con il discorso per la conferenza?
Alec si appoggi allo schienale della sedia. L'ho finito
annunci.
Poi sorrise al figlio. Clay cap che il padre aveva accettato
la richiesta di tregua implicita nella domanda, sospir di sollievo
e diede un morso al panino.

 Capitolo 32.

Mercoled, 29 aprile 1942.
Mi domando se il signor Hewitt si sia pentito di avermi
chiesto di aiutarlo.  il terzo messaggio che ci scambiamo, ma
in pratica non gli ho ancora riferito nulla. Fra l'altro, la mamma
mi ha vista salire in cima al faro prima di andare a scuola
e ovviamente mi ha chiesto che cosa stavo facendo. Le ho risposto
che la giornata era talmente bella che non volevo perdermi
la vista dell'oceano, ma non credo che l'abbia bevuta.
Dice che non le ubbidisco e si lamenta perch non sono mai a
casa. Ho lasciato i messaggi esattamente dove avevo detto, alla
base della lente, dove il giunto  un po' allentato. Questo sistema
funziona alla perfezione... a parte il fatto che finora non
ho avuto niente da dire al signor Hewitt.
Nel biglietto che ho trovato questa mattina, il signor Hewitt
mi chiedeva di fare quattro chiacchiere con il signor Sato.
Le parole esatte sono queste:
Buongiorno, Bess. Visto che conosci il signor Sato meglio di chiunque
altro, potresti fare quattro chiacchiere con lui? Deve sembrare un
incontro casuale, naturalmente. Usa il tuo istinto, cerca di capire se
potrebbe essere coinvolto, in qualche modo. Qualcuno dice che la sedia
a rotelle  solo una copertura. Se riesci a entrare in casa sua, controlla
se ha una radio, e guarda se all'esterno ci sono delle antenne.
Potresti coglierlo sul fatto mentre cammina, o mentre parla inglese.
O, meglio ancora, tedesco.
Non posso credere che mi abbia chiesto una cosa del genere!
Non  vero che conosco bene il signor Sato. L'ho solo salutato
da lontano qualche volta, quando passavo davanti a casa
sua, allo stretto, e non lo vedo da mesi. Non parla una parola
d'inglese e sono sicura che non pu camminare. Il signor
Hewitt mi ha dato una missione impossibile. Forse ha perso la
speranza che io riesca a scoprire qualcosa sui ragazzi della guardia
costiera.
Non si pu certo dire che non ci abbia provato. Ho trascorso
un mucchio di tempo con loro, alla stazione. Qualcuno
gli ha regalato un tavolo da biliardo e ho imparato come si gioca.
Ci vado dopo la scuola. Mamma e pap credono che io rimanga
a scuola oltre l'orario per aiutare la signora Cady a
riordinare dei libri, e in effetti l'ho fatto, ma solo una volta. Se
sapessero che gioco a biliardo con i ragazzi, penserebbero che
sto diventando un maschiaccio.
 vero che non mi comporto da ragazza, ma  solo un modo
per non far ingelosire Sandy. Non voglio che creda che sto
flirtando con i suoi compagni. Mi ha chiesto come mai passo
tanto tempo da loro e gli ho risposto che mi piace giocare a biliardo.
Odio dovergli mentire, ma questa  la prima bugia che
gli dico. Vorrei tanto potergli dire la verit, forse saprebbe come
aiutarmi. Gli ho chiesto se gli d fastidio che stia cos tanto
alla stazione e lui mi ha risposto di no. Si fida di me, e questo
mi fa sentire ancora pi in colpa.
Con i ragazzi parlo della guerra. Nel suo primo messaggio,
il signor Hewitt mi ha scritto che sono una grande attrice
e che nessuno sospetterebbe mai il vero motivo della mia presenza.
I ragazzi penseranno che sono molto curiosa, che voglio
sapere tutto quello che sta succedendo e che mi interessa molto
la loro opinione. Il signor Hewitt aveva ragione: con me si
lasciano andare, parlano senza freni. Faccio la parte della stupida
e chiedo cose ovvie, per esempio come mai siamo in guerra
con i tedeschi. Dalle loro risposte cerco di capire se dietro
quello che dicono si nasconde un atteggiamento filotedesco,
ma finora nessuno ha detto niente di sospetto. Quando c'
Sandy, per, non riesco a fingere di essere cos stupida. Lui mi
conosce, capirebbe subito che sto recitando.
Un mese fa sarei stata eccitata all'idea di giocare a biliardo
con Jimmy Brown, ma adesso mi chiedo che cosa ci trovavo in
lui. Ora che lo vedo per quello che  davvero, mi sembra
solo un ragazzino immaturo. A parte Sandy, il pi simpatico 
Ralph Salmon.  gentile e sensibile, e dopo che ho visto la sua
reazione quando abbiamo trovato il cadavere sulla spiaggia,
credo che non sarebbe capace di fare del male a una mosca.
Cerco di passare pi tempo con i ragazzi che conosco meno,
come Teddy Pearson, per esempio, e gli altri che se ne stanno
sempre in disparte. Se davvero il traditore  qualcuno della
guardia costiera, dev'essere per forza uno di loro. Teddy  timido,
o forse ha qualcosa da nascondere. Credo di piacergli,
perch quando giochiamo a biliardo vuole sempre stare in coppia
con me, ma  difficile farlo parlare.
Ieri, mentre ero alla stazione con i ragazzi,  arrivata la notizia
che i sottomarini tedeschi hanno affondato altre due navi
al largo di Hatteras. All'improvviso nessuno aveva pi voglia
di parlare ed  sceso il silenzio. Leggevo la rabbia nei loro occhi,
rabbia mista a paura. Teddy e Ralph non hanno pi voluto
giocare a biliardo. Nel biglietto che ho lasciato al signor
Hewitt, ieri notte, ho scritto che i suoi ragazzi sono molto legati
al loro Paese e che lavorano con impegno.  dopo questo messaggio
che il signor Hewitt mi ha chiesto di indagare sul signor
Sato. Cos, adesso devo escogitare un modo per incontrare un
uomo che non esce mai di casa. Come se fosse facile!
 da un po' che non vedo Dennis Kittering. Sono ancora
arrabbiata con lui per il modo in cui ha parlato di Sandy, e poi
ho paura che scopra che sto lavorando per il signor Hewitt.
Non mi stupirei se lo venisse a sapere, a quell'uomo non sfugge
niente.

Mercoled, ore 22,00.
Sono riuscita a parlare con il signor Sato, anche se forse
"parlare" non  la parola giusta. Sono andata a casa sua, sullo
stretto. La sua casa  proprio sull'acqua e, anche se  uguale a
tutte le altre, c' qualcosa che la fa sembrare giapponese. Innanzitutto
c' una strana costruzione vicino alla strada, qualcuno
mi ha detto che  una pagoda.  alta quasi come me e credo
che sia l'unica agli Outer Banks. Anzi, forse  l'unica in
tutto il Nord Carolina. Intorno alla casa ci sono dei vasi con delle
strane piante che sembrano bamb. C'era un'atmosfera inquietante
e speravo che ci fosse anche la nuora del signor Sato,
in modo che potesse farmi da interprete. Ha imparato il
giapponese al college, dove ha incontrato suo marito, il figlio
deceduto del signor Sato.
Avevo un piano. Prima di tutto ho ispezionato la parte anteriore
e laterale della casa per verificare se c'era un'antenna,
ma non ho trovato niente. Non sono riuscita a controllare il retro,
perch  sull'acqua. Poi ho bussato alla porta. Non mi ha
risposto nessuno, ma dopo un po' ho visto il signor Sato che
sbirciava da dietro una tenda. Forse aveva paura che qualcuno
fosse venuto a prenderlo per portarlo in uno di quei campi
di internamento. Anche se ero l per scoprire se era una spia,
mi  dispiaciuto averlo spaventato.
Un minuto dopo ha aperto la porta, rassicurato dal fatto
che fossi io. Era sulla sedia a rotelle.  un signore molto gentile,
mi ha salutata con un sacco di cenni del capo, ma non ha
detto niente.
A quel punto ho messo in atto la seconda parte del piano.
Conosco un paio di frasi in tedesco, che ho sentito dalla nonna
tedesca di mia cugina Toria. Le so pronunciare, pi o meno,
ma non so come si scrivono. La prima  qualcosa tipo: " Vii
gheets?, che dovrebbe significare: "Come va?", e la seconda :
Mack di tur zu", che vuol dire: "Chiudi la porta".
Cos, per metterlo alla prova, gli ho detto: Viigheets?. Lui
ha annuito, come se avesse capito, ma non ne sono sicura.
Ciao ha ribattuto. Credo che sia l'unica parola che sa dire
nella nostra lingua.
Posso usare il suo telefono, per favore? ho chiesto. Anche
questo faceva parte del piano. Da quella parte dello stretto le case
hanno il telefono, da noi invece non l'hanno ancora messo.
Mi ha sorriso con uno sguardo senza espressione ed ero sicura
che non avesse capito. Ho guardato dietro di lui per scoprire
se la nuora era in casa, ma non c'era. Me lo aspettavo, perch
fuori non avevo visto la sua auto.
Ho avvicinato la mano all'orecchio, come se stringessi una
cornetta, e ho indicato il soggiorno.
Ah! ha esclamato lui, poi ha annuito. Con la mano mi ha
invitata ad accomodarmi, mentre indietreggiava con la sedia
per lasciarmi passare.
Era strano essere in quella casa. Mi sono sentita come se fossi
in un altro Paese. Cerano pannelli e quadri giapponesi alle
pareti, devo ammettere che sono molto belli, e poi c'erano quelle
strane piante, e delle sedie con i braccioli e le gambe intagliate
nel bamb. Mi ha preceduta in cucina,  molto veloce con la
sedia a rotelle, dove tiene il telefono. Ho girato la manovella e
ho chiesto all'operatrice di mettermi in comunicazione con il negozio
dei Trager. Ho parlato con il signor Trager in persona e gli
ho chiesto se aveva i fiocchi d'avena, perch qualche volta mi 
capitato di non trovarli. Sa che li adoro, quindi speravo che non
rimanesse troppo sorpreso dalla mia chiamata. In realt era un
po' confuso. Sarebbe stato molto pi semplice andare a piedi al
negozio, visto che era una bellissima giornata. Comunque ha risposto
che li aveva e che mi aspettava.
Il signor Sato mi ha preceduta alla porta e mi ha dato giusto
il tempo di lanciare una rapida occhiata alla camera da letto e al
soggiorno. Ho visto una radio, ma era di quelle normali, come la
nostra, non una di quelle che si usano per trasmettere. Non ho
visto niente di strano, ma in realt non ho avuto molto tempo per
guardarmi intorno. Quando siamo arrivati vicino alla porta, ho
detto: Mackdi turzu, anche se vuol dire: "Chiudi la porta", perch
non so come si dice: "Apri". Lui ha continuato a sorridere e
ad annuire, come aveva fatto da quando ero arrivata. Non credo
proprio che abbia capito quello che avevo detto, ma bisogna anche
considerare che il mio tedesco  pessimo.
L'ho ringraziato e l'ho salutato. Una volta fuori, ho controllato
di nuovo se c'era un'antenna e in quel momento ho ripensato
a quando aveva guardato fuori dalla finestra, dietro la
tenda. Quanto era alto in quel momento? Era seduto sulla sedia
a rotelle oppure era in piedi? Era piuttosto basso, quindi
probabilmente era seduto.
Non posso certo dire di avere avuto una vera e propria conversazione
con lui, ma mi  sembrato una brava persona. Mi
sento come se avessi fallito la missione che mi aveva affidato
il signor Hewitt. Ancora una volta, non ho niente di interessante
da dirgli.

 Capitolo 33.

Quel marted il cielo era coperto e per una volta l'aria era fresca,
cos finalmente nell'auto di Gina c'era una temperatura accettabile,
nonostante l'impianto dell'aria condizionata fosse ancora
rotto. Il cielo grigio e la nebbia leggera, inoltre, facevano
sentire Gina a casa. Non si era ancora abituata al clima di quelle
parti.
Era diretta da Shorty, bench fosse pomeriggio inoltrato e
fosse il suo giorno libero. Era giorno di paga e lei era a corto di
soldi. Nello zaino aveva le foto della lente che Kenny aveva
scattato con la macchina fotografica subacquea e voleva mostrarle
a Walter e a Brian. Aveva detto a Clay che avrebbe riportato
lei Henry a casa.
Doveva studiare la prossima mossa. Forse avrebbe potuto
prendere lezioni di sub. Nuotare sott'acqua le era piaciuto e,
contrariamente a quanto pensava, non aveva avuto paura. L'immersione,
per, non sarebbe stata la soluzione ai suoi problemi.
La base della lente era immersa nella sabbia ed era quella
la parte che le serviva.
Nella stanza sul retro vi erano le solite facce, tranne una.
Ciao, Gina! sent gridare quando entr nella stanza.
Gina si volt e vide Lacey al tavolo da biliardo, con la stecca
in mano e Brock al suo fianco. Non aveva mai incontrato Lacey
in quella stanza, men che meno con Brock.
Gina si avvicin al tavolo, incerta su cosa dire. Dall'incidente
dei soldi della lotteria aveva fatto di tutto per evitare
Brock, e lui la trattava come se fosse la sua serva. C'era voluto
uno sforzo di volont non indifferente per riuscire a stare zitta,
ma questa volta non era sicura che ce l'avrebbe fatta.
Ciao, Lacey rispose, cercando di essere il pi naturale
possibile. Chi vince?
Brock era chino sul biliardo, i muscoli delle braccia tesi sotto
la pelle tatuata mentre prendeva la mira.
Lui sussurr Lacey, per non disturbarlo.
Brock mand due palle nella buca d'angolo, poi si alz.
Vuoi sfidare il vincitore? chiese a Gina.
No, grazie. Sono venuta solo a prendere Henry.
Non disse nulla dello stipendio, preferiva non parlare di
soldi in presenza di Brock.
Posso portarlo a casa io si offr Lacey.
No grazie, lo faccio volentieri rispose Gina. Divertitevi.
Ci vediamo stasera.
Si allontan. Non sopportava la vicinanza di Brock e non
poteva fare a meno di sentirsi tradita. Che cosa diavolo ci faceva
Lacey con il ragazzo che, con ogni probabilit, le aveva
rubato i soldi?
Brian e Walter erano assorti in una partita a scacchi. Henry
seguiva ogni loro mossa. Quando la vide avvicinarsi, Brian sollev
lo sguardo dalla scacchiera.
Ciao, dolcezza la salut. Ma oggi non  il tuo giorno libero?
S rispose lei. Ma  anche giorno di paga, cos ho detto
a Clay che avrei dato un passaggio a Henry.
Fu felice di notare che Henry non stava giocando. Temeva di
dover aspettare la fine della partita e di solito le loro sfide erano
interminabili. Del resto, quei tre non avevano alcuna fretta.
Kenny ha detto che ti avrebbe dato le foto della lente di
Kiss River intervenne Walter.
Infatti. Volete vederle?
Appoggi lo zaino sul pavimento e frug all'interno, poi pass
a Walter un mazzetto di fotografie. Il vecchio si sistem gli occhiali
sulla punta del naso e le osserv a distanza ravvicinata.
 gi qualcosa, no? disse. Sembra ancora tutta intera,
anche se  coperta di alghe.
Dovresti mostrare le foto ad Alec osserv Brian a quel
punto. Forse, se vedesse con i suoi occhi che non  andata in
mille pezzi, si deciderebbe a darci una mano.
In effetti ci aveva gi pensato, ma l'idea di provare di nuovo
a coinvolgere Alec nella faccenda del faro non la entusiasmava.
Henry la guard. Adesso possiamo andare?
S, se tu sei pronto.
Il vecchio annu e si alz. Andiamo.
Prima di uscire, Henry si mise il cappello di paglia, ma lo
tolse di nuovo quando entr in macchina. Era un vero gentiluomo,
pens Gina, ma di certo non era un chiacchierone. Gina
aveva trascorso parecchio tempo con lui, da Shorty e alla
casa del guardiano, ma quella era la prima volta che rimanevano
soli. Henry era silenzioso, quasi timido. Lei si scus perch
l'aria condizionata non funzionava ed Henry osserv che
quello strano rumore nel cofano peggiorava di giorno in giorno.
Questa fu la fine della conversazione. Rimasero in silenzio,
ma nessuno dei due era a disagio.
Gina non era mai stata a casa sua prima, cos, quando arrivarono
sulla strada principale, Henry le diede le indicazioni
per arrivarci. Gina cap che si dirigevano verso lo stretto.
La tua casa  vicino all'acqua? chiese.
Il vecchio rise. Direi proprio di s. Aspetta e vedrai.
Gina svolt in una strada secondaria dove la vegetazione
era molto fitta e intravide una casa isolata davanti a s. Quando
furono pi vicini, si accorse che era una palafitta. Tre lati del
cottage erano circondati da una sorta di ponte.
Rallent ed entr nel viale d'accesso.
 bellissimo...
S'interruppe e ferm l'auto accanto a una costruzione di
pietra alta e stretta, di fianco al viale d'accesso.
Ma questa  una pagoda osserv.
Gi disse Henry. Me l'hanno data insieme alla casa.
Gina avanz ancora di qualche metro lungo il viale, poi
spense il motore. Ti accompagno alla porta gli propose.
Non ce n' bisogno rispose lui, mentre apriva la portiera
dell'auto.
Lo faccio volentieri insistette Gina. Mi piacerebbe guardare
com' la vista dal ponte.
In questo caso, accomodati rispose Henry. Adoro quel
ponte.
La precedette sui tre gradini di accesso. Vieni. Indic il
retro del cottage.
Gina lo segu. Il cielo sopra lo stretto era ovattato da uno
strato di nebbia leggera, ma attraverso le nuvole si riusciva ancora
a intravedere il profilo del sole. Qualche rara imbarcazione
solcava la superficie dell'acqua per poi perdersi nella nebbia.
Da qui avrai visto tramonti meravigliosi disse.
Infatti.
Da quanto tempo vivi in questa casa?
Dal cinquantatr. Io e mia moglie ci abbiamo vissuto per
ben quarant'anni. Nostro figlio  cresciuto qui. Scosse la testa,
forse perch ripensava alle due persone che aveva amato
e perso. Un gran bel posto per un ragazzino aggiunse. Mio
figlio adorava l'acqua.
Come mai i vecchi proprietari avevano una pagoda?
Prima che ci venissimo noi, qui viveva un vecchio giapponese.
 una di quelle decorazioni orientali. Ho deciso di lasciarla
e col tempo mi ci sono affezionato.
Gina annu. S,  molto bella. Prov a immaginare Bess
che camminava intorno alla casa, in cerca dell'antenna. Ma
non ti senti solo, in inverno?
Dal punto in cui si trovava il cottage, non si vedevano altre
costruzioni in quel lato dello stretto.
Henry rise. Questo posto non  poi molto pi solitario di
quello in cui vivi tu osserv, riferendosi a Kiss River. Almeno
io non sono cos lontano dai negozi e dalla civilt.
Gina si avvicin ai gradini. Posso fare qualcosa per te, prima
di andare?
No, non ce n' bisogno disse lui. Mi cuciner un paio
di granchi per cena e me ne andr a dormire.
D'accordo.
Gina scese dal ponte e s'incammin verso il viale, dove
aveva lasciato la macchina. Quando la raggiunse, si volt per
salutare il vecchio con la mano. Lo guard ricambiare il saluto
ed entrare dalla porta d'ingresso del cottage, che evidentemente
non era chiusa a chiave.
Mentre faceva marcia indietro lungo il viale, lanci un'ultima
occhiata alla pagoda.
Quella era stata la casa di Moto Sato.
Quando arriv alla casa del guardiano, vide che la jeep di
Clay era nel parcheggio. Fu sorpresa, dal momento che di solito
Clay lavorava fino a tardi, ma ci che la stup di pi fu la
propria gioia per il fatto che lui fosse in casa.
Sasha le corse incontro mentre scendeva dall'auto ed entrarono
insieme. Clay era in cucina. Stava prendendo una birra
dal frigorifero e Gina vide un cartone di pizza appoggiato
sul pianale. Si sentiva profumo di peperoni.
Cosa ci fai gi a casa? chiese.
Stasera ho deciso di svignarmela presto disse lui. Mi
dispiace, sarei potuto passare io a prendere Henry.
Dovevo andare da Shorty in ogni caso, non preoccuparti
lo rassicur Gina, mentre si sfilava lo zaino dalle spalle e lo
appoggiava su una sedia.
Stava per dirgli che da Shorty aveva incontrato Lacey, ma
poi cambi idea. Clay non sarebbe stato contento di sapere che
sua sorella frequentava un altro uomo, soprattutto quel tipo di
uomo.
Ho qualcosa per te. Clay stapp la birra e si appoggi al
ripiano.
La pizza?
No. La pizza  per la cena di stasera, ma c' qualcos'altro.
Indic un pacchetto sul tavolo.  per te annunci.
Che cos'? chiese lei, mentre studiava la scatola.
L'ho vista e non ho potuto fare a meno di comprarla disse
Clay. Coraggio, aprila.
Gina si sedette, senza smettere di fissare il pacchetto. La
forma e le dimensioni erano quelle di una scatola da scarpe.
Era avvolto in una carta da regalo verde, con un nastro color
oro. Gina sciolse il fiocco e tolse la carta. Non si era sbagliata:
era una scatola da scarpe. Ma quando sollev il coperchio, dentro
vi trov una bambola dai tratti somatici indiani, che indossava
un sari rosa con striature dorate. Gina guard Clay, ammutolita.
 per Rani le spieg Clay.
Gina scoppi a piangere. Per una volta, per, dietro le lacrime
non c'era solo amarezza, ma anche gratitudine e speranza.
Clay era riuscito a stupirla. Prov a ringraziarlo, ma le
lacrime glielo impedirono.
Clay si sedette accanto a lei e le appoggi una mano sul
braccio. La mia intenzione non era quella di farti piangere
disse.
Lei si premette una mano sulla bocca. Sono commossa.
Si asciug le lacrime con il dorso della mano.  bellissima
mormor, mentre estraeva la bambola dalla scatola.
Sasha si avvicin e annus i capelli scuri, incuriosito. Gina
sfior il sari, guard le piccole scarpe dorate.
Ma dove l'hai trovata?
Su Internet rispose Clay.
Gina si sporse in avanti e lo abbracci. Cos vicina, lei
riusciva a sentire l'aroma muschiato del dopobarba. Poi, all'improvviso,
lo lasci andare e si alz in piedi.
Grazie, Clay disse, mentre rimetteva la bambola nella
scatola. Ora credo che andr nella mia camera.
Clay la guard con l'espressione di chi non riesce a capire.
E la pizza?
Magari pi tardi disse lei. Grazie ancora.
Nella sua stanza, la stanza di Bess, Gina prese di nuovo la
bambola dalla scatola e la mise sulla cassettiera, poi s'infil sotto
le lenzuola. Quella bambola era speciale. La fiss per qualche
minuto e quando si gir dall'altra parte, dalla finestra vide
la parete del faro, grigia all'imbrunire. Ricominci a piangere.
Mentre cercava di calmarsi, si disse che era solo su quello
che doveva concentrarsi: sul faro e su sua figlia. Non sull'uomo
che era riuscito a capirla come nessun altro.

 Capitolo 34.

Quella sera Clay si era fermato in ufficio fino a tardi. Quando
ricevette la telefonata di Gina era assorto nel lavoro.
Sono alla stazione di servizio, al chilometro tre esord
Gina.
Clay sentiva il rombo dei motori in sottofondo.
Cos' successo? chiese.
Quando sono uscita dal lavoro, la macchina non  partita.
Mi hanno trainata fino a qui.
La macchina di Gina era stata fin troppo tenace ad attraversare
tutto il Paese, non c'era da stupirsi che avesse esalato
l'ultimo respiro.
Ho provato a chiamare Lacey, ma non  raggiungibile
continu Gina. Potresti passare a prendermi mentre torni dal
lavoro?
Clay lanci una rapida occhiata all'agenda. Doveva uscire
mezz'ora dopo per andare a un appuntamento a Southern
Shores.
S disse, ma devo fermarmi da un cliente. Se non ti dispiace
aspettare, potrei...
Va benissimo lo interruppe Gina. Scusami per il disturbo.
Ci vediamo fra poco disse Clay, poi riagganci.
La sera prima, le cose non erano andate esattamente come
aveva previsto. Clay non si aspettava che Gina crollasse in quel
modo e che sparisse in camera sua per il resto della serata. Aveva
mangiato l'intera pizza da solo. Quella mattina, quando era
sceso al piano di sotto, lei era gi uscita per andare a lavorare.
Per tutto il giorno, lui si era chiesto se regalarle quella bambola
fosse stata una buona idea.
Quando arriv alla stazione di servizio, cerc di capire che
problema avesse la macchina di Gina.
Gi che ci siete, riparate anche l'aria condizionata disse
Clay ai meccanici, mentre lui e Gina stavano per andarsene.
Non posso permettermelo sussurr lei.
Ci penser io, non preoccuparti.
Mentre tornavano alla jeep, Gina rest in silenzio. Poi disse:
Hai fatto fin troppo per me, Clay.
Non puoi rimanere senza aria condizionata con questo
caldo rispose Clay mentre le apriva la portiera. E io posso
permettermelo.
Si sedette al posto di guida e not che Gina era accaldata.
All'aria fresca del giorno prima era seguito un caldo soffocante.
Non devi sentirti obbligata in nessun modo verso di me.
Lo so borbott lei, a bassa voce.
Stava per chiederle se aveva scoperto quale fosse la causa
del rumore che proveniva dal cofano, ma Gina lo precedette.
Guarda, c' Lacey. Indic una fila di vetrine.
Clay si volt.
 entrata in un negozio, con un uomo.
Un altro bofonchi lui. Era Josh, voglio sperare, o almeno
qualcuno che ha gi frequentato.
No,  uno nuovo disse Gina. Sembrava piuttosto avanti
con l'et, aveva la coda di cavallo e...
Clay rise, sollevato. Quello  Tom, suo padre.
Suo... Ah, gi, avevo dimenticato che Alec non  il suo vero
padre.
Passa molto tempo con Tom le spieg Clay.
Gina giocherell con il foro di ventilazione dell'aria condizionata,
poi si decise a chiedere: C' una cosa che non capisco.
Tu sei pi grande di lei e Alec  tuo padre, ma....
Mia madre ha avuto una breve relazione con Tom disse
Clay, in fretta. Era difficile immaginare sua madre che tradiva
Alec, e soprattutto era difficile accettarlo. All'inizio del loro
matrimonio, mio padre ha viaggiato molto. Mia madre era giovane
e vulnerabile, e credo che si sia sentita trascurata. Ma il
loro  stato un matrimonio solido. Sono riusciti a superare la
cosa.
Beati loro mormor Gina. Io non me la sono cavata altrettanto
bene.
Clay pens che forse avrebbe dovuto chiederle che cosa
volesse dire. Quel commento sembrava un invito, ma non os
rivolgerle una domanda tanto personale. Per qualche minuto
nessuno dei due parl.
Cosa devi fare per questo cliente? chiese Gina, mentre si
avvicinavano a Southern Shores.
 una coppia. Joe e Fiona Reiker. Erano amici miei e di
Terri disse. Non li vedeva pi dal funerale di Terri. Hanno
un vecchio cottage a Southern Shores e vogliono rinnovarlo.
Posso venire con te? Mi piacerebbe vederti all'opera.
Non credo che ti divertirai molto borbott Clay, ma se
ti va, vieni pure. In ogni caso, non potrei lasciarti in macchina
con questo caldo.
Clay svolt nel lungo viale di accesso che portava al cottage
sul lungomare, l'unico tra le case con i tetti a terrazza di
Southern Shores. Erano anni che desiderava ristrutturarlo e finalmente
i Reiker si erano decisi.
Quando entr, Clay si sent a disagio. Era la prima volta
che incontrava Joe e Fiona senza Terri. E con Gina. Fiona era
stata la migliore amica di Terri. Clay present Gina e sper che
gli amici non sospettassero che fra loro due ci fosse qualcosa.
Per evitare ogni equivoco, spieg con fin troppi particolari il
motivo per cui Gina si trovava con lui quella sera. Poi si dedic
al lavoro, fotograf e misur ogni angolo, illustr le possibili
modifiche. Fu una visita piuttosto professionale, almeno
finch venne il momento di salutarsi.
Gina si tenne in disparte, mentre Fiona abbracciava Clay.
Quando si staccarono, lei gli teneva ancora le mani sulle braccia
e aveva gli occhi lucidi.
Non abbiamo mai parlato del bambino disse Fiona.
Del bambino? Clay era esterrefatto.
S, avere saputo che Terri era incinta solo pochi giorni prima
che morisse... continu Fiona. So che questo ha reso la
perdita ancora pi dolorosa. Mi spiace tanto, Clay.
Il viso di Clay rest impassibile. Grazie mormor.
Quando lui e Gina raggiunsero la jeep, aveva le guance in
fiamme. Mentre lei saliva in auto, lui dovette appoggiarsi alla
portiera per restare in piedi.
Terri era incinta. Quando pensava di dirglielo?
Mentre tornavano a casa, Gina non apr bocca. Clay si dimentic
perfino che in macchina c'era anche lei. Per tutto il tragitto
cerc di ricostruire quello che era successo nei giorni che
avevano preceduto la morte di Terri. Non poteva biasimarla
per non averglielo detto. In quel periodo avrebbe anche potuto
annunciargli che aspettava tre gemelli e lui non avrebbe avuto
alcuna reazione. Aveva altro a cui pensare.
Quando raggiunsero la catena che chiudeva l'accesso al
sentiero, slacci la cintura di sicurezza per scendere ad aprire
il lucchetto, ma Gina aveva gi preparato la chiave. Dopo aver
spostato la catena risal in macchina e Clay si addentr nel sentiero.
Cosa c' che non va, Clay? chiese Gina, quando arrivarono
nel parcheggio.
Niente.
Lo stava facendo di nuovo. Si stava chiudendo in se stesso,
escludeva gli altri dal proprio mondo. Si ricord di ci che
gli aveva detto il padre. Poi gli tornarono in mente le parole di
Terri: Non  colpa tua.  solo che sei un uomo.
Spense il motore. In effetti si decise a dire, mentre si voltava
verso Gina, c' qualcosa che non va.
Hai voglia di parlarne?
Clay sospir e si sfreg le tempie con la punta delle dita.
Saliamo sulla torre.
Sopra di loro il cielo era color porpora, ma dentro il faro
era gi notte. Mentre salivano sulla scala a chiocciola si tennero
stretti alla ringhiera. Gina si ferm un paio di volte a riprendere
fiato e Clay la aspett appoggiato alla parete. Una
volta in cima, si sedette accanto a lei e cerc il modo giusto per
cominciare. Ma fu Gina a fare la prima mossa.
Cos' che ti ha sconvolto tanto, a casa di Fiona e Joe?
Clay guard il mare. Cerc la boa, ma non riusc a vederla.
Non sapevo che Terri fosse incinta. Lo disse in fretta, nella
speranza che in questo modo facesse meno male.
Avevo immaginato che si trattasse di questo borbott lei.
Ho visto la tua espressione quando Fiona ha parlato del bambino.
Dev'essere stato terribile venirlo a sapere in quel modo.
Sai com' morta Terri? La guard e vide il colore del cielo
riflesso nei suoi occhi.
Lacey mi ha detto che ha avuto un incidente, ma non ho
indagato. Guidavi tu?
Non  morta in un incidente stradale.
Gina aspett che fosse lui a proseguire.
Era una moglie meravigliosa le confid Clay. Ma non
si pu dire che io sia stato un marito altrettanto meraviglioso.
L'hai tradita? chiese Gina.
Clay si ricord dell'allusione al suo matrimonio che Gina
aveva fatto un paio d'ore prima.
S ammise con un sorriso amaro, ma non con un'altra
donna. Ero innamorato del mio lavoro, dell'unit di soccorso,
del windsurf e del mio maledetto ego. L'ho trascurata, tanto
sapevo che lei era sempre l ad aspettarmi. Osserv le luci di
una nave che si muoveva lenta all'orizzonte. Non ero l'uomo
giusto per lei. Aveva bisogno di qualcuno che... be', sai meglio
di me di cosa ha bisogno una donna. Di un uomo che sappia
ascoltare, che le parli di s, che rimanga alzato con lei a vedere
un film sdolcinato senza addormentarsi.
Gina gli appoggi una mano sulla spalla. Per questo esistono
le amiche. Sorrise. Per c'era una cosa che facevate insieme.
Eravate tutti e due nella squadra di soccorso, no?
S, ma lei lo faceva per me. Ho iniziato subito dopo il college,
poco prima di sposarmi. Sasha aveva un talento naturale,
cos abbiamo frequentato dei corsi di addestramento e a poco
a poco  diventata una cosa seria. Terri  entrata nella squadra
solo per starmi vicino. Io non riuscivo a pensare ad altro.
Ma le piaceva, giusto? chiese Gina. Voglio dire, ha iniziato
per te, ma poi  stata una sua scelta.
S, le piaceva, ma non quanto a me.
Sei troppo duro con te stesso, Clay.
Per un po' lui rimase in silenzio, poi confess: Mi sento
responsabile della sua morte.
Quelle parole sorpresero anche lui. Lo aveva gi pensato
prima, ma non lo aveva mai detto.
Perch?
Perch cominciavo a essere apprezzato come addestratore
di cani e la cosa mi ha dato alla testa. Discovery Channel voleva
girare un filmato per un servizio sulle unit cinofile di soccorso
e io ero talmente eccitato all'idea che non riuscivo a pensare
ad altro. Dovevano venire un marted, dopo il Giorno del
Ringraziamento, per riprendere me e Sasha mentre eravamo all'opera.
Il luned, per, ho ricevuto una chiamata, in Florida era
crollato un palazzo e avevano bisogno di noi. Ho provato a rimandare
le riprese, ma non c'erano altre date disponibili. Cos
ho chiesto a Terri di prendere il mio posto, insieme a Raven, il
suo cane. Sapevo che non voleva farlo, non era pronta per affrontare
una situazione del genere. Si ricord degli incubi che
tormentavano Terri per settimane, dopo ogni uscita con la squadra.
Quando lei cercava di parlargliene, di dirgli che voleva smettere,
lui si limitava a risponderle che le sarebbe passata. Terri
ha accettato e io l'ho lasciata andare, anche se sapevo che lo faceva
per me. Ero troppo impegnato a pensare alla mia carriera.
Gina rimase in silenzio, con le mani appoggiate sulle ginocchia
nude.
Dopo qualche ora ho ricevuto la telefonata. La parte dell'edificio
in cui si trovavano Terri e Raven era crollata e loro sono
rimasti schiacciati sotto le macerie.
Oddio sussurr Gina.
Un paio di mesi pi tardi continu Clay, mentre cancellavo
alcuni vecchi file dal portatile, ho trovato un'e-mail che
Terri aveva scritto a un'amica il giorno delle riprese. Diceva che
non avrebbe voluto andare, che sapeva che nelle notti successive
sarebbero tornati gli incubi, ma che lo avrebbe fatto... Clay
esit, perch era orgogliosa di me. Finalmente ricevevo le soddisfazioni
che meritavo.
Non aveva scritto niente del bambino? chiese Gina.
Probabilmente lo aveva appena saputo.  per questo che
non me l'ha detto, capisci? Perch sapeva che non l'avrei mai
lasciata andare, se avessi saputo che era incinta. E avrei perso
la mia occasione con Discovery Channel.
Tu l'avresti fatto, vero? chiese Gina. Le avresti detto di
restare a casa?
Certo rispose Clay. Ripens alle parole di Fiona. Non
posso credere che sarei diventato padre.
Lo desideravi?
Clay annu. Lo desideravamo entrambi.
Gina lo abbracci. Rimasero cos a lungo, senza parlare.
Quando Clay sollev il viso dalla spalla di Gina, vide che anche
lei piangeva.
Le sorrise e le sfior le guance umide con le dita. Non volevo
farti piangere.
Va tutto bene rispose lei.
Nessuno sa che Terri  andata al posto mio disse. A parte
te.
Sono contenta che ti sia confidato con me.
Torniamo gi. Si alz in piedi e le tese la mano.
Scesero in silenzio, procedettero piano e con passi cauti nel
buio. Quando arrivarono davanti alla porta, Gina gli tocc il
braccio.
In una cosa Terri si sbagliava mormor.
Che cosa?
Non  vero che non sai parlare di te.

 Capitolo 35.

Gina era seduta sul letto a gambe incrociate, in vestaglia, e giocherellava
con la bambola. Aveva spalancato le finestre, ma l'aria
era immobile. Per una volta non pensava a Rani, n alla lente.
L fuori, seduta sui gradini del faro, il dolore di Clay le era
sembrato pi grande del suo. Era difficile credere che Terri lo
considerasse insensibile. Forse non era riuscita a capirlo.
Per la prima volta, dopo anni, aveva provato il desiderio
di stringere un uomo fra le braccia. Credeva che non si sarebbe
mai pi sentita cos.
Scese dal letto, strinse la cintura della vestaglia e apr la
porta. Nel corridoio era buio pesto e il silenzio era rotto solo
dal lamento del mare in lontananza. Mentre avanzava tastando
le pareti, Gina cerc di farsi coraggio. Al massimo ti dir di
no, pens, nella vita ti  capitato di peggio.
Quando arriv davanti alla porta della camera di Clay, buss
piano per non svegliare Lacey.
S?
Sono Gina. Posso entrare?
La risposta non fu immediata e Gina si morse il labbro.
Entra pure.
Gina apr la porta. La stanza era rischiarata solo dalla luce
della luna. Clay era seduto sul letto, a torso nudo, con la
schiena appoggiata alla spalliera di ferro battuto. Faceva caldo
ed era coperto solo dal lenzuolo. La leggera coperta estiva
era ai piedi del letto. Sasha corse incontro a Gina e lei lo accarezz.
Va tutto bene? chiese Clay.
Adesso che era l, tutto il coraggio era svanito. Rimase in
piedi, goffa e imbarazzata. Forse aveva frainteso quello che era
successo sulle scale del faro, forse aveva scambiato il suo desiderio
di parlare con qualcuno per un'intimit pi profonda.
Ma era troppo tardi per i ripensamenti.
Posso farti compagnia? chiese, mentre continuava ad accarezzare
Sasha.
Lui la guard e accenn un sorriso. Poi scost il lenzuolo.
Vieni qui mormor e tese un braccio verso di lei.
Gina gli prese la mano e si infil sotto le lenzuola. Appoggi
il viso al suo petto. Lui la cinse con le braccia e le baci la
fronte. Poi si stacc da lei, la guard negli occhi e la baci sulle
labbra.
Si distesero, Clay sciolse il nodo della vestaglia e inizi ad
accarezzarla.
Non sono molto elegante mormor Gina con un sorriso
imbarazzato, ma non avevo previsto che sarebbe andata cos.
Clay le accarezz il seno con movimenti lenti e delicati. Poi
la baci ancora, ma questa volta fu un bacio lungo, e Gina abbandon
ogni resistenza.
Per lui era la prima volta dopo mesi, per lei erano passati
anni. Gina non credeva che si sarebbe sentita di nuovo cos,
aveva dimenticato che cosa si provasse a essere accarezzata, a
desiderare qualcuno con tanta intensit. Clay le baci le labbra,
il collo, i seni. Poi entr piano dentro di lei e iniziarono ciascuno
a seguire il ritmo del corpo dell'altro. A Clay sfugg un
gemito, poi il suo corpo si irrigid sopra quello di lei.
Rimasero sdraiati l'uno accanto all'altro, in silenzio, le dita
intrecciate. Poi Clay si gir su un fianco e la abbracci di nuovo.
Le sfior le labbra con un dito.
Scusa disse, sono stato troppo veloce. Non ce l'ho fatta
ad aspettarti.
Meno male, avresti aspettato in eterno. Non  facile per
me, dopo tanto tempo.
Clay sorrise e la strinse a s. La baci, poi scivol pi in
basso, le sfior il collo con le labbra, poi le spalle, il seno, il ventre.
Quando sent il tocco della sua lingua, Gina fremette e trattenne
il respiro. Poi dimentic ogni inibizione e lasci che Clay
si dedicasse a lei.
Dopo, nessuno dei due parl. Il silenzio di Clay preoccup
Gina. Temette che si fosse pentito.
Non sentirti in colpa, Clay mormor, mentre gli accarezzava
il petto. Non voglio che tu...
Lui si stacc da lei e le premette un dito sulle labbra. Sto
bene disse. Davvero.
Lei sorrise, poi torn ad accoccolarsi fra le sue braccia. Sent
che avrebbe potuto dirgli tutto. Lui l'avrebbe capita.
Prima, sul faro, mi hai confidato segreti che non avevi mai
raccontato a nessuno esord. Anch'io ho qualcosa da dirti.
D'accordo. Le spost un ciuffo di capelli dalla fronte. Ti
ascolto.
Premette le labbra contro la sua spalla. Non sapeva da dove
cominciare.
Mia madre  stata adottata.
 per questo che hai deciso di adottare Rani?
S, in parte. Mia madre  stata adottata quando era appena
nata. Era l'unica figlia di una coppia che viveva nel Nord
Carolina.
Nel Nord Carolina? ripet lui, sorpreso.
S. A Raleigh, credo. Comunque, mia mamma non ricordava
molto della sua madre adottiva, perch  morta quando
lei era molto piccola. Suo padre, per, era... aveva un brutto carattere,
e non si  pi ripreso dopo la morte della moglie. Si sono
trasferiti a Bellingham, non so perch. Forse lui aveva trovato
un lavoro. Non so cosa facesse, credo che fosse un operaio.
Era alcolizzato e spendeva nel gioco d'azzardo tutto quello
che guadagnava. Lui non era violento, ma alcuni dei suoi
amici s, e non ha mai fatto nulla per proteggere mia madre da
loro.
Gina si interruppe per guardare Clay, che fissava il soffitto.
Suo padre la ignorava continu Gina, appoggiando la
testa sulla spalla di Clay. Diceva che era un peso. Cos, a diciassette
anni, mia madre spos un compagno di scuola, pi
per fuggire dal padre che per amore. Ma anche lui beveva. Voleva
dei figli, ma mia madre ha avuto due aborti spontanei, cos
lui ha chiesto il divorzio. Mentre parlava, Gina sent riaffiorare
l'odio verso il genere maschile. Si strinse pi forte a Clay.
 rimasta sola per qualche anno prosegu, ha lavorato come
bidella in una scuola elementare. L ha incontrato un tizio,
un certo Damon. Sono andati a vivere insieme e sono nata io.
Non si sono mai sposati. Damon presto si  sentito in trappola
e se n' andato quando io avevo un anno. Non mi ricordo
niente di lui. Ho saputo che  morto in un incidente quando io
avevo tre anni.
Mi dispiace mormor Clay.
Lei si strinse nelle spalle. Mia madre era una donna straordinaria
disse. Mi ha fatto anche da padre. Ha continuato a
lavorare come bidella e tutti i bambini la adoravano. Era gentile
e divertente. Non mi sono mai dovuta vergognare di lei.
L'edificio in cui vivevamo cadeva a pezzi, ma il nostro appartamento
era sempre curato e pulito. Gina allontan la mano
dal petto di Clay e strinse il lenzuolo.
Hai freddo? chiese Clay.
No rispose lei. Dopo mio padre non c' pi stato nessuno.
Con gli uomini aveva chiuso.
Non si pu darle torto disse Clay.
Gi. Cos siamo rimaste solo noi due.  stata lei a insistere
perch andassi a scuola. Non voleva che facessi la sua stessa
fine. Era cos orgogliosa quando sono diventata un'insegnante.
Clay la ascoltava in silenzio.
Ho sposato un ragazzo che avevo conosciuto al college.
Bruce. Era eccezionale, o almeno era quello che pensavo all'inizio.
Persino mia madre era contenta. Avere una famiglia era
la cosa che desideravo di pi al mondo, visto che fino a quel
momento non ne avevo avuta una vera. Io e Bruce avevamo
progettato tutto: avremmo aspettato di compiere trent'anni
prima di avere dei figli, nel frattempo avremmo lavorato sodo
e messo da parte un po' di soldi. Poi per mia madre si  ammalata.
 stato due anni fa. Le hanno diagnosticato un tumore
al seno che si era gi esteso ai polmoni. Stava morendo. Aveva
solo cinquantasette anni.
Clay la strinse pi forte e lei gli premette le labbra sul collo.
Nell'angolo della stanza sentiva il respiro profondo di Sasha.
Ho deciso di portarla a casa con noi. Bruce era d'accordo,
o almeno cos sembrava. Poi, un giorno, una collega mi
ha detto che mio marito aveva una relazione con una sua amica,
una tizia che non conoscevo. Quella donna diceva in giro
che non ero una brava moglie, che avevo rovinato tutto portando
mia madre a stare con noi. "Ma come si pu costringere
un uomo di ventinove anni a vivere con sua suocera?" diceva.
Ma a me Bruce aveva detto che era d'accordo, non potevo
immaginare che per lui fosse un problema.  per questo
che ti stimo tanto, Clay. Ammiro il modo in cui ti prendi cura
di Henry.
Clay le strinse la mano.
All'inizio ho pensato che non poteva essere Bruce, che la
mia collega si sbagliava. Non potevo credere che avesse una
relazione. Ma poi ho scoperto che era tutto vero. Gina ripens
a un'altra cosa che Bruce aveva detto di lei, ma condividerla
con Clay sarebbe stato troppo doloroso. Diceva che, nell'intimit,
l'insoddisfazione di Gina lo faceva sentire "un mezzo
uomo". Gina scacci il pensiero. Cos continu, ho affrontato
Bruce e lui mi ha confessato che non mi amava pi da tempo,
ma non sapeva come dirmelo. Mi ha spiegato che quella relazione
era iniziata poco dopo il nostro matrimonio.
Mi dispiace, Gina.
Ci siamo separati e ho deciso che non avrei permesso a
nessun altro uomo di entrare nella mia vita.
Non posso certo biasimarti disse lui.
E non  tutto. Pi tardi ho scoperto che Bruce aveva speso
un mucchio di soldi a mia insaputa, per la sua amante. Per
questo ora non ho pi un centesimo. Nel frattempo mia madre
peggiorava, e ho smesso di lavorare per starle vicino. Aveva
bisogno di essere assistita giorno e notte. Io ero l'unica che potesse
farlo.
Clay continuava ad ascoltarla, partecipe. Gina si domand
come Terri avesse potuto dire che non era capace di ascoltare.
Mia madre non aveva mai conosciuto i suoi veri genitori
e ho deciso di cercarli, prima che morisse. Speravo che fossero
ancora vivi.
Li hai trovati?
Non esattamente disse. Per sono riuscita a trovare il
suo certificato di nascita. I suoi genitori si chiamavano Elizabeth
e Dennis Kittering. Si interruppe e sollev la testa per
guardare Clay. Questi nomi ti dicono qualcosa?
Lui corrug la fronte. No. Dovrebbero?
Probabilmente no mormor lei. Comunque, sono
riuscita a scoprire che l'ultimo indirizzo dei Kittering era a
Charlotte, nel Nord Carolina. Ho assunto un'infermiera perch
si prendesse cura di mia madre per qualche giorno e sono
" partita. Loro non c'erano pi, ma vi abitava ancora una pronipote.
Mi ha detto che Dennis era morto da molto tempo e che
Elizabeth era morta dieci anni prima. Con quella notizia era
crollato il sogno di Gina di far conoscere a sua madre i veri genitori.
Le ho spiegato perch ero l e le ho chiesto di dirmi
qualcosa di loro, per poterlo raccontare a mia madre. Volevo
sapere perch avevano deciso di darla in adozione.
E lei, come ha reagito? chiese Clay.
Sapeva gi dell'adozione. Ha detto che non era un segreto,
anche se non sapeva perch l'avessero fatto. Nessuno si era
mai preoccupato di scoprirlo. Mi ha annunciato che aveva conservato
una scatola con alcune cose che erano appartenute a
Dennis e a Elizabeth, nel caso in cui un giorno fosse saltata fuori
la figlia. Sembrava contenta di disfarsene e non mostr alcun
interesse a conoscere mia madre.
Cosa c'era nella scatola? chiese Clay.
Delle spille, un paio di libri, un vecchio diario con la copertina
rosa e una collana di rubini. Sollev la mano e l'anello che portava al dito cattur la luce della luna. Questa pietra
faceva parte della collana.
Di chi era il diario?
Di Elizabeth. Quello s che  un vero tesoro.
In che senso?
Ho iniziato a leggere il diario a mia madre. Gina si ricord
le ore che aveva trascorso seduta sul letto, l'emozione
con cui la madre la ascoltava e a volte le chiedeva di rileggere
una frase o una pagina. Abbiamo scoperto che Elizabeth era
la figlia di Caleb e Mary Poor.  cresciuta qui, in questa casa.
Io sono la pronipote di Mary Poor.
Nella stanza scese il silenzio. Si sentiva solo il rumore dell'oceano
in sottofondo. Gina non era sicura che Clay avesse capito e
stava per ripetere quello che aveva appena detto, quando
Clay la allontan da s e si alz a sedere sul letto. Era scuro
in volto. Due rughe profonde gli solcavano la fronte.
Perch non ce l'hai detto prima?
Era arrabbiato. Gina non si aspettava che reagisse cos, ma
forse avrebbe dovuto immaginarselo.
Sono venuta qui solo per vedere il faro si difese. Faticava
a trovare le parole. Credevo che non ci abitasse nessuno.
Non potevo sapere che vi avrei incontrato. Non volevo coinvolgere
nessuno nella mia vita privata, ma poi ho iniziato ad
affezionarmi a voi e a fidarmi. Sei una persona eccezionale,
Clay, e quando mi hai raccontato di Terri, ho desiderato condividere
con te il mio segreto. Volevo che tu lo sapessi.
Quello che hai fatto  scorretto disse lui. Hai vissuto in
questa casa come se non significasse nulla per te, hai lasciato
che noi credessimo che...
Clay si alz in piedi, afferr i pantaloni dalla sedia e li
infil. Poi si sedette sulla sponda del letto, distante da lei. Gina
cap che non avrebbe dovuto dirglielo, o avrebbe dovuto
farlo molto tempo prima. Improvvisamente lo sentiva lontano.
Non intendevo...
Adesso capisco perch la lente  cos importante per te.
Fa parte della tua eredit. Perch non l'hai detto subito? Perch
hai finto di essere una storica? Non lo sei, vero?
No.
Ti sei servita di noi, di me e di Lacey. E ci hai provato anche
con mio padre, ma ti  andata male. Lui ha sospettato di te
sin dall'inizio. Avrei dovuto dargli retta.
Gina si domand che cosa gli avesse raccontato Alec, ma
a quel punto non aveva pi importanza.
Non  vero, Clay replic. Non l'ho fatto. Almeno non
di proposito. Ma anche quella era una bugia.
Perch sei stata con me, stanotte? Anche questo fa parte
del tuo piano? Faresti qualsiasi cosa per portare via Rani dal
posto in cui si trova, lo hai detto tu, non l'ho dimenticato. Mi
hai usato, con la speranza che ti avrei aiutata a convincere mio
padre a recuperare la lente, vero?
No. Gina prese la vestaglia e la infil. Ti sbagli. Non
voglio che tu dica una sola parola a tuo padre, lui non c'entra
niente. Questa notte non c'entra niente con quella maledetta
lente. Io ti amo, Clay.
Lui rest in silenzio.
Mi dispiace di averti mentito. Sono sempre stata io quella
tradita e so come ci si sente. Mi dispiace.
Clay si volt e fiss la finestra. Vattene, Gina. Tornatene
in camera tua.
Gina non si mosse. Lo so che ho sbagliato, avrei dovuto
dirtelo. Ma ti prego, Clay, non lasciare che questo rovini tutto.
Vattene insistette lui. Adesso non ho pi voglia di parlarne.
Va bene si arrese lei. Ma pensaci. Pensa se  questo il
vero motivo, o se hai deciso di non vivere la tua vita fino in
fondo per non fare un torto a Terri.
Clay rimase impassibile. Il suo viso sembrava scolpito nella
pietra.
Gina usc e torn in camera sua.
S'infil a letto, furiosa con se stessa. Non aveva previsto
che Clay si arrabbiasse tanto, ma ne aveva tutti i diritti. Gina
aveva sempre pensato che ingannare gli altri fosse una specialit
maschile, ma questa volta era stata lei a farlo. Non aveva
avuto scelta, per. Non avrebbe detto la verit nemmeno a sua
madre.
Si gir dall'altra parte e guard la torre del faro, appena
visibile nel cielo notturno.
Sua madre le aveva chiesto di rileggerle il diario decine di
volte, per aggrapparsi a un passato che le era stato scippato.
Quando era morta, Gina aveva messo via il diario insieme alle
sue cose e per un po' lo aveva dimenticato.
Poi, due mesi prima, lo aveva tirato fuori dalla scatola, quasi
in risposta a un richiamo irresistibile. In quel diario erano sepolti
dei segreti e lei aveva deciso di riportarli a galla.

 Capitolo 36.

Gioved, 7 maggio 1942.
La scorsa notte  stata la pi eccitante della mia vita. Come
tutte le sere, sono uscita di nascosto e stavo attraversando
il bosco per raggiungere Sandy alla spiaggia, quando all'improvviso
me lo sono trovato di fronte. Mi ha detto che quella
sera non era in servizio, era il turno di Teddy Pearson, e che
aveva organizzato qualcosa. Mi ha tenuta per mano mentre
camminavamo nel bosco, poi abbiamo attraversato Pole Road
e siamo arrivati fino allo stretto. Ci siamo fermati solo quando
siamo arrivati al vecchio molo a ovest di Kiss River, dove
ci aspettava una piccola barca a motore, che Sandy aveva preso
in prestito da un amico. In realt di barche ne so molto pi
io di lui, ma gli ho lasciato credere che fosse un ottimo marinaio
mentre navigavamo nello stretto. L'aria era tiepida e la
luna si specchiava nell'acqua e illuminava le meduse che si
muovevano pigre, disturbate dal nostro passaggio. Era una
notte perfetta.
Per la prima volta abbiamo parlato del nostro futuro.
Sandy vuole diventare un ingegnere meccanico e lavorare sulle
navi. Dopo la diffidenza iniziale, ha imparato ad apprezzare
gli Outer Banks e l'oceano. Ha detto che quando lascer la
guardia costiera andr al college. Mi ha chiesto che cosa voglio
fare io, dopo il diploma, e gli ho rivelato che anch'io voglio
continuare a studiare, per diventare un'insegnante. Ha
detto che potremmo andare nello stesso college, sposarci e venire
a vivere qui, agli Outer Banks. Lo ha detto davvero. Non
riesco ancora a crederci!
Abbiamo anche parlato di figli. Ci piacerebbe averne tre.
Siamo tutti e due figli unici e vogliamo che i nostri bambini abbiano
dei fratelli con cui crescere.
All'improvviso Sandy mi ha annunciato che doveva parlarmi
di una cosa seria. Non riuscivo a immaginare che cosa ci
potesse essere di pi serio di quello di cui stavamo parlando,
ma gli ho risposto che ero tutta orecchi. Ha ammesso che lo infastidisce
il fatto che io trascorra tanto tempo con gli altri ragazzi,
soprattutto Ralph, Jimmy e Ted. Non ti sto accusando
di niente ha tenuto a precisare. Sono solo un po' confuso.
Non potevo rischiare di perderlo, cos ho dovuto confessargli
la verit: Ti dir il perch, ma tu devi giurarmi che non
lo racconterai a nessuno.
Sandy era ancora pi confuso. Ma di che cosa stai parlando?
Giuramelo.
Va bene, lo giuro. Cominciava a preoccuparsi.
Gli ho detto tutto, a partire dall'incontro con il signor
Hewitt vicino a Poyner's Hill. Il signor Hewitt mi ha detto che il
tedesco ferito dal cinghiale ha raccontato alla polizia che...
 morto senza poter dire nulla  intervenuto Sandy, senza
lasciarmi finire la frase.
No, questa  la versione ufficiale, ma non  andata cos.
Ha confessato che avevano dei complici, qui agli Outer Banks,
qualcuno che passava le informazioni ai tedeschi, o qualunque
altra cosa di cui avessero bisogno. Li aiutavano a sbarcare indisturbati,
in modo che potessero agire dalla terraferma.
Sandy era scioccato. Ma  pazzesco. Chi potrebbe fare una
cosa del genere?
All'inizio il signor Hewitt pensava che potesse essere uno
di voi, perch avete accesso a quel tipo di informazioni. Adesso
non so pi che cosa pensa.
Non avevo mai visto Sandy cos arrabbiato. Ma come pu
pensare che sia uno di noi? Lui ci conosce bene. Nessuno di noi
ha sangue tedesco nelle vene. A parte Jimmy Brown.
Mi ha colta di sorpresa. Jimmy Brown  tedesco?
S, ma nessuno deve saperlo, capito? Era furioso, avevo
paura che ce l'avesse con me. Ha cambiato nome quando 
iniziata la guerra. Non si chiama Brown, ma Braun, che in
pratica  l'equivalente tedesco. L'ha fatto solo perch non vuole
essere associato ai tedeschi. Li odia.
Cos Jimmy  tedesco. C'erano un sacco di cose che avrei
voluto chiedere a Sandy, volevo saperne di pi, almeno finalmente
avrei avuto qualcosa da riferire al signor Hewitt. Per
volevo evitare di mettere di mezzo Sandy, quindi ho deciso che
prima avrei indagato da sola su Jimmy.
Il signor Hewitt lo sa che ha cambiato nome? ho chiesto.
Non sono affari suoi ha risposto Sandy, secco. Jimmy
non farebbe mai nulla contro il nostro Paese. All'improvviso
ha tirato un pugno contro la barca. Non posso credere che Bud
ti abbia esposto a un pericolo del genere. Questa cosa deve finire
subito.
Cominciavo a pensare che forse avrei fatto meglio a non
dirgli nulla.
Ho visto il signor Sato ho detto. Il signor Hewitt sospettava
che aiutasse i tedeschi.
Cosa significa che lo hai visto?
Sono stata a casa sua e ho finto di dover usare il telefono.
E cosa avresti fatto se il signor Sato fosse stato davvero
una spia? Avrebbe potuto darti una botta in testa e nessuno
avrebbe saputo dove cercarti.
Sono sicura che non  una spia ho detto.  solo un povero
vecchio che sta su una sedia a rotelle. Non capisce una parola
di inglese, men che meno di tedesco.
Sandy ha inarcato le sopracciglia per la sorpresa: Tu parli
tedesco?.
So dire solo due frasi. Ma lui non le ha capite.
Sandy ha scosso la testa. Bess, tu sei una ragazza straordinaria.
Sei in gamba, ma sei giovane, e a volte sei terribilmente
ingenua.
Sono diventata rossa per la rabbia.
Non parliamone pi, Sandy ho detto. Dieci minuti prima
stavamo cos bene e avevo rovinato tutto tirando in ballo
quella storia.
Sandy era ancora arrabbiato, ma almeno non per colpa mia.
Per un attimo ho temuto che decidesse di affrontare il signor
Hewitt, ma poi ho pensato che sarebbe finito nei guai anche
lui. Se avesse detto al signor Hewitt che gli avevo confidato il
nostro segreto, avrebbe anche dovuto ammettere la nostra relazione.
Finalmente Sandy si  calmato e ha spento il motore. Abbiamo
tolto i cuscini dai sedili della barca e li abbiamo appoggiati
sul fondo. Per un po' siamo rimasti cos, sdraiati l'uno di
fianco all'altro, a guardare il cielo stellato. Sapevo quello che
stava per succedere. Era il posto giusto e il momento giusto.
Non posso scrivere qui i particolari, ma  stato meraviglioso.
Le emozioni di quella notte, per, non erano ancora finite.
Ci stavamo preparando a rientrare, quando abbiamo sentito
dei rumori. Mentre eravamo fermi, le onde avevano spostato
la barca e in quel momento ci trovavamo proprio davanti alla
casa del signor Sato. Abbiamo sentito delle urla provenire da
quella direzione, poi abbiamo visto dei ragazzi che correvano
intorno alla casa e picchiavano i piedi sul ponte, come in una
danza macabra.
Cosa diavolo succede laggi? ha gridato Sandy.
Non ci abbiamo messo molto a scoprirlo. I ragazzi sono
fuggiti e abbiamo visto delle fiamme lungo il perimetro del cottage:
avevano cosparso il ponte di benzina e appiccato il fuoco.
Prima che potessi dire una parola, Sandy aveva gi acceso
il motore e ci avvicinavamo alla riva.
Dobbiamo portare fuori di l il signor Sato e sua nuora!
ho gridato, mentre scendevo dalla barca.
Sandy era davanti a me. Ho notato che nel viale non c'erano
macchine. Pare che la nuora del signor Sato abbia un fidanzato,
quindi ho immaginato che fosse con lui.
Sandy ha scavalcato le fiamme ed  entrato in casa, e io lo
ho seguito. Abbiamo trovato il signor Sato per terra, vicino al
letto, privo di conoscenza. La casa era piena di fumo e il vecchio
doveva essere caduto mentre cercava di salire sulla sedia
a rotelle. L'aria era irrespirabile e avevo paura che saremmo rimasti
intrappolati l dentro tutti e tre.
Il signor Sato sembrava morto. Aiutami a portarlo fuori!
ha urlato Sandy. Lo abbiamo trascinato in soggiorno, senza
smettere di tossire e con gli occhi che bruciavano per il fumo.
Il signor Sato  magro, ma era cos rigido che sembrava pesare
una tonnellata. Abbiamo provato a uscire dalla porta
d'ingresso, ma le fiamme erano troppo alte, cos siamo passati dalla
porta di servizio della cucina, che d sul ponte. Le fiamme
erano gi arrivate anche l, quindi abbiamo buttato il signor Sato
in acqua e ci siamo tuffati a nostra volta. Nemmeno l'acqua
l'ha svegliato, ero sempre pi convinta che fosse morto. Siamo
tornati a riva a nuoto. Sandy trascinava il corpo privo di sensi
del signor Sato, mentre io gli tenevo la testa fuori dall'acqua.
Poi lo abbiamo portato nel cortile davanti al cottage, dove le
fiamme non erano ancora arrivate.
Sandy gli ha tastato il polso e ha annunciato che era vivo.
Non potevamo farci trovare l con lui, cos mi ha detto: Tu vai
a casa, io far in modo che la polizia venga a sapere che la casa
del signor Sato  andata a fuoco. Non raccontare a nessuno
quello che  successo, n dove siamo stati.
Non c'era certo bisogno di dirmelo! Sono corsa a casa, con
la speranza che quel bagno fuori programma avesse lavato via
l'odore di fumo, mi sono tolta i vestiti bagnati e mi sono infilata
a letto. Ci ho messo un bel po' ad addormentarmi, ero ancora
troppo eccitata per tutto quello che era successo.
Stamattina, a colazione, la mamma mi ha detto che c' stato
un incendio allo stretto e che met della casa del signor Sato
 stata distrutta. Lui, per fortuna,  riuscito a uscire appena
in tempo. Naturalmente ho finto di non sapere nulla.
Un'altra bugia. La mamma non sa un sacco di cose su di
me, ma credo che sia meglio cos.
 
Capitolo 37.

Mentre scendeva le scale con Sasha, Clay sent le voci di Gina
e di Lacey in cucina. Sembrava una discussione vivace, almeno
da parte di Lacey, e Clay immagin che Gina le avesse detto
della sua parentela con i Poor. Sper che non le avesse raccontato
altro.
La rabbia della notte prima non gli era ancora passata. A
che gioco stava giocando Gina? Che motivo aveva di tenere nascosto
il suo legame con Kiss River?
Forse era stato precipitoso, forse non avrebbe dovuto lasciarla
entrare nella sua stanza, e nel suo letto. Nonostante tutto,
per, era difficile pentirsi di quello che avevano fatto. Lei
aveva detto di amarlo e sembrava sincera. Ma allora, che cosa
gli nascondeva?
Buongiorno.
Pass accanto al tavolo e apr la porta sul retro per lasciar
uscire Sasha.
Non  grandioso? disse Lacey, mentre Clay aspettava davanti
alla porta che Sasha tornasse. Che Gina sia la pronipote
di Mary Poor, voglio dire.
Gi,  fantastico borbott lui, senza voltarsi.
Lacey sembr non accorgersi di quanto fosse fredda la sua
voce e continu a parlare con Gina: Mary non mi ha mai detto
molto di sua figlia, per mi ricordo che una volta si era lamentata
perch era diventata un po' ribelle, e non voleva che
io finissi come lei.
S rispose Gina, era una ragazza molto vivace.
Clay sentiva gli occhi di Gina puntati su di s.
Raccontami qualcosa di pi sulla tua amicizia con Mary
continu Gina a quel punto, rivolta a Lacey.
Quest'ultima scoppi a ridere. Passavamo la maggior parte
del tempo a fumare disse. Ogni volta che andavo a trovarla,
mi chiedeva una sigaretta. Mi ripeteva sempre quanto
fosse in gamba mia madre e mi dava i classici consigli da vecchia
signora: comportati bene, cerca di essere onesta, conservati
per il matrimonio...
E fuma come una ciminiera. Clay termin la frase per
lei, in tono sarcastico.
Sasha rientr di corsa in cucina, pronto per la colazione.
Lacey lo guard, mentre Clay versava i croccantini nella
ciotola di Sasha.
Sei sceso dal letto con il piede sinistro, stamattina?
Clay appoggi la ciotola sul pavimento, senza preoccuparsi
di rispondere alla domanda della sorella, e Lacey si rivolse
di nuovo a Gina.
Le somigli, sai? Inclin la testa per osservarla meglio.
Mary era molto anziana, ma la forma del naso  la stessa, e
anche quella degli occhi, ma il colore  diverso.
Nonostante fosse di umore nero, Clay dovette fare uno sforzo
per non scoppiare a ridere. Aveva visto Mary Poor solo un
paio di volte, ma era completamente diversa da Gina.
Davvero? disse Gina. Io assomiglio molto a mia madre,
quindi  probabile che abbia ereditato qualcosa dei Poor.
Clay mise due fette di pane a tostare e si vers il caff. La
tazza per gli scivol dalle mani e cadde a terra, in un lago di
caff e di cocci.
Merda! esclam.
Ma che cos'hai stamattina? chiese Lacey, poi sospir e
prese la carta assorbente per asciugare.
 arrabbiato con me perch non ve l'ho detto prima intervenne
Gina. Mi dispiace, avrei dovuto, ma sono una persona
riservata, e con l'adozione e tutto il resto, avevo altro per
la mente.
Non devi scusarti mormor Lacey, mentre aiutava suo
fratello a pulire.
Clay si domand perch sua sorella avesse ereditato tutta
la pazienza di sua madre, senza lasciargliene nemmeno una
briciola. Si alz in piedi, con i cocci in mano, e vide che Gina
era sinceramente dispiaciuta. Ricord la chiacchierata della sera
prima, quando lo aveva ascoltato mentre erano seduti sugli
scalini del faro. In fondo, pens, perch avrebbe dovuto parlargliene?
Del resto, prima di quella sera, nemmeno lui le aveva
mai detto niente di s. La guard negli occhi e sent che dentro
di lui il ghiaccio cominciava a sciogliersi.
Butt i resti della tazzina nella pattumiera sotto il lavandino
e d'un tratto si ricord che la macchina di Gina era ancora in
officina.
Hai bisogno di un passaggio da Shorty? chiese.
No, grazie, ho preso una giornata di permesso. Ho deciso
di fare un ultimo tentativo con vostro padre. Gli spiegher
quanto sono legata a Kiss River. Forse, adesso che sappiamo
dove si trova la lente e che  ancora tutta intera... Si interruppe,
poi aggiunse: Ci prover per l'ultima volta. Poi si rivolse
a Lacey: C' una possibilit che tuo padre cambi idea, o 
un'impresa senza speranza?.
Gli parler io propose lei.
No, lascia perdere. Clay si vers dell'altro caff e si sedette
di fronte a Gina. Ci parlo io.
La guard e lesse la gratitudine nei suoi occhi. A quel punto
il ghiaccio dentro di lui si era sciolto del tutto.
Usc dall'ufficio alle undici e mezzo e si diresse al Beacon
Animal Hospital. In sala d'attesa c'erano due uomini e tre donne,
insieme a un gatto nella gabbietta, a un pastore tedesco molto
assonnato e a un cucciolo di golden retriever con un brutto
graffio sul muso.
La ragazza alla reception doveva essere nuova, non l'aveva
mai vista prima.
Sono Clay O'Neill disse. Potrebbe chiedere a mio padre
se vuole venire a pranzo con me?
L'avevo capito che  il figlio del dottor O'Neill. Avete gli
stessi occhi.
La donna si volt senza dargli il tempo di replicare e scomparve
dietro la porta.
Torn subito dopo e si affrett ad annunciare: Sar pronto
in un quarto d'ora.
Grazie.
Clay si sedette vicino alla donna che teneva in braccio il
golden retriever e il cucciolo gli balz sulle gambe.
Cos' successo al suo naso? chiese alla padrona, mentre
accarezzava il cane.
Siamo qui in vacanza spieg lei, e mia figlia ha portato
anche il gatto. Temo che Rudy si sia avvicinato troppo.
Clay sorrise. Tenne la testa del cucciolo fra le mani, mentre
l'animale lo guardava incuriosito. Era un bel cucciolo, con
occhi marroni vigili e intelligenti. Un anno prima, Clay non
avrebbe resistito alla tentazione di parlare alla padrona della
possibilit di addestrare il cane per inserirlo nell'unit cinofila.
I golden retriever sono particolarmente adatti all'addestramento;
l'indole docile e l'intelligenza vivace compensano l'olfatto
poco sviluppato. Ma non era pi un addestratore e la voce
dell'assistente che invitava la signora ad accomodarsi lo riport
alla realt.
Venti minuti dopo arriv Alec.
Che cosa ne dici di Sam e Ornie? sugger.
Sam e Ornie era un locale alla mano, pi o meno come
Shorty, ed era molto pi vicino allo studio. Ma Alec lo aveva
scelto per un altro motivo.
Hai voglia di farti una delle tue scorpacciate di granchi,
eh? chiese Clay.
Indovinato. Alec sorrise, mentre si avvicinavano alla porta.
Presero la macchina di Alec e si diressero verso sud, lungo
la strada che costeggiava la spiaggia.
La festa di compleanno di Henry  fra pochi giorni, giusto?
chiese Alec, mentre Clay guidava.
S.
Clay se ne era quasi dimenticato. Aveva organizzato la festa
a sorpresa per gli ottant'anni di Henry mesi prima e gli era
passato di mente. La festa si sarebbe svolta nella stanza sul retro
di Shorty e naturalmente doveva rimanere un segreto.
Come farai a portare Henry da Shorty, senza rovinare la
sorpresa?
Gli dir che io e Lacey vogliamo invitarlo fuori a cena
per festeggiare. Intuir qualcosa quando vedr che andiamo
da Shorty, ma la sorpresa dovrebbe riuscire lo stesso. Almeno
spero.
Per il resto del tragitto parlarono di uno dei progetti di Clay,
mentre Alec probabilmente si domandava la ragione di quell'incontro
fuori programma. Solo quando furono seduti a uno
dei tavoli nel locale affollato ed ebbero ordinato il pesce, Alec
si decise a dire: Hai l'aria un po' preoccupata. C' qualcosa
che non va?.
Clay credeva di essere riuscito a mascherare meglio il suo
umore.
Ho delle novit interessanti.
Di cosa si tratta?
Ho scoperto che Gina  parente dei Poor.
Dall'espressione del padre, Clay cap che questo confermava
i suoi sospetti.
E come l'hai saputo?
Clay ripet ci che Gina gli aveva detto la notte prima, gli
raccont che sua madre era stata adottata, delle ricerche e del
diario.
Hai visto il diario?
No. Non credo che l'abbia portato con s. O almeno a me
non lo ha detto.
Alec incroci le braccia sul petto, le labbra serrate. Dopo
qualche minuto, si decise a parlare: So che quella donna ti piace,
Clay, quindi te lo dir una volta sola. Non posso farne a meno.
Clay aspett.
Non credi che potrebbe essere tutta una messinscena per
raggiungere il suo scopo? Voglio dire, questa parentela con i
Poor, non potrebbe essere una bella storia per commuoverci e
convincerci ad aiutarla a recuperare la lente?
Clay sospir. Pap, io le credo.  vero, di fari non ne capisce
un accidente, lo ha ammesso anche lei. Il motivo per cui
 venuta qui  che  una discendente dei Poor.
Allora perch non te l'ha detto prima?
Il ragionamento di suo padre non faceva una grinza.
Credo che non si aspettasse di trovare qualcuno. Penso
che la sua intenzione fosse solo quella di venire qui, vedere il
faro, visitare il posto in cui hanno vissuto i suoi bisnonni e
tornarsene a Washington. Non poteva immaginare che avrebbe
fatto amicizia con me e Lacey. E che io... sarei diventato cos
importante per lei. Sperava di non sbagliarsi.
Sei innamorato di lei, vero? chiese Alec.
 colpa tua. Clay abbozz un sorriso. Sei tu che mi hai
detto di lasciarmi andare.
E tu l'hai fatto? chiese suo padre.
Clay annu. S. E non ne sono pentito.
Per lei  lo stesso?
Credo di s.
Alec sospir e si appoggi allo schienale, mentre la cameriera
portava i loro piatti. Quando se ne fu andata, si avvicin
di nuovo al tavolo e guard Clay negli occhi.
Per quanto riguarda la lente, ci penser. Promesso.

 Capitolo 38.

Sabato, 9 maggio 1942.
Ho paura che la fortuna abbia girato, all'improvviso va tutto
storto.
Stamattina mi sono alzata tardi e non ho fatto in tempo ad
andare nella stanza della lanterna a ritirare il messaggio del signor
Hewitt, perch ho dovuto aiutare la mamma a preparare
i dolci. Se mi fossi rifiutata, si sarebbe insospettita. Sono andata
alla stazione della guardia costiera a portare i biscotti, ma
questa volta mi sono fermata pochissimo, perch dovevo assolutamente
andare a prendere il biglietto. Quando sono arrivata
a casa, sono salita subito nella stanza della lanterna, ma
pap mi aveva preceduta. Temevo che avesse trovato il biglietto
prima di me ed ero gi pronta a rispondere a una mitragliata
di domande, ma poi ho visto che il messaggio era ancora l, infilato
nell'intelaiatura di ottone. Pap puliva le finestre e non
se n'era accorto.
Hai sentito, Bess? ha detto. Hanno preso una spia.
Se mi fosse caduto un macigno in testa mi avrebbe fatto
meno male. Ho pensato subito a Jimmy Brown, naturalmente,
perch nel biglietto che avevo lasciato al signor Hewitt la notte
prima gli avevo rivelato che Brown era un cognome falso.
Ma non era lui.
Chi ? ho chiesto. Cercavo di sembrare indifferente, ma
la mia voce vibrava come una corda di violino.
Moto Sato ha annunciato pap. Il signor Hewitt  appena
stato qui. Ce lo ha detto lui. Ero stordita, ma pap non
lo ha notato.  andato avanti a raccontare: In realt c'erano
gi dei sospetti su di lui, ma era difficile credere che quel povero
vecchio indifeso potesse essere una spia.
Avrei voluto fargli centinaia di domande, ma ho lasciato
che continuasse.
Sai, non  morto nell'incendio ha detto pap.
Questo lo sapevo ho risposto, impaziente.
Quando il capo della polizia  arrivato a casa sua, il signor
Sato era seduto vicino alla strada, bagnato fradicio. Come
pensi che ci sia arrivato?
Non riuscivo a capire che cosa intendesse. Forse sapeva
quello che avevamo fatto io e Sandy e cercava di farmelo confessare.
Forse quella notte il signor Sato era cosciente e aveva
detto alla polizia che lo avevamo salvato. Ho tenuto la bocca
chiusa, perch se avessi detto qualcosa, avrei corso il rischio di
tradirmi.
Hanno scoperto che in realt pu camminare, visto che la
sedia a rotelle era nella camera da letto, quando lo hanno trovato.
Altrimenti, come ci sarebbe arrivato fin l? Probabilmente
 uscito di casa, si  tuffato in acqua, ha nuotato fino a riva
e ha raggiunto la strada attraverso il cortile. Lui non sa spiegare
come ci  arrivato.
Forse qualcuno lo ha salvato e lo ha lasciato sul ciglio della
strada ho osservato.
Se  cos, perch non lo dice?
Non sapevo cosa rispondere. Perch credono che sia una
spia?
Perch per tutto questo tempo ha finto di non poter camminare.
In questo modo ha potuto muoversi indisturbato, senza
destare sospetti. Probabilmente di notte raggiungeva la
spiaggia e mandava dei messaggi ai sottomarini. Hanno trovato
i resti di una radio, in casa sua.
Ma  solo una vecchia radio innocua, non poteva trasmettere!
Avrei voluto gridarlo, invece mi morsi le labbra.
Bud ha detto che continua a fingere ha aggiunto pap.
Ha finto di non poter camminare persino quando lo hanno
fatto salire sulla macchina della polizia.
Quel povero vecchio non  in grado di fare nemmeno un
passo da solo! Con gli occhi annebbiati dalle lacrime, ho afferrato
lo straccio e sono andata verso il lato opposto della lente.
Ho fatto finta di pulire il vetro, ma prima ho preso il biglietto
del signor Hewitt e l'ho infilato nella tasca del vestito. Che cosa
gli faranno? ho chiesto, sperando che la mia voce non tradisse
l'emozione.
Bud ha detto che lo interrogheranno. Se troveranno delle
prove, verr arrestato. Altrimenti lo manderanno in un campo
di internamento. Quando l'hanno portato via, sua nuora
strillava come una pazza. Dovranno interrogare anche lei. Potrebbe
essere coinvolta, dopotutto era sposata a un nippo.
Dovevo assolutamente parlare con Sandy. Dovevamo dire
la verit, anche se questo significava che... Non lo sapevo di
preciso, ma senz'altro niente di buono. Probabilmente lui si sarebbe
beccato un ammonimento e io sarei stata rinchiusa a vita
nella mia stanza. Non importava. Non potevo permettere
che un innocente ci andasse di mezzo.
Ho continuato a lavare le finestre per un po', in modo che
pap non sospettasse nulla, poi sono corsa alla stazione della
guardia costiera. Mi sono fermata solo per leggere il biglietto
del signor Hewitt. Ecco cosa c'era scritto:
Bess, grazie per le informazioni sul cognome di Jimmy. Non credo che
sia lui, per. Non possiamo biasimarlo per aver cambiato nome, non
credi? Invece, hai saputo che il signor Sato  riuscito a uscire di casa
durante l'incendio, senza la sedia a rotelle? Questo dimostra che i nostri
sospetti su di lui potrebbero essere fondati. Non ne siamo ancora
sicuri, per, quindi ti prego di non interrompere le indagini e di continuare
a lasciare i messaggi nella stanza della lanterna, fino a nuovo
ordine.
Che bel guaio! Adesso che aveva la sua spia, il signor Hewitt
non si sarebbe nemmeno preoccupato di interrogare Jimmy.
Quando sono arrivata alla stazione, mi sono resa conto che
non avevo la pi pallida idea di cosa fare. Non potevo parlare
con il signor Hewitt perch avrei destato dei sospetti, e nemmeno
con Sandy, per lo stesso motivo. Poi ho scoperto che il signor
Hewitt e alcuni dei ragazzi erano andati a Oregon Inlet,
dove era stata affondata un'altra nave. Per fortuna Sandy non
era con loro, e nemmeno Jimmy e Teddy. Sandy era preoccupato
almeno quanto me e anche lui aveva bisogno di parlarmi.
Bess ha detto, avevo proprio bisogno di te. Volevo preparare
i biscotti al cioccolato che ci hai portato l'ultima volta, ma
non so come fare.
Ho retto il gioco: Gli ingredienti ci sono?.
Credo proprio di s, in cucina. Andiamo a controllare.
Ha indicato la porta. L'ho seguito e per fortuna nessun altro
dei ragazzi sembrava avere voglia di mettersi ai fornelli.
Appena siamo rimasti soli, Sandy mi ha afferrato il braccio.
Hai sentito?
S. Dobbiamo dire a Bud che siamo stati noi a salvarlo.
Non possiamo ha borbottato Sandy.
Ma non abbiamo scelta ho insistito. So che finiremo nei
guai, ma non possiamo lasciare che lo portino in un campo di
internamento.
Sarebbe pi al sicuro in uno di quei campi che qui, dove
la gente va in giro indisturbata ad appiccare il fuoco.
Ma credono che sia una spia. Potrebbero torturarlo, o ucciderlo.
Non avevo idea di cosa facessero alle spie, ma sicuramente
non gli offrivano caviale e champagne.
Ascolta, Bess. Non possiamo dire che eravamo l insieme.
Allora dir che ero da sola. Ti lascer fuori da questa storia,
non preoccuparti. Avevo di nuovo voglia di piangere.
Gi, e come avresti fatto a trascinare da sla il signor Sato
fuori di casa, sul ponte, e poi in acqua fino al cortile?
Aveva ragione, non ci avrebbe creduto nessuno.
Allora dirai che sei stato tu a salvarlo ho proposto.
Ma certo... Potrei dire che ero in giro a passeggio nella mia
serata libera, che per caso mi trovavo allo stretto, che ho visto
che la casa del signor Sato andava a fuoco e che l'ho salvato.
Non fa una piega.
Il tono sarcastico di Sandy cominciava a darmi sui nervi.
Sandy, non credi che valga la pena di beccarsi una punizione,
piuttosto che lasciar condannare un innocente? In quel momento
mi sono chiesta che cosa ne avrebbe pensato Dennis Kittering.
Lui odiava i campi di internamento. Sarebbe stato fiero
di me e del mio tentativo di salvare il signor Sato.
Facciamo cos ha detto Sandy. Aspettiamo un paio di
giorni e vediamo che succede, poi decideremo cosa fare.
Non sarei mai riuscita a convincerlo. All'improvviso mi 
venuta un'idea: avrei spiato Jimmy Brown durante la perlustrazione
di quella notte e forse sarei riuscita a scoprire qualcosa.
L'unico modo per aiutare il signor Sato era trovare la vera
spia.
D'accordo ho mormorato, ma stasera non posso venire
alla spiaggia. Mi dispiace.
 per quello che  successo l'altra notte, Bess? ha sussurrato
lui.
Gli ho risposto che non era quello che avevamo fatto a mettermi
in agitazione, ma che ero troppo preoccupata per il signor
Sato.
Allora perch non puoi venire, stanotte?
Sono solo stanca. Ho bisogno di dormire.
Penso che mi abbia creduto. Per fortuna non mi ha fatto altre
domande.
Quando me ne sono andata, ho ripensato a quello che ci
eravamo detti. Ero dispiaciuta per il fatto che Sandy non volesse
dire la verit al signor Hewitt, ma credo che sia solo una
questione di tempo. Fra un paio di giorni cambier idea. E poi,
forse  meglio aspettare. Se stanotte scoprir qualcosa su Jimmy,
non ci sar bisogno di dire niente.

 Capitolo 39.

Come tutti i venerd, Shorty era strapieno. Gina sperava che
Clay decidesse di pranzare l, cos avrebbe avuto modo di
parlargli. Quella mattina si era svegliata nel suo letto e prima
di alzarsi lo aveva guardato dormire. Aveva un'espressione
rilassata, tutta la rabbia del giorno prima sembrava
svanita. Se avesse potuto, sarebbe rimasta a osservarlo per
ore.
La sera prima, quando Clay l'aveva accompagnata a ritirare
l'auto, le aveva detto che Alec avrebbe preso in considerazione
l'ipotesi di aiutarla, o almeno non le avrebbe messo i
bastoni fra le ruote. Era molto pi di quanto avesse osato sperare.
Si domand che cosa avesse raccontato Clay al padre e se
gli avesse parlato di loro. Gli ho detto del diario e che sei la
pronipote di Mary Poor le aveva riferito Clay. E anche che
non ci capisci niente di fari.
E lui cos'ha risposto? aveva chiesto lei.
Ha detto: "Ma davvero?".
Gina si era irrigidita, ma Clay era scoppiato a ridere. Non
preoccuparti, credo che abbia capito il motivo che ti ha spinta
a mentire.
Quella notte aveva dormito con lui e avevano fatto di nuovo
l'amore. A un certo punto Lacey, che era rientrata tardi, aveva
bussato alla porta di Clay. Non avevano risposto e avevano
riso come due adolescenti colti sul fatto. Lacey aveva capito e
se n'era andata.
Poi all'improvviso Clay aveva cambiato umore, era diventato
silenzioso. Fissava la cassettiera di fronte al letto, dove
teneva una fotografia di Terri e del suo cane. Era troppo buio
per riuscire a distinguere l'immagine, ma lo sguardo era fisso
in quella direzione.
A cosa stai pensando? aveva chiesto Gina.
Lui aveva sospirato e aveva distolto lo sguardo dalla foto.
A niente.
Lo stai facendo di nuovo, Clay. Ti stai chiudendo in te
stesso.
Lui l'aveva guardata e si era deciso a parlare. Quando sono
con te sto bene. Negli ultimi giorni sono stato sereno come
non mi capitava da molto tempo. Per a volte, tutt'a un tratto,
penso a Terri e mi odio perch riesco a essere felice anche senza
di lei. Non credo di meritarmelo.
Lo sai che non  cos, Clay.
Quando smetter di sentirmi in colpa per averla mandata
laggi al posto mio? Sono furioso, Gina. Con me stesso, con
quel maledetto edificio e con chi me l'ha portata via. Lei e il
bambino.
Gina si era morsa il labbro. Era stata lei a iniziare, ma non
era facile trovare le parole. Ti manca, vero?
Lui era scoppiato in una risata breve e amara. Non mi
manca pi, Gina.  questa la cosa che mi fa sentire peggio. Ma
che razza di uomo sono?
Fa male, Clay. Lo so. Quando Bruce mi ha lasciata, avrei
voluto poter andare avanti in fretta, come quando avvolgi un
nastro. Avrei saltato anche un paio d'anni della mia vita, pur
di non stare cos male.
S, per me  lo stesso.
Ma non funziona cos, Clay.
Lo so aveva risposto lui. L'aveva stretta pi forte.
Ormai Clay le aveva detto tutto di s. Gina aveva nascosto
il viso fra le sue braccia e aveva pensato che avrebbe voluto
poter fare lo stesso. Clay l'aveva perdonata per non avergli
raccontato la verit fin dal principio, e adesso era lei a sentire
di non meritarsi quella felicit.
All'ora di pranzo Clay non si present da Shorty, ma Gina
ricevette un'altra visita, del tutto inaspettata. Quando Olivia
Simon entr nel locale, non la riconobbe subito. Aveva un'aria
vagamente familiare, ma pens che fosse una delle clienti abituali
di Shorty. Prima di allora l'aveva vista solo due volte, e
una delle due era notte.
In piedi davanti alla cassa, Olivia rifiut con gentilezza l'invito
di una cameriera di sedersi a uno dei tavoli liberi. Quando
incroci lo sguardo di Gina, le sorrise e and immediatamente
verso di lei.
Ciao, Gina. Dovette accorgersi dello smarrimento di Gina,
perch aggiunse subito: Olivia Simon, la moglie di Alec
O'Neill.
Ma certo, Olivia! esclam Gina. Scusa, non ti avevo riconosciuta.
Succede sempre anche a me disse Olivia. Quando incontro
i miei pazienti per strada non li riconosco e magari li ho
visti il giorno prima in ospedale. Sorrise e gli occhi le si illuminarono.
Cosa posso fare per te? chiese Gina.
Olivia guard dietro di lei, verso i tavoli affollati. Non voglio
portarti via troppo tempo. Volevo solo consegnarti questo.
Le porse un sacchetto. Gina sbirci all'interno e vide alcune
cassette.
Cos'? chiese.
Alec mi ha detto che sei una parente di Mary Poor.
S, una pronipote.
Molto tempo fa il mio ex marito, Paul, le ha fatto una serie
di interviste. Sono registrate l. Indic il sacchetto. L'idea
era quella di preparare un libretto su Kiss River per raccogliere
fondi da destinare al faro, ma dopo la tempesta non se ne 
fatto pi nulla. Ho conservato le cassette. Adesso credo che le
debba tenere tu. Sorrise di nuovo. Cos puoi ascoltare la sua
voce.
Gina non sapeva cosa dire. Grazie balbett. Non aveva
un registratore, ma l'avrebbe chiesto a Lacey e Clay. Dopo
averle ascoltate, te le restituisco.
No, tienile tu disse Olivia, spingendo il sacchetto verso di
lei. A me non servono. Guard verso la stanza sul retro e aggiunse:
Vado a salutare Henry, poi devo tornare subito al pronto
soccorso.
Quando Gina torn a casa, quel pomeriggio, non c'erano
altre auto nel parcheggio. And in cucina, si vers un bicchiere
di t freddo e lo port nello studio. Era da parecchio tempo
che non controllava la posta elettronica. Si sedette davanti al
computer e quando scaric la posta vide che c'erano molti pi
messaggi del solito. L'oggetto era sempre lo stesso: "Bambini
di Hyderabad trasferiti all'orfanotrofio pubblico".
Oddio, Rani disse ad alta voce.
Lesse i messaggi, uno dopo l'altro. A causa dei controlli negli
istituti privati, molti bambini erano stati trasferiti all'orfanotrofio
pubblico. Era gi sovraffollato e Gina non osava pensare
a come fosse diventato. Cibo insufficiente, poco personale,
condizioni igieniche indecenti. Rani non sarebbe sopravvissuta.
Gina fece scorrere rapidamente tutti i messaggi inviati
dagli aspiranti genitori e cerc il nome dell'orfanotrofio di
Rani, ma non lo trov.
Si scolleg da Internet e cerc la rubrica nello zaino, poi
prese il telefono. Mentre sfogliava le pagine della rubrica le tremavano
le mani. Sperava che la bolletta successiva arrivasse
molto tempo dopo. Una telefonata in India non sarebbe passata
inosservata.
Riconobbe subito la voce registrata della signora King. Non
l'aveva mai vista, ma le aveva parlato spesso al telefono. King
era uno pseudonimo, naturalmente. Gina non sapeva neppure
se fosse indiana.
Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico recit il
messaggio registrato, con un leggero accento britannico.
Buongiorno, signora King disse Gina. La voce le tremava.
La chiamo per annunciarle che presto avr i soldi. Molto
presto. Chiuse gli occhi e sper che fosse vero. Per favore,
faccia in modo che Rani non venga trasferita. So che molti bambini
sono stati portati all'orfanotrofio pubblico, ma Rani non
sopravviverebbe. Ha bisogno di cure. Deve rimanere dov'. Se
non pu impedire il trasferimento, almeno cerchi di fare in modo
che venga portata dove possono prendersi cura di lei. Le far
avere i soldi molto presto. Glielo prometto.
Riagganci e rilesse tutti i messaggi. Non era l'unica a essersi
allontanata dal gruppo di sostegno. Molti altri genitori
non scrivevano pi da tempo. Forse anche loro avevano deciso
di seguire un'altra strada e cercavano di mettere insieme i
soldi, come lei. Centomila dollari. Era quella la cifra che la signora
King chiedeva per portare Rani sana e salva fuori dall'india.
Tutti i genitori del gruppo di sostegno conoscevano la signora
King, ma non tutti avevano scelto di rivolgersi a lei. Molti
non volevano seguire vie illegali, non volevano alimentare
la compravendita di ragazzini. Baby broker, erano chiamati cos
i mercanti di bambini, come la signora King.
Gina era disgustata quanto loro, ma pensava che fossero
dei pazzi. Seguendo le regole avrebbero ottenuto solo di veder
morire i propri figli adottivi.
Spense il computer e rimase seduta davanti allo schermo
scuro, in silenzio. Non sapeva pi cosa fare. Non aveva idea di
quanto tempo avrebbe impiegato Alec a decidere, e anche se
avesse accettato di aiutarla, tirare fuori la lente dall'oceano poteva
essere un'impresa lunga. E poi? Che cosa sarebbe successo
a quel punto?
Si ricord delle cassette. Apr i cassetti della scrivania, uno
dopo l'altro, fino a quando trov un registratore.
Sal nella sua stanza, si sdrai sul letto e mise nel registratore
la cassetta numero uno. La prima voce che sent fu quella
di un uomo. L'ex marito di Olivia, probabilmente.
Inizi pure da dove vuole disse l'uomo.
Per un attimo si sent solo il fruscio del nastro, poi la voce
incerta di una donna anziana cominci a raccontare.
Il faro di Kiss River  stato acceso per la prima volta la
notte in cui  nato il padre di mio marito Caleb...
Gina si port una mano alla bocca. Era la voce della sua bisnonna,
la madre di Bess. La donna descrisse la vita al faro, parl
dei due tedeschi che avevano finto di essere naufraghi inglesi,
ma alcuni dettagli erano imprecisi. Gina sorrise e si domand
quante altre cose Mary Poor non sapesse.
Finalmente la donna cominci a parlare di sua figlia, Elizabeth.
Era una ragazza inquieta borbott. Una di quelle ragazzine
che non riescono a stare lontane dai guai. E ne ha avuti,
di guai. Oh, se ne ha avuti!

 Capitolo 40.

Domenica, 10 maggio 1942
ore 4,00 del mattino.
Il mio cuore si  rotto in mille pezzi e credo che mi ci vorr
un bel po' per rimetterli insieme. Sono delusa, delusa e arrabbiata.
Ieri notte ho spiato Jimmy Brown, come era nei miei programmi.
Sono andata in bicicletta alla spiaggia, a circa due chilometri
da Kiss River, perch sapevo che l'avrei trovato l. Avevo
paura, non conosco molto bene quella parte del bosco ed era
buio pesto. Avevo una torcia con me, ma quando l'ho accesa ho
solo peggiorato la situazione. Mi sono sentita intrappolata nel
fitto intreccio di rami tutt'intorno a me. Non avevo fiato, per lo
sforzo e l'agitazione. Sono abituata ad attraversare il bosco al
buio, lo faccio tutte le notti per incontrare Sandy, ma non conoscevo
quel sentiero ed ero molto spaventata.
Quando ho sentito il rumore delle onde ho capito che ero
arrivata. Ho lasciato la bicicletta nel bosco, appoggiata a un albero,
ho spento la torcia e mi sono incamminata verso la spiaggia,
cercando di non fare rumore. All'inizio non l'ho visto, cos
mi sono accucciata dietro un cespuglio e ho aspettato. Immaginavo
che stesse camminando su e gi per la spiaggia, che
sarebbe apparso da un momento all'altro. Dopo un po' l'ho visto
arrivare, a cavallo. La sabbia attutiva il rumore degli zoccoli.
Quando mi ha superata, sono uscita da dietro il cespuglio
e ho continuato a spiarlo da una duna. Non sapevo nemmeno
io che cosa aspettarmi. Se si fosse allontanato, lo avrei seguito
per vedere se faceva qualcosa di sospetto. Se avesse permesso
a qualcuno di sbarcare sulla spiaggia, avrei avuto la certezza
che la spia era lui. Ho aspettato per pi di tre ore, ma non  successo
assolutamente niente. Ero annoiata, non so come ho fatto
a non addormentarmi.
Ho ripreso la bicicletta e mi sono diretta verso Kiss River.
Quando ero quasi arrivata, ho deciso di fermarmi a salutare
Sandy. La corsa in bici mi aveva fatto passare il sonno e ho pensato
che sarebbe stato carino fargli una sorpresa, visto che non
mi aspettava. Ho lasciato la bicicletta vicino al faro e ho proseguito
a piedi. Conosco quella parte del bosco come le mie tasche
e non avevo paura. Non ho nemmeno acceso la torcia. Ero
quasi arrivata, quando attraverso gli alberi ho intravisto una
luce. Mi sono chiesta chi potesse trovarsi l. Non ci sarebbe dovuto
essere nessuno sulla spiaggia, di notte, soprattutto con
una torcia. Sono rimasta ferma sul sentiero per qualche minuto
e cercavo di capire se la luce lampeggiava, come si fa per inviare
i messaggi nell'alfabeto Morse, ma era fissa. Un raggio di
luce sottile e immobile. Sandy ha una torcia molto potente, ma
da quando  stato imposto il divieto non la usa quasi mai. All'improvviso
mi sono ricordata dell'assassino. Con tutto quello
che  successo negli ultimi tempi, me ne ero dimenticata, ma
in quel momento non riuscivo a tenere a freno la mia immaginazione.
Magari era lui, forse aveva ucciso Sandy e ora gli frugava
nelle tasche...
Ho cominciato a camminare piano lungo il sentiero, cercando
di non fare rumore, e mi sono arrampicata sul solito albero.
Era la prima volta che ci salivo dalla notte in cui avevo
incontrato Sandy.
Quello che ho visto  ancora impresso nella mia mente:
Sandy puntava il fascio di luce verso il mare. Non avevo idea
di cosa facesse, ma ho avuto la sensazione che non fosse niente
di buono, cos sono rimasta rannicchiata sull'albero e ho
aspettato. Mi  tornata in mente la notte in cui i tedeschi erano
sbarcati sulla spiaggia e io avevo tenuto ferma la torcia per indicare
a mio padre la via del ritorno, mentre lui li trainava a riva.
Dopo qualche minuto ho visto qualcosa muoversi fra le
onde e Sandy ha spento la torcia. Era una lancia, proprio come
quella su cui erano arrivati i due tedeschi quella notte, solo
che questa aveva un piccolo motore. Ho pensato che a bordo
potessero esserci i superstiti di un mercantile affondato, ma
non vedevo fiamme all'orizzonte, n sentivo l'odore di bruciato
che penetra nelle radici quando una nave al largo prende
fuoco.
Sandy  corso verso la barca per aiutare i passeggeri. Erano
due. Poi l'ho sentito. Ha gridato: Vii gheets?. Speravo di
essermi sbagliata, ma poi ho sentito i due marinai che gli rispondevano
in tedesco. Hanno continuato a parlare e il tedesco
di Sandy era fluente quanto il loro. Quando i due uomini
sono scesi dalla barca, ho visto che indossavano l'uniforme tedesca.
A un certo punto Sandy ha consegnato a uno dei due
una busta e una borsa.
Non riuscivo a credere ai miei occhi. Ero arrabbiata, delusa,
mi sembrava d'impazzire. Ho agito d'impulso, sono scesa
dall'albero, ho acceso la torcia e l'ho puntata verso i tre uomini.
Tre teste si sono girate di scatto verso di me, ma non potevano
vedermi, perch tenevo il fascio di luce all'altezza dei loro
occhi.
Andatevene, presto! ha gridato Sandy. I due tedeschi sono
risaliti in barca, hanno acceso il motore e si sono allontanati
fra le onde. Lui si  voltato verso di me e ha gridato: Chi c'
laggi?.
Ho proiettato il fascio di luce verso di me, in modo che potesse
riconoscermi. Lui si  messo a ridere, ma era un riso forzato,
nervoso.
Bess! ha esclamato. Sei tu. Mi hai spaventato.
Ho iniziato a riflettere il pi in fretta possibile. Ho ripensato
al giorno in cui gli avevo confidato che conosco un paio
di frasi in tedesco. Lui non mi aveva detto che lo parla benissimo.
Non c'era da stupirsi che si fosse arrabbiato tanto quando
avevo usato il termine crucco e che avesse reagito in quel
modo quando aveva scoperto che il signor Hewitt mi aveva
chiesto di aiutarlo a trovare il traditore. Bene, ora l'avevo trovato.
Che cosa ci fai qui? ha chiesto, mentre mi avvicinavo a
lui. Avevi detto che saresti rimasta a casa.
Invece ho rovinato tutto quanto, vero? Che cosa facevi
con quei tedeschi?
Quei due ragazzi? Ha indicato il mare. Nel frattempo la
lancia era scomparsa. Non sono tedeschi.
Non mentirmi, Sandy. Ho visto le uniformi e vi ho sentiti
parlare. Cosa c'era in quella borsa?
Sandy si  sfregato gli occhi con le mani. All'improvviso
sembrava molto stanco. Avrei voluto che mi dicesse che mi
ero sbagliata, che era tutto un equivoco. Ma non  andata cos.
Non avresti mai dovuto spiarmi, Bess. Lo ha detto a voce
bassa, in un tono minaccioso. Adesso non era pi sulla difensiva
e ho avuto paura di lui. Mi sembrava di non conoscerlo.
Eravamo soli. Avrebbe potuto uccidermi. Ho fatto un
passo indietro, ma lui mi ha afferrato il braccio. Sospettavi
di me fin dall'inizio, vero?  per questo che sei venuta qui,
stanotte? Che mi hai detto quella balla sul fatto che avevi bisogno
di dormire?
Non ero io a dover dare spiegazioni, cos ho ribattuto: Meno
male che ho deciso di venire, almeno ho scoperto chi sei veramente.
Sei solo una maledetta spia. Intanto lottavo per cercare
di liberarmi, ma lui ha stretto ancora di pi. Ero spaventata,
ma non volevo che se ne accorgesse.
Non provare a dire una sola parola di questo a Bud ha
detto. Aveva il viso cos vicino al mio che sentivo il suo respiro
caldo sulla guancia. Non devi dirlo a nessuno.
Perch lo fai? ho chiesto. A quel punto avevo iniziato a
piangere.
Per i soldi ha risposto. Per che cosa, se no? Mi pagano
profumatamente per quello che faccio e presto sar un uomo
ricco. Molto ricco.
In quel momento mi sono ricordata di quando mi aveva
raccontato che la sua era una famiglia povera, che non c'era
mai abbastanza da mangiare e che non aveva mai ricevuto regali.
Ha continuato a stringere il braccio e ha detto: Giurami
che non ne parlerai con nessuno.
La cosa pi sensata da fare era assecondarlo, invece ho risposto:
Non star a guardare mentre i marinai americani continuano
a morire.
Non so esattamente che cosa sia successo dopo, so solo che
mi sono ritrovata per terra, con Sandy che mi immobilizzava i
polsi. Ti ricordi del cadavere che hai trovato proprio qui, sulla
spiaggia? ha chiesto.
Ho annuito.
Quella  stata l'ultima persona che ha ficcato il naso negli
affari miei ha sibilato fra i denti.
Facevo fatica a respirare. Lo hai ucciso tu?
Se dirai a qualcuno quello che hai visto stanotte, te la far
pagare. E ci andranno di mezzo anche i tuoi genitori. Hai
capito? Non giocare a fare l'eroe, ragazzina. Questo non  uno
scherzo.
Ho iniziato a singhiozzare e non ho risposto.
Hai capito? ha ripetuto. Premeva il ginocchio contro il
mio stomaco. Ho annuito ancora. Mi ha liberato i polsi, ma non
mi ha lasciata alzare. Stammi a sentire, Bess ha detto. Assomigliava
di nuovo al Sandy che conoscevo. Sei nei guai, in
guai seri. Devi andartene, lasciare gli Outer Banks. Vattene il
pi lontano possibile. E non parlare con nessuno di quello che
 successo.
Allora ti importa ancora di me...
Non hai capito, Bess. Se vuoi che non ti succeda nulla, e
che non succeda nulla alla tua famiglia, te ne devi andare da
qui. Subito.
Avevi detto di amarmi.
Lui si  messo a ridere. Sei solo una ragazzina ingenua.
Ma hai detto che...
Ma non capisci? Avrei detto qualunque cosa per ottenere
da te quello che volevo.
All'improvviso mi ha lasciata andare. Mi sono alzata in
fretta e sono scappata verso il bosco. Ho corso pi veloce che
potevo. I rovi mi graffiavano le gambe, ma non me ne accorgevo
neanche. Ho sentito la voce di Sandy che gridava: Neanche
una parola! Con nessuno!.
Adesso sono a casa, nella mia stanza. Ho pianto cos tanto
che ho gli occhi gonfi. Continuo a ripensare a quello che 
successo e non riesco a credere che quello fosse davvero Sandy.
Sicuramente quella non era la sua voce. Era come se qualcosa
si fosse impossessato di lui. Ora, per, devo decidere cosa fare.
Penso ai miei genitori che dormono tranquilli nella loro stanza,
senza sospettare il pericolo che corrono per colpa mia. Se
gli succedesse qualcosa, non potrei mai perdonarmelo. Mi 
tornata in mente quella canzone, continua a risuonarmi nella
mente. Perfidia. Adesso so che cosa significa. L'ultima frase dice:
Addio, perfido amore. L'ho provato sulla mia pelle e so
che cosa vuol dire. Odio quella canzone.
Mi sono addormentata mentre scrivevo. Non so come ho
fatto, ma sono crollata come un sasso. Ho fatto un sogno terribile.
Sandy era a casa nostra, in soggiorno, e parlavamo. Diceva
che era dispiaciuto, che mi amava, che non avrebbe mai voluto
farmi del male. Poi mi ha chiesto di portargli una tazza di
t e io sono andata in cucina a prepararglielo. Quando sono tornata
in soggiorno, ho sentito delle urla provenire dal piano di
sopra. Sono salita di corsa per le scale e ho trovato Sandy che
picchiava i miei genitori con un bastone. C'era sangue dappertutto
e loro erano morti. Mi sono svegliata urlando. Adesso
so che cosa devo fare. Non ho altra scelta.

 Capitolo 41.

Gina usc dal ristorante, sal in macchina e and dritta a casa.
Aveva pensato di fermarsi da Henry, perch sapeva che Clay era
da lui per fare qualche piccola riparazione al cottage, ma era ansiosa
di controllare la posta e scoprire se c'erano novit sul trasferimento
dei bambini all'orfanotrofio pubblico.
Fu sorpresa di vedere l'auto di Lacey parcheggiata davanti
a casa. Di solito il sabato pomeriggio aiutava i bambini alla scuola
elementare. Nel parcheggio c'era anche un furgoncino e all'inizio
Gina pens che fosse quello di Kenny. Era rosso, proprio
come il suo, ma questo era sporco e ammaccato, mentre quello
di Kenny era sempre tirato a lucido. Probabilmente  un altro
dei ragazzi di Lacey, pens Gina mentre scendeva dall'auto.
Quando entr in casa, non c'era traccia di Lacey n del suo
ospite. Sasha la accolse allegro e scodinzolante come sempre e
la accompagn nello studio, ma prima che Gina potesse leggere
la posta, sent un urlo provenire dal piano di sopra. Le dita
si gelarono sulla tastiera; Sasha sollev la testa e si volt di
scatto verso il soggiorno, in attesa, come lei, che il rumore si ripetesse.
Per qualche istante Gina non sent nulla e si convinse
che Lacey e il suo ospite stessero solo giocando, ma subito dopo
ud delle grida. Sasha si mise in posizione d'attacco e cominci
a ringhiare, prima piano, poi pi forte. Gina si alz in
piedi, appoggi una mano sulla testa del cane, and in soggiorno
e si avvicin alle scale.
Lacey? chiam.
Sent un tonfo, il rumore di qualcosa, o qualcuno, che cadeva
a terra. Qualche secondo dopo, qualcuno apr la porta e
la sbatt con violenza. Gina rimase ferma dov'era, incerta se
salire nella camera di Lacey o chiamare la polizia. Sasha appoggi
le zampe anteriori sul primo gradino, pronto a balzare
in avanti, e d'istinto Gina lo trattenne per il collare.
All'improvviso vide apparire Brock Jonsen nel corridoio
in cima alle scale. Sasha abbai, mentre lui scendeva le scale
come una furia. Super Gina e il cane senza degnarli di uno
sguardo e in un attimo fu fuori di casa.
Ma certo, era il furgoncino di Brock. Gina lo aveva visto
spesso parcheggiato davanti a Shorty. Lasci il collare di Sasha
e si precipit di sopra. Buss alla porta di Lacey, poi la apr
senza aspettare la risposta.
Sto bene disse subito Lacey.
Era seduta sul pavimento, appoggiata alla cassettiera. Con
una mano si massaggiava la mascella, mentre sulla guancia iniziava
a formarsi un grosso livido viola. Indossava solo i calzoncini.
Sasha le corse incontro e lei lo abbracci.
Gina si avvicin. Cos' successo? chiese, mentre le scostava
i capelli dal viso. Sei sicura di stare bene?
Brutto porco disse Lacey con rabbia.
Cerc di alzarsi, appoggiandosi a Gina, ma poi cambi idea.
Mi passi la maglietta, per favore? chiese.
Gina prese la maglietta abbandonata sul letto e la aiut a
infilarla. Lacey si alz e si mise a sedere sul bordo del letto, poi
guard Gina.
Non ho un bell'aspetto, vero?
La guancia destra si stava gonfiando.
Dobbiamo metterci del ghiaccio rispose Gina, ma prima
voglio chiamare la polizia.
Lacey scosse la testa. Lascia perdere. L'ho invitato io a entrare.
Non possono fare niente.
Cos' successo? chiese di nuovo Gina, mentre si sedeva
sul letto accanto a lei.
Lacey si strinse nelle spalle. Io volevo solo parlargli, ma
lui aveva altri programmi. Volevo chiedergli dove sono finiti i
soldi della lotteria.
Oh no, Lacey mormor Gina. Dunque  per questo che
lo frequentavi?
Non ha importanza borbott Lacey. Quando gli ho chiesto
dei soldi, ha cominciato a innervosirsi. Abbiamo discusso
e quando gli ho chiesto di andarsene, mi ha colpita. Premette
la mano contro la guancia. Fa male.
Sta diventando viola osserv Gina.
Il livido copriva quasi tutta la guancia.
Devo inventarmi qualcosa disse Lacey. Non posso certo
raccontare la verit a Clay. Continua a trattarmi come la sua
sorellina e credo che la prenderebbe piuttosto male.
Ti vuole bene. Desidera solo proteggerti.
Lo so.
Lacey... inizi Gina, mentre cercava le parole pi adatte.
Non era sicura che a Lacey interessasse la sua opinione, in quel
momento. In fondo lei era soltanto un'ospite. Dovresti stare
pi attenta alle persone che frequenti. Brock lo conosci appena
e dicono tutti che  un tipo strano. Avrebbe potuto farti male
sul serio.
Ti sbagli, lo conosco rispose Lacey, sulla difensiva. Frequenta
le riunioni dell'anonima alcolisti. Ho solo cercato di scoprire
se era stato lui a rubarti i soldi.
Poteva essere pericoloso aggiunse Gina, ma poi cap che
quello non era il momento adatto per una predica o per mettersi
a discutere con Lacey del suo comportamento con gli uomini.
Vado a prenderti del ghiaccio annunci.
Mentre scendeva le scale, Gina si accorse che le tremavano
le gambe. Troppa adrenalina. In cucina, infil qualche cubetto
di ghiaccio in un sacchetto di plastica. Lo stava chiudendo
con un nodo, quando entr Clay.
Le and incontro. Gina appoggi il sacchetto sul ripiano e
lo abbracci.
Stai tremando disse Clay.
Sto bene, ma Lacey  caduta e ha rimediato una botta sulla
guancia. Il ghiaccio  per lei. Lo lasci andare e si volt per
riprendere il sacchetto. Odiava dovergli mentire di nuovo.
Lacey  caduta? chiese lui. Come ha fatto? Adesso dov'?
 in camera sua. Ha inciampato nel tappeto e ha picchiato
la guancia contro la cassettiera.
Ahi! esclam Clay con una smorfia.
Sembrava che l'avesse bevuta. Apr un cassetto e ne estrasse
uno strofinaccio.
Tieni. Avvolgilo con questo. Mentre salivano in camera
di Lacey, Clay chiese: Hai saputo qualcosa di Rani?.
Non ho ancora controllato la posta rispose Gina. Ma
grazie per avermelo chiesto.
Lacey era ancora seduta sul bordo del letto. Il livido si era
allargato ed era gi pi scuro.
Che botta! esclam Clay. Si sedette sul letto accanto alla
sorella.
Gina le porse il ghiaccio avvolto nello strofinaccio.
A volte sono proprio una frana borbott Lacey. Ero di
corsa e sono andata a sbattere contro lo stipite della porta.
Gina avrebbe voluto sprofondare.
Ah s? disse Clay. Guard prima Gina, poi di nuovo Lacey.
 stato prima o dopo che hai inciampato nel tappeto e hai
picchiato la guancia contro la cassettiera?
Lacey era confusa. Che cosa?
Gli ho detto che sei inciampata spieg Gina.
Lacey sospir e si lasci cadere sul letto. Ormai il danno
era fatto.
Clay incroci le braccia sul petto. Dimmi la verit, Lacey.
Uno di quei bastardi che frequenti ti ha picchiata, vero?
Non preoccuparti, Clay mormor lei. Non lo vedr mai
pi.
Forse lui no, ma ce ne sar un altro, e poi un altro ancora
rispose Clay. Era evidente che cercava di trattenersi, ma aveva
alzato la voce. Finch qualcuno non completer l'opera.
Andatevene, tutti e due sbott Lacey. Ho bisogno di riposare.
Clay non accenn a uscire. Si avvicin alla sorella e le sfior
la guancia con le dita. Sei sicura che non c' nulla di rotto?
chiese.
Sto bene disse Lacey, secca. Adesso uscite.
Clay si alz e si volt verso Gina. Andiamo sospir, qui
siamo di troppo, a quanto pare.
Appena ebbe chiuso la porta, Gina disse: Mi dispiace averti
mentito. Non voleva che tu lo sapessi, e io....
Non importa. Tu non c'entri. Si  presa proprio un bel ceffone.
Gi.
Sai chi  stato?
Brock. Quel ragazzo che...
Brock Jonsen? Clay sembrava fuori di s.
S. Credo che Lacey volesse scoprire se  stato lui a prendere
i...
Ci vediamo pi tardi. Clay si volt verso le scale, poi scese
alla stessa velocit con cui era sparito Brock, poco prima.
Clay! grid Gina. Non fare sciocchezze.
Ma lui era gi uscito. Gina si sedette sul primo gradino e
si chiese che cosa avrebbe dovuto fare. Forse avrebbe dovuto
seguirlo da Shorty, perch di certo era l che era diretto, o forse
avrebbe dovuto chiamare la polizia. Alla fine decise di non
fare nulla. A Clay sarebbe bastata una corsa in macchina per
sbollire la rabbia, o almeno era quello che sperava. Torn nello
studio per controllare se c'erano nuovi messaggi.

 Capitolo 42.

Clay vide il furgoncino rosso parcheggiato davanti a Shorty.
Posteggi nello spazio vuoto accanto al furgone, scese dalla
jeep e si diresse verso la porta d'ingresso. Teneva i pugni serrati
e sembrava sul punto di esplodere. Non si era mai sentito
cos prima. Aveva assistito impassibile al processo dell'assassino
di sua madre, era rimasto seduto nell'aula di tribunale a
fissare il viso inespressivo di quell'uomo; aveva ritrovato i corpi
martoriati di bambini violentati, quando faceva parte della
squadra di soccorso, ma non aveva mai provato la stessa rabbia
incontrollabile.
Ciao, Clay! gli grid Kenny dal banco.
Lui tir dritto verso la stanza sul retro, senza nemmeno girarsi.
Buongiorno, Clay lo salut Walter Liscott, seduto davanti
alla scacchiera.
Clay and avanti, come un automa. Guard verso il tavolo
da biliardo e lo vide. Brock era di spalle, piegato in avanti
per prendere la mira. Clay si avvicin e gli tocc una spalla.
Sto tirando brontol Brock, senza voltarsi.
Guardami in faccia, brutto figlio di puttana.
Brock si alz piano e si gir verso di lui.
Clay pieg il braccio all'indietro, poi lo colp in pieno viso
con un pugno. Il rumore delle ossa rotte gli diede una strana
eccitazione.
Brock si port una mano al naso sanguinante. Che cazzo
ti prende?
Allora, Brock? Com'? chiese Clay, poi continu a colpire.
Non aveva mai picchiato nessuno in vita sua e scopr che
gli piaceva. Forse troppo. Adesso sai che cosa ha provato mia
sorella.
Tua sorella  una puttana disse Brock.
E tu sei un bastardo. Clay continu a picchiare, finch
Brock si accasci sul tavolo da biliardo, poi riprese a colpirlo.
Non riusciva a fermarsi. Non si accorgeva nemmeno delle persone
che gli stavano intorno. Alcune gridavano, altre lo incitavano.
Qualcuno gli disse di calmarsi e Kenny cerc di trascinarlo
via dal tavolo. Anche il vecchio Brian Cass faceva del suo
meglio perch smettesse, ma era inutile. Clay aveva le mani coperte
di sangue e non sapeva neppure se era suo o di Brock,
ma non gliene importava. Non era solo Brock che picchiava,
picchiava anche quel maledetto palazzo che era crollato e aveva
ammazzato sua moglie e suo figlio, picchiava l'idiota che lo
aveva progettato, picchiava se stesso per averla mandata l al
posto suo. Finalmente saldava tutti i conti che aveva lasciato
in sospeso.

 Capitolo 43.

La chiamata dal pronto soccorso arriv nel tardo pomeriggio,
intorno alle sei. Alec nuotava nello stretto con Jack e Maggie, dietro
casa, quando sent squillare il cellulare che aveva lasciato sul
ponte. Torn a riva pi veloce che pot, ma non fece in tempo a
rispondere. Olivia aveva lasciato un messaggio: Se riesci a trovare
qualcuno che badi ai bambini,  meglio che vieni al pronto
soccorso. Non agitarti, non  niente di grave.
Prov a richiamarla, ma gli dissero che era con un paziente.
Grid ai bambini di uscire dall'acqua e li fece vestire in fretta,
poi chiam la mamma di un amico di Jack e le chiese se poteva
lasciarli da lei per qualche ora. Nel giro di dieci minuti, li
aveva accompagnati a casa della donna ed era diretto all'ospedale.
Detestava il pronto soccorso, risvegliava in lui ricordi dolorosi.
E poi il messaggio di Olivia lo aveva messo in agitazione.
"Non agitarti", aveva detto. Non aveva detto: "Non preoccuparti".
E lui si stava preoccupando.
Quando arriv, vide che la sala d'attesa dell'ospedale era
diventata la stanza sul retro di Shorty. C'erano Kenny Gallo,
Walter Liscott sulla sua sedia a rotelle, Brian Cass e altri tre o
quattro clienti. C'erano anche alcuni poliziotti, che Alec conosceva
bene. Uno di loro, Pete Myron, gli and incontro appena
lo vide entrare.
Cosa succede? chiese Alec.
Pete lo accompagn fuori dalla sala d'aspetto, in corridoio.
Conosci Brock Jonsen? chiese.
Alec non cap subito di chi stesse parlando, poi domand
a sua volta: Il tizio con i tatuaggi?.
Esatto. Pare che abbia picchiato tua figlia.
Per prima cosa, Alec pens a Maggie, poi cap che Pete parlava
di Lacey.
Dov'? Guard alle spalle di Pete. Sta bene?
 a casa rispose il poliziotto. Abbiamo gi mandato
qualcuno a controllare se  tutto a posto. Sta bene, a parte qualche
livido. Jonsen invece  conciato male. Gli stanno mettendo
i punti. E Clay si  rotto un dito.
Clay? Alec era confuso. E lui cosa c'entra?
Ha trovato Brock da Shorty e lo ha riempito di cazzotti.
Clay?
Alec stentava a crederci. Suo figlio odiava la violenza e aveva
sempre rifiutato qualsiasi forma di vendetta. Persino al processo
di Zachary Pointer, mentre ascoltava i testimoni descrivere
come quell'uomo aveva ucciso Annie, aveva continuato a
ripetere che era contrario alla pena di morte.
Lacey non ha sporto denuncia disse Pete. E nemmeno
Brock. Quindi per noi qui non c' molto da fare.
Dov' Clay? chiese Alec.
L dentro. Pete indic una delle stanze.  con tua moglie.
Quando Alec entr, Olivia era seduta vicino a Clay e gli
stava fasciando il dito rotto. Clay aveva un brutto taglio sullo
zigomo e il labbro gonfio, ma per il resto sembrava tutto intero.
Quando Alec entr, alz la testa.
Ciao, pap mormor, come se si fossero gi trovati in
quella situazione centinaia di volte.
Ma cosa diavolo  successo? chiese Alec.
Olivia continu la fasciatura, senza alzare gli occhi. Niente
di grave, solo una classica rissa da bar gli comunic.
Clay sospir, poi si decise a spiegare: Brock Jonsen era alla
casa del guardiano con Lacey.
Cosa vuol dire che era con lei? Alec non riusciva a immaginare
sua figlia insieme a quel tipo. Non l'ha violentata, vero?
Clay si volt dall'altra parte. L'ha picchiata disse. Quando
l'ho saputo, sono andato da Shorty e... Guard suo padre.
Non  da me, vero?
No, non era da lui. Perch l'ha colpita?  entrato con la
forza o...
Sono sicuro che  stata lei a invitarlo lo interruppe Clay.
Diciamo che Lacey non  particolarmente... selettiva.
Alec non voleva sentire certe insinuazioni. Anche lui si era
accorto che Lacey era molto disponibile con gli uomini, ma non
riusciva ad ammetterlo con se stesso.
Non mi hai risposto. L'ha violentata?
Clay sembrava seccato e Alec ebbe l'impressione che la causa
fosse Lacey. Per quello che mi risulta borbott, tutto quello che  successo fra loro era consensuale.
Nel frattempo Olivia aveva finito di fasciare il dito di Clay
ed esaminava il taglio sulla guancia.
C' bisogno di punti? chiese Clay.
Lei scosse la testa. No, basta un cerotto. Ne scelse uno
dal vassoio di metallo sul tavolino.
E Brock, come  conciato? chiese Alec, rivolto a Olivia.
Ha il naso rotto e parecchie contusioni disse lei, con il tono
piatto e ragionevole tipico dei dottori. E probabilmente avr
bisogno di un intervento di chirurgia plastica alla guancia.
Alec si sforz di non sorridere. Anche lui era contrario alla
violenza, ma non pot fare a meno di provare un brivido di
orgoglio paterno.
All'improvviso Clay si alz in piedi e guard verso la porta.
Alec si volt e vide Gina, che corse subito da Clay.
Stai bene? chiese preoccupata. Gli sfior il labbro gonfio.
Clay le strinse la mano. Sto bene. Lacey  con te?
Ha preferito rimanere a casa gli spieg lei. Credo che
non voglia farsi vedere. Incroci lo sguardo di Alec e si affrett
ad aggiungere: Non  ridotta tanto male. E non  sola,
c' una poliziotta con lei.
Vado da lei annunci Alec. Cerc le chiavi della macchina
nella tasca dei pantaloni.
Non andare, pap lo ferm Clay.
Perch no?
Lasciale un po' di tempo. Magari potresti chiamarla pi
tardi.
Anch'io avrei bisogno di parlarti disse Olivia. Aveva applicato
il cerotto sulla guancia di Clay e adesso era in piedi di
fronte a suo marito.
Lui le appoggi una mano sulla spalla. Appena torni a
casa mormor.
Alec e Olivia aspettarono che Jack e Maggie si addormentassero,
poi si sedettero in veranda, ad ascoltare il rumore delle
onde che lambivano la spiaggia dietro casa. Avevano parlato
con Lacey e lei aveva detto che stava bene, che era scoppiato
un pandemonio per una sciocchezza e che era ridicolo che
Clay e Brock fossero finiti all'ospedale perch lei si era presa
uno schiaffo. Alec avrebbe voluto andarla a trovare, ma lei gliel'aveva
proibito. L'avrebbe vista luned, come al solito, allo studio
veterinario.
Volevi parlarmi di Lacey? chiese a Olivia.
S, ma prima voglio parlarti di Gina.
Di che cosa?
Hai deciso cosa fare con la lente?
Veramente non ci ho ancora pensato.
Per hai detto a Clay che l'avresti fatto.
La conversazione stava prendendo una brutta piega. Era
raro, ma ogni tanto Olivia gli riservava una delle sue prediche.
E per quanto fosse irritante, di solito aveva ragione.
Lo far borbott Alec.
Se  vero che Gina  parente dei Poor, dovresti aiutarla.
Quella lente ha un valore affettivo per lei. Il faro rappresenta
il suo legame con il passato. Clay ha detto che non ha una famiglia
e ne vuole formare una.  per questo che cerca di adottare
quella bambina indiana.
Alec si irrigid. Se per lei quella lente ha un valore affettivo,
perch non l'ha detto subito? Perch ci ha mentito?
Olivia non rispose. Lo sciabordio dell'acqua sulla sabbia
riemp il silenzio.
Ascolta, Alec. Lo guard negli occhi. Devo dirti una cosa,
ma non  facile.
Ti ascolto.
Lasciami parlare, d'accordo? Non dire nulla finch non
ho finito.
Lui annu.
Qualche anno fa cominci, eri ossessionato dall'idea di
salvare il faro. E il motivo di quella ossessione era il fatto che ti
ricordava Annie. Era il vostro posto,  naturale che fosse cos.
Alec annu di nuovo.
Adesso sei altrettanto ossessionato dall'idea di lasciare
la lente dove si trova, sul fondo dell'oceano. Per la stessa ragione.
Che cosa vuoi dire?
Lasciami finire, ti prego mormor Olivia. Il faro ti ricorda
ancora Annie, ma adesso  un ricordo doloroso. Dopo
che hai saputo la verit, hai voluto seppellire tutto quello che
ti faceva pensare a lei.
Olivia aveva ragione. Adesso Alec odiava quel faro almeno
tanto quanto lo aveva amato.
In entrambi i casi continu Olivia, sia quando volevi
salvare il faro, sia ora che vuoi lasciare la lente in mezzo all'oceano,
le tue decisioni sono dettate dai sentimenti per Annie.
Gli strinse la mano. Ma  solo un pezzo di vetro, Alec.
Lui apr la bocca per rispondere, ma lei lo ferm prima che
potesse parlare.
Non ho finito. Ti prego, non volermene per quello che sto
per dirti, ma credo che tu abbia il dovere di confessare a Clay
e a Lacey la verit su Annie.
A quel punto Alec non riusc pi a trattenersi. E perch
dovrei? sbott. Non c' nessun bisogno che lo sappiano. Perch
dovrei distruggere il ricordo che hanno di lei? Lacey sa che
Tom  suo padre, e non c' bisogno che le dica nient'altro.
Continui a proteggere Annie, ma in questo modo fai del
male ai tuoi figli.
Alec cominciava a innervosirsi. Non credi di essere un po'
egoista a dire una cosa del genere?
Sono preoccupata per Lacey rispose Olivia. Dal suo tono
di voce, Alec cap di averla ferita. Non  orribile che abbia
portato un tipo come Brock a casa? E proprio alla casa del guardiano?
Alec sapeva a cosa si riferiva, lui pensava la stessa cosa.
Anche Annie lo faceva: portava alla casa del guardiano gli uomini
che frequentava, quando ci abitava Mary Poor. Nemmeno
Annie era molto selettiva, era andata a letto con Alec la sera
stessa in cui l'aveva conosciuto. Ma Lacey non lo sapeva.
Non credevo che certe cose fossero ereditarie comment
Alec.
Devi affrontare la verit, Alec. Lacey cambia i ragazzi con
la stessa frequenza con cui si cambia d'abito, ma non si lega a
nessuno. Proprio come Annie. Sono identiche. E non  andata
al college, esattamente come lei.
Questo non  vero, Annie ci  andata.
Ma non si  mai laureata replic Olivia. Lacey ha seguito
le orme di sua madre ed  diventata una decoratrice di
vetrate. Quando era pi giovane, per, diceva di voler fare la
veterinaria. Sappiamo entrambi che adora gli animali e che
avrebbe tutte le carte in regola per diventarlo, ma ha messo da
parte tutte le sue ambizioni.
Alec era consapevole che Olivia sapeva fin troppo bene che
cosa significasse dover competere con Annie O'Neill: anni prima
ci era passata anche lei.
Lacey  diventata la benefattrice degli Outer Banks, come
Annie continu Olivia. Strinse le mani di Alec nelle sue.
 giusto che sappia la verit e tu devi liberarti del legame ossessivo
che hai con quel faro. In un modo o nell'altro, Annie
continua a influenzare le vostre vite.
Alec rimase in silenzio a lungo. Olivia aveva ragione. Alla
fine mormor: Non voglio rovinare l'immagine che Clay e
Lacey hanno della loro madre. Mi dispiace, Olivia, ma non posso
farlo. Per quello che dici sulla lente  vero. Chiamer Clay
e gli dir che non ho pi intenzione di oppormi. Li aiuter a tirarla
fuori dall'oceano.

 Capitolo 44.

Luned, 11 maggio 1942.
Ma cosa ho fatto?  la cosa giusta? Probabilmente non lo
sapr mai. So solo che adesso sto malissimo. Ho vomitato tutta
la notte e ora sono sdraiata su questo strano letto in questa
strana casa. Sento le voci di Dennis e SueAnn, sua sorella, provenire
dal soggiorno. Non riesco a sentire cosa dicono, ma sono
sicura che parlano di me. Quando sono arrivata SueAnn era
molto sorpresa, per  stata gentile. Mi ha portato della zuppa
di pollo, che si sta raffreddando sul comodino. In questo momento
non me la sento proprio di mangiare.
Non sapevo che Dennis fosse cos cattolico. Sapevo che andava
a messa a Corolla, ma non avevo capito fino a che punto
la religione fosse importante per lui. Lo  anche per SueAnn.
Lei lavora come infermiera in un ospedale cattolico e la casa 
piena di statuette e di immagini di Maria e di Ges. Mi ci abituer.
Sono successe un sacco di cose dall'ultima volta che ho scritto,
eppure  passato poco pi di un giorno. Ieri mattina, quando
mi sono risvegliata da quel terribile incubo in cui Sandy picchiava
a morte i miei genitori, sono corsa alla spiaggia, dove di
solito campeggia Dennis. Gli ho detto che avevo deciso di accettare
la sua proposta di andare a vivere con lui a High Point.
Era sbalordito. Mi ha chiesto che cosa mi avesse fatto cambiare
idea e quando avrebbe potuto parlarne con i miei genitori. Gli
ho risposto che sarei andata con lui a condizione che non avrebbe
mai parlato con loro e che non saremmo mai tornati agli Outer
Banks. Ha risposto che non poteva portarmi via senza il loro
consenso. A quel punto ho cominciato a singhiozzare. Credo
proprio di aver avuto una crisi isterica in piena regola. Lui mi
ha chiesto che cosa fosse successo e perch ero cos spaventata.
Probabilmente ha pensato che sono incinta.
Ho scoperto una cosa importante sulla guerra, una cosa
che metter me e la mia famiglia in serio pericolo, se non me
ne vado subito ho detto, quando sono riuscita a calmarmi.
Lui ha corrugato la fronte. Cosa puoi aver scoperto di tanto
terribile da costringerti a...
Non ha importanza l'ho interrotto, e comunque non potrei
dirtelo. Non chiedermelo mai pi, ti prego. Devi solo portarmi
via da qui.
Mi ha guardata, indeciso, e alla fine ha risposto: Va bene.
Mi prometti che non torneremo mai pi qui? Che troverai
un altro posto in cui accamparti nei fine settimana?
Lui ha annuito. Non credo di avere scelta, comunque. Se
torno qui dopo che ti ho portata via senza il consenso dei tuoi,
mi chiudono in cella e buttano via la chiave. Poi mi ha chiesto:
Quando vuoi partire?.
Stanotte. Esco di nascosto e ti raggiungo sulla Pole Road.
Va bene?
D'accordo.
C'era un'altra cosa che dovevo fare prima di partire: dovevo
assolutamente far sapere al signor Hewitt che la spia 
Sandy. Facevo ancora fatica a crederci e non sarebbe stato facile
tradirlo, ma non avevo scelta. Si era servito di me e non potevo
dimenticare il modo in cui mi aveva trattata la notte prima.
Soprattutto, non potevo lasciare che il signor Sato venisse
condannato ingiustamente mentre Sandy la passava liscia.
Ma come potevo fare? Non potevo certo andare alla stazione
della guardia costiera e parlare con il signor Hewitt, perch
Sandy mi avrebbe vista e avrebbe capito tutto. E non potevo
neanche lasciargli un messaggio nella stanza della lanterna,
perch era solo domenica e lui non ci sarebbe andato prima
di marted notte. Nel frattempo i miei genitori avrebbero
sicuramente trovato il biglietto. Cos ho optato per un'altra soluzione.
Mi sono ricordata che con il rubino si pu tagliare il
vetro, quindi ho portato nella stanza della lanterna la collana
di rubini che mi ha regalato Sandy, nella speranza che almeno
quella fosse vera. Ho inciso il nome di Sandy sulla lente, proprio
nel punto in cui di solito nascondo i messaggi. Naturalmente
ho scritto il suo vero nome. Ho anche tagliato con un
temperino le prime pagine del diario, dove lo avevo scritto. Ho
paura che qualcuno trovi il diario e scopra chi  la spia. Se i tedeschi
venissero a sapere che sono stata io a rivelare chi , io e
i miei faremmo una brutta fine. Sono spaventata da morire!
Non so se il signor Hewitt vedr il nome che ho inciso sul
vetro, una parte di me spera di no. La stessa parte che non vuole
credere che Sandy sia la persona orribile che . Comunque,
ho fatto il possibile perch la verit venga a galla. Il resto non
dipende da me.
Ho lasciato un biglietto a mamma e pap. Ho scritto che
sarei andata in un posto dove potevo ricevere un'istruzione migliore
e che un giorno avrei frequentato il college e sarei diventata
un'insegnante. Probabilmente penseranno che sono
impazzita. Glielo lascer credere. Non ho scritto quanto gli voglio
bene, n che mi mancheranno moltissimo, quindi non lo
sapranno mai. Ho scritto anche che dove vado sar al sicuro.
Spero che cos si preoccupino un po' meno.
Durante tutto il tragitto verso High Point non ho detto una
parola. Sembrava che quel viaggio non finisse mai e a ogni chilometro
mi sentivo sempre peggio. Ho continuato a stare male
anche quando sono arrivata a casa di Dennis e ho vomitato
tutta la notte. Mi sono portata dietro solo il diario, qualche vestito
e la collana di rubini. Nonostante tutto, non sono riuscita
a separarmene.
Dennis e SueAnn hanno capito quanto sono spaventata e
non mi hanno forzata a parlare. Gliene sono molto grata.
SueAnn  davvero gentile. Lascia che ci prendiamo cura di te,
cara ha detto. Ed  esattamente quello che far. Del resto, non
credo di avere molta scelta.

 Capitolo 45.

Gina non aveva mai visto il parcheggio davanti a Shorty cos
vuoto. Evidentemente tutti gli invitati alla festa a sorpresa di
Henry si erano attenuti scrupolosamente alle istruzioni e avevano
lasciato la macchina dietro l'angolo, in modo che il festeggiato
non sospettasse nulla. Lei, per, si sent autorizzata
a parcheggiare vicino alla porta di servizio. Aveva avuto il suo
bel daffare a infilare i venti palloncini nell'auto e non voleva
rischiare di perderne qualcuno per strada.
Sperava che sarebbe riuscita a divertirsi, anche se faceva fatica
a non pensare a Rani. La signora King non le aveva risposto,
nonostante le avesse lasciato un altro messaggio sulla segreteria
telefonica. In compenso, quello stesso pomeriggio aveva ricevuto
un'e-mail da Denise, che era rimasta a Hyderabad. Diceva:
I bambini sono ancora qui, ma potrebbero essere trasferiti all'orfanotrofio
pubblico in qualunque momento. Rani si ricorda di te. Mi chiede
in continuazione dov' la sua mamma. Una delle nuove ayah parla
inglese e ci fa da interprete. Le ho chiesto di spiegarle che la stai
aspettando e che la pensi ogni giorno.
Ogni singolo minuto del giorno. Per Gina era stato un sollievo
sapere che Rani non era stata trasferita e che Denise era
con lei. Il fatto che Rani si ricordasse di lei, poi, l'aveva riempita
di gioia. Era cos doloroso essere costretta a starle lontano.
Non fu facile portare tutti i palloncini nel ristorante. Quando
arriv nella stanza sul retro li lasci andare e gli ospiti che
erano arrivati in anticipo la aiutarono a disporli lungo il soffitto
di legno.
Erano le sei e mezzo e cominciavano ad arrivare i primi invitati.
Quella sera la stanza sul retro era chiusa al pubblico, ma
i frequentatori abituali erano tutti presenti, fatta eccezione per
un paio di amici di Brock. Qualcuno aveva iniziato una partita
di biliardo e Gina non perdeva d'occhio i giocatori, nel timore
che bucassero i palloncini con le stecche. Walter e Brian
giocavano a scacchi, naturalmente, ma avevano promesso di
smettere non appena fosse arrivato Henry. Il tavolo con la scacchiera
era stato relegato in un angolo della stanza, per fare spazio
ai tavolini coperti con tovaglie di lino verde e abbelliti da
centrotavola floreali. Il locale non era mai stato cos elegante e
in cucina il cuoco preparava pasta fredda e tramezzini per un
esercito.
Gina!
Gina si volt e vide Maggie O'Neill che correva verso di lei.
Si chin per abbracciarla e Maggie si tuff fra le sue braccia.
Ciao, Maggie.
Fu stupita dall'affetto della bambina, in fondo si erano viste
solo una volta, alle dune. Maggie fu raggiunta dal resto della
famiglia O'Neill e Gina strinse la mano ad Alec.
Grazie infinite, Alec disse.
Non aveva ancora avuto modo di ringraziarlo per aver accettato
di aiutarla. Erano bastate due o tre telefonate alle persone
giuste per mettere in moto la macchina burocratica e ora
c'erano pi soldi di quanti ne servissero. Oltre all'associazione
per la salvaguardia dei fari degli Outer Banks, avevano aderito
all'iniziativa anche l'ente del turismo, alcuni abitanti del
luogo e l'agenzia immobiliare Dillard. Gina non si aspettava
che il padre di Clay fosse tanto influente.
Quand' il gran giorno? chiese Alec.
Luned, tempo permettendo.
La porteranno all'Atlantic Museum?
Ho chiesto all'associazione di verificare se  possibile tenerla
qui, magari su una delle spiagge pi a nord, altrimenti
andr al museo rispose Gina.
A che ora arriva Henry? chiese Olivia.
Gina guard l'orologio. Fra dieci minuti. Clay e Lacey sono
andati a prenderlo con la scusa di portarlo fuori a cena. Poi
si volt verso gli invitati. Un attimo di attenzione, per
favore! grid. Gli ospiti smisero di parlare e si voltarono verso di
lei. Dovrebbero arrivare alle sette annunci Gina. Lacey entrer
per prima e subito dopo Clay ed Henry, e a quel punto
noi grideremo "Sorpresa!". D'accordo?
Gli invitati annuirono, poi ripresero a fare ci che avevano
interrotto.
Lacey come sta? chiese Olivia.
Bene rispose Gina. Il livido  rimasto, ma la guancia
non le fa pi male.
Lacey temeva di incontrare Brock, ma a quanto pareva il
ragazzo aveva lasciato la citt. La notte prima, Gina aveva fatto
a Lacey il massaggio che le aveva promesso il giorno del suo
compleanno ed era servito a rilassarla un poco.
Anche Clay era nervoso. Quella era la prima volta in cui
lui e Gina sarebbero stati insieme come coppia in presenza di
Henry ed era preoccupato per la sua reazione. Lei gli aveva
suggerito di parlargliene, ma Clay non se l'era sentita e forse
aveva ragione, considerato che i due uomini non erano granch
quanto a comunicativa. Gina riusciva a immaginarsi la loro
conversazione: Clay avrebbe bofonchiato poche parole ed
Henry gli avrebbe risposto con un grugnito. Meglio lasciare
che a parlare fossero i fatti.
Ecco Lacey! grid a un tratto Alec.
Lacey entr nella stanza. Il trucco e le luci offuscate rendevano
il livido quasi invisibile. Prima ancora di salutare, Lacey
lanci un rapido sguardo al tavolo da biliardo e fu sollevata
di vedere che Brock non c'era. Abbracci Jack e Maggie,
poi raggiunse Gina, Alec e Olivia.
Siamo un po' in anticipo, mi spiace mormor. Ho detto
che entravo per controllare se il tavolo era pronto mentre
Clay parcheggiava, ma saranno qui fra un minuto.
Ascoltatemi! Gina batt le mani, quasi fosse tornata a vestire
i panni dell'insegnante. Ora fate silenzio. Clay lo sta portando
qui.
Tutti si affrettarono a tacere, appena in tempo. Nel silenzio
si sentirono i passi dei due uomini che attraversavano la
sala principale.
Chi ha chiuso la porta? chiese Henry. Poi la apr ed entr,
seguito da Clay.
Sorpresa! La voce di Maggie sovrast le altre; mentre gridava
saltellava avanti e indietro, euforica.
Henry vacill, poi scoppi a ridere, mentre gli invitati intonavano
una canzoncina di auguri. Gina non pot trattenere
un sorriso, nel vedere quel vecchio burbero cos felice. Henry
rimase immobile mentre gli altri cantavano, con l'immancabile
cravatta nera sulla camicia inamidata e il cappello di paglia
in mano.
La festa fu un successo. Gina diede una mano alle altre cameriere
a servire ai tavoli. Quando non era impegnata a correre
avanti e indietro con i piatti rimaneva vicino a Clay, che
era ancora un po' ammaccato, ma stava bene. Nonostante la
presenza di Henry, Clay era affettuoso con lei e il vecchio se ne
accorse, ma non sembr affatto turbato. Quando vide Clay
scambiare un rapido bacio con Gina, disse: Hai ancora buon
gusto in fatto di donne, giovanotto.
Dopo cena, Henry apr i regali. Aveva quasi finito, quando
si sent un tonfo in fondo alla stanza. Tutti guardarono in
quella direzione.
Walter!
Brian scatt in piedi e corse verso uno dei tavoli. In quel
momento Gina si accorse che Walter era caduto dalla sedia ed
era accasciato su un lato. Si alz e lo raggiunse in fretta, ma Olivia
e Alec l'avevano preceduta. Nessuno parl mentre i due lo
facevano sdraiare sul pavimento. Olivia controll il battito, poi
guard Alec, preoccupata.
Inizio il massaggio cardiaco annunci lui, mentre gli sbottonava
la camicia.
Chiamate un'ambulanza! grid Gina agli invitati ammutoliti.
 morto? Maggie era in piedi accanto a lei e Gina le mise
un braccio intorno alle spalle. Prima che potesse risponderle,
Lacey si avvicin.
Jack, Maggie disse. Venite fuori con me.
Che cosa gli sta facendo la mamma? chiese Maggie, mentre
seguiva Lacey verso la porta di servizio.
Lacey la apr e spinse fuori i due bambini con delicatezza.
Gina non riusc a sentire la risposta.
Olivia praticava a Walter la respirazione bocca a bocca,
mentre Alec continuava il massaggio, ma il vecchio uomo non
dava segni di vita. Nella stanza si sentivano solo i mormorii
preoccupati degli ospiti.
Henry si era avvicinato al tavolo e lui e Brian erano seduti
l'uno accanto all'altro, in silenzio. Non guardavano Walter,
avevano lo sguardo perso nel vuoto. Gina poteva immaginare
che cosa stessero pensando. Quel posto non sarebbe stato lo
stesso senza uno di loro tre.
Anche Clay si avvicin. C' qualcosa che posso fare?
Adesso no borbott Alec, mentre continuava a premere
sullo sterno di Walter.
Trascorse qualche minuto e finalmente si sent la sirena dell'ambulanza.
In quel momento Walter toss e ricominci a respirare
a fatica. Gli invitati tirarono un sospiro di sollievo. Olivia
si sedette sul pavimento, con il viso sudato e pallido. Alec
le appoggi una mano sul collo, sotto i capelli, e la avvicin a
s per darle un bacio sulla fronte. Gina osserv la scena con un
nodo alla gola.
Walter fu adagiato sulla barella e caricato sull'ambulanza.
Olivia disse che lo avrebbe seguito con la sua auto, mentre
Alec avrebbe portato a casa Maggie e Jack.
Accompagno Henry a casa annunci Clay, rivolto a Gina,
dopo che suo padre e Olivia se ne furono andati. Credo
che mi fermer da lui.
Gina annu. Temo che sia pi sconvolto di quello che sembra.
Lo siamo tutti. Se ti va, quando hai finito qui puoi raggiungermi
da lui.
Certo.
A poco a poco gli invitati se ne andarono. Il locale rimase
vuoto e Gina e un'altra cameriera si fermarono per ripulire.
C'era un silenzio desolante. Tutti i palloncini erano radunati in
un unico punto del soffitto, probabilmente spinti dalle ventole
dell'aria condizionata; i tavolini erano stati spostati lungo le
pareti per far posto al personale medico e alla barella. La sedia
a rotelle di Walter era ancora vicino al tavolo e un'anatra di legno
quasi terminata era abbandonata sul pavimento. Era strano
vedere quella sedia vuota.
Vai pure, Gina disse l'altra cameriera.
Oh, no protest lei. Non posso lasciarti da sola a sistemare
questo disastro.
Vai insistette la donna, mentre la spingeva verso la porta.
A casa hanno bisogno di te.
Gina la ringrazi e usc dal locale, nel parcheggio.
A casa. Quelle parole la fecero sorridere. Gir la chiave e si
diresse verso il cottage di Henry.

 Capitolo 46.

Luned, 8 giugno 1942.
Ormai  trascorso un mese da quando sono arrivata a High
Point e non mi sono ancora ambientata del tutto. Questo posto
 strano e decisamente troppo grande per me. Quando lo dico,
Dennis e SueAnn sorridono, perch immagino che High Point
non sia poi cos grande rispetto ad altre citt, ma qualunque
posto  pi grande di Kiss River.
La casa  molto vecchia, ma  ben curata. Non credo che
Dennis e SueAnn abbiano molti soldi e cerco di dare una mano
come posso. Ieri ho aiutato a imbiancare il bagno.
Dennis mi ha iscritta alla scuola locale, penso che abbia dovuto
esercitare tutta la sua influenza, visto che non  il mio tutore
legale. Comunque, l'anno scolastico ormai  quasi finito.
Gli altri ragazzi sono simpatici, ma non ho ancora fatto amicizia
con nessuno. Sono cos diversa da loro e alcuni mi prendono
in giro per il modo in cui parlo. In teoria dovrei frequentare
il primo anno delle superiori, ma sono molto indietro rispetto
agli studenti della mia et. Adesso capisco cosa intendeva Dennis
quando diceva che qui avrei potuto ricevere un'istruzione
migliore. Ero abituata a stare in classe con studenti di tutte le
et, mentre qui siamo tutti coetanei. Per recuperare, la sera studio
con Dennis. Puoi scegliere tu mi ha detto, o studi di pi,
oppure devi tornare indietro di uno o due anni. Ho deciso che
frequenter una scuola estiva, cos l'anno prossimo sar alla pari
con gli studenti del secondo anno.
Ogni domenica devo andare in chiesa con Dennis e SueAnn.
 una delle regole di questa casa. L'unica, direi, a parte
studiare. In realt mi piace andare in chiesa, anche se non ho ancora
capito quando devo stare in piedi e quando mi devo inginocchiare,
cos guardo cosa fanno gli altri e li imito. Non capisco
una sola parola di quello che dice il prete, perch la funzione
 tutta in latino. Spero che prima o poi riuscir a capirci
qualcosa, visto che  una delle materie che studio a scuola.
Qui c' una biblioteca fantastica e ho una tessera d'iscrizione
personale. Qualche volta ci vado dopo la scuola e Dennis
mi deve letteralmente trascinare via con la forza. La prima
volta che mi  venuto a prendere si  messo a ridere, perch sono
uscita con una pila di libri alta mezzo metro. Non devi portarli
via tutti ha detto. Domani saranno ancora l.
Ogni tanto penso ai ragazzi con cui andavo a scuola agli
Outer Banks. Non sanno quello che si perdono, per almeno
loro sono a casa, con i loro genitori. Io ho paura che non rivedr
mai pi i miei.
Dennis  molto pi gentile di quello che pensassi. Gli ho
confessato che Sandy si  preso gioco di me, anche se naturalmente
non gli ho rivelato che  una spia. Lui avrebbe potuto
rispondermi: Te l'avevo detto. Invece non ha aperto bocca,
si  limitato ad ascoltarmi.
Dennis e SueAnn mi hanno chiesto se  quello il motivo
per cui me ne sono andata da Kiss River. No ho risposto, ma
non posso dirvi il perch. Dopo quella volta, nessuno dei due
ha pi detto una parola sull'argomento. Mi domando che cosa
pensino, ma in realt non credo che per loro sia cos importante.
Si prendono cura di me, senza chiedere nulla in cambio.
Sono davvero fortunata, anche perch altrimenti non saprei
proprio dove andare.
Mi manca casa mia e mi mancano i miei genitori. Darei
qualunque cosa per poter guardare le stelle dal ballatoio del
faro con pap e per sentire di nuovo le urla della mamma. Quando
la guerra sar finita, torner da loro. Detesto che si preoccupino
per me, ma sono contenta di quello che ho fatto. Almeno
so che sono al sicuro, anche se immagino che siano disperati
per il modo in cui me ne sono andata. Non posso fare
a meno di continuare a domandarmi se il signor Hewitt ha visto
il nome inciso sulla lente.
Da quando abito con i Kittering ho iniziato a leggere il
giornale. Quando vivevo a Kiss River quasi non mi ricordavo
che esisteva anche il resto del mondo, mentre adesso so tutto
quello che succede non solo in America, ma anche negli altri
Paesi. Dennis  contento che mi tenga informata e ogni tanto
commentiamo insieme le notizie. Non pu certo immaginare
quello che cerco, cio un articolo sull'arresto di un traditore
fra gli uomini della guardia costiera. Finora non ho trovato
nulla e se devo essere sincera, spero che non succeda mai. Se
prendessero Sandy, infatti, potrebbe capire che sono stata io a
tradirlo e magari manderebbe qualcuno a fare del male ai miei
genitori, proprio come nel mio incubo. Forse il signor Hewitt
non ha trovato il mio solito messaggio e se ne  andato senza
vedere l'incisione sul vetro. Oppure ha saputo che ero scappata
e non  nemmeno andato nella stanza della lanterna a
controllare. Pi i giorni passano, pi penso di aver scelto un
modo stupido per rivelargli il nome della spia. Sono sempre
pi convinta che non lo abbia visto. Mi vergogno un po' ad
ammetterlo, ma ogni volta che leggo il giornale e non trovo il
nome di Sandy, mi sento sollevata. L'amore  davvero strano.
Come posso amare ancora qualcuno che mi ha fatto cos male?
Continuo a sperare che si salvi, nonostante quello che ha
fatto a me e agli americani. Per non parlare del signor Sato. Lo
avrebbe mandato in pasto ai leoni pur di salvarsi la pelle, anche
se sapeva che era innocente.
Qui posso indossare la collana di rubini senza che nessuno
mi chieda nulla. La metto ogni giorno. All'inizio ho pensato che
forse avrei dovuto buttarla, perch chi me l'ha regalata  un bugiardo,
ma poi ho deciso di tenerla. In fondo Sandy ha fatto parte
della mia vita e non posso cancellare quello che  stato.

 Capitolo 47.

Quel luned mattina c'era un caldo afoso e Gina si era alzata
presto per raggiungere Clay e Sasha sulla spiaggia. Erano entrati
in mare ed erano in piedi vicino al faro, immersi nell'acqua
fino alla vita. Con un po' di fortuna, quel giorno Gina avrebbe
scoperto la vera identit di suo nonno. Se non era stato arrestato
con l'accusa di spionaggio, quell'uomo doveva aver lasciato
un patrimonio. Probabilmente per lui centomila dollari
erano soltanto spiccioli, ma per lei valevano una fortuna.
Queste onde non mi piacciono per niente disse Clay.
In piedi, con le mani appoggiate sui fianchi, fissava l'acqua
davanti a s. Le condizioni del tempo erano determinanti
per poter procedere al recupero e ora il mare si stava ingrossando.
Per fortuna, poco oltre il frangiflutti, si riusciva ancora
a vedere la boa.
Nel punto in cui si trova la lente il mare sembra meno agitato
osserv Gina.
Clay si strinse nelle spalle. Non dipende da me, ma dal
proprietario della chiatta. Guard l'orologio. Dovrebbero essere
qui alle dieci, giusto?
Gina annu.
Magari per quell'ora si sar calmato un po'.
Se non possono farlo oggi, rimanderanno a domani?
Credo di s rispose Clay, se non hanno gi altri impegni.
Domani dobbiamo andare a trovare Walter.
Lui le sorrise e le mise un braccio intorno alle spalle. S,
ma domani sera. Cerca di rilassarti, d'accordo?
La sera del compleanno di Henry, Walter aveva avuto un
infarto. Ora si stava riprendendo all'ospedale di Elizabeth City.
Henry e Brian, per, avevano accusato il colpo. Se ne stavano
seduti in silenzio davanti alla scacchiera, da Shorty, in attesa
che le ore passassero. Senza Walter erano persi e ci che era accaduto
all'amico era stata una doccia fredda, un modo doloroso
per prendere atto del fatto che stavano invecchiando.
Ehi, voi due!
Gina e Clay si voltarono e videro Kenny che si avvicinava.
Sasha lottava con le onde per raggiungerlo.
Ho parlato con Smitty, il proprietario della chiatta disse.
Mi ha chiesto di venire a dare un'occhiata. Guard l'oceano.
Non mi sembra che ci siano le condizioni adatte per il
recupero della lente.
Forse sott'acqua  pi calmo sugger Gina.
Forse, ma non  detto rispose Kenny. Lui era uno dei sub
che avrebbero preso parte all'operazione. Se la chiatta si muove
troppo, non sar facile fissare la lente alla gru e men che meno
tirarla fuori.
Gina non rispose.
Ho paura che oggi non se ne far niente disse Kenny.
Non voglio far uscire la barca a vuoto. Ci costerebbe un sacco
di soldi.
Clay cinse le spalle di Gina e lei si appoggi a lui. Avrebbe
dovuto aspettare ancora un giorno.
A casa la aspettavano notizie ancora peggiori. Quando controll
la posta elettronica, trov il messaggio che aveva sperato
non arrivasse mai: Rani e Sunil, la bimba che Denise cercava
di adottare, erano state trasferite all'orfanotrofio pubblico
gioved notte, dopo che l'istituto in cui si trovavano aveva chiuso
i battenti. Denise le aveva scritto:
Vorrei poterti dire che va tutto bene, Gina, ma purtroppo non  cos.
All'orfanotrofio pubblico la situazione  ai limiti del collasso. Le ayah
sono poche e oberate di lavoro e le condizioni igieniche sono indecenti.
Dopo due soli giorni dal loro arrivo, Rani e Sunil avevano entrambe
i pidocchi.
Non vedo pi Rani tanto spesso come prima, perch si trova in
un'altra ala dell'edifcio rispetto a Sunil, e ci sono stata solo un paio di volte.
Quando l'ho vista piangeva, ma forse aveva solo bisogno di dormire.
Ho parlato con il direttore per informarlo che Rani ha bisogno
di cure mediche speciali. Spero che sia servito a qualcosa.
Continuo a entrare e uscire dalle aule del tribunale, ma l'atteggiamento
verso le adozioni straniere non  mai stato cos ostile. Mi sento
impotente e posso immaginare come deve essere difficile per te, cos
lontano da lei. Domani cercher di andarla a trovare, spero che mi
lascino portare anche Sunil.
La situazione peggiorava di giorno in giorno. Gina stamp
il messaggio di Denise e lo port a Clay, che riparava il tetto
del vecchio capanno.
Lui si interruppe per leggere e Gina fu felice di poter condividere
quel peso con qualcuno.
Clay scosse la testa.  pazzesco disse. Ma che cosa aspettano
le autorit a intervenire?
Gina si era fatta la stessa domanda decine di volte.
In qualche caso sono proprio le autorit la causa di tutto
rispose. Sono preoccupata per lei, Clay. Se le succedesse qualcosa,
mi sentirei terribilmente in colpa.
In colpa? Perch? L'hai detto anche tu, non puoi farci
niente.
Mi rimarr sempre il dubbio di non aver tentato abbastanza.
Per ci stava provando. Guard l'oceano, nel punto in cui
le onde inghiottivano la boa. Aveva giocato tutte le sue carte.

 Capitolo 48.

Marted, 7 luglio 1942.
Ho solo quindici anni e sono incinta. Ecco fatto. Adesso lo
ho messo nero su bianco. Stento a crederci e continuo a rileggere
le parole, per cercare di convincermi che  davvero cos.
Con tutto quello che  successo, non mi ero accorta di aver
saltato un ciclo. Fino a due giorni fa, quando all'improvviso mi
sono ricordata di non aver portato con me gli assorbenti e ho
deciso di andare a comprarli. In quel momento mi sono resa
conto che sono qui da due mesi e non ne avevo ancora avuto
bisogno! Mi ha preso il panico. Ne ho parlato con SueAnn e lei
mi ha subito portata dal dottore, che mi ha visitata e mi ha fatto
un test. Per il risultato definitivo ci vuole qualche giorno, ma
ha detto di essere sicuro che sono incinta. Avrei voluto gridare,
invece sono rimasta immobile, a fissare il soffitto. Quando
siamo tornate a casa, SueAnn l'ha detto a Dennis e io avrei voluto
sprofondare per la vergogna. Lui  rimasto molto calmo e
ha risposto che avremmo trovato una soluzione. A quel punto
ho iniziato a piangere. Dennis non mi ha sgridata. Avrebbe potuto
dirmi che mi aveva avvertita, che l'ho combinata bella
grossa, invece non l'ha fatto. E nemmeno SueAnn. Chiss che
cosa pensano, proprio loro che sono cos cattolici... Sicuramente
crederanno che sono una peccatrice e in effetti  cos che mi
sento. Poi hanno parlato fino a tarda notte, hanno ripetuto il
mio nome varie volte, ma non sono riuscita a sentire cosa dicevano.
Stamattina, Dennis mi ha riferito che cosa avevano deciso
di fare. Non c' stato bisogno che mi spiegasse che non
avevo altra scelta, perch lo sapevo gi.
Prima di tutto, avrei parlato con un prete. Dovevo confessare
quello che avevo fatto e promettere che non avrei commesso
mai pi un peccato del genere. Anche se Sandy mi ha
usata, ha detto Dennis, anch'io ho la mia parte di colpa, e ha
ragione. Mi sento come una ragazzina stupida che si  rovinata
la vita. Il pensiero di parlare con un prete di certe cose non
 particolarmente allettante, ma lo far.
Poi, di punto in bianco, Dennis ha detto: Io e te ci sposeremo.
Il mio sconcerto doveva essere abbastanza evidente, perch
Dennis ha fatto un gesto con la mano per impedirmi di replicare.
In realt non ce n'era bisogno, perch ero rimasta senza
parole.
Non puoi avere un figlio senza essere sposata ha osservato.
E io ti amo, Bess.
Non riuscivo a parlare. Quando eravamo a Kiss River avevo
avuto il sospetto che Dennis fosse innamorato di me, ma da
quando sono arrivata a High Point mi ha sempre trattata come
una sorella minore, o addirittura una figlia. Adesso ho capito
che lo ha fatto per non sconvolgermi ancora di pi, visto che
ero gi tanto confusa. Anch'io gli voglio bene, non certo nel
modo in cui ne volevo a Sandy, ma gli sono riconoscente per
tutto quello che ha fatto per me. Non  esattamente il tipo di
uomo che mi sarei aspettata di sposare, ma non credo di avere
alternative. Se si venisse a sapere che sono incinta e non sono
sposata, verrei disprezzata da tutti ed emarginata.
Fai troppo per me ho mormorato.
C' un prezzo da pagare ha risposto lui. Non posso allevare
il figlio di un altro, soprattutto di un uomo come Sandy.
Quando avrai il bambino, dovrai farlo adottare.
D'istinto ho appoggiato le mani sulla pancia, come per proteggere
il bambino dentro di me. Odio il modo in cui Sandy mi
ha trattata e non posso perdonarlo per quello che ha fatto al
suo Paese, ma una parte di me non ha smesso di amarlo. So che
 una follia.  un traditore, un uomo avido e senza scrupoli,
ma io lo amo ancora.
Come posso sapere se il bambino che porto in grembo  figlio
dell'uomo che mi ha amata o del criminale che ha provocato
la morte di centinaia di persone? Non posso affrontare tutto
questo da sola. Potrei tornare a Kiss River, ma cos metterei
a repentaglio la mia vita e quella dei miei genitori, e poi non
avrei mai il coraggio di confessare quello che ho fatto. Se Sandy
non  stato arrestato, potrei parlargli e dirgli che sta per diventare
padre, ma sono sicura che non sopporterei di essere respinta
una seconda volta. Devo stare qui, e ho bisogno di Dennis.
Lo sposer e quando sar il momento far adottare il bambino.
In realt  un sollievo anche per me. So che sembro molto
pi grande della mia et, ma sono solo una ragazzina e non
credo proprio che sarei in grado di essere una brava madre. Ho
paura. Ho combinato un vero guaio.
 
Capitolo 49.

Era una di quelle settimane in cui i turisti si pentono di non essere
rimasti a casa. Mentre Alec guidava attraverso le vie periferiche
di Elizabeth City, diretto all'ospedale, la pioggia incessante
frustava il tetto del furgone. Brian Cass era seduto di fianco
a lui, ma per tutto il tragitto era rimasto voltato verso il sedile
posteriore per parlare con Henry Hazelwood. Accanto a
Henry, Gina e Clay si tenevano la mano come due adolescenti.
Gina era di cattivo umore, probabilmente per via del ritardo
nelle operazioni di recupero della lente causato dalla pioggia.
Alec non poteva fare a meno di essere preoccupato per suo
figlio: la casa e il lavoro di Gina si trovavano a migliaia di chilometri
di distanza, e non era ancora riuscito ad allontanare del
tutto il sospetto che Gina usasse Clay per raggiungere il suo
obiettivo. Clay, per, si rifiutava di parlarne. Cerco di vivere
un giorno alla volta aveva risposto, quando Alec aveva cercato
di affrontare l'argomento.
Forse Clay aveva ragione, forse Gina poteva aiutarlo a
uscire da quella specie di letargo in cui si era rifugiato. Una
volta partita, Clay avrebbe continuato a camminare con le sue
gambe.
Nonostante queste preoccupazioni, ad Alec Gina cominciava
a piacere. Non riusciva ancora a capire il motivo per cui
avesse mentito riguardo alla sua parentela con i Poor, ma l'aveva
vista al lavoro da Shorty e gli piaceva il modo in cui si
rivolgeva ai clienti, con una gentilezza discreta, che non era
mai falsa o troppo compiacente. Gina non provocava gli uomini
come alcune delle altre cameriere, bench dovesse essersi
accorta che erano in molti a voltarsi al suo passaggio. Da
quando Walter aveva avuto l'infarto, poi, Gina aveva un ulteriore
occhio di riguardo per Brian ed Henry, e Alec l'aveva apprezzato.
 questo? chiese Henry.
Dallo specchietto retrovisore, Alec lo vide guardare attraverso
la pioggia battente il grosso edificio che avevano appena
oltrepassato.
Non  quello, vecchio rimbambito rispose Brian.
Siamo quasi arrivati, Henry disse Alec con un sorriso.
Mancano solo due o tre isolati.
In effetti intervenne Gina, in difesa d Henry, quello
sembrava proprio un ospedale.
Alec aveva parlato con i due figli di Walter, che erano arrivati
dal Colorado dopo essere stati informati dell'infarto del
padre, e aveva saputo che sarebbero tornati a casa quel pomeriggio.
Walter sarebbe stato di nuovo solo e di certo avrebbe
apprezzato quella visita inaspettata.
Finalmente arrivarono a destinazione. Alec si ferm davanti
all'ingresso per lasciar scendere gli altri, poi and a parcheggiare.
Li ritrov seduti nell'ampia sala d'attesa al piano
terra.
 al secondo piano annunci Alec mentre li raggiungeva.
Salirono in ascensore.
Odio questo posto disse Brian, mentre la porta dell'ascensore
si chiudeva alle sue spalle.
Alec si ricord che la moglie di Brian era morta in
quell'ospedale, un paio d'anni prima.
Trovarono Walter seduto sul letto, accanto a una macchina
che monitorava il suo battito cardiaco.
Che mi venga un colpo! esclam quando li vide arrivare.
Dovevo quasi lasciarci le penne per farvi venire qui tutti
insieme.
Gina si avvicin al letto e lo baci sulla guancia, mentre gli
altri si disponevano in circolo attorno a lui.
Ti trovo bene disse Alec, senza bisogno di mentire.
Walter si era ripreso in fretta e anche il suo umore sembrava
piuttosto buono.
Ho saputo che siete stati tu e Olivia a salvarmi la vita
mormor il vecchio. Gli tese la mano e Alec gliela strinse a
lungo. Poi Walter si rivolse a Henry: Mi dispiace averti rovinato
la festa.
Ti  sempre piaciuto essere al centro dell'attenzione rispose
Henry.
Per un po' sei rimasto pi di l che di qua disse Brian,
con la sua solita delicatezza. Speriamo che non ci siano stati
danni permanenti o non ci sar pi gusto a batterti a scacchi.
Il mio cervello  in condizioni perfette, vecchio rimbambito
disse Walter. Quindi non illuderti, perch quando uscir
di qui continuerai a perdere, come sempre.
Poi Walter spieg che l'avrebbero sottoposto a un programma
di riabilitazione nell'unit di cardiologia e che aveva
intenzione di tornare a casa il prima possibile. Dopo circa un'oretta,
si salutarono. Mentre tornavano verso la macchina, Brian
ed Henry sembravano molto pi sollevati.
Aveva smesso di piovere e il viaggio di ritorno fu meno
malinconico. Alec lasci Henry e Brian da Shorty e accompagn
Clay e Gina alla casa del guardiano.
Di chi  quella macchina? chiese, mentre faceva manovra.
Oltre all'auto di Lacey, a quella di Gina e alla jeep di Clay,
nel parcheggio c'era una station wagon d'epoca.
Clay scese dal furgone, subito raggiunto da Alec e Gina. Si
avvicinarono all'auto. Era una vecchia Mercury color acquamarina,
con le portiere in legno in perfette condizioni. Alec vi
pass sopra una mano. La spiaggia era l'ultimo posto in cui
avrebbe portato una macchina come quella, l'umidit e la salsedine
potevano rovinarla.
Ho gi visto questa macchina osserv Gina.  di un tizio
che qualche volta viene da Shorty, per non so come si chiama.
E cosa ci fa qui? chiese Alec.
Clay guard la finestra della camera di Lacey. L'ipotesi
pi probabile  che sia venuto a trovare tua figlia rispose in
tono sarcastico.
Alec ripens a quella mattina, quando Lacey si era presentata
allo studio veterinario con la guancia livida, e sper che
non si fosse cacciata di nuovo nei guai.
Almeno questo ha buon gusto in fatto di macchine comment
Clay.
Non c' niente da ridere disse Alec. Tu credi che Lacey..
sia in grado di badare a se stessa?
Clay guard Gina, poi di nuovo verso la casa. Non lo so,
non so cos' che non va in lei. Cerca di essere come la mamma,
ma... sinceramente non la capisco.
Alec lasci cadere le braccia lungo i fianchi. Olivia aveva
ragione, era arrivato il momento di dirglielo.
Ho bisogno di parlarvi mormor. A te e a Lacey.
Allarmato dal tono serio del padre, Clay corrug la fronte.
Di che cosa?
Ve lo dir quando ci sarete tutti e due. Vorrei farlo subito.
Si volt verso Gina. Devo chiederti di lasciarci soli per un
po'. Ti dispiace?
Niente affatto rispose lei. Ne approfitto per fare un salto
al supermercato. Devo solo entrare un attimo a prendere lo
zaino.
Grazie le sorrise Alec. Intanto potresti dire a Lacey che
ho bisogno di parlarle, per favore?
 probabile che sia impegnata, pap intervenne Clay.
Non mi interessa che cosa sta facendo. Adesso era arrabbiato,
ma pi con se stesso che con sua figlia. Ho bisogno
di parlarle. Subito.
Allora vado io a chiamarla disse Clay, probabilmente per
risparmiare a Gina l'imbarazzo di dover interrompere la sorella.
Alec li segu in casa. Si chiese come avrebbe potuto dirglielo
e sper che le parole giuste sarebbero arrivate da sole.
Gina usc diretta al supermercato e un attimo dopo comparve
Lacey, seguita da Clay.
Va tutto bene, pap? chiese.
Aveva l'aria preoccupata e Alec cap che doveva averla
messa in allarme.
Lacey si avvicin. Cosa c' che non va?
Sto bene la tranquillizz lui, ma c' una cosa che avrei
dovuto dirvi molto tempo fa e ho deciso di farlo adesso.
Guard prima Clay, poi Lacey, come per chiedere la loro
autorizzazione. Entrambi annuirono.
Sediamoci, allora.
Si sedette su un lato del divano e Lacey prese posto accanto
a lui. Clay si accomod sulla poltrona, i gomiti appoggiati alle
ginocchia.
Vostra madre era una donna straordinaria, questo lo sapete
gi esord. Era una madre meravigliosa, ma era... incostante.
Incostante? chiese Lacey.
S. Alec si schiar la voce. In fatto di uomini.
Prima che sposasse te, intendi? domand Lacey.
Alec scosse la testa. Anche dopo.
La mamma? chiese Clay, incredulo.
Lacey corrug la fronte. Stai dicendo che non c' stato solo Tom?
Alec annu. Mi dispiace dovervi dire una cosa del genere.
Non avrei voluto, ma...
Ti ha tradito? lo interruppe Lacey.
Lui annu ancora. In quel momento si sentirono dei passi
al piano di sopra.
E tu lo sapevi?
No, all'inizio no. L'ho saputo solo dopo che  morta. Me
l'ha detto Mary Poor. Vostra madre portava i suoi amanti qui,
nella casa del guardiano.
Clay sospir e si abbandon contro lo schienale della poltrona.
Mary Poor potrebbe essersi sbagliata protest Lacey.
Per fugare ogni dubbio, Alec avrebbe potuto raccontare
della relazione fra Annie e Paul, il marito di Olivia, ma non sarebbe
stato giusto. Clay e Lacey ogni tanto lo incontravano,
quando veniva a trovare Jack.
Io le ho creduto disse Alec. I segnali c'erano tutti, ero io
che non volevo vederli. L'ho capito solo dopo, quando ho messo
insieme i pezzi.  evidente che a vostra madre mancava qualcosa
nel nostro matrimonio, qualcosa che io non potevo darle.
Lacey inizi a piangere in silenzio. Alec si avvicin per abbracciarla,
ma lei lo allontan con un gesto brusco, come faceva
da adolescente.
Perch ce lo dici adesso? chiese Clay.
Alec guard il vecchio pavimento consumato e ricord il
giorno in cui era venuto a sapere la verit su sua moglie, proprio
in quella casa. Perch Lacey sta commettendo gli stessi
errori e sono preoccupato. La guard. Sono in pena per te,
Lacey.
Ti sei inventato tutta questa storia perch credi che io sia
una puttana e speri di farmi cambiare?
lee scosse la testa. Non ho inventato nulla, Lacey, credimi.
Lo so che sembra impossibile, ma  cos. Quello che mi
preoccupa  vedere che tu le somigli ogni giorno di pi, nel bene
e nel male. Tu sei Lacey O'Neill, tesoro. Non Annie.
Lacey si alz in piedi, si diresse verso le scale e sal di corsa.
Alec sospir.
Avrei voluto che non ce l'avessi mai detto mormor Clay.
Sarebbe stato meglio. Sarebbe stato meglio se non lo avessi
scoperto nemmeno tu.
Ho dovuto dirvelo.
Clay annu. Lo so. Immagino che non sia stato facile neanche
per te.
Alec si alz e fece un cenno con la testa verso il piano superiore.
Tienila d'occhio, mi raccomando. Per tutta la vita ha
creduto che sua madre fosse una specie di santa. Sono molte le
cose con cui dovr fare i conti, adesso.
Clay lo accompagn alla porta, poi Alec torn da solo alla
macchina. Non era sicuro di aver fatto la cosa giusta. Secondo
Olivia non c'era altra scelta, ma lei non aveva visto il dolore e
la rabbia negli occhi di Lacey. L'aveva ferita, ma sperava almeno
che questo l'avrebbe aiutata a smettere di fare del male
a se stessa.

 Capitolo 50.

Sabato, 15 agosto 1942.
Oggi io e Dennis ci siamo sposati. Non  cambiato niente,
a parte il fatto che adesso sono la signora Kittering. Elizabeth
Kittering. Se solo un anno fa qualcuno mi avesse detto che un
giorno avrei sposato l'insegnante che veniva a trascorrere i fine
settimana sulla spiaggia, gli avrei riso in faccia. Ma adesso
non ho nessuna voglia di ridere.
Ci siamo sposati nella chiesa di St. Mary e la funzione 
stata celebrata dallo stesso prete che mi aveva detto che l'unico
modo per espiare il mio peccato era convertirmi al cattolicesimo.
Ho deciso di seguire il suo consiglio, ma non per fede.
Lo faccio solo perch non voglio pi stare a sentire le sue prediche
e per semplificare le cose a Dennis.
In chiesa non c'era nessuno, a parte SueAnn e la perpetua.
 stato un semplice scambio di promesse, nulla di pi.
Non  certo questo che avevo sognato per il mio matrimonio,
ma sono stata io a combinare questo guaio e credo che
sia una specie di punizione. Del resto lo dice anche il prete. Naturalmente
non andremo in luna di miele. In realt, non dormiamo
nemmeno nella stessa stanza. Dennis ha detto che mi
ama, ma sa che io non provo lo stesso sentimento e non vuole
costringermi a dormire con lui finch non sar pronta. Io in
realt gli voglio bene, anche se non gliel'ho mai detto, ma non
credo di amarlo e non voglio dargli false speranze. So che in
passato i matrimoni venivano organizzati dai genitori e, anche
se all'inizio gli sposi non si amavano, in genere funzionavano.
Spero che a noi succeda lo stesso. Anzi, deve essere cos per
forza, perch Dennis non prenderebbe mai in considerazione
il divorzio e l'idea non piace neanche a me. Comunque, presto
comincer a vedersi che sono incinta ed  molto meglio per tutti
che io porti l'anello al dito.
La cosa pi ironica di tutta questa faccenda  che il motivo
per cui Dennis mi aveva chiesto di venire a High Point era che
qui avrei potuto ricevere un'istruzione adeguata, e adesso che
ci sono, non posso andare a scuola. Abbiamo deciso che mi dar
lezioni private la sera. Mi porter a casa dei testi sui quali studiare,
mi consiglier quali libri prendere in prestito dalla biblioteca
e durante il giorno studier per conto mio. Tutto sommato,
credo che non sar poi tanto male, anche se probabilmente
mi sentir ancora pi sola. Be', non  certo colpa di Dennis.
Mi chiedo se un giorno rivedr mamma e pap. Ho paura
di affrontarli e sono sicura che metterei Dennis nei guai se tornassi
a casa, ma mi mancano da morire.
Non  difficile immaginare cosa succederebbe se fossi ancora
a Kiss River e i miei scoprissero che sono incinta: dopo
aver ricevuto una punizione severissima, pap non mi toccherebbe
nemmeno con un dito, ma sono sicura che in questo caso
le parole farebbero pi male delle botte, sarei costretta a lasciare
la scuola e a vivere segregata in casa con loro. Naturalmente
non potrei partorire in ospedale e diventerei un'altra
delle tante ragazze madri degli Outer Banks. Per, se fossi a
Kiss River, almeno avrei la possibilit di rivedere Sandy, sempre
che non sia stato arrestato dall'FBI. So che non sarebbe una
buona idea incontrarlo di nuovo, ma non posso fare a meno di
desiderarlo. Mi manca, o almeno mi manca il Sandy che conoscevo
prima della notte in cui  cambiato tutto.
 strano, ma quando penso a lui vedo un'immagine sfocata,
non riesco a ricordare con precisione i suoi lineamenti, per
mi ricordo di quando passeggiavamo insieme sulla spiaggia
e mi teneva stretta. Ma tutto questo non ha pi importanza,
perch le cose non potranno tornare mai pi come prima.
Adesso  tutto cambiato.
Firmato,
signora Kittering.

 Capitolo 51.

Clay era contento che Gina non fosse ancora tornata. Dopo che
suo padre se n'era andato, era rimasto seduto in soggiorno a
fissare il vuoto, con il muso di Sasha appoggiato su un ginocchio.
Aveva bisogno di un po' di tempo per pensare, per digerire
la notizia che aveva ricevuto da Alec. Dentro di lui la rabbia
per quello che aveva scoperto e l'affetto per sua madre facevano
a pugni e non riusciva a dichiarare una tregua. Non vedeva
l'ora che Lacey buttasse fuori quel maledetto intruso, cos
avrebbero potuto parlare.
Clay non avrebbe saputo dire da quanto tempo fosse uscito
suo padre, quando squill il telefono. Si riscosse da quel torpore
e and in cucina a rispondere.
Vorrei parlare con Gina Higgins, per favore.
La voce al telefono aveva un leggero accento britannico e
all'improvviso Clay si rese conto che quella era la prima chiamata
che Gina riceveva da quando abitava con loro.
In questo momento non c' rispose lui. Vuole lasciare
un messaggio?
La donna esit, poi borbott: S. Sono la signora King. Le
riferisca che qui le cose si sono complicate e che il prezzo  salito
a duecentomila dollari. Le dica che mi dispiace, ma adesso
 tutto molto pi difficile.
Qui dove? chiese Clay. Conosceva gi la risposta e temeva
anche di aver intuito come sarebbero stati impiegati i soldi.
Chiamo da Hyderabad spieg la donna. Mi raccomando,
le riferisca quello che le ho detto. Quindi riattacc.
Quando Gina si decise a tornare a casa con le borse della
spesa, lui la stava aspettando in cucina.
Tutto a posto, con tuo padre? Gina appoggi i sacchetti
sul ripiano e si chin ad accarezzare Sasha.
C' stata una telefonata per te annunci Clay, senza muoversi
dalla sedia. Non accenn ad aiutarla a sistemare la spesa.
Le dita di Gina si paralizzarono sul muso di Sasha. Una
telefonata?
Da una certa signora King.
Gina si alz, estrasse una scatola di cereali da uno dei sacchetti.
Che cosa ha detto?
Che il prezzo  salito a duecentomila dollari, perch adesso
laggi le cose sono pi complicate.
Gina mise sul tavolo la scatola di cereali e si appoggi al
ripiano. In questo modo dava le spalle a Clay.
Vuoi dirmi che cosa sta succedendo? chiese Clay. Chi 
questa signora King? Stai cercando di corrompere qualcuno?
E con che soldi? Lo chiese tutto d'un fiato. Era stufo di sentire
bugie e aveva esaurito la pazienza.
Gina si volt e avanz di qualche passo verso di lui, poi si
lasci cadere su una sedia. Aveva l'aria esausta.
Voglio la verit, Gina.
Lei annu. Mi dispiace, Clay. Mi dispiace di averti mentito
di nuovo, ma non potevo dirtelo.
Credevo di essere io quello con problemi di comunicazione.
Lei ignor il suo commento, forse non lo aveva nemmeno
sentito. La signora King ha fatto uscire altri bambini dall'orfanotrofio
spieg Gina. Chiede un mucchio di soldi, ma alla
fine ci riesce. Non so come faccia a passarla liscia tutte le volte
e non so neanche che fine faccia tutto quel denaro. Probabilmente
lo usa per corrompere i giudici, gli avvocati, il personale
dell'orfanotrofio e chiss chi altro. Ma non mi interessa.
Premette le dita contro la tempia e Clay not che le tremavano
le mani. Io voglio solo la mia bambina. Devo fare
qualcosa prima che sia troppo tardi.
Perch non me ne hai parlato?
Se tu fossi costretto a corrompere qualcuno per salvare la
vita di tuo figlio, lo andresti a raccontare in giro?
A te s, pens Clay. D'altra parte lui non poteva esserne del
tutto sicuro.
Non ho mai fatto del male a nessuno, Clay. Non sono una
criminale, ma non c' un altro modo per portare Rani fuori di l.
Dove pensi di trovare i duecentomila dollari? chiese lui.
Io... Gina sospir, poi lo guard negli occhi. Vorrei leggerti
qualcosa dal diario di Elizabeth Poor. Posso?
Clay era perplesso. Servir a farmi capire dove troverai i
soldi? chiese.
Lei annu.
E come? Per caso ha seppellito dei diamanti sotto la sabbia?
Qualcosa del genere. Gina si alz. Torno subito.
Sal al piano di sopra, mentre Clay sistemava la spesa.
Quando riapparve in cucina, lei aveva in mano un piccolo
diario dalla copertina rosa. Perch non andiamo sul faro?
sugger. Nel caso arrivasse Lacey.
Salirono la stretta scala a chiocciola in silenzio. I gradini
pi alti erano bagnati per la pioggia di quel pomeriggio. Li
asciugarono come poterono e si sedettero.
Gina inizi a leggere una delle pagine del diario e Clay fu
trasportato molti anni addietro. Cambiava il tempo, ma il luogo
era lo stesso. Clay ascolt con interesse, fu scioccato quando
Gina lesse della notte in cui Bess scopr che il ragazzo della
guardia costiera, Sandy, era la spia, ma quando arriv al punto
in cui raccontava di aver inciso il suo nome sul vetro della
lente, la rabbia ebbe il sopravvento.
Ecco perch ci tieni tanto a trovare la lente! esclam. Tutta
questa montatura... Perch non mi hai detto che era questo
il motivo? Perch non mi hai confidato che su quella lente c'
inciso il nome di tuo nonno?
Non potevo, Clay.
Non capisco disse lui. Cosa c'entra il nome sulla lente
con i soldi che ti servono per salvare Rani?
Lo pagavano per quello che faceva gli spieg lei. Mio
nonno ha un mucchio di soldi. Mentre mia madre non ha mai
avuto nulla.
Il tono della sua voce lasciava trapelare un sottile desiderio
di rivalsa, che spavent Clay. Per lui quel discorso non aveva
senso. Ma probabilmente  stato arrestato molti anni fa
osserv.
Io credo di no disse lei. Nonostante tutto, Bess lo amava
ancora e non ha mai rivelato il suo nome. A parte l'incisione
sulla lente. Sapeva che con ogni probabilit Bud Hewitt non
lo avrebbe visto. Da quando si  trasferita a High Point, ha letto
il giornale tutti i giorni e non ha mai trovato una sola parola
sul suo arresto.
Forse hanno tenuta segreta la notizia ribatt Clay. E anche
se fosse ancora in circolazione, non credo che sia il tipo d'uomo
che regala duecentomila dollari alla nipotina ritrovata.
In questo caso, lo ricatter con il diario.
 una storia assurda, Gina. Anche se l'ha fatta franca, probabilmente
 morto.
Lo so ammise lei. Ma questo diario  la prova che io ho
diritto a parte del suo patrimonio.
D'un tratto, Clay prov pena per lei. Il desiderio di salvare
Rani le impediva di pensare in modo razionale, quello che
diceva non aveva alcun senso. La avvicin a s e lei sembr
sorpresa.
Non sei arrabbiato con me?
Certo che lo sono rispose lui, ma  ovvio che in questo
momento sei fuori di te. Sei cos ossessionata dal pensiero di
salvare Rani, che hai perso di vista la realt.
Non dire cos, Clay protest lei. Non so cos'altro fare.
Ho provato a chiedere i soldi in prestito, ma il mio ex marito
mi ha lasciato un mucchio di debiti. Si stacc da lui per guardarlo
negli occhi.  per questo che non te ne ho parlato. Non
volevo sentirmi dire che sono pazza e che il mio piano non funzioner
mai.
Non si tratta solo di questo, Gina disse lui.  che ti sei rivolta
a un mercante di bambini, o come diavolo si chiamano.
Non sapevo cos'altro fare ripet lei.
Clay la strinse di nuovo, pensieroso. Dopo un po' mormor:
Forse Henry, Brian o Walter sanno chi era Sandy.
Perch dovrebbero saperlo?
Erano tutti e tre nella guardia costiera.
Davvero?
 l che si sono conosciuti spieg Clay. Non sono sicuro
che sia stato durante la seconda guerra mondiale, ma possiamo
chiederglielo. Probabilmente per loro il nome Sandy non
significa nulla, ma forse si ricordano chi perlustrava la spiaggia
di notte.
Gina sollev la testa e fiss il cielo. Clay le accarezz una
guancia con il dorso della mano.
Parler con loro solo se non riusciremo a leggere il nome
sulla lente disse lei. Con un pizzico di fortuna, domani scopriremo
la verit. Non voglio coinvolgere altre persone in questa
faccenda.
Va bene.
Gina appoggi di nuovo la testa sulla sua spalla. So che
sei in collera con me, Clay, e ne hai tutto il diritto.
Il tuo piano  folle rispose lui, ma non ci sono altre soluzioni.
Gina rimase per qualche istante in silenzio, appoggiata a
lui. Poi alz la testa. Non mi hai detto come  andata con tuo
padre.
Questa volta fu Clay a sospirare. Non ci ha dato buone
notizie.
Ti va di parlarne?
Clay esit, poi borbott: Ha detto che Lacey assomiglia
sempre di pi a mia madre e che lei era... Ha tradito mio padre,
durante il loro matrimonio.
Oh, no mormor Gina.
Sembra che mia madre avesse un sacco di amanti. Li portava
qui, alla casa del guardiano. Mary Poor, la tua bisnonna,
sapeva tutto.
Strano, per. Era cos severa con sua figlia.
A quanto pare non lo era altrettanto con mia madre.
Mi dispiace, Clay. Mi dispiace per te e per Lacey.
Lui annu. Mi sento come se qualcuno mi avesse rubato
il mondo in cui ho vissuto finora.
Tuo padre sospettava qualcosa? chiese Gina.
Lo ha scoperto solo dopo che mia madre  morta. Pensava
che fosse una specie di santa, come tutti noi. Ma perch le
persone si tradiscono?
Non tutte tenne a precisare lei. Gli prese le mani. Clay,
non so come andr a finire tra noi. Non so se avremo un futuro,
ma ti prometto che non ti terr mai pi nascosta la verit.
Basta con i segreti.
Lui le strinse le mani e le rivolse una domanda che avrebbe
voluto farle molto tempo prima. Che cosa faresti se qualcun
altro riuscisse ad adottare Rani prima di te? Per una coppia
indiana, per esempio, sarebbe molto pi facile.
Gina si irrigid e non rispose subito. Se le dessero tutte le
cure di cui ha bisogno disse piano, e se fossero... Poi si interruppe
e scosse la testa. No, Clay. Rani  la mia bambina. 
mia figlia.


Capitolo 52.

Non sar certo un problema tirare su quel pezzettino di vetro.
Gina era seduta sul bordo della chiatta e ascoltava il proprietario
dare istruzioni a Kenny per il recupero della lente. Era
la terza volta che la chiamava "pezzettino di vetro"; probabilmente,
rispetto a quello che gli era capitato di tirare fuori dall'oceano,
la lente era relativamente leggera.
Quella mattina era stata svegliata dalle voci che erano
entrate nella stanza di Clay attraverso la finestra aperta. Aveva
guardato fuori e aveva visto Kenny in piedi vicino al faro,
immerso nell'acqua fino alle ginocchia. Indossava una
muta da sub con le maniche corte e gridava qualcosa a un
uomo in piedi su una piccola chiatta dipinta di giallo, ferma
vicino alla boa. Illuminata dal sole mattutino, l'acqua del mare
era trasparente come il vetro. La gru nel mezzo della chiatta
sembrava un insetto gigante sollevato sulle gambe posteriori.
Gina aveva svegliato Clay, poi aveva indossato in fretta il
costume rosso di Lacey e si era precipitata sulla spiaggia.
Lei e Clay avevano nuotato fino alla chiatta, quindi erano saliti
a bordo dalla scaletta fissata al ponte. L'imbarcazione era
molto pi grande di quanto sembrasse dalla finestra e davanti
alla gru Gina si era sentita minuscola. Sul ponte c'era una
specie di cornice quadrata fatta di assi di legno, alta poco meno
di mezzo metro.
La lente verr appoggiata sopra quelle assi di legno spieg
Kenny.
Adesso anche lui era salito sulla chiatta e sudava
vistosamente sotto la muta da sub. Quella mattina faceva
particolarmente caldo.
Poi la trasporteranno ad Hatteras, dove verr pulita prosegu.
Kenny spieg in dettaglio l'intera operazione di recupero:
prima di tutto avrebbero spazzato via la sabbia che copriva la
base della lente con un potente getto d'acqua, poi l'avrebbero
imbracata con grosse cinghie fissate al cavo della gru e infine
l'avrebbero tirata fuori.
Un gioco da ragazzi concluse.
Gina e Clay osservarono Kenny e gli altri sub scendere dalla
scaletta e tuffarsi in mare con l'attrezzatura. Anche se l'acqua
era trasparente, lei non riusciva a vedere ci che succedeva
sotto la superficie, perch la barca era ancorata a una certa
distanza dalla lente, cos rimase a fissare la struttura di legno
sulla quale sarebbe stata appoggiata. Sperava che la base restasse
in vista, altrimenti non avrebbe potuto leggere il nome.
Sei nervosa? chiese Clay.
Gina si mordicchiava il labbro. Tu cosa dici? Non sto pi
nella pelle.
Sapeva che anche Clay era ansioso di scoprire la verit, per
quanto pazzesco gli fosse sembrato il suo piano.
Lacey avrebbe voluto partecipare all'operazione, ma uno
dei suoi colleghi si era ammalato e aveva dovuto sostituirlo.
Gina preferiva che lei non ci fosse. Esaminare la lente senza destare
sospetti non sarebbe stato facile, e con Lacey nei dintorni
sarebbe stato impossibile.
Da quando Alec le aveva detto la verit su sua madre, Lacey
era di pessimo umore. Gina e Clay avevano deciso che la
cosa migliore da fare era lasciare che sbollisse la rabbia da sola,
piuttosto che forzarla a confidarsi. Ne parler quando sar
pronta aveva detto Clay. Ma era strano vederla girare per
casa cos cupa e silenziosa.
Ormai era passata mezz'ora e il sole cominciava a scottare.
Gina chiuse gli occhi, respir piano e cerc di rilassarsi.
Finalmente Kenny riemerse e alz il pollice verso il manovratore
della gru, per dargli via libera. Il cavo fissato al braccio
inizi a riavvolgersi con un suono metallico, lentamente, e
poco dopo un enorme alveare coperto di alghe ruppe la
superficie dell'acqua, mentre una pioggia di piccole cascate fuoriusciva
dai prismi di vetro.
Gina e Clay rimasero a distanza di sicurezza mentre la gru
sollevava in aria la lente, per poi depositarla sulle assi di legno.
 girata disse Clay.
Gina lo aveva gi notato. La lente non era diritta fra le cinghie,
ma adagiata su un lato. Se fosse stata appoggiata sulle assi
in quella posizione, lei e Clay sarebbero riusciti a vedere i
prismi alla base senza grosse difficolt.
Dalla barca, due operai accompagnarono la lente sul supporto
di legno, senza cambiarne la posizione.
Gina e Clay si avvicinarono, ignorando il manovratore della
gru che urlava loro di stare lontani.
Questa  la base. Gina tocc il vetro con il palmo della
mano.
Preg che il nome non fosse stato inciso sul pannello mancante.
Gratt via le alghe dal vetro con le unghie, mentre Clay
faceva lo stesso con uno straccio che aveva trovato sul ponte.
Gina! grid a un tratto Clay. L'ho trovato!  qui.
Lei si avvicin di corsa. Le lettere incise erano perfettamente
visibili sul vetro pulito.
Walter Liscott.

 Capitolo 53.

Seduta vicino a Clay nella sala d'attesa del centro di riabilitazione,
Gina giocherellava con la fibbia dello zaino. Erano passate
solo poche ore da quando avevano visto il nome inciso sulla
lente e Clay avrebbe voluto aspettare almeno un giorno o
due prima di andare all'ospedale di Elizabeth City a parlare
con Walter, ma Gina era stata irremovibile.
Quanto credi che durer ancora la seduta? chiese Gina,
dopo aver guardato l'orologio. Aspettavano da pi di quaranta
minuti.
Ormai dovrebbe essere quasi finita disse Clay. Sospir e
aggiunse: Walter sembra una brava persona, Gina.
Anche mio marito, all'inizio rispose lei. E anche Sandy,
prima che piantasse in asso Bess.
Ma sono passati sessant'anni osserv Clay. Le prese la
mano. Una persona pu cambiare, in tutto quel tempo. Tu speri
che Walter sia una specie di multimilionario, ma sono sicuro
che non ha da parte un centesimo. Ammesso che li abbia ricevuti,
deve avere speso quei soldi anni fa. Adesso vive in un
vecchio bungalow.
Gina temeva che Clay avesse ragione. In realt, non sapeva
nemmeno lei che cosa avrebbe ottenuto parlando con lui.
Stentava ancora a credere che Sandy e il vecchio Walter fossero
la stessa persona.
Strinse la mano di Clay. Ti prometto che sar gentile con lui.
Sapeva che Clay temeva che Walter potesse avere un altro
infarto.
Qualche minuto dopo, Walter entr nella sala d'attesa, spingendo
da solo le ruote della sedia a rotelle.
Che sorpresa! esclam con un sorriso. Non potete immaginare
quanto mi manca casa mia. E Shorty. Qui non c' nessuno
con cui giocare a scacchi.
C' un posto in cui possiamo parlare in privato, Walter?
chiese Gina.
Il sorriso sul volto di Walter si spense. Va tutto bene?
chiese.
Probabilmente pens che fosse successo qualcosa a Brian
o a Henry.
 tutto a posto lo rassicur Clay. Io e Gina volevamo
solo parlarti per qualche minuto.
Possiamo andare nella mia camera disse Walter. Indic
il corridoio alle loro spalle. Il mio compagno di stanza  impegnato
con la fisioterapia, quindi per un po' saremo soli.
Lo seguirono in camera. Gina si sedette sull'unica sedia e
appoggi lo zaino sulle gambe, mentre Clay si piazz sul bordo
del letto.
Walter guard prima Gina, poi Clay. Cos' successo?
chiese.
Gina cerc lo sguardo di Clay. Adesso che si trovava faccia
a faccia con Walter, non sapeva da dove cominciare.
Volevamo parlarti di quando eri nella guardia costiera
disse Clay.
Walter sembr confuso. Cosa volete sapere? Non ci sono rimasto
molto. Henry e Brian ne sanno senz'altro molto pi di me.
Walter disse Gina all'improvviso. Tu sei mio nonno.
Io sono cosa? Scoppi a ridere.
Gina apr lo zaino ed estrasse il diario. Questo  il diario
che Bess Poor ha scritto quando aveva quindici anni.
Walter sbianc. Fiss il diario, poi scosse la testa. Bess mormor,
pi a se stesso che a loro. Indic il diario. E cosa c' scritto?
Racconta di come si  innamorata di te. O meglio, di
Sandy.
Walter ridacchi. Sandy. Erano secoli che non sentivo quel
nome. Lei  l'unica persona al mondo che mi abbia mai chiamato
cos.
Ti adorava disse Gina.
E io adoravo lei rispose lui. La sua espressione cambi
e divenne triste. Temo che non abbia avuto una vita facile.
Gina lott per contenere la rabbia. E chi deve ringraziare
per questo? Sei tu che l'hai costretta ad andarsene da casa. Ti hanno
arrestato, almeno? O ti sei arricchito con i soldi dei tedeschi?
Per un attimo Walter sembr stordito. Alla fine disse: Forse
 meglio che io dia un'occhiata a quel diario.
Gina esit, temette che volesse gettarlo via o strappare le
pagine. Avrebbe dovuto farne una copia.
C' scritto che hai fatto la spia per i tedeschi, Walter intervenne
Clay. La sua voce era molto pi calma di quella di Gina.
Non preoccuparti, non abbiamo intenzione di raccontarlo
a nessuno. Ormai  passato troppo tempo. Vogliamo solo sapere
se  vero.
Walter scoppi a ridere di nuovo.  questo che vi preoccupa
tanto?
N Clay n Gina dissero una parola. Quando vide l'espressione
seria sui loro volti, Walter smise di ridere.
Bene borbott. Credo di dovervi dare una spiegazione.
Guard Gina. Ma che cos' questa storia che sono tuo
nonno?
Quando lasci Kiss River, Bess era incinta annunci Gina.
Walter si volt dall'altra parte e fiss nel vuoto, fuori dalla
finestra. Per molti, moltissimi anni, non ho saputo dove fosse
andata disse. Non lo sapevano nemmeno i suoi genitori.
Non verrai a dirmi che ti importava qualcosa di dove fosse?
Me ne importava molto. Guard Gina. Per me non 
stato facile lasciarla andare via cos.
Lasciarla andare? sbott Gina. Tu l'hai cacciata.
I suoi buoni propositi di essere gentile con Walter erano
falliti miseramente. Clay si avvicin e le afferr un polso.
Calmati, Gina disse.
Walter abbass la testa. C' una cosa che dovete sapere
mormor. Non sono mai stato davvero nella guardia costiera.
Cosa vuoi dire? chiese Clay.
Lavoravo per l'FBI, ero sotto copertura.
Gina aggrott la fronte. Non capisco disse.
Avevamo scoperto che i tedeschi volevano scendere a terra
e compiere azioni di sabotaggio sulla costa spieg Walter.
I federali hanno mandato uno dei loro uomini a raccogliere
informazioni, ma  stato ucciso. Parlava tedesco con un
pessimo accento e la cosa deve averlo tradito.  per questo che hanno
deciso di mandare me: il tedesco  la mia lingua madre, entrambi
i miei genitori sono nati in Germania.
Non lo hai mai detto a Bess gli fece notare Gina.
Certo che non gliel'ho detto rispose Walter. Ci sono un
sacco di cose che non le ho detto. Dovevo far credere ai tedeschi
che lavoravo per loro, mentre in realt lavoravo per il governo.
Non lo sapeva nemmeno Bud Hewitt, il sottufficiale della
guardia costiera. Se qualcuno lo avesse scoperto, avrei compromesso
l'intera missione. Alla fine siamo riusciti a impedire
che i tedeschi sbarcassero.
Hai raccontato a Bess che ti pagavano un mucchio di soldi
per quello che stavi facendo disse Gina.
Soldi? Walter scoppi a ridere. Gli unici soldi che ho visto
sono stati quelli della busta paga. Ho raccontato a Bess quella
storia per proteggerla. Se le avessi confessato la verit, l'avrei
messa in pericolo. I tedeschi avrebbero potuto ucciderla. Il problema
 che mi sono innamorato di lei. Walter aveva gli occhi
lucidi. Ho dovuto mandarla via. L'ho spaventata, l'ho perfino
minacciata per costringerla ad andarsene. Le ho detto che ero
stato io a uccidere quell'uomo sulla spiaggia. Se ne  andata convinta
che fossi una persona orribile. E ha continuato a pensarlo
per tutta la vita. Ma non sapevo che fosse incinta.
Walter scambi il silenzio di Gina per incredulit. Si avvicin
al comodino, prese un mazzo di chiavi dal cassetto e glielo
diede.
A casa mia, sulla mensola sopra la scrivania, c' un raccoglitore
con la scritta personale spieg. Dentro troverai una
lettera di encomio firmata da J. Edgar Hoover, per il servizio
prestato al governo degli Stati Uniti nel 1942.
Clay scosse la testa. Dio mio, Walter.
A quel punto il vecchio guard Gina. Adesso parlami di
te, e di come hai scoperto che sei mia nipote.
Gina abbass lo sguardo sul diario. C'erano tante cose da
dire e non sapeva da dove iniziare.
Bess diede la sua bambina, la tua bambina, in adozione
cominci. Si chin verso di lui per restituirgli il mazzo di chiavi.
Poi si accomod sulla sedia e si prepar a raccontargli tutta
la storia, dall'inizio alla fine. Per un attimo si dimentic dei
soldi, di Rani, della signora King.

 Capitolo 54.

Luned, 8 febbraio 1943.
Quattro giorni fa, il 4 febbraio, ho dato alla luce una bambina
nell'ospedale in cui lavora SueAnn. Sono tornata a casa
oggi, da sola. Non l'ho nemmeno vista. Avrei voluto, anche se
sapevo che sarebbe stato ancora pi difficile consegnarla nelle
braccia dell'infermiera. Volevo rivedere Sandy in lei, perch ormai
non ricordo quasi nulla di lui. Ma se avessi rivisto una parte
di lui nel suo viso, credo che non sarei pi riuscita a lasciarla
andare. Forse loro lo sapevano ed  per questo che mi hanno
impedito di vederla...
 stato un parto molto difficile, anche se non ricordo molto.
Mi hanno fatta dormire per la maggior parte del tempo e
quando mi hanno svegliata non facevo che chiamare la mamma.
Mi hanno detto che non potr pi avere bambini. C' qualcosa
che non va nel mio utero. In questo momento non mi interessa.
Ho quindici anni, non voglio un bambino. A parte quello che mi hanno portato via.
L'ha presa il prete. Verr affidata a una buona famiglia cattolica,
ha detto. Gli ho chiesto se i suoi nuovi genitori vengono
nella nostra chiesa e se qualche volta potr vederla. Naturalmente
no ha risposto, come se avessi fatto la pi stupida
delle domande.
Dennis  molto gentile con me, perfino pi del solito, a dire
il vero. SueAnn gli ha spiegato che molte donne diventano
tristi, credo che abbia usato la parola "malinconiche", dopo il
parto, anche se non sono costrette a separarsi dal loro bambino.
Credo proprio che sia quello che  capitato alla sottoscritta.
Ho solo voglia di dormire. Spero tanto che quando io mi
sveglier avr dimenticato tutto ci che  successo nell'ultimo,
terribile anno della mia vita.
 
Capitolo 55.

Gina si era messa in contatto con un'associazione di medici volontari
che portavano manodopera e medicinali in Paesi stranieri,
e li aveva pregati di occuparsi del caso di Rani. La donna
con cui aveva parlato era stata molto gentile, ma la risposta
non era stata incoraggiante. Ci sono un sacco di bambini che
hanno bisogno di cure aveva detto. Vorremmo essere in grado
di aiutarli tutti, ma non  cos. Soprattutto una bambina in
un orfanotrofio, dove non potrebbe ricevere l'assistenza postoperatoria
necessaria.
A letto, la sera, Clay la sentiva piangere. Gina dormiva poco
e continuava a girarsi, lo teneva sveglio gran parte della notte.
Lei si era offerta di tornare nella sua camera, ma lui non aveva
voluto.
Fu proprio in una di quelle notti insonni che gli venne l'idea.
Ci pens su un giorno o due, poi ne parl con suo padre.
Nonostante la riluttanza iniziale, Alec decise di aiutarlo. Clay
aveva deciso di non raccontargli la vera ragione per cui Gina
aveva voluto recuperare la lente. Prima o poi glielo avrebbe
detto, ma adesso gli serviva averlo dalla sua parte e se gli avesse
rivelato la verit, non avrebbe fatto altro che aumentare la
sua diffidenza.
Sabato sera, Gina e Clay erano seduti sull'ultimo gradino
della scala del faro, a osservare le stelle e a scacciare le zanzare.
Clay decise che quello era il momento adatto per parlarle
del suo progetto.
Non ho i duecentomila dollari per la signora King disse.
E anche se li avessi non credo che glieli darei. Ma con i
soldi che ho da parte possiamo andare in India, tutti e due, e
prenderci cura di Rani finch non ci permetteranno di portarla
a casa.
Gina lo guard, incredula. Aveva gi gli occhi lucidi per la
commozione. Perch lo fai? Non la conosci nemmeno.
Clay la baci e non ci fu bisogno di una risposta a quella
domanda.

 Capitolo 56.

Luned, 17 maggio 1943.
Questa  l'ultima volta che scrivo sul diario. O, almeno, su
questo diario. La mia vita  cambiata e voglio lasciarmi alle
spalle tutto ci che  successo nell'ultimo anno. Spesso rileggo
quello che ho scritto ed  come se rivivessi le stesse esperienze
una seconda volta. Ricordo ogni giorno, ogni minuto... Voglio
smettere di ricordare,  troppo doloroso.  arrivato il momento
di guardare al futuro.
Ieri notte io e Dennis abbiamo fatto l'amore per la prima
volta. Dopo ho pianto, lui mi ha tenuta stretta e mi ha detto che
era tutto a posto, che si sarebbe preso cura di me. Credo di aver
pianto perch sapevo che avevo rinunciato per sempre al mio
passato. Nonostante tutto, una parte di me sperava ancora che
un giorno sarei tornata a Kiss River e avrei rivisto i miei genitori,
che avrei potuto costruire quel futuro che avevo sognato
con Sandy, che sarei tornata da lui.
Ogni tanto ripenso a quello che  successo e c' una cosa
che non riesco a capire: Sandy mi ha detto di essere stato lui a
uccidere l'uomo che ho ritrovato sulla spiaggia, di averlo ammazzato
perch gli stava alle calcagna. Ma, a meno che io non
sia diventata completamente pazza, Sandy non era ancora arrivato
a Kiss River quando quell'uomo  stato assassinato. Allora
qual  la verit? Perch mi ha mentito? Mi sembra di diventare
matta a furia di pensarci.
Basta. Ieri notte ho dato un taglio netto con il passato, con
Sandy e con i miei genitori. Adesso la mia vita  con Dennis.
Non credo che al mondo esista un uomo migliore di lui. Ho
deciso che far tutto il possibile per essere felice con lui e per renderlo
felice.
Finora sono stata troppo debole, ho lasciato che fossero il
caso o gli altri a decidere per me. Ho inciso sulla lente di
Fresnel il nome per il signor Hewitt, ma in realt non volevo che
succedesse nulla di male a Sandy; ho dato in adozione la mia
bambina, ma non avrei voluto farlo; vivo le mie giornate senza
entusiasmo e non sono neanche particolarmente brava a
scuola. Da oggi le cose devono cambiare. D'ora in poi sar io
a decidere cosa fare della mia vita.
Qui finisce una stagione, caro diario, oggi ti metter via
per sempre. Tu rappresenti quello che  stato. Grazie per avermi
sempre ascoltata. Addio.
 
Capitolo 57.

Sotto il sole di agosto, sulla strada per Norfolk e l'aeroporto
c'erano tutti. Gina e Clay viaggiavano sul furgone di Alec, insieme
a Olivia, Jack e Maggie; dietro c'era Lacey, che li seguiva
con la sua macchina, con Walter, Henry e Brian. Gina e
Clay stavano per imbarcarsi per il lungo viaggio che li avrebbe
portati a Hyderabad, e nessuno voleva perdersi la loro partenza.
Il furgone era stracarico di vestiti e giocattoli per Rani, che
Gina aveva ricevuto in regalo dalle altre cameriere e da alcuni
clienti abituali di Shorty. Stando alle ultime notizie di Denise,
Rani era ancora all'orfanotrofio pubblico e ogni giorno diventava
sempre pi triste. Per qualche ragione incomprensibile, la
signora King aveva abbassato il prezzo a centomila dollari, ma
anche se Gina avesse avuto il denaro, non l'avrebbe pagata.
Clay le aveva ridato fiducia e adesso che non era pi sola avrebbe
proceduto per vie legali, nonostante sapesse che ci sarebbe
voluto molto pi tempo.
Arrivarono all'aeroporto con largo anticipo e decisero di
andare a pranzo tutti e dieci. Stipati su due tavolini del ristorante,
chiacchieravano ad alta voce, mentre Gina osservava
Maggie giocare con la fotografia di Rani. La bambina le aveva
chiesto una copia e ora la portava sempre con s. Gina si
guard intorno, commossa. Tutta quella gente le voleva bene
e si preoccupava per lei. Era quello il mondo in cui voleva
portare Rani.
Gina non sapeva che cosa le avrebbe riservato il futuro.
Bellingham sembrava cos lontana e aveva gi comunicato alla
direzione della scuola che avrebbe chiesto un periodo di
aspettativa. Aveva anche pensato di dare le dimissioni, ma le
serviva la copertura assicurativa per il momento in cui avrebbe
portato Rani a casa. Non sapeva cosa avrebbe fatto per guadagnarsi
da vivere, ma ci avrebbe pensato al momento giusto.
Adesso aveva altro per la mente.
Al rientro dall'india, lei e Clay, e Rani, perch entrambi erano
decisi a non lasciare Hyderabad senza la bambina, avrebbero
trovato la lente esposta in un museo. Solo pochi occhi particolarmente
attenti avrebbero notato il nome inciso sul vetro
e probabilmente avrebbero pensato che fosse la bravata di un
ragazzo che voleva lasciare una traccia indelebile del suo passaggio.
Nessuno avrebbe sospettato che fosse stato scritto dalla
mano di una quindicenne con il cuore spezzato.
Forse la lente non le aveva portato quello che cercava, ma
Gina guard i volti delle persone che le sedevano accanto e
pens di aver trovato molto di pi.
...
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...
Ringraziamenti.
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Quelli di voi che hanno letto i miei libri sanno che ho un legame
particolare con gli Outer Banks, nel Nord Carolina.  stato
un piacere per me tornare in quei posti meravigliosi e a uno
dei miei soggetti preferiti: i fari.
Sono molte le persone che vorrei ringraziare per avermi
aiutata a scrivere questo romanzo: Kathy Birnbaum, Dixie
Browning, Jim Bunch, Lloyd Childers, Janet Ha, Linda Lewis,
Rob Loresti, Tony Moyer, Frank Newman, Dallas Patterson e
Sharon Van Epps, che hanno condiviso le loro conoscenze con
me; i miei amici dell'ASA, che come sempre mi hanno fornito
informazioni preziose, e le scrittrici Emilie Richards e Patricia
McLinn, per i loro consigli e le critiche, oltre che per le ore piacevoli
trascorse a tavola.
Ringrazio anche la mia agente Ginger Barber della William
Morris Agency e i miei editor, Amy Moore-Benson e Miranda
Stecyk della mira Books.
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...
FINE.